È risaputo, il mondo degli rpg giapponesi è tanto vasto da potersi perdere al solo pensiero, senza contare che tra essi, molti validi titoli restano fuori dal territorio occidentale, portando così il pubblico generico a pensare che i titoli più famosi e blasonati siano gli unici degni di nota e attenzione. Gli amanti del genere però sanno benissimo che in mezzo allo strapotere di pochi, esistono altre realtà che si fanno strada nel tempo, in silenzio e quasi senza farsi notare, migliorandosi e crescendo di capitolo in capitolo fino alla piena fioritura. È questo il caso della saga di Atelier.

AtelierIntroRecensione

Sviluppata da Gust Corporation, Atelier debutta su Playstation nell’ormai lontano 1997 con Atelier Marie: The Alchemist of Salburg, conquistando lentamente ma inesorabilmente il favore dei videogiocatori giapponesi. Meno immediato è il successo tra il pubblico occidentale, difatti bisognerà aspettare il 2005/06 per godere in Europa e in Nord America della prima release estera della saga, che approda su Playstation 2 con Atelier Iris: Eternal Mana. Ad esso fanno seguito altri nove capitoli, compreso il più recente Atelier Escha & Logy: Alchemists of the Dusk Sky, quinto capitolo per Playstation 3 e quindicesimo dalla nascita della saga ad oggi.
Approdato in Giappone nel Giugno 2013, Atelier Escha & Logy: Alchemists of the Dusk Sky arriva in Europa e in America nel Marzo 2014 per mano di Tecmo Koei, con localizzazione in inglese.
Il tiolo si pone come sequel ideale di Atelier Ayesha: The Alchemist of Dusk, primo capitolo della saga “Twilight”. Di esso condivide non solo ambientazione a vari personaggi ma anche character e monster designer. Pur essendo un seguito di Ayesha, Atelier Escha & Logy: Alchemists of the Dusk Sky è da ritenersi un titolo indipendente, per cui godibile anche senza aver giocato al precedente capitolo.
 
Trama
La storia prende piede nelle terre di Twilight, che nel passato prosperarono grazie alla prodigiosa arte dell’alchimia. Purtroppo, nel corso del tempo la pratica alchemica venne progressivamente abbandonata, scivolando inevitabilmente nell’oblio. Quando però giunge sulla nazione un nuovo periodo di “Semioscurità”, gli alchimisti e i ricercatori rimasti si radunano nella capitale Central City per dare nuova linfa all’antica arte, onde evitare l’avvento di ciò che le persone chiamano “Fine del crepuscolo”. Il giovane Logic Ficsario, alchimista cresciuto e formatosi a Central City, arriva nella piccola cittadina di Colseit a seguito di un trasferimento dovuto alla mancanza di personale della sezione di sviluppo e ricerca del paese. Ad attenderlo troviamo la sua partner, Escha, una ragazza allegra e solare che usa l’alchimia allo scopo di aiutare e rendere felici le persone. Da quel momento inizia il loro lavoro come agenti del governo addetti principalmente a risolvere, grazie alle loro doti di alchimisti, i vari problemi che affliggono i territori circostanti. Tra i loro compiti spicca in particolare lo studio di misteriose e antiche rovine inesplorate. Ma cos’è dunque la “Fine del Crepuscolo”? E perché un giovane di belle speranze come Logy accetta con passività il trasferimento in un piccolo paese di frontiera? Cosa ci raccontano le sue cicatrici?
 
AtelierTramaRecensione

La vera trama di Atelier Escha & Logy: Alchemists of the Dusk Sky prende piede molto lentamente, difatti dopo parecchie ore di gioco non sembra ancora possibile scorgere un obiettivo finale e i personaggi trascorrono le loro vite in modo tranquillo, dedicandosi fondamentalmente solo alle missioni che gli vengono assegnate per lavoro. E’ presente una buona quantità di dialoghi tra personaggi principali e secondari, anche scorrelati dallo svolgimento delle missioni, che si rivelano utili solo a conoscere meglio il carattere dei protagonisti, senza incidere in modo significativo sulla storia in sé. Alcuni di essi sono parecchio lunghi e insulsi, risultando inevitabilmente noiosi.

Se la trama quindi non sembra essere il punto forte di questo titolo, lo stesso non si può dire per la caratterizzazione dei personaggi, sui quali è stato fatto un ottimo lavoro. Escha, Logy e tutti gli altri comprimari presentano delle caratteristiche peculiari e ben definite che attingono a piene mani dalla moderna animazione giapponese: avremo quindi la protagonista buona e un po’ tonta, il suo partner serio e affidabile, la loli dalla voce squillante, l’algida combattente, il belloccio vanesio e via dicendo. Nonostante un’evidente stereotipizzazione, ogni personaggio mostra qualche caratteristica originale e divertente, permettendo al giocatore di provare una certa simpatia per ognuno di loro. Il concetto potrebbe però non può essere valido per chi non ama questo tipo di caratterizzazione così enfatizzata e ricca di cliché, e al di fuori di tale contesto, i personaggi non risultano comunque particolarmente memorabili.
Gameplay

Duro lavoro, tempo e denaro: questi sono i tre concetti che riassumono al meglio il gameplay di Atelier Escha & Logy: Alchemists of the Dusk Sky. L’alchimia è sicuramente il punto focale di tutta la saga poiché l’esperienza e la crescita dei personaggi non sono definite unicamente da battaglie e missioni, ma anche e soprattutto grazie all’uso delle tecniche alchemiche volte a creare oggetti ed equipaggiamenti. Essa dunque, al contrario di quanto succede in altri titoli (Dragon Quest, Ni no Kuni), non è semplicemente un’attività accessoria ma bensì parte integrante e pervasiva dell’esperienza di gioco. La prima cosa che salta all’occhio è la presenza di due protagonisti che permette al giocatore di decidere se vivere l’avventura tramite gli occhi di Escha o Logy. La scelta di uno o dell’altro influenzerà alcune vicende nonché il finale.

La trama si snoda nel corso di un arco temporale piuttosto lungo durante il quale Escha e Logy dovranno portare a termine i vari lavori. Le missioni principali vengono affidate solo tre mesi l’anno (aprile, agosto e dicembre) e devono essere completate prima che si arrivi al nuovo mese di lavoro. Ad esse si affianca un ricco corollario di missioni secondarie, non indispensabili per la trama ma utili ad ingrossare il vostro stipendio nonché la vostra esperienza. Se le missioni non vengono completate entro la scadenza sono considerate fallite e di conseguenza seguirà il game over.
 
AtelierGameplay1Recensione

Potrebbe sembrare tutto molto semplice e lineare ma è qui che entra in gioco l’elemento tempo, scandito dal susseguirsi dei giorni. Che dunque vi spostiate sulla mappa, che vi dedichiate alla raccolta di oggetti o che vi dilettiate nel creare strumenti con il vostro calderone alchemico, essi scorreranno velocemente, richiedendo quindi un’attenta pianificazione e la giusta strategia che possa massimizzare costi e benefici. E’ comunque indispensabile che il giocatore crei da sé tutto l’equipaggiamento e gli oggetti necessari all’avventura, poiché i pochi negozi presenti in città vi forniranno soltanto qualche materia prima e vari libri di ricette. Il livello di esperienza di alchimista è distinto da quello del personaggio in sé e solo sintetizzando con costanza potrete accumulare esperienza e creare oggetti ed equipaggiamenti sempre più validi ed efficaci.

Muoversi a casaccio nella mappa o impiegare troppi giorni per la sintetizzazione potrebbe essere fatale, è bene quindi calcolare sempre i tempi necessari per completare almeno la missione principale. Acquisendo esperienza sarà comunque possibile utilizzare metodi e tecniche per ridurre le varie tempistiche. Altrettanto ponderato dovrà essere l’uso del denaro poiché la quantità di moneta disponibile non è poi così ampia.
 
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Il sistema di combattimento è a turni e i nemici sono visibili, permettendoci quindi di evitare gli scontri casuali. Purtroppo però, la telecamera statica non permette di avere una perfetta visuale della zona che si sta esplorando, coinvolgendo spesso e volentieri i nostri personaggi in un inaspettato faccia a faccia con un nemico di cui avremmo fatto a meno. Il party permette di gestire un massimo di sei personaggi controllabili dal giocatore ad ogni turno, schierati a metà tra prima e seconda linea. Il personaggio protagonista partirà obbligatoriamente dalla prima linea ma potrà scambiarsi di posizione durante la battaglia. Atelier Escha & Logy: Alchemists of the Dusk Sky riesce però a rendere abbastanza divertente e dinamico un sistema classico come quello dei turni grazie a numerose migliorie che vengono allo scoperto con il passare del tempo e l’accumulo di esperienza; abbiamo ad esempio la barra “supporto” la quale riempiendosi dopo ogni attacco al nemico può essere sfruttata per supportare i compagni in fase di attacco o difesa, permettendo di sferrare potenti attacchi. Inoltre, raggiungendo un certo grado di affinità, Escha e Logy potranno sfruttare le loro creazioni alchemiche in combo, con risultati sorprendenti.

La difficoltà generale del gioco è ben calibrata, difatti, con la giusta dose di esperienza e un buon equipaggiamento, le battaglie non risultano mai eccessivamente complesse pur richiedendo in certi casi un minimo di strategia per essere portate a termine con successo. Il rovescio della medaglia è che le battaglie non rappresentano quasi mai una vera e propria sfida e alla lunga risultano monotone, stesso dicasi per alcune missioni secondarie che si ripetono di volta in volta. Dopotutto però l’elemento cardine del gioco non è il combattimento bensì l’esplorazione, la raccolta e la conseguente creazione di manufatti tramite l’alchimia. In Atelier Escha & Logy: Alchemists of the Dusk Sky non esistono momenti morti e le missioni secondarie vi terranno occupati per molti giorni, senza contare che, se mai il “Free time” dovesse abbondare, potrete dedicarmi al lavoro di alchimista per avanzare di livello.
La mappa del mondo rende visibili le zone visitabili andando avanti con le missioni, permettendovi in poco tempo di avere a disposizione per le vostre ricerche un territorio abbastanza vasto.
 
Grafica e Audio
Graficamente parlando Atelier Escha & Logy: Alchemists of the Dusk Sky non è qualcosa che definiremmo eccezionale, poiché ad un curato cell shading sui personaggi, molto belli e dettagliati sia nell’abbigliamento che nelle espressioni facciali, si contrappone una cura mediocre di ambientazioni e fondali e l'uso texture di qualità non eccelsa.
“Chi più moe ha più ne metta” verrebbe da dire, in quanto non è solo a livello caratteriale che i personaggi di Atelier Escha & Logy: Alchemists of the Dusk Sky ricalcano stereotipi di anime e manga, poiché anche la caratterizzazione grafica ne è fortemente influenzata: le (molte) ragazze sono tutte belle, delicate, quasi sempre molto minute, dotate di occhioni grandi e guance rosse. Non si lesina nemmeno sulla bellezza maschile del protagonista e dei comprimari, veri e propri bishounen. Non è quindi un caso il fatto che il gioco si sia guadagnato in poco tempo anche una serie anime.

Gli scenari sono abbastanza vari ma la già citata telecamera statica non permette di ammirarli al meglio. La vera nota dolente però riguarda il monster design, che seppur si dimostri a tratti abbastanza originale, è davvero poco vario, per cui anche spostandosi tra le varie zone si finisce per incappare nello stesso tipo di nemico, le cui variazioni riguardano solo colore e potenza. Il gioco non presenta sequenze animate ma durante alcuni intermezzi è possibile godere di deliziose tavole illustrate.
 

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Nota di merito alla colonna sonora e al doppiaggio giapponese, entrambi perfettamente riusciti. La colonna sonora di Atelier Escha & Logy: Alchemists of the Dusk Sky è davvero ricca e consona all’atmosfera del gioco, a partire dalla bella opening Milk Iro no Touge passando alle varie insert song. Allo stesso modo il doppiaggio calza a pennello su ogni personaggio. E’ possibile di volta in volta selezionare il doppiaggio giapponese o inglese, ma come spesso accade, l’originale supera di gran lunga la controparte inglese.
Conclusioni
Atelier Escha & Logy: Alchemists of the Dusk Sky non è un capolavoro, non brilla per trama, personaggi, né per combat system, ma la grande importanza che rivestono esplorazione e alchimia lo rendono un titolo interessante e divertente, sia per i fan di lunga data della saga di Atelier, sia per chi si approccia ad essa per la prima volta. La trama impiega parecchio prima di decollare e anche quando lo fa, continua comunque a volare basso, con un ritmo lento e non sempre coinvolgente. Il titolo è sicuramente distante da chi cerca una storia veloce, epica e memorabile. Di contro, la possibilità di scegliere tra i due protagonisti, con tutte le differenze che ciò comporta, le numerosissime missioni secondarie, la vasta e divertente sintesi degli oggetti e i potenziali 11 finali, garantiscono al titolo una buona longevità. Atelier Escha & Logy: Alchemists of the Dusk Sky è un titolo leggero ma divertente, apprezzabile dai fan della moderna animazione nipponica e da chi non disdegna lo stile narrativo delle visual novel. Adatto soprattutto a chi preferisce “creare” più che “distruggere”.