Ripresentiamo, qui di seguito, l'approfondimento dedicato a Captain Tsubasa, completamente rifatto ed aggiornato rispetto al precedente:
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Sumo, arti marziali, baseball. Tradizionalmente, l'immagine dello sport giapponese risulta inscindibile da questi ambiti, relegando in un secondo piano la maggior parte delle restanti discipline. Tuttavia, da un paio di decenni a questa parte, è andata sempre più crescendo la fama di uno sport che, sebbene famosissimo in quasi tutto il mondo ed in special modo in Europa e Sud America, risulta a molti difficile accostare al Giappone: il calcio.
Eppure, il primo contatto tra lo sport più famoso al mondo ed il paese del Sol Levante avvenne ben più di un secolo fa quando, nel 1873, il Luogotenente-Colonnello della Marina inglese Archibald L. Douglas insegnò ai suoi allievi dell'Imperial Japanese Navy Academy il calcio, da giocare come passatempo. Da quel momento fu un crescita lenta ma costante: gli ultimi anni del secolo videro la nascita dei primi football club scolastici, nel 1918 nacquero diversi campionati regionali tra club scolastici mentre nel 1919 l'ambasciatore inglese donò al Giappone la FA Silver Cup, da consegnare al vincitore di una competizione nazionale. L'occasione era imperdibile, così due anni dopo vide la luce la Japan Football Association (JFA), la prima associazione a livello nazionale dedicata a questo sport, che immediamente varò il primo National Association Football Tournament, con la coppa come premio per il vincitore. Alcuni team giapponesi iniziarono a partecipare a competizioni internazionali, pur senza risultati eclatanti e, dopo un periodo di allontanamento dal resto del mondo calcistico causato dalla Seconda Guerra Mondiale, l'ascesa riprese. Nel 1958 il calcio fu inserito nel curriculum nazionale di scuole elementari, medie e superiori, mentre nel 1960 fu ingaggiato il tecnico tedesco Dettmar Cramer che avrebbe portato la nazionale nipponica al suo miglior risultato di sempre. Dopo l'ottavo posto alle Olimpiadi di Tokyo del 1964, grazie ad una storica vittoria sull'Argentina per 3-2, la nazionale nipponica agguantò la medaglia di bronzo ed il terzo posto alle successive Olimpiadi di Messico 1968. Iniziò quindi un periodo di magra internazionale per il calcio nipponico, mentre tuttavia proseguiva la sua espansione in ambito nazionale, con la creazione, nel 1965, della Japan Soccer League (JSL), la prima lega professionistica nazionale di calcio.
Per la definitiva esplosione, tuttavia, si dovette aspettare oltre un ventennio: nel 1991 nacque la Japan Professional Football League, o J-League, sostituta della vecchia ed obsoleta JSL e nel 1992 il Giappone diventò Campione d'Asia per la prima volta. Il calcio era ormai discretamente seguito, tanto che il giorno dell'ultima partita delle qualificazioni ai Mondiali di USA 1994, in cui il Giappone venne eliminato dal pareggio iracheno al 90°, divenne noto in tutto il paese come il giorno dell'Agonia di Doha – dal nome della città del Qatar in cui si svolse la partita. Il Giappone si rifece quattro anni dopo, ottenendo la prima qualificazione alla fase finale della Coppa del mondo della sua storia, per poi addirittura ospitarne la successiva insieme alla Corea – riuscendo anche a superare il primo turno a gironi. Qualificatosi anche ai successivi mondiali del 2006 e 2010, più volte vittorioso nella Coppa d'Asia e giunto ad un passo dal podio olimpico a Londra 2012, al momento il Giappone ha raggiunto la 22° posizione del Ranking FIFA (aggiornato all'8 agosto 2012), ed è la prima tra le nazionali appartenenti all'Asian Football Confederation (AFC). Degna di nota anche l'ascesa del calcio femminile, con la nazionale giapponese vincitrice nella Coppa del mondo di Germania 2011 ed argento olimpico a Londra 2012.
Tra le cause della crescita in popolarità del calcio, da sport semisconosciuto a fenomeno nazionale, ve n'è una che forse non ci si aspetta, ma che secondo l'opinione di diversi giornalisti e calciatori giapponesi fu fondamentale nel farlo conoscere e ad appassionare un gran numero di bambini (ma non solo) che, una volta cresciuti, avrebbero guidato il calcio nipponico fuori dai confini nazionali (Masakiyo Maezono,Yoshika Matsubara, Hidetoshi Nakata, Shunsuke Nakamura, Yoshikatsu Kawaguchi, Yuji Nakazawa, Shinji Ono e altri): Captain Tsubasa, il manga di debutto di Yoichi Takahashi, la cui data d'inizio è addirittura inserita nella cronologia ufficiale della storia del calcio nipponico presente sul sito della Japan Football Association.
CAPTAIN TSUBASA
Yoichi Takahashi, classe 1960, era da poco diventato assistente del mangaka Shinji Hiramatsu (Doberman Keiji) quando, nel 1980, insieme a diverse opere brevi pubblicò sulla testata ammiraglia dell'editore Shueisha, Weekly Shounen Jump, una storia di 31 pagine intitolata Captain Tsubasa. La storia è incentrata sulla sfida tra due studenti delle scuole medie: Taro Tsubasa, capitano ed attaccante della scuola Nankatsu e Genzo Wakabayashi, portiere imbattibile della scuola Shutetsu. I due sono grandi amici d'infanzia ma si trovano ora a sfidarsi per la vittoria del campionato nazionale di calcio; a rendere ancora più importante tale sfida è tuttavia Aki Yamazaki, manager del club di calcio della Nankatsu ed anch'essa amica d'infanzia di Taro e Genzo. Entrambi i ragazzi sono innamorati di lei, e alla vigilia della partita Taro sente Genzo chiedere ad Aki di fidanzarsi con lui nel caso avesse sconfitto Taro in partita. Ciò spinge il timido Taro ad impegnarsi ancora di più contro Genzo, contro cui in passato non è mai riuscito a segnare nemmeno un goal. La partita finisce con la vittoria della Nankatsu grazie al goal su punizione di uno Tsubasa dolorante per una ferita alla gamba ed aiutato dalla pioggia, che fa scivolare il pallone dalla presa di Genzo, e con Aki che confessa di essere innamorata di Taro. Oltre al trio di amici d'infanzia importanti sono anche l'allenatore della Nankatsu, che dimostra di conoscere bene Taro, ed Ishizaki, difensore della Nankatsu che sprona Taro a reagire e a non farsi superare da Genzo.
La storia ebbe un buon riscontro di pubblico, tanto che l'anno seguente, sempre su Weekly Shounen Jump, fu pubblicata la prima serie di Takahashi, ispirata alla storia di Taro ed anch'essa intitolata Captain Tsubasa (Kyaputen Tsubasa, anche abbreviato in Kyapu-Tsuba). I personaggi della storia breve vengono ripresi ed adattati alla nuova serie, chi fedelmente, come Ishizaki o Genzo, chi completamente stravolti, come Taro o Aki, che diventano rispettivamente Tsubasa Oozora e Sanae Nakazawa. Il protagonista, Tsubasa Oozora è un bambino di quinta elementare con un amore nel calcio pari soltanto alla sua abilità; appena trasferitosi nella città di Nankatsu insieme alla madre – il padre è in viaggio in mare in quanto capitano di una nave – si imbatte in una sfida tra vari club della scuola Nankatsu e il portiere della scuola Shutetsu per decidere l'utilizzo di un campo d'allenamento. Genzo Wakabayashi, il portiere, è tanto abile da parare persino i tiri dei giocatori di rugby e baseball, facendo desiderare a Tsubasa di affrontarlo e sconfiggerlo, impresa in cui riesce grazie all'aiuto di un misterioso ubriacone che altri non è che Roberto Hongo, centravanti della nazionale brasiliana. Desideroso di sfidare nuovamente Wakabayashi, Tsubasa si iscrive alla Nankatsu e si unisce al club di calcio, capitanato da Ryo Ishizaki e famoso per la sua enorme incompetenza. Di Tsubasa ben presto si innamora Sanae Nakazawa, capitano del club dei tifosi, oltre che nota per il suo carattere da maschiaccio, che diviene la maggior sostenitrice del club di calcio della Nankatsu e di Tsubasa.
Sebbene ufficialmente considerata una serie unica, Captain Tsubasa è idealmente suddivisibile in tre archi narrativi: Kid's Dream, Boys' Fight e JBoys' Challenge.
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Sumo, arti marziali, baseball. Tradizionalmente, l'immagine dello sport giapponese risulta inscindibile da questi ambiti, relegando in un secondo piano la maggior parte delle restanti discipline. Tuttavia, da un paio di decenni a questa parte, è andata sempre più crescendo la fama di uno sport che, sebbene famosissimo in quasi tutto il mondo ed in special modo in Europa e Sud America, risulta a molti difficile accostare al Giappone: il calcio.Eppure, il primo contatto tra lo sport più famoso al mondo ed il paese del Sol Levante avvenne ben più di un secolo fa quando, nel 1873, il Luogotenente-Colonnello della Marina inglese Archibald L. Douglas insegnò ai suoi allievi dell'Imperial Japanese Navy Academy il calcio, da giocare come passatempo. Da quel momento fu un crescita lenta ma costante: gli ultimi anni del secolo videro la nascita dei primi football club scolastici, nel 1918 nacquero diversi campionati regionali tra club scolastici mentre nel 1919 l'ambasciatore inglese donò al Giappone la FA Silver Cup, da consegnare al vincitore di una competizione nazionale. L'occasione era imperdibile, così due anni dopo vide la luce la Japan Football Association (JFA), la prima associazione a livello nazionale dedicata a questo sport, che immediamente varò il primo National Association Football Tournament, con la coppa come premio per il vincitore. Alcuni team giapponesi iniziarono a partecipare a competizioni internazionali, pur senza risultati eclatanti e, dopo un periodo di allontanamento dal resto del mondo calcistico causato dalla Seconda Guerra Mondiale, l'ascesa riprese. Nel 1958 il calcio fu inserito nel curriculum nazionale di scuole elementari, medie e superiori, mentre nel 1960 fu ingaggiato il tecnico tedesco Dettmar Cramer che avrebbe portato la nazionale nipponica al suo miglior risultato di sempre. Dopo l'ottavo posto alle Olimpiadi di Tokyo del 1964, grazie ad una storica vittoria sull'Argentina per 3-2, la nazionale nipponica agguantò la medaglia di bronzo ed il terzo posto alle successive Olimpiadi di Messico 1968. Iniziò quindi un periodo di magra internazionale per il calcio nipponico, mentre tuttavia proseguiva la sua espansione in ambito nazionale, con la creazione, nel 1965, della Japan Soccer League (JSL), la prima lega professionistica nazionale di calcio.
Per la definitiva esplosione, tuttavia, si dovette aspettare oltre un ventennio: nel 1991 nacque la Japan Professional Football League, o J-League, sostituta della vecchia ed obsoleta JSL e nel 1992 il Giappone diventò Campione d'Asia per la prima volta. Il calcio era ormai discretamente seguito, tanto che il giorno dell'ultima partita delle qualificazioni ai Mondiali di USA 1994, in cui il Giappone venne eliminato dal pareggio iracheno al 90°, divenne noto in tutto il paese come il giorno dell'Agonia di Doha – dal nome della città del Qatar in cui si svolse la partita. Il Giappone si rifece quattro anni dopo, ottenendo la prima qualificazione alla fase finale della Coppa del mondo della sua storia, per poi addirittura ospitarne la successiva insieme alla Corea – riuscendo anche a superare il primo turno a gironi. Qualificatosi anche ai successivi mondiali del 2006 e 2010, più volte vittorioso nella Coppa d'Asia e giunto ad un passo dal podio olimpico a Londra 2012, al momento il Giappone ha raggiunto la 22° posizione del Ranking FIFA (aggiornato all'8 agosto 2012), ed è la prima tra le nazionali appartenenti all'Asian Football Confederation (AFC). Degna di nota anche l'ascesa del calcio femminile, con la nazionale giapponese vincitrice nella Coppa del mondo di Germania 2011 ed argento olimpico a Londra 2012.Tra le cause della crescita in popolarità del calcio, da sport semisconosciuto a fenomeno nazionale, ve n'è una che forse non ci si aspetta, ma che secondo l'opinione di diversi giornalisti e calciatori giapponesi fu fondamentale nel farlo conoscere e ad appassionare un gran numero di bambini (ma non solo) che, una volta cresciuti, avrebbero guidato il calcio nipponico fuori dai confini nazionali (Masakiyo Maezono,Yoshika Matsubara, Hidetoshi Nakata, Shunsuke Nakamura, Yoshikatsu Kawaguchi, Yuji Nakazawa, Shinji Ono e altri): Captain Tsubasa, il manga di debutto di Yoichi Takahashi, la cui data d'inizio è addirittura inserita nella cronologia ufficiale della storia del calcio nipponico presente sul sito della Japan Football Association.
CAPTAIN TSUBASA
Yoichi Takahashi, classe 1960, era da poco diventato assistente del mangaka Shinji Hiramatsu (Doberman Keiji) quando, nel 1980, insieme a diverse opere brevi pubblicò sulla testata ammiraglia dell'editore Shueisha, Weekly Shounen Jump, una storia di 31 pagine intitolata Captain Tsubasa. La storia è incentrata sulla sfida tra due studenti delle scuole medie: Taro Tsubasa, capitano ed attaccante della scuola Nankatsu e Genzo Wakabayashi, portiere imbattibile della scuola Shutetsu. I due sono grandi amici d'infanzia ma si trovano ora a sfidarsi per la vittoria del campionato nazionale di calcio; a rendere ancora più importante tale sfida è tuttavia Aki Yamazaki, manager del club di calcio della Nankatsu ed anch'essa amica d'infanzia di Taro e Genzo. Entrambi i ragazzi sono innamorati di lei, e alla vigilia della partita Taro sente Genzo chiedere ad Aki di fidanzarsi con lui nel caso avesse sconfitto Taro in partita. Ciò spinge il timido Taro ad impegnarsi ancora di più contro Genzo, contro cui in passato non è mai riuscito a segnare nemmeno un goal. La partita finisce con la vittoria della Nankatsu grazie al goal su punizione di uno Tsubasa dolorante per una ferita alla gamba ed aiutato dalla pioggia, che fa scivolare il pallone dalla presa di Genzo, e con Aki che confessa di essere innamorata di Taro. Oltre al trio di amici d'infanzia importanti sono anche l'allenatore della Nankatsu, che dimostra di conoscere bene Taro, ed Ishizaki, difensore della Nankatsu che sprona Taro a reagire e a non farsi superare da Genzo.La storia ebbe un buon riscontro di pubblico, tanto che l'anno seguente, sempre su Weekly Shounen Jump, fu pubblicata la prima serie di Takahashi, ispirata alla storia di Taro ed anch'essa intitolata Captain Tsubasa (Kyaputen Tsubasa, anche abbreviato in Kyapu-Tsuba). I personaggi della storia breve vengono ripresi ed adattati alla nuova serie, chi fedelmente, come Ishizaki o Genzo, chi completamente stravolti, come Taro o Aki, che diventano rispettivamente Tsubasa Oozora e Sanae Nakazawa. Il protagonista, Tsubasa Oozora è un bambino di quinta elementare con un amore nel calcio pari soltanto alla sua abilità; appena trasferitosi nella città di Nankatsu insieme alla madre – il padre è in viaggio in mare in quanto capitano di una nave – si imbatte in una sfida tra vari club della scuola Nankatsu e il portiere della scuola Shutetsu per decidere l'utilizzo di un campo d'allenamento. Genzo Wakabayashi, il portiere, è tanto abile da parare persino i tiri dei giocatori di rugby e baseball, facendo desiderare a Tsubasa di affrontarlo e sconfiggerlo, impresa in cui riesce grazie all'aiuto di un misterioso ubriacone che altri non è che Roberto Hongo, centravanti della nazionale brasiliana. Desideroso di sfidare nuovamente Wakabayashi, Tsubasa si iscrive alla Nankatsu e si unisce al club di calcio, capitanato da Ryo Ishizaki e famoso per la sua enorme incompetenza. Di Tsubasa ben presto si innamora Sanae Nakazawa, capitano del club dei tifosi, oltre che nota per il suo carattere da maschiaccio, che diviene la maggior sostenitrice del club di calcio della Nankatsu e di Tsubasa.
Sebbene ufficialmente considerata una serie unica, Captain Tsubasa è idealmente suddivisibile in tre archi narrativi: Kid's Dream, Boys' Fight e JBoys' Challenge.
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Non ce la faccio a leggermelo tutto al pc!
ma, essendo un piccolo vademecum di un'opera che adoro cerco di stamparla e di leggermela con comodo in formato cartaceo
Non sarebbe una cattiva idea se si potessero realizzare questi approfondimenti anche in formato Pdf o comunque qualcosa di stampabile agevolmente, magari non perdendosi anche le immagini.
A me farebbe piacere stamparmeli e tenermeli da parte, forse anche altri utenti la pensano come me.
Gran bel lavoro!
Ecco la mitica prima sigla tv e le lacrime scendono:
1) Da quello che mi risulta l'anime di CT è prodotto da Toei e animato da Tsuchida Pro
2) FIFA U-16 World Championship? Nel manga e nel fandom non ho mai letto che il torneo parigino sarebbe questa manifestazione ufficiale, al 99% quest'ultimo è una pura invenzione dell'autore, come sempre priva di senso (in che modo fai partecipare, insieme a Giappone, Germania, Argentina e Italia, anche chiaviche come il Canada XD)
3) Dove hai letto che l'OVA di Holland Youth è animato da JC Staff?
4) Su World Youth specificherei che la parte finale del manga, proprio quella del mondiale giovanile (che inizia dal volume 9 e ariva al 18) è scritto e disegnato in modo affrettato, per dissapori interni tra Takahashi e Shueisha. Infatti tutte le partite si risolvono in modo sbrigativo e sintetico, per arrivare al delirio delle semifinali Giappone/Olanda - Brasile/Germania completamente saltate, citate giusto in un ritaglio di giornale. Infatti a mio parere World Youth per colpa di queste beghe interne è completamente mandato in vacca.
5) Una smentita sulla questione del Road uscito su rivista seinen: non acquisisce un minimo di realismo, anzi rimane completamente ancorato all'irreale teatralità del passato XD Si prende più sul serio, questo sì (quando dedica interi capitoli a mostrare Tsubasa e Hyuga cazzeggiare a Camp Nou e nello spogliatoio della Juve dicendosi quanto sono fighi italiani e spagnoli), ma a conti fatti le partite rimangono sempre completamente fuori di testa, dove sono sempre i singoli a decidere i risultati.
6) Aggiungerei anche una nota sull'incapacità cronica di Takahashi di rimanere coerente alle sue idee: Road to 2002 nasce con la volontà di mostrare le avventure calcistiche di Tsubasa, Hyuga, Aoi e Takahashi sul palcoscenico europeo, con il climax finale da vedersi nella finale di Champion's League tra Bayern Monaco e Barcellona (profetizzato a inizio manga da un sogno di Wakabayashi). Alla fine l'autore è così pirla da dedicare quasi tutti e 15 i volumi al SOLO match D'ANDATA tra Barcellona e Real Madrid a inizio della Liga Spagnola, dimenticandosi di Hyuga, Aoi e Wakabayashi e mandando così all'aria tutti i suoi propositi iniziali. Infatti quella finale non la vedremo mai più, dato che nelle serie successive si parla di altro.
7) Final Countdown più che ha altro ha lo scopo di mostrar giocare Bryan Kraifort. Questo visto che, come ho scritto prima, il capitano olandese, per colpa dei problemi interni di Shueisha nati durante il World Youth, è stato presentato ma mai visto in scendere in campo (la finale Giappone/Olanda è stata saltata).
8) Anime Road to 2002: ripetizione "regia"
9) Aggiungerei che i tutti gli atleti dello speciale All Star Game che si vedono scendere in campo sono stati interamente scelti dai lettori di Jump attraverso votazione in internet (ho partecipato anch'io! XD).
Comunque questo video non glielo toglie nessuno....non mi stancherò mai di guardarlo
Dunque:
1) sembra di no. Ho visto diverse fonti che lo accreditano a Toei, tuttavia sono più quelle che non lo mettono. E' probabile che l'errore sia dovuto al legame con i Toei matsuri in cui sono stati trasmessi i 4 special alternativi.
2) Lo chiamano Jr. Youth Tournament ma è ispirato a quello. A parte il paese ospitante, coincide sia l'età dei partecipanti che l'essere il primo della serie - quella parte del manga è stata scritta intorno all' 85-86, dove il primo è stato organizzato nel 1985. Sull' "incoerenza" del torneo, ti faccio notare che il primo torneo è stato vinto dalla Nigeria(!) che ha battuto in semifinale la Guinea (!). Argentina ed Italia sono state eliminate nel girone iniziale; noi siam stati eliminati da Nigeria e Arabia Saudita. Se guardi i vincitori degli anni successivi vedi Ghana, Arabia Saudita, Messico, Svizzera; nel 2001 terzo è arrivato il Burkina Faso! Il più medagliato risulta la Nigeria, con 3 vittorie e 3 secondi posti. Per cui direi che i valori classici del calcio adulto non valgano molto per questa manifestazione.
3) devo controllare, la scheda l'avevo scritta prima delle vacanze.
4) Quella parte non l'ho inserita perchè non ho trovato fonti ufficiali su questi dissapori.
5) Non diventa realistico, ma sicuramente più delle prime serie lo è. Non ci sono portieri che s'infortunano, non ci sono nuovi tiri spettacolari ad eccezione di quelli dei giocatori giapponesi, non ci sono wrestler, saltatori di circo o simili a creare strane tecniche, gli altri giocatori del Barcellona diventano più importanti. In En la liga, Tsubasa fa una fatica cane a superare i difensori del Real Madrid, Blueno (mi sembra) in primis.
6) Il sogno sulla Champion's se ricordo bene era di Sanae. E a ben vedere non viene specificato si volesse davvero arrivare lì, si dice solo che l'aveva sognato Sanae. In ogni caso per la Champion's aspetto di vedere che combinerà in futuro, potrebbe anche dedicarci una serie a sè. Anche perchè a ben vedere la finale si fa in campo neutro, quindi il fatto che il Barcellona di Tsubasa fosse finalista non implica che la finale si sarebbe giocata al Camp Nou.
7) ok, aggiungo una noticina
8) correggo, grazie
9) avevo letto di quella cosa ma non avevo trovato riscontri ufficiali. Se me le confermi tu, aggiungo
Solo una cosa, attenzione Spoiler(forse)!: quella che finisce con Tsubasa che si sposa, che serie è? Fine spoiler. Perché un mio amico comprava il manga a pezzi quindi ho letto un volume qui e un volume là e non è che ci abbia capito molto, ma mi ricordo benissimo questa pagina finale perché ricordo di esserci rimasta malissimo, mi sembrava poco azzeccato come finale per un manga che parlava di tutt'altro ^^'
Comunque mi dispiace molto che per via delle polemiche con la FIFA non si sia più portata quella serie in Italia, io al contrario pensavo che fosse una gran figata che ci fossero i nomi originali delle squadre, anzi, fosse stato per me mi sarebbe piaciuto metterci anche i nomi veri dei giocatori, ma mi rendo conto che sarebbe stato troppo XD Però non sapevo la cosa di Del Piero, interessante **
4) Dubito si troverebbero mai fonti ufficiali dette dall'autore o da Shueisha, però la cosa è risaputa nel fandom. Quando anni fa frequentavo la community italiana di CT la cosa non era un'ipotesi, era data per scontato e se ne parlava come fosse la cosa più normale del mondo. Insomma dai, anche senza fonti messe per iscritto ci si accorge subito che i math sono tutti stringatissimi, pure i match asiatici di qualificazione sono molto più lunghi. E che dire di Bryan Kraifort e della rappresentativa olandese? Per tutta la serie si parla della partita con loro come il "clou" della serie, e poi tale match è liquidato in una facciata (ricordo che ai tempi, sulla community di cui ti parlavo, si diceva che in quel momento l'autore stava addirittura per rompere con Shueisha, e fortunatamente poi i problemi si sono parzialmente risolti e quantomeno è riuscito a disegnare la finale col Brasile). Altra prova è Schneider, che si "bulla" d'aver inventato il Neo Fire Shot e poi tale tiro non lo si vede mai (anche la semifinale Germania-Brasile, altro big match, è saltata).
5) Bè insomma, Levin e Shunko Sho hanno sempre i loro super-tiri ridicoli. Natureza, nel Real Madrid, fa centinaia di acrobazie aeree, e Wakabayashi esce pure dalla sua porta per un'azione offensiva XD Personalmente non ho trovato minimamente differente Road rispetto alle altre serie, ho solo notato come l'autore cerca di "smitizzare" i suoi calciatori rendendoli più scarsi di quelli internazionali. Ma le assurdità si sprecano da matti anche qui (nel match Barcellona-Real Madrid, come al solito, ci sono due/tre giocatori che segnano un totale di 11 gol facendo unicamente loro, da soli, la partita). I manga post Road invece non li ho letti quindi non giudico.
9) Sì, confermo. Praticamente Jump aveva creato una pagina web per i lettori jappi mettendo tutti i calciatori di CT, dicendo di votarne al massimo 3 (o un numero simile), e quelli più votati avrebbero trovato posto nello special. E anche il forum a cui appartenevo io aveva partecipato, ovviamente votando in massa Gino Hernandez XD (non ricordo neanche se alla fine appare anche lui).
Soprattutto, tante informazioni e curiosità di cui non ero a conoscenza. Complimenti!
Fa sempre morire dal ridere XD
Comunque è tutto davvero ben scritto, ho scoperto cose di cui davvero non ero a conoscenza! Complimenti ancora!!
Simpatico anche l'accenno alle doujinshi yaoi, tutt'altro che superfluo visto che Capitan Tsubasa a quanto pare è stato il modello di riferimento per Zetsuai-Bronze di Minami Ozaki!
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