Vi ricordate la nazionale giapponese famminile campione del mondo di calcio? L'impresa fece provare un grande orgoglio a tutto il Giappone e alle Nadeshiko, così come vengono chiamate le ragazze della nazionale di calcio venne anche dedicato un manga.

Ebbene le ragazze pur disputando una grande olimpiade non riescono a bissare il successo e devono accontantarsi, si fa per dire, della medaglia d'argento.

Nadeshiko


DISCRIMAZIONE
Questa olimpiade non era cominciata in modo proprio edificante per la squadra giapponese con le ragazze costrette a viaggiare in classe economy al contrario dei loro colleghi maschi che hanno effettuato il volo intercontinentale nella più confortevole business class (fonte: Corriere.it). Un vero scandalo giustificato dai dirigenti del comitato olimpico giapponese con il fatto che solo gli atleti professionisti avessero il diritto di viaggiare in classe business.

IL CAMMINO
Il torneo di calcio femminile dei giochi olimpici vedeva 12 squadre sfidarsi su 3 gironi (E-F-G, le lettere da A a D erano riservate al torneo maschile) di 4 squadre ciascuno con le prime 2 e le due migliori terze qualificate per i quarti di finale.

Il 25 Luglio la nazionale giapponese esordisce subito con una vittoria per 2-1 contro il Canada merito delle reti di Nahomi Kawasumi e Aya Miyama nel primo tempo. Nella ripresa il Canada accorcia le distanze ma le nadeshiko controllano la partita.

Nelle due partite successive le giapponesi però non vanno oltre lo 0-0 contro la Svezia, che vincerà il girone, e le modeste ragazze del Sudafrica. Il Giappone chiude il girone al secondo posto e incrocia le temibili brasiliane, mai uscite prima delle semifinali da quando esiste il calcio femminile alle olimpiadi.

Giappone - BrasileMa ai quarti di finale il Giappone fa la partita perfetta. Con un gol per tempo di Yuki Ogimi e di Shinobu Ohno annichilisce il Brasile con un 2-0 e vola in semifinale. Il Giappone domina grazie al possesso palla e il Brasile non da mai l'impressione di poter rientrare in partita.






LE SEMIFINALI
Giappone - FranciaLa semifinale mette di fronte il Giappone contro la Francia. Sembra tutto facile per le Nadeshiko. Un gol di Yuki Ogimi che approfitta di un pasticcio del portiere francese nel primo tempo e un gran colpo di testa di Mizuho Sakaguchi all'inizio del secondo sembrano spianare la strada verso la finale. Ma la partita cambia, l'allenatore francese manda in campo Eugenie le Sommer e la Francia comincia ad assediare l'area giapponese. Il forcing francese è veemente e le nadeshiko sembraqno alle corde tanto che il portiere giapponese Miho Fukumoto deve salvare la propria porta più volte, prima di essere costretta a capitolare al 76° sul tiro della Le Sommer. Le giapponesi sbandano e, 3 minuti dopo, proprio la Sakaguchi commette una leggerezza in area regalando alle francesi un calcio di rigore. Rigore Giappone-Francia Ma le divinità della fortuna sono dalla parte del Giappone: sul dischetto va Elise Bussaglia che spiazza il portiere ma tira clamorosamente fuori. Le ragazze giapponesi riprendono coraggio, la partita diventa palpitante con le francesi che attaccano in massa e il Giappone che riparte in contropiede. In uno di questi contropiedi Yuki Ogimi si presenta sola davanti al portiere ma colpisce il palo. Il risultato di 2-1 non cambia e il Giappone è in finale.

Nell'altra semifinale sono gli Stati Uniti a prevalere 4-3 sul Canada dopo i tempi supplementari. Ma la partita suscita grandi polemiche. Le statunitensi riescono a pareggiare 3-3 all'ultimo minuto grazie a un calcio di rigore che appare decisamente troppo generoso. Anche l'ultimo gol, quello del 4-3 arriva dopo ben 3 minuti di recupero del secondo tempo supplementare. Alla fine quindi è di nuovo Giappone-Stati Uniti, replay della finale mondiale del 2011.

LA FINALE
Giappone - Stati UnitiLa finale al mitico stadio di Wembley davanti ad 85000 spettatori è la rivincita di un anno fa. Le Statunitensi la affrontano con grandissima grinta e passano in vantaggio dopo soli 7 minuti con Carli Lloyd. Le giapponesi non si scompongono, riprendono il loro gioco fatto di possesso palla e passaggi orizzontali e si fanno più volte pericolose. Al 27° il Giappone reclama il rigore per un fallo di mano in area di Tobin Heath, ma l'arbitro lascia giocare. Giappone - Stati Uniti
Il Giappone continua ad attaccare ma coglie per ben due volte la traversa. Al termine del primo tempo è ancora 1-0, le giapponesi meriterebbero il pareggio, ma la fortuna non sembra dalla loro parte. Quando a inizio secondo tempo ancora Carli Lloyd trova il gol, la partita sembra finita. Ma le indomabili Nadeshiko non si arrendono e accorciano le distanze con Yuki Ogimi. A 8 minuti dalla fine la giovanissima Mana Iwabuchi ha l'occasione per il pareggio: ruba palla alla difesa e si presenta davanti al portiere avversario, ma si fa parare il tiro. La partita termina quindi 2-1: oro agli Stati Uniti e argento al Giappone.

E I COLLEGHI MASCHI?
Ma anche la nazionale maschile riesce a farsi onore nel torneo forse anche grazie allo speciale allenamento con il pallone onigiri. I blue samurai concludono al primo posto il girone D grazie alle vittorie 1-0 su Spagna e Marocco e al pareggio 0-0 contro l'Honduras. Ai quarti si sbarazzano facilmente dell'Egitto con un 3-0 ma si fermano in semifinale travolti, nonostante il vantaggio iniziale, 3-1 dal Messico. Rimane la possibilità di guadagnarsi una medaglia di bronzo nella finalina tutta asiatica di domani contro la Corea del Sud e di salvare la faccia (e forse anche il posto in "business class") di fronte al metallo più prezioso guadagnato dalle loro "colleghe".