Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.
In questo arroventato clima estivo e in pieno svolgimento degli Europei di Calcio, ecco un bell'appuntamento con anime calcistici. Scendono tutti in campo tra Inazuma Eleven, Captain Tsubasa e Whistle.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Per saperne di più continuate a leggere.
In questo arroventato clima estivo e in pieno svolgimento degli Europei di Calcio, ecco un bell'appuntamento con anime calcistici. Scendono tutti in campo tra Inazuma Eleven, Captain Tsubasa e Whistle.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
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Inazuma Eleven
9.0/10
Recensione di Watashiwa7
-
Avevo perso quasi completamente il piacere di guardare anime, negli ultimi tempi li trovavo banali, insulsi, non mi divertivano più come un tempo. Anzi, la verità è che ormai m'annoiavano, pensavo che la parabola fosse tristemente giunta alla sua fase calante. E poi... e poi mi sono dovuto ricredere.
La mattina mia sorella teneva la tv accesa su Rai2, perché da che mondo è mondo quando si fa colazione per i bambini i cartoni sono un must. E così, inizialmente di sfuggita, ho avuto anch'io occasione di guardare qualche episodio di "Inazuma Eleven".
È stato amore a prima vista. Centinaia di puntate divorate l'una dopo l'altra, senza riuscire a smettere. Ho iniziato poi a giocare ai videogame per DS, e dico solo che nelle ultime settimane non faccio altro che scrivere guide e soluzioni in inglese per tutti i capitoli della saga. Più tempo passa più mi piace, è incredibile.
Quando provo a consigliare questo anime in giro ho un po' di difficoltà a rispondere alla domanda "di che parla?". Perché se a me dicessero che in quest'anime "dei ragazzini, attraverso un calcio alla 'Shaolin Soccer', devono salvare il mondo contando solo su tecniche che violano tutti i principi della fisica e sul potere dell'amicizia", io esploderei in una fragorosa risata e non darei a questa porcheria la benché minima chance.
Ma quanto sbaglierei...
In realtà è proprio questo rifiuto del realismo il punto di forza di "Inazuma Eleven". Basta dare leva alla propria sospensione dell'incredulità per godere di un prodotto capace di trasmettere un divertimento genuino. Non è un anime sportivo, non è comico, non è d'azione, non è sentimentale, ma è semplicemente un sapiente mix di tutti questi generi. E con sentimentale non intendo solo i siparietti amorosi (che in IE sono pochissimi), ma tutta l'atmosfera che circonda ogni puntata.
Perché il protagonista è un sentimentale, ma nell'accezione emotiva del termine. Prende a cuore tutto ciò che riguarda la sua squadra, vuole essere d'esempio, è deciso a non arrendersi mai anche quando la differenza di potenziale con l'avversario è immensa. E non lo fa perché vuole la vittoria a tutti i costi, è un sentimento puramente sportivo a muoverlo, vuole vincere perché ama il calcio e vuole giocare al massimo delle sue possibilità.
Per questo, nonostante sia un portiere, non si fa problemi ad abbandonare la propria area di rigore se la sua squadra è in difficoltà. Si difende in 11, ma si attacca anche in 11.
Insomma: se del calcio vi piace la sua parte più "spettacolare", se a distanza di 40 anni vi piace ancora guardare Italia-Germania o altre partite che mozzano il fiato, non potete non amare "Inazuma Eleven".
E chi il calcio lo odia o lo sopporta malvolentieri? Dovrebbe dare un'opportunità a questa serie?
La risposta non può che essere "assolutamente sì". Perché non ci sono solo partite o tornei da vincere in "Inazuma Eleven", ma soprattutto una miriade di personaggi assolutamente ben caratterizzati e che lo rendono un anime impossibile da non amare. Inazuma Eleven è "coolness" allo stato puro, una volta entrati in questo mondo è difficilissimo uscirne. Per dire, in squadra c'è spazio anche per le ragazze, è un calcio genuino, in cui tutti possono partecipare a patto di amare questo sport.
Dai, finirei per scrivere un libro su "Inazuma Eleven", mi fermerò qui. Riassumo il tutto con un "è un anime consigliato a tutti, grandi e piccini, maschi e femmine, terrestri e alieni, quindi, se non l'avete già fatto guardatelo tutto, it's worth it".
E se vi piace non perdetevi il videogioco, è fantastico! La Level 5 ci sa proprio fare.
La mattina mia sorella teneva la tv accesa su Rai2, perché da che mondo è mondo quando si fa colazione per i bambini i cartoni sono un must. E così, inizialmente di sfuggita, ho avuto anch'io occasione di guardare qualche episodio di "Inazuma Eleven".
È stato amore a prima vista. Centinaia di puntate divorate l'una dopo l'altra, senza riuscire a smettere. Ho iniziato poi a giocare ai videogame per DS, e dico solo che nelle ultime settimane non faccio altro che scrivere guide e soluzioni in inglese per tutti i capitoli della saga. Più tempo passa più mi piace, è incredibile.
Quando provo a consigliare questo anime in giro ho un po' di difficoltà a rispondere alla domanda "di che parla?". Perché se a me dicessero che in quest'anime "dei ragazzini, attraverso un calcio alla 'Shaolin Soccer', devono salvare il mondo contando solo su tecniche che violano tutti i principi della fisica e sul potere dell'amicizia", io esploderei in una fragorosa risata e non darei a questa porcheria la benché minima chance.
Ma quanto sbaglierei...
In realtà è proprio questo rifiuto del realismo il punto di forza di "Inazuma Eleven". Basta dare leva alla propria sospensione dell'incredulità per godere di un prodotto capace di trasmettere un divertimento genuino. Non è un anime sportivo, non è comico, non è d'azione, non è sentimentale, ma è semplicemente un sapiente mix di tutti questi generi. E con sentimentale non intendo solo i siparietti amorosi (che in IE sono pochissimi), ma tutta l'atmosfera che circonda ogni puntata.
Perché il protagonista è un sentimentale, ma nell'accezione emotiva del termine. Prende a cuore tutto ciò che riguarda la sua squadra, vuole essere d'esempio, è deciso a non arrendersi mai anche quando la differenza di potenziale con l'avversario è immensa. E non lo fa perché vuole la vittoria a tutti i costi, è un sentimento puramente sportivo a muoverlo, vuole vincere perché ama il calcio e vuole giocare al massimo delle sue possibilità.
Per questo, nonostante sia un portiere, non si fa problemi ad abbandonare la propria area di rigore se la sua squadra è in difficoltà. Si difende in 11, ma si attacca anche in 11.
Insomma: se del calcio vi piace la sua parte più "spettacolare", se a distanza di 40 anni vi piace ancora guardare Italia-Germania o altre partite che mozzano il fiato, non potete non amare "Inazuma Eleven".
E chi il calcio lo odia o lo sopporta malvolentieri? Dovrebbe dare un'opportunità a questa serie?
La risposta non può che essere "assolutamente sì". Perché non ci sono solo partite o tornei da vincere in "Inazuma Eleven", ma soprattutto una miriade di personaggi assolutamente ben caratterizzati e che lo rendono un anime impossibile da non amare. Inazuma Eleven è "coolness" allo stato puro, una volta entrati in questo mondo è difficilissimo uscirne. Per dire, in squadra c'è spazio anche per le ragazze, è un calcio genuino, in cui tutti possono partecipare a patto di amare questo sport.
Dai, finirei per scrivere un libro su "Inazuma Eleven", mi fermerò qui. Riassumo il tutto con un "è un anime consigliato a tutti, grandi e piccini, maschi e femmine, terrestri e alieni, quindi, se non l'avete già fatto guardatelo tutto, it's worth it".
E se vi piace non perdetevi il videogioco, è fantastico! La Level 5 ci sa proprio fare.
Recensione di npepataecozz
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Recensire oggi un anime come Captain Tsubasa è veramente difficile. Le evidenti esagerazioni negli schemi di gioco, l'incredibile lunghezza dei terreni di gioco, i continui flashback, anche di parecchi minuti, a cui si lascia spesso andare il portatore di palla (che comunque rimane incollata ai suoi piedi), e tutte le altre trovate inverosimili di questa serie sono ormai ben note a tutti e sono espresse in modo davvero impeccabile in una famosa canzone-parodia dei gem boy.
Tutto ciò, se realizzato ai giorni nostri, probabilmente avrebbe l'unico effetto di farci gridare al disastro, in quanto il pubblico moderno, abituato ormai da anni a produzioni sempre più realistiche e meno "favoleggianti", noterebbe immediatamente l'impossibilità delle gesta sportive dei protagonisti e troverebbe il tutto, nel migliore dei casi, un po' troppo bizzarro.
Captain Tsubasa nasce però all'inizio degli anni ottanta, in un periodo in cui gli anime non avevano come propria base portante il realismo, ma erano intrisi dell'intento di stupire sempre lo spettatore. L'eroe, in queste storie, era colui che riusciva a fare cose che gli altri non erano in grado di fare, o che anzi erano fisicamente impossibili.
Anche se il genere sportivo è forse quello in cui maggiormente quest'aspetto si nota maggiormente, anche cambiando genere le cose non erano a quei tempi molto diverse: si pensi a tutte quelle commedie sentimentali nate in quegli anni dove uno dei protagonisti era dotato di qualche super-potere. Oggi una scelta del genere difficilmente troverebbe credito; bisognerebbe invece optare esplicitamente tra il fantasy o la commedia pura e semplice.
E' questo un aspetto che non va assolutamente sottovalutato perché altrimenti diventa difficile capire come quest'anime possa avere avuto così tanto successo. Oggi vedere un episodio in cui viene eseguita una "catapulta infernale" non provoca in noi fastidio in quanto già da tempo conosciamo come si svolge una partita di calcio in questo anime e, anzi, una volta ci piaceva proprio per quelle giocate fantascientifiche che proponeva. Per cui in sede di valutazione il momento storico in cui collocare un anime come questo ha, a mio avviso, più importanza che per gli altri "classici": proposto oggi per la prima volta non so se avrebbe lo stesso seguito. Ma chi di noi, ai quei tempi, non ha fatto il tifo per la "New Team"?
Proprio in virtù di tutto questo ho deciso di essere clemente e assegnare un voto che supera la sufficienza, lasciando un po' da parte quei criteri di obiettività da cui in genere non mi separo mai. "Holly e Benji" è stato un culto, inutile negarlo; e dato che ero partecipe (anche se mai eccessivamente) di questo culto non posso che comportarmi di conseguenza
Tutto ciò, se realizzato ai giorni nostri, probabilmente avrebbe l'unico effetto di farci gridare al disastro, in quanto il pubblico moderno, abituato ormai da anni a produzioni sempre più realistiche e meno "favoleggianti", noterebbe immediatamente l'impossibilità delle gesta sportive dei protagonisti e troverebbe il tutto, nel migliore dei casi, un po' troppo bizzarro.
Captain Tsubasa nasce però all'inizio degli anni ottanta, in un periodo in cui gli anime non avevano come propria base portante il realismo, ma erano intrisi dell'intento di stupire sempre lo spettatore. L'eroe, in queste storie, era colui che riusciva a fare cose che gli altri non erano in grado di fare, o che anzi erano fisicamente impossibili.
Anche se il genere sportivo è forse quello in cui maggiormente quest'aspetto si nota maggiormente, anche cambiando genere le cose non erano a quei tempi molto diverse: si pensi a tutte quelle commedie sentimentali nate in quegli anni dove uno dei protagonisti era dotato di qualche super-potere. Oggi una scelta del genere difficilmente troverebbe credito; bisognerebbe invece optare esplicitamente tra il fantasy o la commedia pura e semplice.
E' questo un aspetto che non va assolutamente sottovalutato perché altrimenti diventa difficile capire come quest'anime possa avere avuto così tanto successo. Oggi vedere un episodio in cui viene eseguita una "catapulta infernale" non provoca in noi fastidio in quanto già da tempo conosciamo come si svolge una partita di calcio in questo anime e, anzi, una volta ci piaceva proprio per quelle giocate fantascientifiche che proponeva. Per cui in sede di valutazione il momento storico in cui collocare un anime come questo ha, a mio avviso, più importanza che per gli altri "classici": proposto oggi per la prima volta non so se avrebbe lo stesso seguito. Ma chi di noi, ai quei tempi, non ha fatto il tifo per la "New Team"?
Proprio in virtù di tutto questo ho deciso di essere clemente e assegnare un voto che supera la sufficienza, lasciando un po' da parte quei criteri di obiettività da cui in genere non mi separo mai. "Holly e Benji" è stato un culto, inutile negarlo; e dato che ero partecipe (anche se mai eccessivamente) di questo culto non posso che comportarmi di conseguenza
Dream Team
8.0/10
Sho Kazamatsuri è un ragazzo piuttosto basso per la sua età. Il calcio è la sua passione e sogna di diventare un giocatore professionista, ma a causa della statura viene relegato solamente nella terza squadra della Musashi no Mori. Stanco di rimanere in disparte a pulire palloni, Sho si trasferisce alla Sakura Josui con l'obiettivo di diventare titolare della squadra di calcio. Nonostante sembri inizialmente abbastanza impacciato nel gioco, la sua determinazione fuori dal comune lo aiuterà a fare ben presto passi da gigante. Kazamatsuri si allena ogni giorno anche dopo gli allenamenti per migliorare quelli che sono i suoi punti deboli. In breve riuscirà a guadagnarsi un posto inamovibile in attacco e a mettersi in luce con belle prestazioni. Sho è un esempio per compagni di squadra e avversari per la sua grande forza d'animo che lo ha spinto a migliorare tecnicamente e tatticamente nonostante la difficoltà della bassa statura e della poca forza fisica. Kazamatsuri riuscirà a fare della sua velocità e dei suoi dribbling il suo grande punto di forza. Così facendo, viene ben presto selezionato insieme ai compagni di squadra Mizuno, Fuwa e Sato per far parte di una squadra rappresentativa di Tokyo che giocherà partite con squadre giapponesi e straniere. La strada per realizzare il sogno di diventare giocatore professionista è ancora lunga, ma Sho non ha intenzione di mollare...
Amo profondamente il calcio, per cui posso dire con piacere di aver apprezzato molto Whistle!, meglio conosciuto in Italia come Dream Team. Tratto da un manga formato da 24 tankobon, si presenta come un anime che parla davvero di calcio. In Whistle! non ci sono tiri che prendono luce per la troppa velocità o cannonate talmente potenti da bucare la rete. Whistle! è un anime dove ragazzi normali rincorrono un pallone per realizzare i propri sogni. E Sho Kazamatsuri è l'esempio lampante. Grazie al protagonista si possono cogliere diversi insegnamenti durante il corso dell'anime. Sho non si arrende mai, nemmeno di fronte a quelli che sono i propri limiti. Con coraggio e spirito di sacrificio riesce a tirar fuori il meglio possibile, dimostrandosi un esempio da seguire. Lo trovo perciò, un anime sportivo davvero istruttivo. La trama è molto ben strutturata. Gli eventi si susseguono gradualmente mentre accompagnamo il protagonista nella sua crescita umana e sportiva. Il messaggio che più volte viene messo in evidenza è certamente l'amicizia e lo spirito di squadra. Diversi sono gli episodi dedicati allo sviluppo dei rapporti interpersonali tra i protagonisti che impareranno che non basta il singolo talento di ognuno se non lo si mette a disposizione della squadra. Uniti si vince, insomma!
Passando alla realizzazione tecnica devo dire che l'ho trovata abbastanza buona. Il character design è semplice e nella norma e i colori sono brillanti. Le partite non durano mai più di 2-3 episodi, il che rende l'anime scorrevole e piacevole, tranne forse all'inizio, dove ci si dilunga un po' nelle partite amichevoli. Ben fatte le scene a rallentatore che evidenziano le fasi cruciali degli incontri e fanno salire la suspence. Le sigle italiane sono ottime. In particolare mi è piaciuta l'opening “Double Wind”, le cui parole sono davvero molto belle. Abbastanza buone anche le musiche che accompagnano le azioni di gioco. In conclusione, aggiungo che Whistle! può essere apprezzato tranquillamente anche da chi non mastica calcio, in quanto nel corso dell'anime vengono spesso analizzate le azioni, il che facilita la comprensione del gioco anche ai meno esperti. Nonostante sia molto meno famoso di Capitan Tsubasa e Alè alè alè oh oh, Whistle! è comunque uno dei migliori anime calcistici che ho visto! Un inno allo sport e all'amicizia!
Amo profondamente il calcio, per cui posso dire con piacere di aver apprezzato molto Whistle!, meglio conosciuto in Italia come Dream Team. Tratto da un manga formato da 24 tankobon, si presenta come un anime che parla davvero di calcio. In Whistle! non ci sono tiri che prendono luce per la troppa velocità o cannonate talmente potenti da bucare la rete. Whistle! è un anime dove ragazzi normali rincorrono un pallone per realizzare i propri sogni. E Sho Kazamatsuri è l'esempio lampante. Grazie al protagonista si possono cogliere diversi insegnamenti durante il corso dell'anime. Sho non si arrende mai, nemmeno di fronte a quelli che sono i propri limiti. Con coraggio e spirito di sacrificio riesce a tirar fuori il meglio possibile, dimostrandosi un esempio da seguire. Lo trovo perciò, un anime sportivo davvero istruttivo. La trama è molto ben strutturata. Gli eventi si susseguono gradualmente mentre accompagnamo il protagonista nella sua crescita umana e sportiva. Il messaggio che più volte viene messo in evidenza è certamente l'amicizia e lo spirito di squadra. Diversi sono gli episodi dedicati allo sviluppo dei rapporti interpersonali tra i protagonisti che impareranno che non basta il singolo talento di ognuno se non lo si mette a disposizione della squadra. Uniti si vince, insomma!
Passando alla realizzazione tecnica devo dire che l'ho trovata abbastanza buona. Il character design è semplice e nella norma e i colori sono brillanti. Le partite non durano mai più di 2-3 episodi, il che rende l'anime scorrevole e piacevole, tranne forse all'inizio, dove ci si dilunga un po' nelle partite amichevoli. Ben fatte le scene a rallentatore che evidenziano le fasi cruciali degli incontri e fanno salire la suspence. Le sigle italiane sono ottime. In particolare mi è piaciuta l'opening “Double Wind”, le cui parole sono davvero molto belle. Abbastanza buone anche le musiche che accompagnano le azioni di gioco. In conclusione, aggiungo che Whistle! può essere apprezzato tranquillamente anche da chi non mastica calcio, in quanto nel corso dell'anime vengono spesso analizzate le azioni, il che facilita la comprensione del gioco anche ai meno esperti. Nonostante sia molto meno famoso di Capitan Tsubasa e Alè alè alè oh oh, Whistle! è comunque uno dei migliori anime calcistici che ho visto! Un inno allo sport e all'amicizia!
[img] http://www.picsgate.com/en/technology/image.raw?type=img&id=11642 [/img]
Complimenti per le recensioni in ogni caso...
Io sono cresciuta con Holly e Benji, insomma, in certi casi si è purtroppo di parte...
E' difficile dare un giudizio a qualcosa che ti ha tenuto attacco alla tv da piccolo perchè poi i pareri cambiano, vedi che le cose sono magari piuttosto inverosimili a come ti apparivano tempo fa...
Che bell'appuntamento stavolta!
3 anime calcistici, tantopiù che siamo in clima di europei, direi che è una scelta azzeccatissima, quasi doverosa ^^
* Inazuma Eleven lo conosco solo di nome ma dall'aspetto grafico non m'ispira, mi sembra abbastanza infantile e poi son troppi episodi O_O
* Holly e Benji beh... resta il miglior esponente del suo genere.
Seppur con le stravaganze e le esagerazioni che lo caratterizzano, è davvero impossibile trovare un altro anime calcistico che ti prenda quanto Holly e Benji.
Nel suo genere è il non plus ultra.
* Whistle è la prima volta che lo sento nominare O_O
Lo inserisco nella lista dei "da vedere".
Hungry Heart sarebbe stato un buon titolo ma sfortunatamente s'interrompe sul più bello. E' monco. Un po' come succede per GIANT KILLING, del quale spero realizzzerano presto una degna conclusione.
Vabbè... Holly e benji era un anime che vedevo da ragazzino e che a volte nonostante la lentezza in campo, mi gasava non poco. Ora sono solito non avvicinarmi in modo spontaneo a manga o anime sportivi perché per una qualche strana ragione non riesco ad essere entusiasta della cosa in modo spontaneo, come se non mi dovrei aspettare niente a prescindere. Invece già Holly e benji a suo tempo dimostrò la bellezza anche di questo genere, seppur in chiave bimbominkiesca(mi riferisco al fatto che durante il campo vediamo i personaggi che pensano ore e ore... Come quando egli shonen di combattimento vediamo i personaggi fare enormi monologhi o a pensare a tutte le mosse da fare durante un combattimento).
Passiamo invece a inazuma. Conosciuto si con l'anime visto per caso, ma poi in realtà lo conobbi meglio con il gioco della level-5 che trovai straordinario infondo. Giocare a calcio con personaggi che usano particolari tecniche speciali . Come gioco mi aveva preso molto... Quindi fui spinto a guardare l'anime che mi deluse un po'. Nel senso che in primis sembrava molto più per bambini. Poi fatto male registi smentendo parlando! Cioè durante la partita in realtà vediamo solo queste tecniche usate a go go, senza mai vedere qualche bella azione di calcio vero. Il portiere parà con la tecnica, la passa al compagno che già sta sotto rete avversaria e usa subito la sua tecnica per tirare... A volte era davvero così!
Ma nonostante tutto era carino come anime per vedere qualcosa di particolare come delle tecniche usate per giocare a calcio... E la storia non è niente male anche se mi son fermato fino alla fine della serie degli alieni, mentre di quella dopo solo qualcosa ogni tanto. Invece la nuova serie Go mi ispira pochissimo e anzi sembra una fregatura... Però tanto non stiamo qui per parlare di quella serie.
Hungry Heart si conclude perfettamente sia in versione anime che manga. Il finale dell'anime è bellissimo.
Holly e Benji è fenomenale, anche se ho amato molto più il manga!Mi riporta indietro nel tempo...
Il finale dell'anime per me è inesistente.
Troppe cose rimangono in sospeso.
Come fai a definirlo un finale?
Anche a me piaceva ma quando ho visto la conclusione mi sono sentito preso in giro....
Più va avanti il tempo e più comprendo che non ha alcun senso dare valutazione ad un qualcosa ( che sia film, che sia anime ...) . I gusti cambiano nel tempo e nello spazio , bisognerebbe ricordare le cose per come erano veramente la prima volta che le abbiamo viste.
Quel che dici può essere vero come anche no.
Per farti degli esempi che mi riguardano in prima persona.
Holly e Benji e Hokuto no Ken sono due anime che apprezzo oggi allo stesso modo di come li apprezzavo da piccolo. Holly e Benjy non ha la pretesa di voler esser verosimile, credo si porefigga semplicemente di mostrare un calcio spettacolare a tutti i costi... e ci riesce! Se si cerca un'opera con risvolti verosimili allora ti verrà solo da ridere guardandolo, ma in finale tante opere meravigliose non basano affatto la loro fortuna sulla verosimiglianza.
Poi può capitare che i gusti cambino, come affermi tu.
Per esempio da bimbo non mi lasciavo sfuggire neanche un mecha mentre oggi non li gradisco più. E Lady Oscar? Da piccolo prendevo in giro chi lo guardava!
Oggi è uno dei miei anime preferiti in assoluto!
Tuttavia credo sia giusto recensire un'opera con gli occhi di oggi e non basandosi sulle emozioni di un tempo. Emozioni che, come ti ho spiegato poco fa, possono variare in meglio o in peggio oppure possono restare tali
Ai limiti della fantascienza (un tempo, perchè oggi molte cose sono state fatte! Basti pensare ad Higuita con la parata dello scorpione, notizia di ieri poi in molti giornali esteri, tranne quelli italiani come al solito, è questa dateci un'occhiata.... http://www.marca.com/2012/06/19/futbol/eurocopa_2012/espana/1340129615.html) una serie sul valore dell'amicizia, dell'unità, avvincente, emozionante, commovente...
Animato a volte in maniera povera, a volte alla grande, con puntate epocali, soluzioni visive impressionanti, montaggio perfetto e ritmo allucinante, estrema da far male con singoli attimi enfatizzati e spettacolarizzati da applausi a scena aperta... vederlo in giapponese poi è un'esperienza col telecronista che velocizza ancora di più l'azione, e poi... una regia da paura: nei momenti del tiro, quella pausa da togliere il fiato, il fondale che corre (2-3 fotogrammi in tutto, sono dei geni) e il personaggio fermo, 30 secondi di cartone per 4-5 disegni--- Tecniche così oggi non esistono più ed è un peccato perchè l'ingegno è sceso di brutto.
Whistle? Ma non è quell'anime che ha avuto un primo doppiaggio amatoriale in Spagna? XD
Però ragionando a sangue freddo entrambi sono stati prodotti per una fascia di età molto giovane, dunque sarebbe più che comprensibile se i ragazzini appassionati di calcio di oggi vedrebbero in Inazuma Eleven il nuovo Captain Tsubasa (per tutti Holly e Benji). D'altronde di Inazuma non sono mai andato oltre i 5 minuti di visione per cui non posso giudicare.
Certo che anche il nome ha la sua importanza. Se Inazuma non ha avuto il successone di Holly e Benji un motivo ci sarà.
Whistle! invece non lo conosco, e ringrazio dunque il recensore.
Il ricordo che ho del cartone di Holly e Benji è dunque quello di qualcosa che guardavo da bambino giusto perchè trasmettevano quello, ma che non ho mai amato, perchè trattava un argomento che non mi interessava, era lento e mi annoiava.
Spinto da non so quale forza mistico-masochistica o dall'entusiasmo per gli Europei del 2008, qualche estate fa mi son deciso a provare il manga.
Paradossalmente, è stato amore sin dalla prima vignetta.
Io continuo a non amare il calcio, ma il calcio di Captain Tsubasa è talmente passionale, entusiasmante, ricco di vicende personali, di sogni e di passione che mi sono scoperto adorarlo. Dopo aver divorato le due serie pubblicate in Italia, ecco che il bambino che si annoiava col cartone di Holly e Benji oggi è un ragazzo che soffre perchè la FIFA ha messo l'embargo sulle altre serie del manga
Sono d'accordo dunque sul fatto che i gusti possano cambiare col tempo, perchè ne sono la prova vivente, ma d'altro canto anche Micheles ha ragione, e sminuire un cartone che si adorava durante l'infanzia dicendo che è una cacchiata è sbagliato, ci si dovrebbe ricordare del bambino che lo adorava, chiedersi il perchè di quell'adorazione e chiedersi se un bambino di oggi (se il target a cui l'opera si rivolge è quello) potrebbe adorarlo allo stesso modo.
Per quanto riguarda Inazuma Eleven, non mi ci sono mai approcciato, ma dal momento che il calcio reale mi annoia, probabilmente apprezzerei questa sua deriva fantasy, mentre ho intravisto su Cartoon Network qualche episodio di Whistle (in Italia si chiama "Dream Team", per chi volesse cercarlo) e sono rimasto favorevolmente impressionato dal disegno, molto di mio gusto, e dal doppiaggio italiano ricco di gente che amo come Garbolino, Ubaldi o altri assi milanesi.
Non sono un grande seguace del genere in questione. Solitamente, preferisco di gran lunga optare per titoli che non riguardino tematiche sportive. Nel giudicarli, quindi, potrei essere parziale. Inazuma Eleven non mi ha detto nulla. L'ho trovato di una banalità sconvolgente, che poco fa a caso mio. Ergo non lo consiglierei minimamente. Captain Tsubasa è un must, ed è necessario visionarlo nella giusta età. È altrimenti ovvio scovarne i difetti più lampanti già dal primo sguardo, dopotutto è noto a chiunque il titolo del quale si discute. Invece, non ho avuto modo di seguire Whistle!, e non credo lo farò. Vivi complimenti ai recensori.
Ci sono fans più esperti che te lo spiegheranno meglio di me. In breve, da che ho capito, siccome nelle serie successive di Holly e Benji compaiono giocatori realmente esistenti, squadre vere e oggetti/capi di abbigliamento di marche realmente esistenti, la FIFA ha preteso un pagamento molto più alto dei diritti per la pubblicazione per l'estero, che quindi non avviene.
uno dei protagonisti era dotato di qualche super-potere. Oggi una scelta del genere difficilmente troverebbe credito
guardati inazuma e poi ne parliamo. recensire criticando, senza avere delle prove tangibili, non è il massimo. sarebbe meglio dire che ci son due filoni e ognuno si schiera liberamente con l'uno o l'altro.
inutile qjuindi dire che non sono minimamente d'accordo con quello che ha detto il recensore, poi de gustibus...
Per chi e'interessato pero'si trova facilmente su siti di appassionati che l'hanno tradotto ...
Si cerco'di portare questa parte della storia in versione animata con loghi camuffati e nomi.di squadre diversi ( tipo catalogna al posto di barcellona) ma venne una mezza schifezza...se volete vedere come prosegue la storia di holly consiglio mille volte il manga in versione scans
ci si dovrebbe ricordare del bambino che lo adorava, chiedersi il perchè di quell'adorazione e chiedersi se un bambino di oggi (se il target a cui l'opera si rivolge è quello) potrebbe adorarlo allo stesso modo
Chiedersi se un bambino di oggi potrebbe adorarlo allo stesso modo non e' significativo per quanto riguarda la valutazione. Un bambino di oggi ha a disposizione molte piu' serie con qualita' tecnica superiore quindi il suo giudizio sarebbe probabilmente sfalsato. Il voto giusto e' quello del bambino che l'ha visto nel periodo storico della sua uscita. Poi ci sono serie che possono piacere a molte generazioni (esempio l'Uomo Tigre era vecchissimo anche quando io ero giovane, il che e' tutto dire, ma piaceva lo stesso, anche piu' di anime molto piu' recenti) ma questo e' un altro discorso che dipende dal molti fattori, non ultimo lo spettatore.
Secondo me il voto più giusto e "neutro" è invece quello del ragazzo che si ritrova a visionare entrambi i prodotti senza essere cresciuto con nessuno di essi. In questo modo non sarà influenzato dal fattore "infanzia". In questo caso però deve rendersi conto che si tratta di un prodotto pensato per i bambini e dovrà valutarlo secondo questi criteri.
Questo è il voto più giusto, ma forse non il migliore in quanto per me il fattore "infanzia" ha una sua importanza intrinseca.
I bambini di ieri però sono un numero finito, i bambini di oggi/domani invece infiniti. Il tuo ragionamento presupporrebbe che le opere del passato possano essere visionate/recensite solo da chi le ha viste in passato o chi in passato comunque c'era, ma non dai giovani di oggi o di domani, cosa non sempre vera. Nulla vieta che, se un canale satellitare/digitale X (perchè Mediaset ormai è morta) dovesse replicare dall'inizio Holly e Benji, un bambino che oggi ha sette anni ed è appassionato di calcio (e ce n'è) possa appassionarvisi aldilà del fatto che la grafica è vecchia (perchè si parla di calcio, che è un tema sempre attuale). In fondo i bambini di oggi continuano ad amare Dragon Ball ignorando il fatto che ormai ha più di vent'anni e, come giustamente tu dici, molti della generazione degli anni '80 e '90 hanno amato serie più vecchie di quel periodo che però venivano trasmesse in ritardo. Non si può mai sapere, e ritengo che comunque il chiedersi se un'opera per bambini vecchia possa piacere ai bambini di oggi sia giusto, visto che è il suo target. Magari oggi un bambino non apprezzerà Jem o I cavalieri dello zodiaco, troppo distanti dai canoni moderni, ma su Holly e Benji non penso che ci siano problemi
(infatti non a caso quella stessa storia l'hanno remakata e continuata un sacco di volte ed è sempre piaciuta)
I famosi momenti "eterni" in cui la narrazione coincide con il tempo interiore dei personaggi più che con il tempo cronologico reale ha l'unico scopo di aumentare la tensione e la partecipazione emotiva, a mio avviso è una trovata geniale che, oltre ad incidere nell'economia della serie ha anche una forte valenza artistica.
Quanto alle azioni iperboliche ed "esagerate", unite all'uso espressivo dei fondali e alle linee cinetiche dei movimenti (mutuate dal linguaggio manga), contribuiscono ad enfatizzare il pathos, non c'è da meravigliarsi se vengono usati in un anime sportivo in cui si esalta la grinta e l'agonismo dei protagonisti.
Ad ogni modo complimenti agli autori!
Riprendo il discorso che stavo facendo nel messaggio precedente che e' stato troncato a meta' dalla caduta del sito.
Ci sono serie che possono piacere a molte generazioni (esempio l'Uomo Tigre era vecchissimo anche quando io ero giovane, il che e' tutto dire, ma piaceva lo stesso, anche piu' di anime molto piu' recenti) ma questo e' un discorso che dipende dal molti fattori. Per esempio l'Uomo Tigre e' sempre stato ben considerato in Italia, nonostante la scarsa qualita' tecnica, perche' e' stato il primo anime di lotta apparso, non c'erano paragoni con altri serie. Mazinga Z invece in Italia e' sempre stato considerato male perche' apparso dopo altri robotici tecnicamente molto superiori. Ma questo ha a che fare con accidenti della storia piu' che con la qualita' intrinseca delle serie. Dire l'anime "X" e' invecchiato bene o male e' una frase molto molto delicata, da non pronunciare alla leggera: meglio proprio non dirla.
Micheles: Come fai a dire che l'Uomo Tigre è vecchissimo rispetto a te se tu sei un suo coscritto? Ti auto prendi in giro? ehehehehehhe
Per gli altri titolo devo assolutamente recuperare la visione di Whistle! Izuma no Eleven invece è troppo lungo per i miei canoni di oggi, ma avendo visto tutte le serie sul calcio arrivate in italia magari in futuro un pensierino c'è lo farei!
Quantunque Captain Tsubasa possegga ben poche delle peculiarità che sono solita cercare in uno spokon devo ammettere che vi è un che di affascinante nella maniera scanzonata con la quale perpetra il suo caratteristico vilipendio alle leggi della fisica al sapor di sani principi. Se mai mi decidessi a recensire l'anime - ovviamente dopo averlo riguardato, dal momento che è passato molto tempo dall'ultima volta che l'ho fatto - non mi priverei né del punto di vista della bambina che sono stata né di quello della ragazza che sono ora, perché non penso che uno debba per forza necessariamente escludere l'altro; al contrario, potrebbero integrarsi a vicenda. Di sicuro leggerò il manga a breve.
Holly e Benji è stato il capostipide dei manga/anime sul calcio, un romanzo di formazione se lo intendiamo come opera che valorizza gli aspetti umani e sociali di un gruppo di ragazzi che vivevano in un determinato contesto storico, i primi anni '80, e che con il calcio hanno trovato una ragione di vita... oltre che un sogno.
Ho visto tanti anime e letto manga sul calcio, ma nessuno mi ha mai regalato le stesse emozioni che ho provato guardando Holly e Benji, tant'è che oggi lo sto riguardando, e al contrario di quanto si possa pensare, anzichè storncere il naso per disegni sproporzionati, azioni assurde e eccessivo buonismo, sto apprezzando lati di quest'opera che da bambino e poi da ragazzino non avevo mai analizzato a dovere.
"Holly e Benji" contiene il messaggio che ogni sportivo, specialmente quelli della generazione odierna (ma anche le tifoserie dovrebbero capire), dovrebbe tenere sempre a mente: Lo sport è aggregazione, confronto e rispetto per l'avversario. Avversario che non è "il nemico", ma semplicemente un rivale che coltiva il nostro stesso sogno.
Se Holly e Benji risulta datato e "fuori moda" oggi, è solo perchè quel tipo di calcio non esiste più.
Lo dico perche' lo guardavo io nel 1982 era vecchissimo rispetto agli anime che venivano trasmessi in quegli anni, che erano di almeno 10 anni piu' recenti e a quei tempi 10 anni erano un'enormita': vuoi mettere la differenza tecnica tra un anime del 1969 e uno del 1979? Tra l'Uomo Tigre e Lady Oscar? Molto piu' grande tra quella di un anime di adesso e uno del 2002.
A dire il vero quel tipo di calcio non e' mai esistito se non negli anime; forse esiste tra dilettanti, gente che gioca per passione e non per soldi, ma quando ci si mettono di mezzo i milioni di euro...
Oggi I tempi sono cambiati anche per quanto riguarda il calcio,ci sono partite tutti I giorni in tv e nn piu'solo per la nazionale e la coppa dei campioni il mercoledi...si e'smesso di sognare con holly e benji,il subbuteo e il supersantos con cui facevamo il tiro della tigre (nostalgia on)
In fondo sono 128 puntate, di cui una quindicina filler, tratti da 26 volumi. Facendo un calcolo sono circa 4/5 episodi a volume, quindi probabilmente sono 40 pagine a episodio. Fate un conticino con alcune serie attuali... e capirete che Holly e Benji al confronto aveva il turbo.
P.S Forza Italia per domenica!
Vedo che la mia recensione ha suscitato un vespaio di polemiche abbastanza inspiegabile, perchè se leggete la recensione noterete che dico più o meno le stesse cose che dicono tutti. Ma come al solito a rendere infiammata la discussione è il voto, solo "7" (manco gli avessi dato 4
Il mio è il giudizio di uno che ha visto Holly e Benji da bambino nel periodo storico della sua uscita. E ricordo che l'ho seguito con una certa passione. Ma anche con una certa frustrazione. Se ogni tanto riguardo con nostalgia vecchi anime della mia infanzia, lo stesso non accade per questo e quindi, dal mio punto di vista qualcosa che non va c'è. Che poi rimane un classico questo è fuori dubbio. Ma anche fra i classici vanno fatte delle differenziazioni, sennò siam costretti a mettere dieci a tutto ciò abbia più di vent'anni.
Che sia reputato come uno scandalo che sia l'anime col voto più basso del lotto presentato è una osservazione ridicola: io gli altri due manco li ho visti, per cui non mi esprimo. E dovreste vedere il voto che hanno dato gli altri due recensori a Holly e Benji prima di affermare queste cose.
Quanto al "tiro del falco" col super santos durante la mia infanzia è servito solo a perdere o bucare un gran numero di palloni......... quindi c'è anche un pizzico di risentimento
è questo pezzo della tua recensione a non stare in piedi, dato che di spokon con questi elementi continuano tutt'oggi a produrli, Izuma in vetrina è così ad esempio!
Poi faccia un altro inciso il pubblico moderno è abituato a sonore minchiate che quelli di Holly al cospetto è la cosa più realistica sulla terra eheheh
Non parliamo poi di quanto assurdo e deviante potesse essere, con un cardiopatico da ricovero che corre per ore su un campo che non termina mai e, casualmente, ha solo un piccolo momento di crisi poi torna a giocare...ma per favore, nella realtà Julian (non so il nome originale) sarebbe morto in campo!!! Francamente non comprendo più, con i miei annetti sulle spalle, come si possa trasmettere ai bambini un messaggio del genere: rischiare di morire per lo sport, ma scherziamo??? Invece che censurare cosa innocentissime, è un messaggio del genere che NON dovrebbe mai giungere ai bambini.
P.S. anche l'aspetto più sborone è ormai sorpassato. Guardate Galactic Football, produzione europea. Altro che catapulta infernale...
Veramente l'uso di effettacci tutto fuorche' verosimili non e' certo un'invenzione di Capitan Tsubasa. Gia' "Attack No 1" era pieno di tiri incredibil e aveva tutte le caratteristiche tipiche (dilatazione del tempo eccetera) magistralmente illustrate da Bob.
Infatti io Capitan Tsubasa non lo considero affatto originale, e' importante per l'enorme successo di pubblico ma non perche' abbia introdotto chissa' quali innovazioni (parlo sempre dell'anime).
Se e' piaciuto a milioni e milioni di bambini non solo in Italia ma anche in Giappone (specialmente il manga li') va considerato importante. Sia detto incidentalmente, a me non piaceva.
Di serie calcistiche ne esistono molte, anche altre giapponesi, ma allora come mai solo holly e Benji ha avuto quel successone? Non è solo il fatto del Calcio, è proprio la serie in sè ad essere bella. Per i personaggi, la storia, le musiche toccanti, i rumori, quelle acrobazie impossibili al rallentatore, anche il fatto che le partite, sopratutto quelle importanti, in campo erano tratteggiate come delle guerre (similmente alla saga di Rocky). Poi è tipico delle serie giapponesi rendere lo sport di turno l'unica questione di vita.
Captain Tsubasa è solo la punta dell'iceberg di tutto questo, ma non era l'unica produzione ad avere questo tipo di valori. Restando nell'ambito della stessa rivista, anche Otoko Juku, Hokuto no Ken, Ginga Nagareboshi Gin, Kinnikuman, Saint Seiya, usciti nello stesso periodo, son così (dice bene Twinkle a considerarlo "un battle shonen spacciato per spokon").
L'importanza del manga sta nell'uso del calcio, sport poco popolare all'epoca in Giappone, piuttosto che di guerrieri o marzialisti, per veicolare questi valori, che tuttavia si adattano perfettamente alla disciplina agonistica, dove non esistono nemici da uccidere ma solo avversari da battere, che possono venire stimati o diventare amici aldilà del match.
Avesse usato le arti marziali, l'autore avrebbe realizzato Street Fighter; ha usato il calcio e ha fatto Captain Tsubasa
E' diverso dagli spokon precedenti, che erano più oscuri e tristi, mentre Captain Tsubasa è molto allegro, solare e propositivo come manga.
Almeno per quanto mi riguarda, mi piace proprio per questo suo essere uno shonen e non prendersi troppo sul serio, fosse stato realistico, da non amante del calcio, non mi avrebbe interessato.
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