Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.
In questo arroventato clima estivo e in pieno svolgimento degli Europei di Calcio, ecco un bell'appuntamento con anime calcistici. Scendono tutti in campo tra Inazuma Eleven, Captain Tsubasa e Whistle.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Per saperne di più continuate a leggere.
In questo arroventato clima estivo e in pieno svolgimento degli Europei di Calcio, ecco un bell'appuntamento con anime calcistici. Scendono tutti in campo tra Inazuma Eleven, Captain Tsubasa e Whistle.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
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Inazuma Eleven
9.0/10
Recensione di Watashiwa7
-
Avevo perso quasi completamente il piacere di guardare anime, negli ultimi tempi li trovavo banali, insulsi, non mi divertivano più come un tempo. Anzi, la verità è che ormai m'annoiavano, pensavo che la parabola fosse tristemente giunta alla sua fase calante. E poi... e poi mi sono dovuto ricredere.
La mattina mia sorella teneva la tv accesa su Rai2, perché da che mondo è mondo quando si fa colazione per i bambini i cartoni sono un must. E così, inizialmente di sfuggita, ho avuto anch'io occasione di guardare qualche episodio di "Inazuma Eleven".
È stato amore a prima vista. Centinaia di puntate divorate l'una dopo l'altra, senza riuscire a smettere. Ho iniziato poi a giocare ai videogame per DS, e dico solo che nelle ultime settimane non faccio altro che scrivere guide e soluzioni in inglese per tutti i capitoli della saga. Più tempo passa più mi piace, è incredibile.
Quando provo a consigliare questo anime in giro ho un po' di difficoltà a rispondere alla domanda "di che parla?". Perché se a me dicessero che in quest'anime "dei ragazzini, attraverso un calcio alla 'Shaolin Soccer', devono salvare il mondo contando solo su tecniche che violano tutti i principi della fisica e sul potere dell'amicizia", io esploderei in una fragorosa risata e non darei a questa porcheria la benché minima chance.
Ma quanto sbaglierei...
In realtà è proprio questo rifiuto del realismo il punto di forza di "Inazuma Eleven". Basta dare leva alla propria sospensione dell'incredulità per godere di un prodotto capace di trasmettere un divertimento genuino. Non è un anime sportivo, non è comico, non è d'azione, non è sentimentale, ma è semplicemente un sapiente mix di tutti questi generi. E con sentimentale non intendo solo i siparietti amorosi (che in IE sono pochissimi), ma tutta l'atmosfera che circonda ogni puntata.
Perché il protagonista è un sentimentale, ma nell'accezione emotiva del termine. Prende a cuore tutto ciò che riguarda la sua squadra, vuole essere d'esempio, è deciso a non arrendersi mai anche quando la differenza di potenziale con l'avversario è immensa. E non lo fa perché vuole la vittoria a tutti i costi, è un sentimento puramente sportivo a muoverlo, vuole vincere perché ama il calcio e vuole giocare al massimo delle sue possibilità.
Per questo, nonostante sia un portiere, non si fa problemi ad abbandonare la propria area di rigore se la sua squadra è in difficoltà. Si difende in 11, ma si attacca anche in 11.
Insomma: se del calcio vi piace la sua parte più "spettacolare", se a distanza di 40 anni vi piace ancora guardare Italia-Germania o altre partite che mozzano il fiato, non potete non amare "Inazuma Eleven".
E chi il calcio lo odia o lo sopporta malvolentieri? Dovrebbe dare un'opportunità a questa serie?
La risposta non può che essere "assolutamente sì". Perché non ci sono solo partite o tornei da vincere in "Inazuma Eleven", ma soprattutto una miriade di personaggi assolutamente ben caratterizzati e che lo rendono un anime impossibile da non amare. Inazuma Eleven è "coolness" allo stato puro, una volta entrati in questo mondo è difficilissimo uscirne. Per dire, in squadra c'è spazio anche per le ragazze, è un calcio genuino, in cui tutti possono partecipare a patto di amare questo sport.
Dai, finirei per scrivere un libro su "Inazuma Eleven", mi fermerò qui. Riassumo il tutto con un "è un anime consigliato a tutti, grandi e piccini, maschi e femmine, terrestri e alieni, quindi, se non l'avete già fatto guardatelo tutto, it's worth it".
E se vi piace non perdetevi il videogioco, è fantastico! La Level 5 ci sa proprio fare.
La mattina mia sorella teneva la tv accesa su Rai2, perché da che mondo è mondo quando si fa colazione per i bambini i cartoni sono un must. E così, inizialmente di sfuggita, ho avuto anch'io occasione di guardare qualche episodio di "Inazuma Eleven".
È stato amore a prima vista. Centinaia di puntate divorate l'una dopo l'altra, senza riuscire a smettere. Ho iniziato poi a giocare ai videogame per DS, e dico solo che nelle ultime settimane non faccio altro che scrivere guide e soluzioni in inglese per tutti i capitoli della saga. Più tempo passa più mi piace, è incredibile.
Quando provo a consigliare questo anime in giro ho un po' di difficoltà a rispondere alla domanda "di che parla?". Perché se a me dicessero che in quest'anime "dei ragazzini, attraverso un calcio alla 'Shaolin Soccer', devono salvare il mondo contando solo su tecniche che violano tutti i principi della fisica e sul potere dell'amicizia", io esploderei in una fragorosa risata e non darei a questa porcheria la benché minima chance.
Ma quanto sbaglierei...
In realtà è proprio questo rifiuto del realismo il punto di forza di "Inazuma Eleven". Basta dare leva alla propria sospensione dell'incredulità per godere di un prodotto capace di trasmettere un divertimento genuino. Non è un anime sportivo, non è comico, non è d'azione, non è sentimentale, ma è semplicemente un sapiente mix di tutti questi generi. E con sentimentale non intendo solo i siparietti amorosi (che in IE sono pochissimi), ma tutta l'atmosfera che circonda ogni puntata.
Perché il protagonista è un sentimentale, ma nell'accezione emotiva del termine. Prende a cuore tutto ciò che riguarda la sua squadra, vuole essere d'esempio, è deciso a non arrendersi mai anche quando la differenza di potenziale con l'avversario è immensa. E non lo fa perché vuole la vittoria a tutti i costi, è un sentimento puramente sportivo a muoverlo, vuole vincere perché ama il calcio e vuole giocare al massimo delle sue possibilità.
Per questo, nonostante sia un portiere, non si fa problemi ad abbandonare la propria area di rigore se la sua squadra è in difficoltà. Si difende in 11, ma si attacca anche in 11.
Insomma: se del calcio vi piace la sua parte più "spettacolare", se a distanza di 40 anni vi piace ancora guardare Italia-Germania o altre partite che mozzano il fiato, non potete non amare "Inazuma Eleven".
E chi il calcio lo odia o lo sopporta malvolentieri? Dovrebbe dare un'opportunità a questa serie?
La risposta non può che essere "assolutamente sì". Perché non ci sono solo partite o tornei da vincere in "Inazuma Eleven", ma soprattutto una miriade di personaggi assolutamente ben caratterizzati e che lo rendono un anime impossibile da non amare. Inazuma Eleven è "coolness" allo stato puro, una volta entrati in questo mondo è difficilissimo uscirne. Per dire, in squadra c'è spazio anche per le ragazze, è un calcio genuino, in cui tutti possono partecipare a patto di amare questo sport.
Dai, finirei per scrivere un libro su "Inazuma Eleven", mi fermerò qui. Riassumo il tutto con un "è un anime consigliato a tutti, grandi e piccini, maschi e femmine, terrestri e alieni, quindi, se non l'avete già fatto guardatelo tutto, it's worth it".
E se vi piace non perdetevi il videogioco, è fantastico! La Level 5 ci sa proprio fare.
Recensione di npepataecozz
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Recensire oggi un anime come Captain Tsubasa è veramente difficile. Le evidenti esagerazioni negli schemi di gioco, l'incredibile lunghezza dei terreni di gioco, i continui flashback, anche di parecchi minuti, a cui si lascia spesso andare il portatore di palla (che comunque rimane incollata ai suoi piedi), e tutte le altre trovate inverosimili di questa serie sono ormai ben note a tutti e sono espresse in modo davvero impeccabile in una famosa canzone-parodia dei gem boy.
Tutto ciò, se realizzato ai giorni nostri, probabilmente avrebbe l'unico effetto di farci gridare al disastro, in quanto il pubblico moderno, abituato ormai da anni a produzioni sempre più realistiche e meno "favoleggianti", noterebbe immediatamente l'impossibilità delle gesta sportive dei protagonisti e troverebbe il tutto, nel migliore dei casi, un po' troppo bizzarro.
Captain Tsubasa nasce però all'inizio degli anni ottanta, in un periodo in cui gli anime non avevano come propria base portante il realismo, ma erano intrisi dell'intento di stupire sempre lo spettatore. L'eroe, in queste storie, era colui che riusciva a fare cose che gli altri non erano in grado di fare, o che anzi erano fisicamente impossibili.
Anche se il genere sportivo è forse quello in cui maggiormente quest'aspetto si nota maggiormente, anche cambiando genere le cose non erano a quei tempi molto diverse: si pensi a tutte quelle commedie sentimentali nate in quegli anni dove uno dei protagonisti era dotato di qualche super-potere. Oggi una scelta del genere difficilmente troverebbe credito; bisognerebbe invece optare esplicitamente tra il fantasy o la commedia pura e semplice.
E' questo un aspetto che non va assolutamente sottovalutato perché altrimenti diventa difficile capire come quest'anime possa avere avuto così tanto successo. Oggi vedere un episodio in cui viene eseguita una "catapulta infernale" non provoca in noi fastidio in quanto già da tempo conosciamo come si svolge una partita di calcio in questo anime e, anzi, una volta ci piaceva proprio per quelle giocate fantascientifiche che proponeva. Per cui in sede di valutazione il momento storico in cui collocare un anime come questo ha, a mio avviso, più importanza che per gli altri "classici": proposto oggi per la prima volta non so se avrebbe lo stesso seguito. Ma chi di noi, ai quei tempi, non ha fatto il tifo per la "New Team"?
Proprio in virtù di tutto questo ho deciso di essere clemente e assegnare un voto che supera la sufficienza, lasciando un po' da parte quei criteri di obiettività da cui in genere non mi separo mai. "Holly e Benji" è stato un culto, inutile negarlo; e dato che ero partecipe (anche se mai eccessivamente) di questo culto non posso che comportarmi di conseguenza
Tutto ciò, se realizzato ai giorni nostri, probabilmente avrebbe l'unico effetto di farci gridare al disastro, in quanto il pubblico moderno, abituato ormai da anni a produzioni sempre più realistiche e meno "favoleggianti", noterebbe immediatamente l'impossibilità delle gesta sportive dei protagonisti e troverebbe il tutto, nel migliore dei casi, un po' troppo bizzarro.
Captain Tsubasa nasce però all'inizio degli anni ottanta, in un periodo in cui gli anime non avevano come propria base portante il realismo, ma erano intrisi dell'intento di stupire sempre lo spettatore. L'eroe, in queste storie, era colui che riusciva a fare cose che gli altri non erano in grado di fare, o che anzi erano fisicamente impossibili.
Anche se il genere sportivo è forse quello in cui maggiormente quest'aspetto si nota maggiormente, anche cambiando genere le cose non erano a quei tempi molto diverse: si pensi a tutte quelle commedie sentimentali nate in quegli anni dove uno dei protagonisti era dotato di qualche super-potere. Oggi una scelta del genere difficilmente troverebbe credito; bisognerebbe invece optare esplicitamente tra il fantasy o la commedia pura e semplice.
E' questo un aspetto che non va assolutamente sottovalutato perché altrimenti diventa difficile capire come quest'anime possa avere avuto così tanto successo. Oggi vedere un episodio in cui viene eseguita una "catapulta infernale" non provoca in noi fastidio in quanto già da tempo conosciamo come si svolge una partita di calcio in questo anime e, anzi, una volta ci piaceva proprio per quelle giocate fantascientifiche che proponeva. Per cui in sede di valutazione il momento storico in cui collocare un anime come questo ha, a mio avviso, più importanza che per gli altri "classici": proposto oggi per la prima volta non so se avrebbe lo stesso seguito. Ma chi di noi, ai quei tempi, non ha fatto il tifo per la "New Team"?
Proprio in virtù di tutto questo ho deciso di essere clemente e assegnare un voto che supera la sufficienza, lasciando un po' da parte quei criteri di obiettività da cui in genere non mi separo mai. "Holly e Benji" è stato un culto, inutile negarlo; e dato che ero partecipe (anche se mai eccessivamente) di questo culto non posso che comportarmi di conseguenza
Dream Team
8.0/10
Sho Kazamatsuri è un ragazzo piuttosto basso per la sua età. Il calcio è la sua passione e sogna di diventare un giocatore professionista, ma a causa della statura viene relegato solamente nella terza squadra della Musashi no Mori. Stanco di rimanere in disparte a pulire palloni, Sho si trasferisce alla Sakura Josui con l'obiettivo di diventare titolare della squadra di calcio. Nonostante sembri inizialmente abbastanza impacciato nel gioco, la sua determinazione fuori dal comune lo aiuterà a fare ben presto passi da gigante. Kazamatsuri si allena ogni giorno anche dopo gli allenamenti per migliorare quelli che sono i suoi punti deboli. In breve riuscirà a guadagnarsi un posto inamovibile in attacco e a mettersi in luce con belle prestazioni. Sho è un esempio per compagni di squadra e avversari per la sua grande forza d'animo che lo ha spinto a migliorare tecnicamente e tatticamente nonostante la difficoltà della bassa statura e della poca forza fisica. Kazamatsuri riuscirà a fare della sua velocità e dei suoi dribbling il suo grande punto di forza. Così facendo, viene ben presto selezionato insieme ai compagni di squadra Mizuno, Fuwa e Sato per far parte di una squadra rappresentativa di Tokyo che giocherà partite con squadre giapponesi e straniere. La strada per realizzare il sogno di diventare giocatore professionista è ancora lunga, ma Sho non ha intenzione di mollare...
Amo profondamente il calcio, per cui posso dire con piacere di aver apprezzato molto Whistle!, meglio conosciuto in Italia come Dream Team. Tratto da un manga formato da 24 tankobon, si presenta come un anime che parla davvero di calcio. In Whistle! non ci sono tiri che prendono luce per la troppa velocità o cannonate talmente potenti da bucare la rete. Whistle! è un anime dove ragazzi normali rincorrono un pallone per realizzare i propri sogni. E Sho Kazamatsuri è l'esempio lampante. Grazie al protagonista si possono cogliere diversi insegnamenti durante il corso dell'anime. Sho non si arrende mai, nemmeno di fronte a quelli che sono i propri limiti. Con coraggio e spirito di sacrificio riesce a tirar fuori il meglio possibile, dimostrandosi un esempio da seguire. Lo trovo perciò, un anime sportivo davvero istruttivo. La trama è molto ben strutturata. Gli eventi si susseguono gradualmente mentre accompagnamo il protagonista nella sua crescita umana e sportiva. Il messaggio che più volte viene messo in evidenza è certamente l'amicizia e lo spirito di squadra. Diversi sono gli episodi dedicati allo sviluppo dei rapporti interpersonali tra i protagonisti che impareranno che non basta il singolo talento di ognuno se non lo si mette a disposizione della squadra. Uniti si vince, insomma!
Passando alla realizzazione tecnica devo dire che l'ho trovata abbastanza buona. Il character design è semplice e nella norma e i colori sono brillanti. Le partite non durano mai più di 2-3 episodi, il che rende l'anime scorrevole e piacevole, tranne forse all'inizio, dove ci si dilunga un po' nelle partite amichevoli. Ben fatte le scene a rallentatore che evidenziano le fasi cruciali degli incontri e fanno salire la suspence. Le sigle italiane sono ottime. In particolare mi è piaciuta l'opening “Double Wind”, le cui parole sono davvero molto belle. Abbastanza buone anche le musiche che accompagnano le azioni di gioco. In conclusione, aggiungo che Whistle! può essere apprezzato tranquillamente anche da chi non mastica calcio, in quanto nel corso dell'anime vengono spesso analizzate le azioni, il che facilita la comprensione del gioco anche ai meno esperti. Nonostante sia molto meno famoso di Capitan Tsubasa e Alè alè alè oh oh, Whistle! è comunque uno dei migliori anime calcistici che ho visto! Un inno allo sport e all'amicizia!
Amo profondamente il calcio, per cui posso dire con piacere di aver apprezzato molto Whistle!, meglio conosciuto in Italia come Dream Team. Tratto da un manga formato da 24 tankobon, si presenta come un anime che parla davvero di calcio. In Whistle! non ci sono tiri che prendono luce per la troppa velocità o cannonate talmente potenti da bucare la rete. Whistle! è un anime dove ragazzi normali rincorrono un pallone per realizzare i propri sogni. E Sho Kazamatsuri è l'esempio lampante. Grazie al protagonista si possono cogliere diversi insegnamenti durante il corso dell'anime. Sho non si arrende mai, nemmeno di fronte a quelli che sono i propri limiti. Con coraggio e spirito di sacrificio riesce a tirar fuori il meglio possibile, dimostrandosi un esempio da seguire. Lo trovo perciò, un anime sportivo davvero istruttivo. La trama è molto ben strutturata. Gli eventi si susseguono gradualmente mentre accompagnamo il protagonista nella sua crescita umana e sportiva. Il messaggio che più volte viene messo in evidenza è certamente l'amicizia e lo spirito di squadra. Diversi sono gli episodi dedicati allo sviluppo dei rapporti interpersonali tra i protagonisti che impareranno che non basta il singolo talento di ognuno se non lo si mette a disposizione della squadra. Uniti si vince, insomma!
Passando alla realizzazione tecnica devo dire che l'ho trovata abbastanza buona. Il character design è semplice e nella norma e i colori sono brillanti. Le partite non durano mai più di 2-3 episodi, il che rende l'anime scorrevole e piacevole, tranne forse all'inizio, dove ci si dilunga un po' nelle partite amichevoli. Ben fatte le scene a rallentatore che evidenziano le fasi cruciali degli incontri e fanno salire la suspence. Le sigle italiane sono ottime. In particolare mi è piaciuta l'opening “Double Wind”, le cui parole sono davvero molto belle. Abbastanza buone anche le musiche che accompagnano le azioni di gioco. In conclusione, aggiungo che Whistle! può essere apprezzato tranquillamente anche da chi non mastica calcio, in quanto nel corso dell'anime vengono spesso analizzate le azioni, il che facilita la comprensione del gioco anche ai meno esperti. Nonostante sia molto meno famoso di Capitan Tsubasa e Alè alè alè oh oh, Whistle! è comunque uno dei migliori anime calcistici che ho visto! Un inno allo sport e all'amicizia!
Forse la differenza sta nel fatto che alcuni di voi sono rimasti legati a quegli anni più del sottoscritto che invece preferisce guardare le ultime novità piuttosto che rivedere anime già visti. Sia chiaro che questa non è una critica; ognuno ha le sue preferenze. Ciò, però, forse ci pone su piani diversi in sede di valutazione.
Sia chiaro che io non rinnego affatto quegli anni. Ho dato i miei voti più alti agli anime di quel periodo: 10 a Orange Road, Maison Ikkoku, Conan, Lamù, e ad altri. Ma l'ho fatto non in modo acritico ma tenendo conto di due aspetti: l'importanza storica ed il mio gusto personale. Lo stesso metro l'ho usato anche per questo anime : grande importanza storica ma un più scarso favore personale.
Kotaro ha espresso appunto qualcosina a riguardo...faccio vedere la serie a mio nipote di 8 anni da tempo, e arrivati nella partita con la Mambo disse: Julian ama più di Holly giocare a pallone, perchè rischia di morire per il calcio.
E' commovente vedere pensieri che un tempo facevo io, nei ragazzi di oggi....certi messaggi e riflessioni arrivano a tutti...in maniera pulita... e poi vai a sentire che altri censurano!
Per il recensore che dice che quello detto dopo da noi, lo ha detto in pratica lui nella recensione...SBAGLIATO! Non vedo proprio niente di tutto ciò che stiamo dicendo ed elogiando anche tecnicamente su Holly e Benji nella tua recensione....come puoi dire una cosa del genere...
Ancora oggi nel 2012 devo leggere di campi chilometrici e partite che non finivano più... ma basta! BASTA! Ma lasciatevi andare mentre guardate le cose...Captain Tsubasa era avanti all'epoca e ancora oggi è avanti anni luce nella sua genialità! Shaolin Soccer di Chow è un chiaro omaggio alla serie...
Poi, caro Goonie, i gusti variano da persona a persona. A me non ha mai entusiasmato troppo; dovevo mettergli 10 solo perchè a te è piaciuto tanto?
Solo che, per esempio, io ho detto quel tipo di tecnica e montaggio sull'enfatizzazione di alcune scene....a seguire Bob71 ha spiegato meglio questo...ecc.ecc. Visto che oggi si è cresciuti, spero sempre di trovare cose interessanti sulla regia nelle serie tv, eppure è sempre cosa rara trovarne in una recensione.
Ultima cosa: il 7 va considerato anche sull'influenza che ha avuto l'opera sia in quella generazione, sia a livello sociale e via dicendo... credo che Tsubasa abbia influenzato parecchio! Non solola generazione passata, ma anche quelle a venire. E in tutto il mondo. Considerando poi che il calcio giapponese era nullo in quegli anni e grazie a Holly (manga e serie) ha fatto nascere l'interesse, che la nazionale jap, del primo mondiale per esempio ha ringraziato TUTTA Holly per averli "iniziati", insomma, tanto per dire che il 7 è poco....se la tua recensione è "globale", se invece è un parere personale e privato, tienilo per carità (e questo sembra).
Ma se non sbaglio è una recensione pubblica e allora devi accettare anche le critiche.
non è il voto in se, potevi anche dargli 4, ma le giustificazioni che vengono date che non reggono. Poi, come detto precedentemente da qualcuno, le critiche devon essere accettate, fanno parte del pacchetto recensore
Un conto e' dire "non mi piaceva perche' poco realistico" (opinione inattaccabile) un altro e' dire "se lo facessero adesso non se lo filerebbe nessuno" (opinione che solleva un polverone).
Alla fine, è il precursore di Dragonball Z
Questo forse conferma la mia teoria, in cui ritengo che su animeclick il 7, soprattutto nelle medie, non è altamente percepito dagli utenti, al contrario dei siti di cinema. u.U
Ma siccome i videogiochi mi piacciono, e avevo tanto sentito parlare bene di Inazuma Eleven, ho deciso di provarlo. L'ho giocato in giapponese, perchè in quel periodo la serie non era ancora arrivata in Italia; mi sono divertita come una pazza... pure non capendoci niente, il gioco era fantastico! Il gameplay molto intuitivo e i personaggi caratterizzati benissimo (pettinature originali ma non solo, anche i caratteri sono stati studiati molto bene), mi avevano fatto godere proprio una bella esperienza.
In seguito venni a conoscenza del fatto che esistevano una serie animata e un manga ispirati al videogioco, ma stranamente non approfondii molto, e mi dedicai a giocare il secondo videogioco.
Un giorno, vidi che il mio fratellino stava guardando un anime su Rai2, e mi chiesi cosa fosse. Quindi rimasi lì per finire di vedere l'episodio, e che sorpresa vedere che si trattava proprio dell'anime tratto da Inazuma Eleven! E così ogni mattina continuai a guardarlo assieme a mio fratello.
... ma era una vera schifezza. Mi sembrava di guardare un anime per bambini. Mi sentivo quasi presa in giro...!
Decisi di dare una seconda possibilità all'anime tratto dal videogioco che mi aveva appassionato, e lo guardai in giapponese coi sottotitoli in italiano. Questa fu, invece, una dolce sorpresa: mi sentii pervadere da quelle stesse sensazioni che avevo provato giocando con il mio Nintendo DS. E quindi realizzai, finalmente, che quella italiana doveva essere sicuramente solo una roba per bambini, che non si chiedono il perchè dei tanti errori presenti (e che probabilmente non li notano).
Insomma, nella versione italiana hanno cambiato i nomi dei personaggi e delle tecniche, nonchè delle varie scuole; hanno tagliato scene che potevano benissimo essere lasciate; hanno sostituito le parole scomode (come se fosse una novità...!) e hanno dilungato i cosiddetti discorsi "diabetici" e buonisti; hanno usato la stessa sigla per tutte e tre le serie (cambiata pochissimo dalla seconda e usata anche nella terza).
I doppiatori secondo me sono abbastanza bravi, ma siccome lo avevano trasformato in un prodotto per bambini, anche per i doppiatori dev'essere stato difficile fare il proprio lavoro. Se la sono cavata anche troppo, per un adattamento del genere, secondo me.
L'unica cosa a rimanere tale è stata la colonna sonora: carina e coinvolgente. Anche se l'ho apprezzata di più nel videogioco.
Voglio anche dire un'altra cosa, a discapito della Panini (che stavolta mi ha proprio deluso): siccome adoro la serie, ho comprato l'album di figurine, che sto tutt'ora cercando di completare. E lì sì, che mi sono sentita presa in giro.
Ad una pagina, c'è una figurina con un personaggio che esegue una tecnica e sopra scritti entrambi i nomi. Nella pagina accanto, c'è un altro giocatore che esegue un altra tecnica, ma il nome del personaggio scritto sopra è lo stesso del giocatore precedente!!! E tra l'altro, il nome della tecnica che c'è scritto lì se lo sono puramente inventato!
Sono questi piccoli dettagli che fanno capire se un editore si occupa seriamente dei propri prodotti, e questa volta la Panini è stata deludente.
Era nata facendo figurine, e poi ha provato altre strade (come i manga), che al momento sono in declino; questo lo potrei capire, ma vedere la Panini che sforna un album di figurine del genere...! Se ora fallisce anche in ciò con cui ha cominciato, siamo messi male.
Concludendo, non guardate mai la versione italiana (a meno che non siate dei bambini che vogliono solo guardarsi un cartone), se non vi piacciono gli adattamenti fatti con i piedi. Guardatela solo se, come me, avete simpatia per la serie in generale.
Perchè essere presi in giro non piace a nessuno.
(scusate se ho scritto così tanto, spero che non vi annoierete leggendo il mio commento)
Whistle è stato molto bello e godibile da vedere. Una storia di calcio come quella che ogni ragazzino potrebbe vivere. Semplice, genuino, ed accompagnato da sigle molto belle (la finale mi fa sempre emozionare), da un design morbido, dolce, gradevole, e da quel pizzico di sentimenti puri e trasparenti che si mixano davvero bene col resto (Sho e la ragazza, come si chiamava, Yuki? C'ha pure la ending yeeeeh).
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