NekoAwards 2013



MIGLIOR SERIE BREVE 2012


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durarara!!awards



Molto bello. La storia mi è piaciuta molto, forse il finale mi ha un po' delusa"- Emy_Price


Molto bello come finale. Raggiunge il so scopo, ovvero fa venire voglia di vedere l'anime."- Jak89


storia particolarissima e piena di spunti narrativi,bei disegni e personaggi originali e fuori di testa(sopratutto uno..) consigliato a chi cerca qualcosa di diverso dal solito..."- meffi78



Sfida all’ultimo voto tra due titoli proposti dalla Star Comics, il cervellotico “Durarara!!” e l’horror splatter “Another”. A trionfare sul filo di lana è “Durarara!!” , trasposizione manga di novel di grande successo in patria che già avevano riscontrato parecchi consensi nella loro versione anime . Un fenomeno mediatico che, seppur lentamente, si sta facendo conoscere anche in Italia e a cui prova a dare una spiegazione il nostro Turboo Stefo con la sua recensione

Dalla mente di Ryogho Narita sono nate due famose Light Novel, ovvero "Baccano!" e "Durarara!!". Quest'ultimo ha riscosso un grande successo che ha portato in breve alla produzione di un anime, ottenendo grande risalto anche fuori dal Giappone.
Sulla scia di questo successo è nato parallelamente anche un adattamento (del romanzo originale, non dell'anime ovviamente) in formato manga del primo arco narrativo, affidato ad Akiyo Satorigi.
Da sempre abituato a vivere in un paesino tranquillo ed anonimo, Mikado Ryugamine non si immagina nemmeno quanto caotica possa essere la vita nella metropoli chiamata Tokyo, per la precisione nel quartiere di Ikebukuro dove inizierà la sua nuova vita scolastica con il vecchio amico d'infanzia. Il ragazzo non immagina nemmeno cosa accadrà tra amicizie, primi amori, occulto, leggende metropolitane, gang di teppisti e tanta, tanta gente bizzarra che anima questo "vivace" quartiere.
L'impatto iniziale, per chi non conosce ancora la serie, potrebbe risultare sottotono e piuttosto scarno per via della lenta presentazione dei tanti personaggi che animano la vicenda, mentre la trama sembra essere piuttosto labile. Tuttavia appena superato questo scoglio iniziale la serie vira su tutt'altri lidi, dando ben presto vita a diverse sottotrame che si intrecciano abilmente sfruttando i diversi personaggi sotto i loro diversi aspetti e rapporti tra di loro, dando vita ad un complesso schema di amicizie, alleanze e rivalità, complicando il tutto.
Tuttavia nel suo proseguimento, pur offrendo una narrazione scandita da ritmi sempre più celeri ed intriganti, le vicende finiscono con l'incentrarsi in modo massivo sulle vicende principali di questo primo arco narrativo ed eliminando, di conseguenza, la presenza di personaggi secondari e il loro ciclico utilizzo, che ha decretato parte del successo della serie.
Il finale è relativo a questo frammento di storia quindi non potrà definirsi tale, tuttavia le vicende di Ikebukuro riprenderanno (anche in formato manga) e non necessitano di un finale definitivo o alternativo a quello originale, lasciando solamente l'amaro in bocca a chi si aspettava una storia che si concluda in tempi brevi.
Chi già ha avuto il piacere di conoscere la serie ritroverà con gioia gli strani personaggi e non sentirà nessuna ripetitività nel rivivere le vicende di Ikebukuro, soprattutto per il fatto che - essendo maggiormente fedele al romanzo e privo di epurazioni - avrà piccole divergenze ed alcune aggiunte rispetto all'anime di successo.
Tuttavia si noterà anche la mancanza di quell'atmosfera urbana e di quella narrazione ipnotica che solo un'opera animata è in grado di proporre per ovvi motivi.
I disegni di Akiyo Satoriki si basano sul character design di Suzuhito Yasuda (il medesimo di tutte le trasposizioni) offrendo una giusta continuità tra le opere.
Le espressività dei volti risultano efficaci malgrado la semplicità dello stile, mentre a livello registico riesce a incarnare perfettamente lo spirito della serie.
Nel complesso però lo stile risulta fin troppo pulito e sobrio, pur usando efficacemente retini e neri nei momenti necessari, soprattutto per via degli sfondi che spesso risultano vuoti o scarni anche se la città stessa è a tutti gli effetti una "protagonista". Una maggior cura di tale aspetto avrebbe sicuramente giovato, soprattutto per l'atmosfera che ne sarebbe scaturita.
Discreta e nello standard dell'editore Starcomics l'edizione proposta per il mercato italiano, offrendo quattro volumetti in fascia economica e di buona fattura nella quale sorprende la presenza di pagine a colori, anche se una per albo.
Senza dubbio "Durarara!!" non delude nemmeno in salsa manga, visto che la sua essenza principale nasce dall'intreccio di strambi personaggi e vicende atipiche, però risente dell'assenza di quell'atmosfera e del fascino che la versione animata era in grado di esprimere appieno.
Chi ha già gradito la versione animata ripercorrerà con piacere le strade di Ikebukuro - osservando con la classica golosità dei fan le piccole differenze tra le trasposizioni - pur avvertendo la mancanza di quella scintilla che contraddistingueva l'anime, mentre chi deve ancora avvicinarsi alle avventure di questo atipico quartiere di Tokyo potrebbe iniziare comodamente da questa interessante e riuscita lettura, perché comunque vada "Durarara!!" saprà catturare il lettore con il suo geniale carisma.




MIGLIOR “RIPESCAGGIO” del 2012


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rebor2awards



Già l'anime mi aveva fatto ridere a crepapelle ma il manga è nettamente migliore. Una trama originale davvero ben gestita e disegni buoni ma non eccellenti che però non guastano la lettura del volume. "- Raffo


Primi numeri con storie autoconclusive per presentare i personaggi, spiritoso e...particolare! Consigliato a chiunque voglia ridere un po'! "- Akisa


Primo volume che si basa molto su brevi vicende introduttive disimpegnate, tra l'action e la commedia. L'ho letto volentieri, anzi, mi ha divertito più ora rispetto a quando lo lessi anni fa." "- oberon


Star Comics ancora sugli scudi anche in questa categoria, con la scelta azzeccata di riproporre un titolo di grande appeal come “Tutor Hitman Reborn” ( ripescato dal catalogo della Planeta DeAgostini) accontentando sia i nuovi che i vecchi fan. Nel 2012, infatti, la casa editrice perugina ha scelto la doppia via della ripubblicazione dal numero uno e della prosecuzione da dove aveva lasciato la Planeta e l’utenza di AnimeClick.it dimostra di gradire. Reborn vince sulle edizioni Deluxe di Planetes e Eden e sulla versione JPop di Orange Road, avversari di tutto rispetto. La parola a questo punto ad una grande fan della serie, l’utente __HellGirl__

Tutor Hitman Reborn, più noto come Katekyo Hitman Reborn, ed infine per nome completo Katekyoushi Hitman Reborn, è una serie shonen di grande successo prodotta dalla Shonen Jump, scritta e disegnata dall’autrice Akira Amano.
Il manga è composto da 33 volumetti usciti in Giappone fino ad oggi, ma che purtroppo in Italia hanno visto luce solamente 18 di questi grazie (e a causa della) Planeta DeAgostini Comics.
Katekyo Hitman Reborn, d’ora in poi “KHR”, non è solo una forma cartacea ma è anche un anime che ha riscosso un notevole successo, infatti è stato catalogato come uno dei migliori shonen odierni. Nelle classifiche generali dei volumi più apprezzati e venduti settimanalmente, KHR ha sempre trovato il proprio podio tra i primi, e non solo per l’originalità continua di questo manga, ma anche per i disegni strepitosi, la grinta e la continua passione che l’autrice ha impiegato in ogni suo volumetto. KHR è composto da 203 episodi e tutti questi sono un sorprendente elaborato di genialità.
Sì, esatto, ho detto proprio “genialità”, e sapete perché? Perché geniale lo è ed ora ve lo spiegherò nel dettaglio.
La storia ruota attorno a Sawada Tsunayoshi, un ragazzino delle scuole medie imbranato come pochi, che nulla ha di positivo se non la bravura nel cacciarsi in situazioni a dir poco compromettenti, umilianti, e che lo possano rendere sempre più sfigato agli occhi altrui. Il suo eterno amore, infatti, Sasagawa Kyoko, è la sua ragazza ideale: gentile, disponibile, altruista e carina, peccato che quest’ultima non lo degni di uno sguardo se non per salutarlo cordialmente.
Inutile dire che Tsuna faccia pena a chiunque, insomma, al sol guardarlo pare un perdente, e proprio per questo il suo soprannome altri non è che “Imbrana-Tsuna”, e lui non sembra voler fare a meno di questo ridicolo soprannome perché altro non riesce a combinare che guai, sia per sé che per gli altri.
Un giorno però, miracolo avviene che la sfiga di Tsuna magicamente si tramuti in un vero e proprio inferno: il peggio doveva ancora arrivare. Una mattina sfortunata come le altre, Tsuna viene fermato da un piccolo bambino vestito di tutto punto, e consegnata una lettera, egli gli comunica che è stato scelto per divenire il più potente boss mafioso esistente, e più precisamente Tsuna è stato candidato per il “trono” di Vongola Decimo. Tsuna ovviamente non ne vuol sapere di tutto questo, anzi, lo trova logicamente uno scherzo, peccato però che il bambino, di nome Reborn, presa una buffa pistola verde gli spara in testa uccidendolo.
Una cosa strana avviene però, infatti, nel momento di morire, in Tsuna iniziano a ronzare per la testa strani pensieri, quali ad esempio, il non aver ancora rivelato i propri sentimenti alla dolce Kyoko e che morendo non avrebbe più potuto fare. Caso vuole che Tsuna si risvegli di colpo dal decesso e, spogliatosi di tutti i suoi indumenti, con una forza sovrumana corra saltando di macchina in macchina, di casa in casa, alla propria scuola, dove in mutande rivelerà a Kyoko i suoi sentimenti.
Cosa sarà successo a Tsuna? È forse impazzito? Certo che no.
L’accaduto è stato dettato dalla Dying Will Bullet, ovvero una pallottola di proprietà di Reborn, che quando colpisce qualcuno fa scaturire i sensi di colpa avuti in vita antecedenti alla morte, e dona uno stato di forza innaturale per poterli risolvere, o comunque eliminare.
È solo l’inizio della sfortuna di Tsuna, perché Reborn s’insedierà a casa sua proclamandosi il suo tutore, nonché insegnante assassino per far divenire Tsuna il più grande boss mafioso della storia, nonché il più grande sicario di sempre.
Fin da subito il protagonista risulta essere chiaramente il tipico “Loser”, o comunque uno smidollato che altro non riesce a fare se non chiedere aiuto al prossimo piagnucolando come un bambino. È cosa rara al giorno d’oggi che altro non si legge che di protagonisti eroi, bellissimi ed intraprendenti senza macchia e senza paura.
Una trama a dir poco ironica, divertente, che ha di che poter ridere, ma le bizzarre avvenute dello sfigato protagonista sembrano non finire mai perché in futuro, altri come lui dovranno aiutarlo nel divenire Vongola Decimo, ovvero dei Guardiani che presteranno fedeltà a Tsuna.
Analizzando ogni singolo personaggio della storia, ho potuto constatare che tutti sono estremamente diversi tra loro, ma con un’unica comunanza: L’amicizia che li tiene legati sia a Tsuna che tra di loro.
Questa è sicuramente la serie in cui ho apprezzato i nemici come in nessun’altra prima d’ora: quasi fossero al pari dei protagonisti li ho trovati a dir poco mozzafiato per tutto.
Gli episodi della versione animata sono molti, è vero, lo pensai anche io, ma sapeste come ho piagnucolato alla fine per non poterlo più vedere! La serie animata è stata infatti interrotta per non creare filler poiché la versione cartacea era ancora in fase di ulteriore sviluppo, pertanto, è stata già annunciata una seconda serie che vedrà luce non appena sarà disponibile maggior materiale su cui poter lavorare.
Per tenermi al “passo” ho infatti continuato a leggere la versione cartacea, e devo ammettere che se all’anime davo 10+ al manga do 11.
Una storia come questa, lunga come questa e che non fa annoiare, per me è introvabile: è l’unica serie di così tanti episodi che non mi ha stancata e credetemi, non riesco ancora a crederci di aver visto 203 episodi.
Una come me infatti lascia subito perdere, e se devo essere sincera, ai primi 10 episodi dell’anime smisi di vederlo perché la trama non procedeva, ma poi sentiti tanti pareri ho ripreso a guardarlo e ora è una delle mie tre serie preferite.
Alcune persone hanno valutato in modo pessimo questa serie per via del fattore “mafia”, accusando quest’opera d’esser diseducativa, ma ora proviamo a ragionare insieme: Quale persona si farebbe condizionare da un anime al punto tale di voler divenire un mafioso? Vorrebbe dire che è senza cervello, privo di neuroni e che l’unico esistente è morto dopo un’overdose, ma in tal caso ci penserebbe la polizia a mandarlo in un centro di recupero mentale.
Oltretutto, nella versione cartacea, onde evitare spoiler, dico solo che la questione “mafia” viene ampliamente risolta e rivalutata, inoltre vorrei ricordare che è pura F.A.N.T.A.S.I.A., e non un vero e proprio stile di vita.
La frase “I fatti accaduti in questa vicenda solo un prodotto di pura fantasia” non vi dice nulla? È qua che entra in gioco questa magica formula d’avvertenza.
Allora Hokuto No Ken cosa dovrebbe essere? Illegale ovviamente. Dragon Ball? Inguardabile.
Suvvia gente, sul mercato vi sono cose molto peggiori.
I voti che ho dato a questa serie non li rivaluterei mai poiché mai una serie è riuscita ad entusiasmarmi per così tanto tempo e per così tante puntate, al punto tale da voler a tutti i costi proseguire con la versione cartacea per scoprirne il seguito ancora inedito come anime: è stato veramente un anime splendido fino alla fine, e come manga sta continuando a piacermi seppur dopo 33 volumi la fine paia ancora lontana.
L’amicizia in questa serie non è mai stata tanto importante, e di anime e manga ne ho visti e letti, ma qui è stato il punto fermo costante della storia: La lealtà, l’onestà e la forza di volontà e la fierezza di dover sempre difendere i propri compagni sono le componenti essenziali del rapporto che vi è tra tutti i personaggi della serie.
Un’altra cosa che mi ha molto colpita è stata l’autrice, che seppur donna, sia stata in grado di sfondare con una serie così dannatamente shonen, d’azione e battaglie, perché di solito i maschi sono più “portati”, ma invece lei ha fatto meglio di tantissimi altri. Pertanto si merita veramente i miei complimenti per la bravura e per la costante perseveranza che impiega nel suo lavoro, si vede che lavora con la passione nel cuore per questa serie.
Volevo far notare le copertine del manga che a mio avviso sono molto belle, e man mano che la storia procede, esse divengono sempre più particolareggiate, con colori molto sgargianti e godibili.
Inoltre il disegno è molto curato, e le scene di battaglia sono ben fatte, e ogni singola vignetta è piena di particolari: molto, ma molto belle.
Gli attacchi, le mosse di combattimento e le tecniche di queste ultime sono state pensate molto dettagliatamente, e le vittorie dei personaggi sono veramente meritate. Spesso capita che i boss finali vengano annientati in quattro secondi, seppur magari per tutta la serie siano stati degli aghi nel sedere, ma qui è diverso, ci sono degli scontri mozzafiato non troppo lunghi né troppo brevi, e per la prima volta sono veramente soddisfatta della durata di queste battaglie decisive perché spesso mi ritrovavo con l’amaro in bocca, della serie: “Ma che? Già finito?” Qua è diverso.
Katekyoushi Hitman Reborn è per me un capolavoro, nulla da ridire. Concludo dicendo che, come se non si fosse notato, ho veramente amato la versione animata e sto continuando ad amare il manga e che consiglio moltissimo a tutti gli amanti del genere.



MIGLIOR MANGA del 2012


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attaccogigantiawards



Emozionante, scorrevole, intrigante, curioso, bello. Un primo volume che promette un fantastico seguito. Disegni molto inquietanti, uno stile studiato appositamente per quest'opera. Che altro dire?"- BadBuffy


I disegni non sono il massimo ma per il resto ci siamo. Shonen originale, interessante e ben più crudo della media."- Gordy


Inquietante, crudo, violento, originale e ricco di colpi di scena: desideravo tanto leggere un manga così! I disegni sono sì modesti, ma ben si confanno alle atmosfere cupe che permeano l'opera."- Raziel90


La Panini pare proprio aver puntato sul cavallo vincente! Già trionfante in patria nel prestigioso Kodansha Manga Awards,” L’Attacco dei Giganti” vince anche qui su AnimeClick.it battendo l’agguerrita concorrenza dei titoli Star Comics quale miglior serie manga tra le novità proposte nel 2012. Il giovane mangaka Hajime Isayama pare aver centrato in pieno il modo di intrigare i lettori attraverso un soggetto che evoca un senso molto forte di paura e angoscia grazie al quale riesce a far passare in secondo piano un disegno giudicato piuttosto mediocre. Essendo la serie ancora in corso proponiamo una recensione basata solo sui primi volumi dell’utente rosemary

E' grazie ad AnimeClick che ho scoperto questo manga e ora mi ritrovo a recensirlo proprio qui. Interessante. "L'attacco dei Giganti" è uno shonen che parla di come la razza umana tenti il tutto per tutto per sopravvivere alla terrificante armata dei giganti, appunto. Questi enormi esseri hanno l'aspetto di persone nude e deformi, il cui unico scopo sembra essere divorare gli esseri umani. D'altro canto l'umanità ha il solo scopo di uccidere i giganti. Le persone vivono segregate nella città barricata in una enorme muraglia circolare che per centinaia di anni ha impedito l'ingresso di quelle orrende creature, ma all'inizio del manga un titano più alto degli altri sfonda il muro con un calcio e la situazione non è più rassicurante come prima. Si vive in una guerra perenne. In questo clima nascono e vivono i tre ragazzi protagonisti, il cui sogno è di divenire dei soldati per annientare i mostri e vedere il mondo esterno. In ogni volume c'è un combattimento contro questi giganti. Scene di una violenza incredibile e ovviamente cannibalismo. La cosa più scioccante, è il fatto che i titani abbiano un aspetto quasi sempre umano, e commettano gli atti più terrificanti con uno sguardo neutro o sorridente, come se ciò non li riguardasse. La grafica è spoglia e scarna, sporca, i personaggi hanno spesso volti non troppo riconoscibili e semplici, anche se incredibilmente espressivi, invece i giganti sono ben tratteggiati anche se sproporzionati. I combattimenti sono realizzati benissimo. C'è un buon uso del chiaroscuro, e anch'esso migliora col passare dei volumi. Per quanto riguarda i personaggi... ho parlato di "protagonisti", prima, ma ci vuole un po' prima di identificarli. Questo a causa di una sorta di effetto "Battle Royale": qualunque personaggio sembra essere sacrificabile, anche quello che non ti aspetteresti affatto. Non bisogna mai affezionarsi a nessuno. Segnalo inoltre una mancanza totale di fanservice (inteso come con nudità o cose legate al sesso), cosa mai riscontrata in nessun shonen da me letto o visto. Da provare!

Arrivederci all'anno prossimo per i NekoAwards manga 2014!