Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.
Apriamo la settimana tendendo decisamente verso gli "sconsigliati". I titoli presi in esame per quest'oggi sono Black Rock Shooter (serie), Nisemonogatari ed Hades Project Zeorymer.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Per saperne di più continuate a leggere.
Apriamo la settimana tendendo decisamente verso gli "sconsigliati". I titoli presi in esame per quest'oggi sono Black Rock Shooter (serie), Nisemonogatari ed Hades Project Zeorymer.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Per saperne di più continuate a leggere.
Black Rock Shooter (2012)
4.0/10
Recensione di ReiRan->--@
-
"Ragazzine sull'orlo di una crisi di nervi", ecco il titolo che si adatterebbe a pennello a questo "Black rock shooter". L'anime è un misto di piagnistei in questo mondo e botte da orbi in un altro mondo parallelo, collegati tra loro da un doppio filo, la cui intessitura verrà spiegata nel corso della storia.
Di quest'anime non ho gradito né la trama, né la psicologia dei personaggi, né tanto meno il character design, dalle improbabili capigliatura e dagli inquietanti occhi. Salvo solo forse la grafica nei combattimenti e i particolari fondali del mondo parallelo, che tuttavia non sono nulla di innovativo, poiché qualcosa di simile si era già visto in "Madoka Magika".
Se è pur vero che il tutto nasce da profonde sofferenze interiori e fisiche di un personaggio, poi tutto finisce per essere proiettato dagli altri personaggi in beghe e incomprensioni più o meno gravi tra amiche. La paura della solitudine, la possessività, l'invidia, i ricatti morali e i sensi di colpa, che si ingenerano nei quotidiani rapporti, vengono amplificati all'inverosimile, fino a esplodere in questo come in quell'altro mondo. Le emozioni e la drammaticità sono forzate, si vengono a creare enormi problemi su cose veramente ridicole. Il tutto pare totalmente esagerato, salvo che non si voglia concepire l'intero anime come metafora dell'umana sofferenza, ma seriamente non credo che questo prodotto, di vocazione prettamente commerciale, e per questo veramente poco adatto al contenitore per adulti di noitaminA, abbia quest'intrinseca profondità. Mato e compagne restano un gruppo di liceali complessate, imprigionate delle loro quotidiane paure.
Si è trattato per me di una visione deprimente, che mi ha piuttosto annoiata, nel corso delle sue otto puntate; inoltre ho trovato fastidiosissima tutta la storia dell'uccellino - vola l'uccellino nei cieli colorati, pum, gli ho sparato, e non vola più - ma ancor di più è irritante l'opening con quella vocetta metallica che scandisce quel suo "Brack Lock Shootah".
Se vi piacciono i combattimenti probabilmente sarete disturbati da tutte i complessi che si creano le protagoniste, d'altro canto se vi piace il drammatico non so se sopporterete le interminabili botte che si danno le ragazze nell'altro mondo.
A chi è davvero indirizzato questo prodotto? Ai fan di "Madoka magika"? Forse sì, ma rispetto a quest'altro anime "Black rock shooter" manca di un elemento fondamentale: non ha il provocatore, Kyubei, colui sul quale scaricare le colpe, l'indignazione e la rabbia, qui le ragazzine davvero s'impiccano da sole.
Di quest'anime non ho gradito né la trama, né la psicologia dei personaggi, né tanto meno il character design, dalle improbabili capigliatura e dagli inquietanti occhi. Salvo solo forse la grafica nei combattimenti e i particolari fondali del mondo parallelo, che tuttavia non sono nulla di innovativo, poiché qualcosa di simile si era già visto in "Madoka Magika".
Se è pur vero che il tutto nasce da profonde sofferenze interiori e fisiche di un personaggio, poi tutto finisce per essere proiettato dagli altri personaggi in beghe e incomprensioni più o meno gravi tra amiche. La paura della solitudine, la possessività, l'invidia, i ricatti morali e i sensi di colpa, che si ingenerano nei quotidiani rapporti, vengono amplificati all'inverosimile, fino a esplodere in questo come in quell'altro mondo. Le emozioni e la drammaticità sono forzate, si vengono a creare enormi problemi su cose veramente ridicole. Il tutto pare totalmente esagerato, salvo che non si voglia concepire l'intero anime come metafora dell'umana sofferenza, ma seriamente non credo che questo prodotto, di vocazione prettamente commerciale, e per questo veramente poco adatto al contenitore per adulti di noitaminA, abbia quest'intrinseca profondità. Mato e compagne restano un gruppo di liceali complessate, imprigionate delle loro quotidiane paure.
Si è trattato per me di una visione deprimente, che mi ha piuttosto annoiata, nel corso delle sue otto puntate; inoltre ho trovato fastidiosissima tutta la storia dell'uccellino - vola l'uccellino nei cieli colorati, pum, gli ho sparato, e non vola più - ma ancor di più è irritante l'opening con quella vocetta metallica che scandisce quel suo "Brack Lock Shootah".
Se vi piacciono i combattimenti probabilmente sarete disturbati da tutte i complessi che si creano le protagoniste, d'altro canto se vi piace il drammatico non so se sopporterete le interminabili botte che si danno le ragazze nell'altro mondo.
A chi è davvero indirizzato questo prodotto? Ai fan di "Madoka magika"? Forse sì, ma rispetto a quest'altro anime "Black rock shooter" manca di un elemento fondamentale: non ha il provocatore, Kyubei, colui sul quale scaricare le colpe, l'indignazione e la rabbia, qui le ragazzine davvero s'impiccano da sole.
Nisemonogatari
3.0/10
Originalità non fa necessariamente rima con qualità e la serie qui recensita ne è la prova lampante. Nato come sequel del fortunato Bakemonogatari, Nisemonogatari perde per la strada quasi tutti i pregi del suo predecessore e ne inasprisce i difetti.
Pur con le sue imperfezioni, Bakemonogatari aveva indubbie peculiarità che gli hanno permesso di distinguersi. Parlo innanzitutto dell'ormai inconfondibile regia di Akiyuki Shinbou (Mahou Shoujo Madoka Magica, Maria Holic), della grafica sperimentale e delle quantomeno bislacche interazioni fra il protagonista e le sue comprimarie. Certo, gli elementi citati poc'anzi li ritroviamo anche in Nisemonogatari, ma non sono supportati da una trama degna di nota - ammesso che di trama si possa parlare. Essenzialmente ciò che rende questa serie tanto scadente rispetto al suo prequel è la scellerata scelta di lasciare nell'ombra gli elementi soprannaturali dedicando di contro ampio spazio a quelli ecchi.
Sin dal primo episodio, Nisemonogatari dimostra di aver ben poco da dire. Come il prequel, la serie è tratta dai racconti di Nishio Ishin ed è caratterizzata da due archi narrativi dedicati ognuno a una sorella del giovane Koyomi, le cosiddette 'Fire Sisters'. Le vicende dovrebbero ruotare attorno alle due fanciulle, tuttavia pur essendo queste ultime il motore delle azioni, rimane in ogni caso Koyomi il protagonista indiscusso.
Tutto inizia quando in città giunge un truffatore di nome Kaiki, che sembra essere una vecchia conoscenza di Hitagi. Reputo superfluo svelare altro della trama in quanto, come ho già accennato, le circostanze soprannaturali sono soltanto un mero contorno.
Se la caratterizzazione camaleontica di Koyomi poteva ancora risultare soddisfacente in Bakemonogatari, qui inizia a stancare. E neppure la bravura del suo doppiatore riesce a rendere degno di interesse questo personaggio così affettato e anonimo, il cui peggior difetto sta nel non avere una personalità definita. L'unica certezza sul suo conto è la sua incapacità di tenere a bada le proprie pulsioni - in fin dei conti è il protagonista ideale per un harem e tanto basta. Volgendo lo sguardo verso le "amiche" di Koyomi, il panorama è piatto e avvilente, basta dire che ritroviamo le stesse eroine di Bakemonogatari ma meno vestite.
Persino l'ironica e irriverente Hitagi pare aver perduto il suo smalto, le sue battute non sono più così taglienti e spassose, e pare aver smarrito gran parte del suo carisma.
Nisemonogatari parla di nulla ma con stile, è un anime che bada solo all'estetica, che accontenta il pubblico maschile con fanciulle dal character design aggraziato e inquadrature ammiccanti, caratterizzato da estenuanti dialoghi, bizzarri sì, ma di certo non per questo profondi o portatori di un qualsiasi tipo di messaggio.
Graficamente osa molto meno del suo predecessore, eliminando, ad esempio, le numerose scritte su fondo monocolore, ma risulta gradevole grazie a giochi di luci e ombre che fanno più che degnamente la loro parte, alle architetture surreali delle abitazioni e alla regia come sempre poco convenzionale.
Dunque personaggi anodini e una trama assente. Allora, oltre alle apparenze accattivanti cosa rimane? Tanto fanservice e scene volgarissime. Non che il fanservice non fosse già presente nella prima serie, ma in questo sequel è eccessivo, molesto, seccante. Se il fulcro di Bakemonogatari erano gli assurdi dialoghi simili a pensieri disconnessi, quello di Nisemonogatari sono le scene ecchi.
Una cosa è certa, lo studio Shaft propone, ancora una volta, una serie creata su misura per gli adolescenti appassionati di anime e che pare avere tutte le carte in regola per riuscire a far parlare di sé; seguendo il noto principio "bene o male: l'importante è che se ne parli".
In ultima analisi Nisemonogatari si rivela curatissimo dal punto di vista grafico quanto vuoto dal punto di vista dei contenuti.
Pur con le sue imperfezioni, Bakemonogatari aveva indubbie peculiarità che gli hanno permesso di distinguersi. Parlo innanzitutto dell'ormai inconfondibile regia di Akiyuki Shinbou (Mahou Shoujo Madoka Magica, Maria Holic), della grafica sperimentale e delle quantomeno bislacche interazioni fra il protagonista e le sue comprimarie. Certo, gli elementi citati poc'anzi li ritroviamo anche in Nisemonogatari, ma non sono supportati da una trama degna di nota - ammesso che di trama si possa parlare. Essenzialmente ciò che rende questa serie tanto scadente rispetto al suo prequel è la scellerata scelta di lasciare nell'ombra gli elementi soprannaturali dedicando di contro ampio spazio a quelli ecchi.
Sin dal primo episodio, Nisemonogatari dimostra di aver ben poco da dire. Come il prequel, la serie è tratta dai racconti di Nishio Ishin ed è caratterizzata da due archi narrativi dedicati ognuno a una sorella del giovane Koyomi, le cosiddette 'Fire Sisters'. Le vicende dovrebbero ruotare attorno alle due fanciulle, tuttavia pur essendo queste ultime il motore delle azioni, rimane in ogni caso Koyomi il protagonista indiscusso.
Tutto inizia quando in città giunge un truffatore di nome Kaiki, che sembra essere una vecchia conoscenza di Hitagi. Reputo superfluo svelare altro della trama in quanto, come ho già accennato, le circostanze soprannaturali sono soltanto un mero contorno.
Se la caratterizzazione camaleontica di Koyomi poteva ancora risultare soddisfacente in Bakemonogatari, qui inizia a stancare. E neppure la bravura del suo doppiatore riesce a rendere degno di interesse questo personaggio così affettato e anonimo, il cui peggior difetto sta nel non avere una personalità definita. L'unica certezza sul suo conto è la sua incapacità di tenere a bada le proprie pulsioni - in fin dei conti è il protagonista ideale per un harem e tanto basta. Volgendo lo sguardo verso le "amiche" di Koyomi, il panorama è piatto e avvilente, basta dire che ritroviamo le stesse eroine di Bakemonogatari ma meno vestite.
Persino l'ironica e irriverente Hitagi pare aver perduto il suo smalto, le sue battute non sono più così taglienti e spassose, e pare aver smarrito gran parte del suo carisma.
Nisemonogatari parla di nulla ma con stile, è un anime che bada solo all'estetica, che accontenta il pubblico maschile con fanciulle dal character design aggraziato e inquadrature ammiccanti, caratterizzato da estenuanti dialoghi, bizzarri sì, ma di certo non per questo profondi o portatori di un qualsiasi tipo di messaggio.
Graficamente osa molto meno del suo predecessore, eliminando, ad esempio, le numerose scritte su fondo monocolore, ma risulta gradevole grazie a giochi di luci e ombre che fanno più che degnamente la loro parte, alle architetture surreali delle abitazioni e alla regia come sempre poco convenzionale.
Dunque personaggi anodini e una trama assente. Allora, oltre alle apparenze accattivanti cosa rimane? Tanto fanservice e scene volgarissime. Non che il fanservice non fosse già presente nella prima serie, ma in questo sequel è eccessivo, molesto, seccante. Se il fulcro di Bakemonogatari erano gli assurdi dialoghi simili a pensieri disconnessi, quello di Nisemonogatari sono le scene ecchi.
Una cosa è certa, lo studio Shaft propone, ancora una volta, una serie creata su misura per gli adolescenti appassionati di anime e che pare avere tutte le carte in regola per riuscire a far parlare di sé; seguendo il noto principio "bene o male: l'importante è che se ne parli".
In ultima analisi Nisemonogatari si rivela curatissimo dal punto di vista grafico quanto vuoto dal punto di vista dei contenuti.
Hades Project Zeorymer
5.0/10
Il Tekkoryu è una malvagia organizzazione criminale dotata di avveniristiche tecnologie, che le hanno permesso di costruire otto potentissimi mecha con cui minaccia il mondo. Il suo scopo è ovviamente di conquistarlo, ma un avvenimento inaspettato rovinerà i piani: uno dei suoi generali tradirà, fuggendo e portando con sé lo Zeorymer, una delle divinità meccaniche più potenti. Ovviamente il mecha trafugato si rivelerà essere l'ultima carta rimasta all'umanità per proteggersi dalla minaccia, e toccherà ai giovani protagonisti Masato e Miku pilotarlo.
Io apprezzo e premio spesso la volontà, nel caso di trasposizioni animate, di scrivere storie inedite basate solo lontanamente sulle idee e sui personaggi dell'originale: perché è opera di ingegno, perché i due media dovrebbero idealmente rimanere sempre separati, e perché di carta carbone spesso e volentieri ne facciamo a meno. "Zeorymer" appartiene certamente a questa categoria, miniserie di quattro episodi che, dai miseri due volumi del 1983 scritti da un giovane Takaya Yoshiki (futuro autore del celebre "Guyver") sotto pseudonimo, riprende i due eroi principali e il robottone protagonista inserendoli in una trama completamente riscritta per l'occasione, sopprimendone i tratti erotici ("Zeorymer" era serializzato su Lemon People, rivista per adulti) e rivoluzionando completamente il mecha design ingenuo per adattarlo alla concezione sborona "dangaiana" di studio AIC.
Una trama, la sua, classicissima e banale, ma che almeno reca in sé un inaspettato numero di elementi di originalità che, se non lo salvano da un giudizio mediocre, almeno impediscono di infierire eccessivamente. Nonostante sia estremamente sbrigativo, "Zeorymer" gode di notevoli intuizioni narrative: villain deboli ed emotivi, un protagonista carogna, una coprotagonista la cui utilità al funzionamento del mecha è incredibilmente grottesco e politicamente scorretto, e infine un colpo di scena d'effetto concernente l'identità del "traditore" della Tekkoryu. Idee interessanti, purtroppo sprecate in una miniserie che ha troppo poco spazio per sviluppare il suo potenziale.
Il maggior problema è in effetti la velocità con cui dispiega la densa trama, densa non per chissà quale intreccio intricato ma per l'alto numero di nemici (ben sette) ideati come carne da macello, con conseguente, inutile tentativo di dare loro personalità. Il risultato è un fallimento: gli uomini del Tekkoryu parlano molto, ma il loro contributo alla "caratterizzazione" si esaurisce con sguardi da cattivo e passati oscuri così telefonati da non riuscire a comunicare emozioni, neanche in quei momenti drammatici che effettivamente, con un po' più di spazio, avrebbero potuto lasciare il segno. Stessa solfa per i due eroi, figure potenzialmente tragiche (contando quei colpi di scena già accennati), ma che in soli quattro episodi non emergono e rimangono glaciali visto che lo spazio è usato quasi interamente per tentare di approfondire futilmente i villain.
L'aspetto tecnico e visivo, di buon livello, rappresenta solo un'altra delusione per un prodotto simpatico ma insufficientemente realizzato. Se i disegni di Kikuchi ricordano molto l'Hirano di Iczer-3, il mecha, come accennato, deve moltissima influenza ai strepitosi modelli di Obari e Kawamori per il sempre mitico Dangaio, con questo esercito di otto mecha dal corpo possente e la testa piccola e angolata. Discontinue infine le animazioni: discrete nei momenti di stanca e fluide nelle mazzate robotiche. Ulteriore grasso che cola da una portata fredda.
Io apprezzo e premio spesso la volontà, nel caso di trasposizioni animate, di scrivere storie inedite basate solo lontanamente sulle idee e sui personaggi dell'originale: perché è opera di ingegno, perché i due media dovrebbero idealmente rimanere sempre separati, e perché di carta carbone spesso e volentieri ne facciamo a meno. "Zeorymer" appartiene certamente a questa categoria, miniserie di quattro episodi che, dai miseri due volumi del 1983 scritti da un giovane Takaya Yoshiki (futuro autore del celebre "Guyver") sotto pseudonimo, riprende i due eroi principali e il robottone protagonista inserendoli in una trama completamente riscritta per l'occasione, sopprimendone i tratti erotici ("Zeorymer" era serializzato su Lemon People, rivista per adulti) e rivoluzionando completamente il mecha design ingenuo per adattarlo alla concezione sborona "dangaiana" di studio AIC.
Una trama, la sua, classicissima e banale, ma che almeno reca in sé un inaspettato numero di elementi di originalità che, se non lo salvano da un giudizio mediocre, almeno impediscono di infierire eccessivamente. Nonostante sia estremamente sbrigativo, "Zeorymer" gode di notevoli intuizioni narrative: villain deboli ed emotivi, un protagonista carogna, una coprotagonista la cui utilità al funzionamento del mecha è incredibilmente grottesco e politicamente scorretto, e infine un colpo di scena d'effetto concernente l'identità del "traditore" della Tekkoryu. Idee interessanti, purtroppo sprecate in una miniserie che ha troppo poco spazio per sviluppare il suo potenziale.
Il maggior problema è in effetti la velocità con cui dispiega la densa trama, densa non per chissà quale intreccio intricato ma per l'alto numero di nemici (ben sette) ideati come carne da macello, con conseguente, inutile tentativo di dare loro personalità. Il risultato è un fallimento: gli uomini del Tekkoryu parlano molto, ma il loro contributo alla "caratterizzazione" si esaurisce con sguardi da cattivo e passati oscuri così telefonati da non riuscire a comunicare emozioni, neanche in quei momenti drammatici che effettivamente, con un po' più di spazio, avrebbero potuto lasciare il segno. Stessa solfa per i due eroi, figure potenzialmente tragiche (contando quei colpi di scena già accennati), ma che in soli quattro episodi non emergono e rimangono glaciali visto che lo spazio è usato quasi interamente per tentare di approfondire futilmente i villain.
L'aspetto tecnico e visivo, di buon livello, rappresenta solo un'altra delusione per un prodotto simpatico ma insufficientemente realizzato. Se i disegni di Kikuchi ricordano molto l'Hirano di Iczer-3, il mecha, come accennato, deve moltissima influenza ai strepitosi modelli di Obari e Kawamori per il sempre mitico Dangaio, con questo esercito di otto mecha dal corpo possente e la testa piccola e angolata. Discontinue infine le animazioni: discrete nei momenti di stanca e fluide nelle mazzate robotiche. Ulteriore grasso che cola da una portata fredda.
Per quanto riguarda il secondo non credo lo vedrò mai dato che la prima serie l'ho droppata a metà per la noia.
Il terzo non lo conosco e non mi attira minimamente.
Di Hades Project Zeorymer ho letto il manga, e scritto la recensione (l'unica che c'è per ora). Non sento il bisogno di guardare la versione anime.
( sospira speranzoso* )
Diciamo che non concordo con i voti dati a queste due serie, perchè comunque per me entrambe raggiungono perlomeno una stiracchiata sufficienza (anche se la seconda è molto più soggettiva, in quanto opera destinata ai soli appassionati di bakemonogatari)... diciamo che non era quello che mi aspettavo di vedere, ma i loro pregi ce li hanno U_u
Vorrei ringraziare Reiran che mi ha chiarito le idee riguardo BRS dato che non sapevo se recuperarlo o meno, credo proprio che passerò...
Ce l'ho da parte, devo ancora vedermi l'OAV (mi consigliate di vederlo prima?)
Delle 7 recensioni inserite sin d'ora solo questa di Rei Ran lo stronca brutalmente, gli altri ne parlano in termini abbastanza entusiastici.
Con questo non voglio insinuare nulla, per carità, sono un amante delle statistiche, tutto qua, e spero di rientrare anch'io nella maggioranza che lo gradirà, perlomeno moderatamente.
* Nisemonogatari
E' nella lista degli anime da visionare ma con tutta calma, a pelle non m'ispira particolarmente, in più, diversamente da quanto accadeva con Black Rock Shooter, qui la statistica afferma il contrario, ossia tutti lo disprezzano a parte un singolo.
L'ultima opera non è il mio genere, non m'interessa per niente.
Però vorrei riportare il mio scorso commento un altro po'. Ossia che come quasi sempre son tutti anime e da bravo ignorante non ne conosco ancora nessuno, se non di nomeXD
Una perdita di tempo con pochi eguali...
P.s.
"Ragazzine sull'orlo di una crisi di nervi"... con la sindrome dell'uccellino aggiungo io...
'Nisemonogatari' in continuo rimando, non ho grandi aspettative - sebbene potrebbe magari anche stupirmi, chissà -, dopo l'acclamato predecessore 'Bakemonogatari' che personalmente mi ha deluso parecchio nella maggior parte dei suoi punti, pur restando un anime godibile.
'Hades Project Zeorymer' è la prima volta che lo vedo, trattandosi di pochi ova fine anni '90 si potrebbe anche dare un'occhiata, purtroppo il pregiudizio dagli screenshoot visti è alto e finisce per non ispirarmi abbastanza, da detestatore di robottoni, passo.
Personalmente non ho ancora visto questo Nisemonogatari, ma cercherò di recuperarlo al più presto.
Non conosco le altre opere, ma, mentre "Black Rock Shooter" mi attira, non posso dirlo di Hades Project Zeorymer, soprattutto dopo la spietata analisi di God87.
Complimenti ai recensori!
giusto un paio di note che non posso far a meno di sottolineare :
1. Madoka Magica volendo essere pignoli è uscito dopo (molto dopo) l oav di Shooter, parliamo di 2 anni, quindi dire che certe cose si erano gia viste in quel cartone non ha senso (oltre ad essere sinonimo di disinformazione, se si deve criticare qualcosa quantomeno facciamolo uno sforzo
2. L'altro appunto è il commento finale, le ragazze sn abbandonate a loro stesse ovviamente perchè stanno combattendo proprio contro loro stesse (ed è una cosa palese di questo progetto animato!)..è probabilmente la rappresentazione di tutte le problematiche che i ragazzi di quell età hanno quando sono in piena crisi esistenziale, è esattamente il punto di forza del cartone che non ha bisogno di un "provocatore", perchè non vuole essere uno Shonen con buoni e cattivi, ma dove il "provocatore" sono le emozioni stesse..lasciando poi aloni di incertezza nella trama adatte a creare interpretazioni soggettive, non ovvie e lineari..
E tutta 'sta somiglianza non ce la vedo mica, e il "cambio scenario" nei combattimenti è un'idea molto più antica.
Personalmente sono anche riuscita a gustarmi l'opera fino ad un certo punto: i personaggi con tormenti interiori che poi si risolvono in happy end alla fine di solito non mi dispiacciono e le battaglie, anche se erano solo azione senza strategia, non le disprezzavo, per come funzionavano le cose nell'altro mondo ci stava.
Il guaio è che questa serie di Black Rock Shooter soffre di due grandi problemi. Il primo è che dura troppo poco: in 8 episodi non era possibile creare una trama all'altezza del personaggio e spiegarla per bene e secondo me anche alla fine rimangono diversi buchi nella storia. Il secondo problema, derivato dal primo, è che, come detto nella recensione, certe reazioni sono esagerate. Una ragazza che il giorno prima era abbastanza tranquilla, il giorno dopo inizia a preoccuparsi per cose da nulla e nel giro di neanche una settimana arriva all'isteria.
Sono d'accordo che a volte, in certe situazioni, da una "cosa da nulla" si può creare un grande problema, ma è un processo che dura mesi, non pochi giorni.
La sanità mentale di una persona non viene sconvolta in così poco tempo, non è credibile -_-
La storia del libro con l'uccellino ha rotto abbastanza anche a me, ma soprattutto è rimasta un mistero irrisolto.
SPOILER?
-------------------------------------------------------------------------------
Questo perchè si parte con la protagonista che dice di adorare questo libro, di averlo letto mille volte, ma poi nel corso della storia lo rilegge assieme agli eventi che le capitano e, incredibilemnte, si stupisce lei stessa di come proceda la storia del libro.
Cioè l'ha letto mille volte, ma poi si dimostra incapace di accettarne il finale, lo adorava, ma rileggendo il finale prova angoscia... mi aspettavo una spiegazione che giustificasse questa specie di strana amnesia, ma nessuno ha detto nulla.
-------------------------------------------------------------------------------
Nonostante tutto io nutrivo grandi aspettative per questo anime e andavo avanti nella convinzione che questa storia con le ragazzine fosse la parte introduttiva. Questo perchè la Black Rock Shooter del video di SuperCell, ovvero il video originale che ha reso famoso il personaggio, passa tutto il suo tempo in un mondo devastato, in quello che potrebbe essere un vagare solitario alla ricerca di qualcosa di perduto.
L'oav riprendeva la storia del video affiancandola a quella delle ragazzine e lasciando allo spettatore il compito di intuire la trama completa rimettendo insieme il puzzle.
Vedendo prima il video e poi l'oav ho immaginato che la serie animata sarebbe partita dalle ragazzine per poi avviarsi davvero solo nel mondo alternativo, con BRS alla ricerca dell'amica perduta e con tutta una serie di avventure e rivelazioni su questo mondo.
Nel manga "Innocent Soul" più o meno mi pare avvenga così, solo che manca la parte introduttiva sulle ragazzine (anche se all'inizo lascia molto all'intuizione e non è chiaro chi fosse BRS e cosa facesse prima di iniziare il suo viaggio)
Il videogioco non l'ho mai provato ma anche lì mi pare avvenga tutto nel mondo alternativo con BRS come protagonista.
Invece che senso ha chiamare la serie animata Black Rock Shooter visto che Black Rock Shooter fa solo da contorno? La vediamo di tanto in tanto, per la maggior parte del tempo non capiamo le sue azioni e ad un certo punto sembra pure che lei sia l'antagoista, anzichè la protagonista.
Questo per me è stato l'errore più grosso di tutti. Hanno realizzato una serie animata giocando sul successo di un personaggio e poi l'hanno lasciato in disparte, concludendo l'anime con quello che mi aspettavo fosse l'inizio.
A questo punto preferisco l'oav: difficile da seguire e capire, frammentato... ma alla fine si riesce a ricomporre una trama di fondo molto più credibile di questa.
Ho letto in giro che molti sperano di non vedere una seconda serie dell'anime di BRS.
Lo spero anch'io, perchè io non voglio una seconda serie, ma una nuova versione della storia, forse anche senza Mato e compagnia, che ormai mi hanno un po'rotto.
Io vorrei un anime di Black Rock Shooter che parlasse di Black Rock Shooter, col suo mondo alternativo e devastato, con le atmosfere tristi alternate da speranza, con i tormenti ma con la volontà di superarli, con una trama degna di questo nome e sviluppata per bene e soprattutto con una quantità di episodi tale da poter permettere uno sviluppo decente degli eventi.
E'il video di SuperCell quello che ha avuto successo e l'apprezzamento del pubblico, quindi non vedo perchè dovremmo sorbirci solo Mato e compagnia con una storia sull'amicizia a sfondo scolastico -_-
Anche se la serie mi ha divertito molto (ma probabilmente è merito di Bakemonogatari), il fanservice effetivamente dopo un po' diventa pesante: il culmine, in senso buono, viene raggiunto con l'episodio dello spazzolino, esilarante, ma allo stesso tempo satura così tanto l'aspetto malizioso della serie che già nella puntata successiva ci si stanca. E cosa ancora peggiore, l'arco di Tsukihi, che teoricamente occupa la seconda metà della serie, si svolge negli ultimissimi episodi, mentre quelli precedenti rischiano sempre di risultare vuoti, non fosse per i dialoghi.
La reputo invece un capitolo di -monogatari utile ai fini dello sviluppo dei personaggi della serie: finalmente sappiamo qualcosa di più di Shinobu e di come Araragi viva la sua condizione di vampiro; e finalmente vengono introdotti dei personaggi, come Kaiki, che non siano ragazze colpite da qualche spirito e che possano interpretare il ruolo degli antagonisti che servivano alla serie.
Più che una serie che cerca di imporsi con qualcosa di nuovo, vedo Nisemonogatari come un altro capitolo della storia iniziata da Bakemonogatari, nè più nè meno. Ed è per questo che guardo con più interesse alle restanti novel che a quanto pare vogliono adattare.
Specialmente gli atteggiamenti delle ragazze, chiamatemi insensibile, mi risultavano stupidamente esagerati, immaturi all'inverosimile. Eppure l'idea non era malvagia, analizzata come si deve poteva dare adito a riflessioni interessanti.
Oh, inoltre avrei preferito un'opening umana, nel senso più letterale del termine. Non mi piacciono molto le voci dei Vocaloid, ma alla fine son gusti anche questi quindi vabbé.
A ragion del vero, però, non è vero che i contenuti proprio non ci siano. In nisemonogatari come in Bakemonogatari ci sono molti spunti interessanti. Peccato però che non vengano mai sviluppati e restino sempre incipit embrionali e che tutto lo sviluppo venga spostato dove meno servirebbe. Sul fanservice, sulle citazioni, sui cartelli, su chi si mette con chi, su Koyomi che si fa pistare... come a voler trollare lo spettatore stuzzicandolo con qualche idea niente male per poi buttare tutto in caciara.
Ed allora, dopo tutto il discorso sul 'falso' di nisemonogatari che, sicuramente nessuno ha colto, cosa resta?
Uno spazzolino...
Su Nisemonogatari concordo con ciò che viene detto nella recensione, ma il voto mi sembra esageratamente basso, almeno alla sufficienza direi che ci arriva, in fondo è pur sempre una serie al di sopra della media (intendo la media di questi ultimi 3 anni) se solo avesse avuto metà del fanservice sarebbe stato allo stesso livello di Bakemonogatari.
Nel frattempo io mi alleno nell'arte della recensione dissacrante studiando i video di un vero esperto in materia
http://www.youtube.com/watch?v=7GqqP_LVkX4&feature=relmfu
http://www.youtube.com/watch?v=GsLAzEJyD3w
Qualcuno gli faccia conoscere Nisemonogatari, non mi importa se ne parlerà bene o male, voglio una sua recensione su quel titolo! XD
Gli altri due non li conosco e, se devo fidarmi del parere dei due recensori non credo li vedrò mai.
Complimenti come al solito a tutti e tre.
Nisemonogatari è certamente da cinque o sei scarso, secondo me, per tutte le ragioni elencate, ma resta tecnicamente un lavoro abbastanza buono. Mi vuoi dire che robacce oscene tipo l'anime di Linebarrels of Iron o quelli tratti dai fumetti Marvel (vedi Iron Man, forse il peggior anime che abbia mai visto) non sono inferiori? Solo che a quelli non puoi dare -3, di voto. Cosa che io farei.
Proposta!! Inserire la possibilità di valutare con numero negativi almeno fino a -10. Sono serissimo.
Gli altri due non li ho visti.
Per chi dice che prima non c'era fanservice in Bake, si ricordino le moine di Nadeko, le lotte con Mayoi e le mutandine onnipresenti sia di Hitagi che di Tsubasa. L'anime stesso inizia con un bel pantyshot di Tsubasa!!
Migliorato anche il comparto tecnico, e con l'aumento dell'animazione, sono spariti anche i cartelli selvaggi ed i fermi immagine stile cd-interactive che hanno oppresso la prima serie. D'altronde lo sanno tutti come lo sperimentalismo della Shaft serviva spesso e volentieri a coprire i buchi di budget più che a creare arte... o meglio, avendoci i soldi uno può fare anche arte... e ti vien fuori Madoka. Ma quando non ce li hai ti esce uno still frame di 18 minuti come nell'infame episodio 4 (mayoi Snail)! Mio dio che tranvata che fu! Ma alla gente piace quindi... /carez
La terza non mi interessa.
Complimenti ai 3 recensori
Devi eseguire l'accesso per lasciare un commento.