Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.
Una rubrica oggi decisamente poco allegra con tre titoli molto tendenti al versante drammatico: A wind skimmering the river surface, La fine del mondo e prima dell'alba (di Inio Asano) e Una tomba per le lucciole.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Per saperne di più continuate a leggere.
Una rubrica oggi decisamente poco allegra con tre titoli molto tendenti al versante drammatico: A wind skimmering the river surface, La fine del mondo e prima dell'alba (di Inio Asano) e Una tomba per le lucciole.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
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Recensione di ReiRan->--@
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Dal momento in cui ho scritto una notizia su quest'anime, all'inizio del 2011, ho dato la caccia per il web a questo titolo, trovando inizialmente solo una raw e dovendo rinunciare alla visone, perché non ci capivo nulla; poi finalmente sono arrivati i sottotitoli in inglese e l'ho visto. Adesso è accessibile a tutti poiché subbato in italiano e lo sto consigliando caldamente. Ma perché questa caccia? Ero stata colpita dall'idea di un contenitore anime per donne adulte, Otona joshi no Anime Time del canale NHK, un progetto alla noitaminA di Fuji TV, indirizzato al gentil sesso, e dall'idea che sarebbero stati trattati temi maturi e spesso tratti da romanzi di successo. Per ora però è uscito solo questo gioiellino: 'A Wind Skimming the River's Surface', e poi non se ne è saputo più nulla; spero che il progetto non sia del tutto naufragato e, anche se non è lì in pianta stabile, che almeno ci regali qualche altra perla ogni tanto.
La trama, la conoscete, è quella che ho scritto nella scheda, è tratta dal romanzo 'Yamu Tsuki' di Kei Yuikawa, vincitore del premio letterario Naoki Prize, esplora il rimpianto. È una storia per certi versi paradossale, proprio la ragazza che credeva di avere capito tutto della vita, che aveva degli obbiettivi precisi e li aveva centrati tutti, viene assalita dal corrosivo dubbio di avere compiuto scelte sbagliate. Noriko voleva fuggire dalla monotonia dalla provincia, avere una buona istruzione, e un ottimo lavoro; perché ciò che le premeva di più era non sprecare le sue potenzialità, come aveva invece fatto l'ammirata sorella maggiore, rea di avere rinunciato a una vita di successi per amore e per la volontà di crearsi una famiglia. Quindi, nella foga di raggiungere il target, la protagonista si mette i paraocchi per non vedere che la felicità è vicina, a portata di mano, senza dovere andare oltre oceano. Non l'afferra al momento giusto e inesorabilmente le scivola via tra le dita, ma, quando se ne rende conto, ormai è tardi. Questo titolo non nasconde le gravi conseguenze psicosomatiche di un malessere interiore e ci mostra come una donna possa usare il cibo a mo' di valvola di sfogo: ebbene sì, quest'anime sfiora anche il delicato argomento della bulimia.
Ho molto gradito il character design di gusto adulto, e poi la grafica è veramente particolare, il movimento dei colori dà allo spettatore l'impressione proprio dell'acqua movimentata dal vento, così come recita il titolo del prodotto: questo gioco è reso possibile quando gli sfondi definiti sfumano in pennellate; il The Answer Studio, già in precedenza impegnato in un opera matura come 'Golgo 13', qui ha fatto veramente un ottimo lavoro. Il fiume assiste a tutte le scelte di Noriko, resta lì sempre presente e sferzato dal costante vento. Il finale non è del tutto tragico, ci lascia una speranza per futuro ed è proprio il figlioletto della protagonista a donare una nota di dolcezza, insieme ai prelibati dolcetti artigianali, a questa coinvolgente ma drammatica storia.
La trama, la conoscete, è quella che ho scritto nella scheda, è tratta dal romanzo 'Yamu Tsuki' di Kei Yuikawa, vincitore del premio letterario Naoki Prize, esplora il rimpianto. È una storia per certi versi paradossale, proprio la ragazza che credeva di avere capito tutto della vita, che aveva degli obbiettivi precisi e li aveva centrati tutti, viene assalita dal corrosivo dubbio di avere compiuto scelte sbagliate. Noriko voleva fuggire dalla monotonia dalla provincia, avere una buona istruzione, e un ottimo lavoro; perché ciò che le premeva di più era non sprecare le sue potenzialità, come aveva invece fatto l'ammirata sorella maggiore, rea di avere rinunciato a una vita di successi per amore e per la volontà di crearsi una famiglia. Quindi, nella foga di raggiungere il target, la protagonista si mette i paraocchi per non vedere che la felicità è vicina, a portata di mano, senza dovere andare oltre oceano. Non l'afferra al momento giusto e inesorabilmente le scivola via tra le dita, ma, quando se ne rende conto, ormai è tardi. Questo titolo non nasconde le gravi conseguenze psicosomatiche di un malessere interiore e ci mostra come una donna possa usare il cibo a mo' di valvola di sfogo: ebbene sì, quest'anime sfiora anche il delicato argomento della bulimia.
Ho molto gradito il character design di gusto adulto, e poi la grafica è veramente particolare, il movimento dei colori dà allo spettatore l'impressione proprio dell'acqua movimentata dal vento, così come recita il titolo del prodotto: questo gioco è reso possibile quando gli sfondi definiti sfumano in pennellate; il The Answer Studio, già in precedenza impegnato in un opera matura come 'Golgo 13', qui ha fatto veramente un ottimo lavoro. Il fiume assiste a tutte le scelte di Noriko, resta lì sempre presente e sferzato dal costante vento. Il finale non è del tutto tragico, ci lascia una speranza per futuro ed è proprio il figlioletto della protagonista a donare una nota di dolcezza, insieme ai prelibati dolcetti artigianali, a questa coinvolgente ma drammatica storia.
Recensione di TheRolandDeschain
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Pregevole volume unico dell'ormai conosciutissimo Inio Asano, "La fine del mondo e prima dell'alba" non si presenta come un'opera destinata a tutti. Il volume è destinato unicamente a tutti coloro che apprezzano la speculazione psicologica che solo una profonda introspezione interiore sa dare.
La premessa è d'obbligo in questo caso: il volume è disseminato di tavole all'apparenza impossibili da interpretare se non immedesimandosi pienamente nella situazione che l'autore di volta in volta descrive. E in questo Asano si dimostra gran maestro. Il compito di descrivere in maniera così minuziosa la triste realtà dei giorni nostri senza tuttavia cedere il passo allo sconforto è portato alle estreme conseguenze.
E a questo punto, quando si viene rapiti o ci immedesima pienamente nelle numerose storie descritte, che viene donata al lettore la chiave interpretativa delle numerose scene criptiche: è come se l'autore suggerisse di volta in volta al lettore di abbracciare o quantomeno soppesare il suo punto di vista sulla vita. Qualora il lettore abbracci affermativamente il messaggio di Asano, ecco che al lettore viene disvelato una stanza piena di tesori. Perchè sono autentici tesori le bellissime tavole nuff said con cui Asano coccola il lettore, prendendolo per mano e mostrando quanta bellezza invisibile ci sia all'interno del creato e quanta importanza abbia il saper cogliere questa bellezza.
Tutte le numerose storie partono da un sostrato misero o quantomeno problematico, ma tutte vedranno la rivalsa dei rispettivi protagonisti, una sorta di processo spirituale che porta ad un demistificazione della verità. Perchè spesso i problemi dell'anima altro non sono che un appannamento della capacità di vedere le cose come realmente sono.
Da segnalare proprio le due storie che non a caso danno il titolo all'opera: "Prima dell'alba" e "La fine del mondo".
Disegno sublime, sicuramente l'Asano migliore in questa opera. Traduzione abbastanza fedele, edizione Planet Manga forse un pò costosa vista la mancanza di tavole a colori, ma ormai siamo abituati agli esborsi scriteriati.
In conclusione ripeto: opera non facile ma di sublime bellezza. Se non avete mai letto nulla di Inio Asano fatevi prima le ossa con "Buonanotte Punpun" o "Solanin", e solo in un secondo momento accostatevi a questo splendido volume.
La premessa è d'obbligo in questo caso: il volume è disseminato di tavole all'apparenza impossibili da interpretare se non immedesimandosi pienamente nella situazione che l'autore di volta in volta descrive. E in questo Asano si dimostra gran maestro. Il compito di descrivere in maniera così minuziosa la triste realtà dei giorni nostri senza tuttavia cedere il passo allo sconforto è portato alle estreme conseguenze.
E a questo punto, quando si viene rapiti o ci immedesima pienamente nelle numerose storie descritte, che viene donata al lettore la chiave interpretativa delle numerose scene criptiche: è come se l'autore suggerisse di volta in volta al lettore di abbracciare o quantomeno soppesare il suo punto di vista sulla vita. Qualora il lettore abbracci affermativamente il messaggio di Asano, ecco che al lettore viene disvelato una stanza piena di tesori. Perchè sono autentici tesori le bellissime tavole nuff said con cui Asano coccola il lettore, prendendolo per mano e mostrando quanta bellezza invisibile ci sia all'interno del creato e quanta importanza abbia il saper cogliere questa bellezza.
Tutte le numerose storie partono da un sostrato misero o quantomeno problematico, ma tutte vedranno la rivalsa dei rispettivi protagonisti, una sorta di processo spirituale che porta ad un demistificazione della verità. Perchè spesso i problemi dell'anima altro non sono che un appannamento della capacità di vedere le cose come realmente sono.
Da segnalare proprio le due storie che non a caso danno il titolo all'opera: "Prima dell'alba" e "La fine del mondo".
Disegno sublime, sicuramente l'Asano migliore in questa opera. Traduzione abbastanza fedele, edizione Planet Manga forse un pò costosa vista la mancanza di tavole a colori, ma ormai siamo abituati agli esborsi scriteriati.
In conclusione ripeto: opera non facile ma di sublime bellezza. Se non avete mai letto nulla di Inio Asano fatevi prima le ossa con "Buonanotte Punpun" o "Solanin", e solo in un secondo momento accostatevi a questo splendido volume.
La tomba delle lucciole
10.0/10
Gli anni spezzati
Giugno 1945. Nel cielo sopra il Giappone i bombardieri B-25 americani, come roboanti angeli della morte, preannunciano l'imminente inferno sulla terra. Una pioggia di bombe incendiarie divora la città di Kobe seminando il terrore fra la popolazione civile. Il quattordicenne Seita assiste impotente alla morte di sua madre fra le atroci sofferenze dovute alle ustioni. Avendo perso anche il padre, ufficiale di marina caduto in un conflitto bellico senza più speranze di vittoria, il ragazzo dovrà prendersi cura della sua sorellina Setsuke di quattro anni in un paese ormai in ginocchio e allo stremo delle forze.
Scritto e diretto da Isao Takahata, "Una tomba per le lucciole" (1985) offre una rappresentazione al contempo lucida e onirica, cruda ma venata di delicato lirismo, della dura vita in tempo di guerra vista con gli occhi di due giovani innocenti. La fonte è il racconto autobiografico di Akiyuki Nosaka, e il regista, con coraggio e sensibilità, affronta il difficile tema della guerra asciugandolo da ogni retorica, dipingendo i suoi personaggi con appassionata sincerità e disarmante umanità, e prefiggendosi l'arduo compito di aderire a un'estetica verista con gli strumenti propri dell'animazione, affabulatori e artificiosi per definizione.
Takahata tocca tutte le corde dell'emozione ricorrendo a ogni possibile espediente narrativo pur di enfatizzare al massimo il pathos e spingere lo spettatore nel vicolo cieco della commozione. I momenti di leggera spensieratezza strappano sorrisi dal sapore amaro e sono un ben misero sollievo, quasi un contrappunto che dà ancora più peso al dominante senso di lacerante angoscia e disperazione.
Il risultato è un film dilaniante, un'intensa e dolorosa testimonianza che lascia un segno profondo e raggiunge i recessi più intimi della coscienza. Non è semplicemente la guerra vista con gli occhi dei vinti, è l'orrore quotidiano di chi non ha voce, un calvario destinato ai più deboli, è un grido di dolore soffocato che si spegne in un silenzio assordante. Ma la poesia che sulle ali delle lucciole si innalza verso vette altissime e sublimi ci restituisce un ritratto tenero e delicato che rimane impresso a fuoco nel cuore di chi guarda.
"Una tomba per le lucciole" è un'opera struggente e commovente che, con il suo significato morale autentico e profondo, lancia un severo monito antimilitarista rivolto a tutti.
Poesia e strazio, sorriso e pianto, luce e ombra si fondono in questo capolavoro di 'neorealismo anime' che rispecchia l'ambiguità e la tragicità della vita stessa.
Giugno 1945. Nel cielo sopra il Giappone i bombardieri B-25 americani, come roboanti angeli della morte, preannunciano l'imminente inferno sulla terra. Una pioggia di bombe incendiarie divora la città di Kobe seminando il terrore fra la popolazione civile. Il quattordicenne Seita assiste impotente alla morte di sua madre fra le atroci sofferenze dovute alle ustioni. Avendo perso anche il padre, ufficiale di marina caduto in un conflitto bellico senza più speranze di vittoria, il ragazzo dovrà prendersi cura della sua sorellina Setsuke di quattro anni in un paese ormai in ginocchio e allo stremo delle forze.
Scritto e diretto da Isao Takahata, "Una tomba per le lucciole" (1985) offre una rappresentazione al contempo lucida e onirica, cruda ma venata di delicato lirismo, della dura vita in tempo di guerra vista con gli occhi di due giovani innocenti. La fonte è il racconto autobiografico di Akiyuki Nosaka, e il regista, con coraggio e sensibilità, affronta il difficile tema della guerra asciugandolo da ogni retorica, dipingendo i suoi personaggi con appassionata sincerità e disarmante umanità, e prefiggendosi l'arduo compito di aderire a un'estetica verista con gli strumenti propri dell'animazione, affabulatori e artificiosi per definizione.
Takahata tocca tutte le corde dell'emozione ricorrendo a ogni possibile espediente narrativo pur di enfatizzare al massimo il pathos e spingere lo spettatore nel vicolo cieco della commozione. I momenti di leggera spensieratezza strappano sorrisi dal sapore amaro e sono un ben misero sollievo, quasi un contrappunto che dà ancora più peso al dominante senso di lacerante angoscia e disperazione.
Il risultato è un film dilaniante, un'intensa e dolorosa testimonianza che lascia un segno profondo e raggiunge i recessi più intimi della coscienza. Non è semplicemente la guerra vista con gli occhi dei vinti, è l'orrore quotidiano di chi non ha voce, un calvario destinato ai più deboli, è un grido di dolore soffocato che si spegne in un silenzio assordante. Ma la poesia che sulle ali delle lucciole si innalza verso vette altissime e sublimi ci restituisce un ritratto tenero e delicato che rimane impresso a fuoco nel cuore di chi guarda.
"Una tomba per le lucciole" è un'opera struggente e commovente che, con il suo significato morale autentico e profondo, lancia un severo monito antimilitarista rivolto a tutti.
Poesia e strazio, sorriso e pianto, luce e ombra si fondono in questo capolavoro di 'neorealismo anime' che rispecchia l'ambiguità e la tragicità della vita stessa.
Mi è piaciuto molto A Wind Skimming the River's Surface , toccante e decisamente non scontato, complimenti alla recensione. Consigliato.
Un tomba per le lucciole beh...che dire. Opera d'arte. Da non perdere.
una disperazione abissale quando lo guardai e mi odiai profondamente perchè sapevo il tema!
Non amo queste genere,mi deprimo troppo e gli altri due non li conosco.La fine del mondo e prima dell'alba però è tra i recuperi a breve termine che voglio fare!
Una tomba per le lucciole so essere un'opera d'arte ma proprio nn ce la faccio,i film dove ci sono bambini piccoli che soffrono e addirittura muoiono non riesco a vederli...
Molta curiosita'pr il volume invece,ne ho sentito parlare molto bene...
Complimenti a tutti,bob e rairan d'altronde sono sempre una certezza nei consigli
Proprio non mi attira, né la trama né l'aspetto grafico.
Dubito troverò mai tempo e voglia per dargli un'occhiata.
* La fine del mondo e prima dell'alba
Questo invece è un titolo che destò subito il mio interesse ma opinioni contrastanti e un prezzo "da capogiro" mi fecero desistere dall'acquistarlo.
* Una tomba per le lucciole
Purtroppo non l'ho ancora visto.
E dire che dovrei avercelo da parte, custodito con cura ma ancora devo guardarlo!
Cercherò di rimediare quanto prima a questa grave carenza.
La fine del mondo e prima dell'alba invece non mi ha colpito molto, gli spunti interessanti sono pochi e comunque lasciati in potenza, una raccolta poco ispirata direi.
(aspettando la sfilza di pollici rossi XD)
Pollicione e quote anche per meitei, ovviamente.
-La fine del mondo e prima dell'alba: Provato a leggere da un amico ma non fino alla fine per via del prezzo e dell'edizione della panini (se non erro) che non mi ha per nulla convinto.
-Una tomba per le lucciole: chi non l'ha visto? E' uno di quei titoli che ferisce più di una lama, assolutamente un capolavoro del genere animato. Un esempio di come si possa trasmettere oltre le parole ed i disegni, da far vedere a tutti, piccoli e grandi che si conosca.
Mi interessa moltissimo il titolo proposto da ReiRan (ottima recensione!) e vedro' di recuperalo. Inio Asano invece mi sta proprio antipatico e i suoi manga li lascio sullo scaffale.
Cmq di Asano ho preso al Napoli Comicon, La città della Luce che sto leggendo... ( manca solo l'ultimo capitolo)sinceramente i disegni sono fantastici, le storie mi prendono ma Inio Asano oltre il livello della denuncia sociale non riesce ad andare, il suo è un pensiero asistematico ovvero non ha una conclusione.
Le sue storie sono assurde, personaggi alcuni di essi hanno comportamenti che non stanno totalmente nè in cielo e nè in terra, posso capire i bambini e gli adolescenti...ma gli adulti...cioè realismo caratteriale 0.
Bello il tema dell'alienazione dell'uomo moderno e delle mancate ambizioni sociali però oltre la denuncia non va l'autore, visto che non da una soluzione al problema. Si vede che Asano è figlio della generazione della Crisi economica, poichè se attualmente il mondo non fosse in tale stato, ben pochi se lo filerebbero...
Cmq:
- Credo che approfitterò del fatto che il mio fumettaro mi voglia vendere Solanin a 7.50 ( 1 e 2)
- Prenderò la ristampa del campo dell'arcobaleno.
Giusto per avere una visione più ampia del'autore, perchè se Asano è il solito criticone, per quanto mi riguarda può anche restare sullo scaffale con Buonanotte Punpun.
Una tomba per le lucciole è davvero straziante.
A wind skimmering the river surface
La fine del mondo e prima dell'alba lo conosco e mi incuriosisce ma non l'ho ancora letto. Ma mi posso fidare di Asano.
Volume che non dice niente,nessuna storia colpisce veramente.Anche se la prima non è male,le altre sono "insignificanti".Praticamente lo dice anche Asano nella postfazione.
Asano ha scritto (e disegnato) opere assolutamente migliori di queste.
Se non mi sbaglio sono tra le prime sue storie pubblicate,e lo si vede anche nel disegno.
In generale le storie non offrivano nemmeno spunti per creare una serie più lunga.Volume davvero inutile a mio parere.Anche perché avevo grandi aspettative,come ogni altra opera di Asano.
Non parlo dell'edizione Panini,è scontato.
I bombardieri sembrano mostri neri sbucati dal nulla per spargere il terrore, e questa è la prospettiva di un bambino (illustrata egregiamente nel film); una visione più obiettiva ci avrebbe fatto pervenire il messaggio che i giapponesi in guerra non sono stati solo vittime, ma sono stati anche carnefici.
Come al solito, Bob71, stupenda recensione!
{A proposito, perché diamine non l'ho ancora recensito dal momento che l'ho visto secoli fa? Urge ovviare a questa mancanza!}
La fine del mondo e prima dell'alba mi interessa, o meglio mi interessa Asano come autore. Per il momento ho letto soltanto Solanin e devo dire che mi è piaciuto più di quanto mi aspettassi, ragion per cui sono abbastanza fiduciosa.
Una tomba per le lucciole è qui sul mio HD che mi guarda colpevole: ce l'ho in memoria da un sacco di tempo e non ne ho guardato nemmeno un fotogramma.
Non ne ho visto nessuno dei tre >.<.
Che dire, struggente certo e bellissimo e terribile, io inoltre sono particolarmente sensibile quando si tratta di bambini. Non credo che sia un film che vuole essere per forza tragico, semplicemente non può non esserlo perchè l vicenda che ci viene presentata non è finzione, purtroppo e realtà. La commozione è data dal senso di colpa e di impotenza che prova los spettatore di fronte a un dramma che poteve essere evitato se solo la grettezza del mondo adulto non avesse avuto il sopravvento.
Prova a leggere Buonanotte PunPun, è un manga di un altro pianeta, semplicemente superbo, neanche Solanin lo supera.
Credimi Pun Pun è un capolavoro, una volta tanto chissenefrega del prezzo!
Il campo dell arcobaleno invece è qualcosa di veramente particolare, io l ho amato ma ad alcuni risulta indigesto, se avete visto le recensioni i voti o sono bassissimi (1/2) o sono altissimi (8/9/10) xD
Con questo non voglio dire che non mi sia piaciuto, Asano fa delle belle fotografie di un disagio, ma non va molto oltre.
Così efficace, così struggente... viene una rabbia nel capire in certe scene e eventi del film come i conflitti tra gli uomini servano solo a distruggere la genuinità della vita.
E' un film che grida di dolore. Uno dei pochi film del genere (ambientati in contesti bellici) che mi sia davvero piaciuto.
Grandebonzo, concordo solo in parte con le tue parole, infatti credo che l'intento del regista fosse proprio di evitare accuratamente gli intenti politici o ideologici: una dissertazione più approfondita sullo sfondo bellico e sulle sue implicazioni avrebbero snaturato inevitabilmente lo spirito e l'obbiettivo del film; questo vuol'essere semplicemente una cronaca di quei giorni, un diario personale e autobiografico che ci mette di fronte alla realtà per quella che è stata.
Ho parlato di "neorealismo" e credo che questa definizione si addica molto al film per alcuni aspetti estetici, per l'ambientazione e per l'antimilitarismo di fondo, ma a differenza dei neorealisti "veri", in Takahata non c'è traccia di giudizi o condanne di una o dell'altra parte in causa, non c'è l'impegno civile e la presa di posizione (come ad esempio in Roma città aperta o Germania anno zero), al regista interessa più che altro l'analisi della pietas e del risvolto umano, e in questo senso è più vicino a Sciuscià o Ladri di biciclette (come e stato giustamente fatto notare).
L'unica nota "politica" si ha (se non ricordo male quando Seita apprende della morte del padre) in una scena in cui si mette in evidenza l'insensata e suicida scelta dell'imperatore di continuare la guerra nonostante la pochezza delle "invincibili" forze armate nipponiche.
D'altronde la distanza temporale tra gli eventi narrati e la produzione del film è tale da avere ormai sedimentato e metabolizzato ogni riferimento politico/ideologico sulle ragioni di quel conflitto, il film si limita a trattare rispettosamente da vicino il dramma umano delle piccole storie personali di fronte agli incombenti eventi della grande storia. In questo senso Clint Eastwood nel suo Lettere da Iwo Jima compie un'operazione affine.
Concludo dicendo che secondo me il grande pregio di questo film non consiste solo nella pur minuziosa e fedele ricostruzione di quei giorni o nei ritratti commoventi che ne emergono, ma soprattutto nella sua incredibile attualità, nella messa in scena di una tragedia che si è ripetuta negli anni e continua a ripetersi ancora oggi nella violenza quotidiana dei conflitti che vediamo nel mondo.
PS: Ho notato che alcuni si rifiutano di vedere o rivedere questo film perché probabilmente disturbati dall'eccesso di drammaticità che colpisce come un pugno nello stomaco, ma secondo me questo impatto così forte e diretto va inteso alla luce delle nobili finalità educative da parte dell'autore, per tanto ritengo che comunque vada visto e consigliato senza remore, anche se equivale a mandare giù un'amara medicina.
Perchè spesso i problemi dell'anima altro non sono che un appannamento della capacità di vedere le cose come realmente sono.
p.s. Aggiungo che appena ho comprato il volume credevo di avere una copia fallata tra le mani... La firma della casa editrice è riconoscibile
La fine del mondo e prima dell' alba ce l' ho da quando è uscito ma ancora non ho nemmeno cominciato a leggerlo.
A Wind Skimming the River's Surface non l' avevo mai sentito,ma sembra interessante.
Gli altri titoli non li conosco ma amando il genere e trovandoli interessanti mi sento obbligata a dargli almeno un occhiata.
Ah, e ribadisco, se volte un anime breve e di qualità, buttate un occhio su A Wind Skimming the River's Surface.
Grazie mille!
Sbagli a pensare che il secondo conflitto mondiale ai tempi della produzione del film fosse stato adeguatamente metabolizzato dai giapponesi: "Una tomba per le lucciole" è proprio figlio di un fraintendimento di lunga data.
Dopo l'umiliante resa, dopo gli anni della politica insensata di MacArthur, si andò rafforzando quella che sarebbe diventata la linea condivisa, sentimentalmente prima, e ufficialmente poi, dell'interpretazione dei fatti bellici: i giapponesi furono vittime. Vittime dello strapotere militare americano, vittime dei bombardamenti indiscriminati, vittime di un'arma nuova e devastante che avrebbe causato una mole indescrivibile di sofferenza alla popolazione. Eroici e coraggiosi martiri, ma pur sempre vittime. Quando visitai il museo di Hiroshima 15 anni fa, l'impressione fu proprio questa, cioè di una forte partecipazione emotiva agli orrori della guerra e al carico di dolore che comportò al popolo giapponese, ma di un (non so quanto volontario) accantonamento di importanti fatti storici e politici, fondamentali per un'interpretazione corretta del quadro generale del conflitto. Si esce convinti che il Giappone subì, e non che cercò attivamente, le devastazioni della guerra; è insomma la visione di Seita, la visione del soldato di "Lettere da Iwo Jima" a farsi storia, portavoce di un'interpretazione distorta della realtà. L'aver proditoriamente iniziato il conflitto, l'aver perpetrato massacri indicibili, oltre ogni immaginazione, in Cina (esemplare quello di Nanchino), l'aver riservato un trattamento disumano ai prigionieri di guerra, sono alcuni esempi di fatti che la storiografia ufficiale omise dai suoi libri fino a pochi anni fa e che a scuola non venivano insegnati (non ti so però dire a che punto è arrivata oggi l'opera di revisionismo), a favore invece di esempi di eroismo e dignità, interessanti ed emotivamente toccanti, ma non di fondamentale importanza. Non so se ti è capitato di leggere "Golden boy" di Tatsuya Egawa, ma negli anni '90 trattò proprio questo argomento, e la casa editrice Shueisha non gradì affatto (non solo per questo motivo), arrivando con diversi pretesti a sospendere il manga.
Ed è questo che contesto alla regia del film, di non essere riuscita a discostarsi da questa linea di pensiero, di non aver avuto cioè l'acume del generale Kuribayashi (ti consiglio di leggere, visto che ti è piaciuto il film di Eastwood, "Così triste cadere in battaglia", il libro da cui è stato ispirato) il quale, pur ligio ai suoi doveri militari, ebbe la visione chiara dell'insensatezza di un conflitto che il Giappone non avrebbe mai potuto vincere, sacrificando comunque i suoi figli a discutibili ideali.
Bisogna poi considerare l'estrazione letteraria del soggetto originale (su cui però sono impreparato) che presumibilmente il regista non avrà voluto tradire.
A mio modesto avviso il messaggio di fondo che emerge dal film è in linea di principio contro la guerra nella sua accezione più ampia e generale, sotto tutti i punti vista, a 360°, il che esula da qualsiasi interpretazione ma ha un significato univoco e inequivocabile. Una presa di posizione netta avrebbe in un certo qual senso inquinato i nobili intenti pacifisti degli autori. Quello che più mi ha colpito del film è il fatto che una storia simile ha un valore universale che può essere applicato a tutte le guerre, in tutte le epoche e in tutti i luoghi. Dopotutto, considerando il regista e il suo retaggio ideologico/culturale (stiamo parlando di un ex sessantottino di prima linea) tutto sommato la direzione del film risulta abbastanza equilibrata e imparziale.
In fine non metto in dubbio che una sorta di "vittimismo", di cui parli con cognizione di causa, possa essersi in qualche modo radicata nella cultura nipponica con implicazioni nella letteratura e in altre forme di espressione artistica, ma francamente non mi sembra questo il caso di Takahata che in tutta la sua carriera ha sempre dimostrato una certa onestà intellettuale anche a costo di sacrificare (ed è questo uno di quei casi) gli esiti commerciali dei suoi film.
Ti ringrazio molto per i consigli di lettura che accetto di buon grado, a tal proposito ricambio la cortesia consigliandoti un libro letto di recente, "L'uccello che girava le viti del mondo" di Murakami Haruki, in alcuni capitoli del quale si parla in maniera piuttosto dettagliata e alquanto critica di alcuni episodi dell'invasione giapponese della Manciuria, fra cui la disastrosa e sanguinosa battaglia di Nomonhan, dove eroici soldati nipponici mal forniti e quasi a mani nude venivano mandati al massacro contro i carri armati sovietici, e gli ufficiali che ripiegavano venivano giustiziati per insubordinazione.
Chapeau a Takahata, coraggioso nel proporre un tema, come giustamente dici, difficile e poco commerciale.
Devo ammettere di non ricordare puntualmente i riferimenti alla politica imperiale che tu mi dici essere presenti nel film; avendolo visto l'ultima volta qualche anno fa, ricordavo più che altro l'atmosfera di rassegnazione regnante tra la popolazione, comunque consapevole dell'eroismo dei combattenti delle ultime, sanguinose e inutili battaglie. L'idea che mi trasmise era che la guerra era persa, ma con onore. Ma, probabilmente, dovrei andare a rivederlo.
In generale la mia critica è forse un po' oziosa, fatta ad oltre 20 anni dalla produzione e con gli occhi di un non giapponese, il quale non ha vissuto, per fortuna, tanta sofferenza sulla propria pelle. Eppure, sento che al film manca qualcosa per essere un vero capolavoro, pochi cenni che avrebbero rafforzato l'universalità di quel dolore tanto ben tratteggiato nei due giovani protagonisti, che tu indichi - e sono pienamente d'accordo - come maggior pregio dell'anime.
Mi segno volentieri il libro che mi suggerisci e spero che il consiglio del mio post precedente non ti abbia dato fastidio (non vorreri esserti risultato spocchioso). L'ho fatto solo perché ho letto tra le righe il tuo apprezzamento per il bel film di Eastwood.
@ Micheles: certo, il film ci offre la prospettiva dei bambini, ma non è sicuramente un film per bambini; proprio per questo sento di dover essere più critico possibile sul messaggio che propone. E' chiaro che i morti tra i civili siano sempre vittime innocenti, non c'è bisogno neanche di dirlo; ma non bisogna fermarsi al loro (giustissimo e doveroso) compianto, occorre anche scavare a fondo le motivazioni che hanno generato una tale tragedia, affinché il processo catartico sia poi utile ed efficace.
Non mi hai assolutamente infastidito, anzi al contrario l'ho molto apprezzato, però devo avvisarti che il romanzo che ti consiglio non parla di guerra se non in alcuni capitoli, ad ogni modo lo considero un gran bel libro, quanto meno per il fantastico stile di scrittura.
Accetto volentieri anche il consiglio di Micheles sul film dal vivo di cui non sapevo dell'esistenza.
Grazie del consiglio, Micheles.
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