Riportiamo l'annuncio appreso dal blog di Rizzoli Lizard, con dati d'edizione e presentazione dell'opera forniti dallo stesso editore:

Furari - Taniguchi - Rizzoli Lizard

Furari - Sulle orme del vento
di Jirô Taniguchi
Brossura con alette
17 x 24, b/n e a colori, 216 pp., 17 euro
In uscita a settembre 2012

Ambasciatore del fumetto giapponese in Europa, vero Maestro della nona arte, Jiro Taniguchi rinnova in Furari la vena poetica delle sue opere più belle.

Furari è un’espressione giapponese che sta per “vagare senza meta”, “in balia del vento”: e il piacere del camminare soffermandosi sull’infinita bellezza di ciò che ci circonda è il tema al centro di quest’ultima opera, intrisa di dolcezza e di meraviglia, di
Jirô Taniguchi. Ispirato a Tadataka Inô – celebre topografo e cartografo che tra il XVIII e il XIX secolo mappò per la prima volta il Giappone con tecniche di misurazione moderne – il protagonista di questa storia è un uomo curioso di tutto, un edonista che osserva il mondo e con esso si fonde; con l’intento finale di calcolare la misura di un grado di latitudine, avanza così a passi lenti e regolari, senza fermarsi mai, immaginandosi ora formica, ora elefante, ora uccello, e accompagnando le proprie passeggiate – di piacere, sì, ma anche e soprattutto mirate a tramandare il magnifico paesaggio giapponese alle nuove generazioni – con struggenti haiku. Può ammirare i ciliegi in fiore sulle colline di Ueno come inoltrarsi negli abissi del fiume Nihombashi tra tartarughe, lontre e martin pescatori; osservare le stelle dal ponte Mannen lasciandosi cullare dal gracidio delle rane, e volteggiare leggero come una libellula; danzare spensierato come un gatto tra i tetti e percepire con un semplice abbraccio la solitudine di un albero secolare. Un passo dopo l’altro, senza fermarsi mai: sulle orme del vento.

“Mi chiedo se non sia finalmente arrivato il momento in cui è necessario fermarsi per osservare bene ciò che ci circonda. […] Camminare è il movimento più importante per l’essere umano. Siamo liberi di decidere il ritmo dei nostri passi, e di percepire tutto ciò che vediamo nella sua più intima verità.”
Jirô Taniguchi