Se siete fan di Go Nagai e non siete giapponesi, l'Italia è probabilmente uno dei migliori paesi in cui vivere. Non sono molti i paesi occidentali in cui continuano ad essere pubblicati manga nagaiani di quarantotto anni fa, come La scuola senza pudore, di cui è appena uscito l'ultimo volume per J-POP Manga, oppure Dororon Enma-kun, classe 1973, uscito l'anno scorso per 001 Edizioni. Per non contare tutti i manga robotici e non, pubblicati negli ultimi vent'anni da differenti case editrici. Evidentemente Go Nagai vende sempre e la cosa non può che fare piacere ai fan vecchi e giovani del Maestro. E adesso J-POP Manga ha tirato fuori dal cilindro il manga originale di Cutie Honey, che era ancora inedito nel nostro paese.
 
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E' proprio grazie a questo genere di pubblicazioni che finalmente possiamo conoscere il vero Go Nagai, visto che in Italia la sua immagine è stata profondamente distorta dal successo dei suoi robot. In Giappone invece Nagai è giustamente riconosciuto come il fondatore del genere ecchi, ed è proprio per questo che la Toei gli propose di realizzare un anime pruriginoso, per l'appunto Cutie Honey, da mandare in onda nella fascia serale, alle 21:30, rivolto a un pubblico adulto e non di bambini. Naturalmente Nagai accettò ben volentieri l'offerta e si mise subito all'opera. Tutto questo è narrato nella postfazione del volume, in cui l'autore ci spiega anche come il personaggio si sia ispirato dalla serie TV americana di Honey West, una serie degli anni sessanta interpretata da Anne Francis che, incidentalmente, era stata la protagonista del celebre film Il Pianeta Probito.

Nel 1973 Go Nagai era uno degli autori più conosciuti e amati in Giappone, sia per i suoi manga che per le produzioni televisive ispirate alle sue opere, in particolare il live action di Harenchi Gakuen e gli anime di Devilman e Mazinga Z. Visto il grande successo, la Toei continuava a chiedergli nuovi soggetti e in ottobre Nagai ne sforna addirittura due in contemporanea, Cutie Honey e Dororon Enma-kun. Nello stesso tempo Nagai termina La famiglia Abashiri e Devilman, Mazinger Z continua ad andare in onda, i due manga di Mazinger continuano ad essere pubblicati e si comincia a parlare di una nuova serie robotica, con relativo manga, che diventerà nota come Getter Robot. E se ciò non bastasse, nell'estate 1973 il Maestro inizia Violence Jack. Su questo sfondo, il primo ottobre 1973 appare su Shonen Champion il manga di Cutie Honey, anticipando di 13 giorni la serie TV. Non è l'unico manga della "Combattente dell'Amore", e anzi nello stesso anno ne vengono realizzati altri due, uno disegnato da Ken Ishikawa su Boken'o Special, e uno disegnato da Yuu Okazaki e pubblicato su TV Magazine. Nei decenni successivi verranno poi pubblicati un quantità di seguiti e di remake, oltre a serie anime, live action, a testimonianza di un amore verso il personaggio che non è mai venuto meno in quarant'anni.
 
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Honey nasce come versione femminile e scollacciata dei super eroi tokusatsu che spopolavano nel Giappone dei primi anni settanta, a partire dalla messa in onda di Kamen Rider (1971), serie TV ideata dal mentore di Nagai, Shotaro Ishinomori. Il manga di Honey deve anche molto al fumetto supereroistico americano, di cui Nagai è sempre stato un estimatore, a livello di disegni e di regia delle scene d'azione, mentre ne è completamente diverso in quanto a atmosfere. Infatti, a differenza dei censuratissimi e moralmente impeccabili comics, Cutie Honey è una commistione di tematiche politicamente scorrette: non tanto per la dose di sesso e violenza, risibile rispetto a quella presente nel Devilman, ma quanto per la presenza di una comicità grossolana e volgarissima, assolutamente tipica di Go Nagai e lontanissima sia dagli standard occidentali dell'epoca che dagli standard giapponese moderni. Cutie Honey è paragonabile, ma è ancora più trash del peggior trash della commedia all'italiana degli anni ottanta: tanto per darvi un'idea, nel manga potete trovare un commissario di polizia con le emorroidi, che in servizio non porta mutande e pantaloni, appunto per il dolore che prova nel fondoschiena; lo stesso commissario viene preso a colpi di karate sulle emorroidi da un ex-lottatore di sumo, il proprietario della casa che deve difendere dall'attacco di Panther Claw; vi lascio immaginare i disegni caricaturali in massimo grado; nello stesso tempo, intorno alla casa circola un vecchietto che non si capisce perché trasporta due secchi pieni di urina, spargendone il contenuto in giro. Le scene maliziose non si risparmiano e vi capiterà di vedere una Honey completamente nuda che si trasforma in una statua e viene palpeggiata e leccata da un vecchio e un bambino, in un erotismo onnicomprensivo che non fa distinzione di sesso e di età. Di contro, qualche pagina più avanti, assistiamo invece ad una scena drammaticissima... come sempre Nagai non conosce il senso della misura, il buon gusto non sa neppure dove stia di casa e mescola insieme drammi, combattimenti, scene sadomaso e amori saffici a battute umoristiche, scenette comiche e buoni sentimenti.

Eppure in qualche modo il tutto funziona, grazie anche al supporto del suo tratto grottesco, sporco e grezzissimo, in cui si mescolano personaggi orrendamente sproporzionati a donne bellissime, spettacolari scene d'azione e poverissime caricature, sfondi a volte inesistenti e a volte dettagliatissimi. Certo c'è chi sostiene che lo stile di Nagai sia brutto. Eppure egli ha il senso della pagina, le sue scene d'azione sono d'impatto, le inquadrature ardite, il tratto dinamicissimo e di grande effetto. C'è una grinta, una carica di energia nei suoi disegni che ben pochi disegnatori moderni possono esibire, così impegnati a cesellare mutandine da perdere di vista il senso del movimento e l'immagine a effetto. Insomma Nagai è uno che sa disegnare, ma la maggior parte del tempo non ne ha voglia, sembra che abbia troppe cose da mostrare nel minor tempo possibile, il ritmo deve dominare su tutto, basta dare l'idea e lo spettatore riempirà i buchi lasciati dall'immagine con la sua fantasia.
Questo è il modo di disegnare del maestro: senza compromessi, estemporaneo, eppure estremamente espressivo. Certo con Cutie Honey non ci si annoia.
Va notato che Ken Ishikawa è accreditato come co-autore del chara design di Cutie Honey e quindi deduco che abbia aiutato Nagai anche in questo manga, che formalmente dovrebbe essere stato disegnato solo dal maestro; è ragionevole che Ishikawa si sia fatto le ossa aiutando Nagai per poi partire un paio di mesi dopo con il suo manga di Cutie Honey, realizzato in solitaria e più vicino alla serie televisiva.
 
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Nagai, come tutti i grandi della sua epoca, usa il sistema dello star system inventato da Tezuka: quindi in Cutie Honey il conoscitore avrà la soddisfazione di vedere personaggi delle sue serie precedenti: il vecchio Daemon della famiglia Abashiri (che noi conosciamo come Rigel di Goldrake), Naojiro, della stessa famiglia, Boss (quello del Mazinga televisivo) in un'inedita versione femminile, Shiro Kabuto e perfino Koji Kabuto, come travestimento al maschile di Honey! Si tratta di un manga imperdibile per i fan di Go Nagai e in generale per tutti gli appassionati del manga anni settanta. Ovviamente la lettura è consigliata ad un pubblico maschile e maggiorenne; assieme al manga va visto l'anime del 1973 perché due soli tankobon non sono sufficienti a raccontare la storia di Honey. Se l'anime non basta, c'è anche il se la serie OAV degli anni novanta il live action degli anni duemila di Anno (sì, quello di Evangelion), da sempre grande fan di Nagai.

Il volume pubblicato da J-POP Manga è corposo - attorno alle 480 pagine - probabilmente l'edizione sarà simile a quella di Scuola senza pudore, che era davvero ottima. Purtroppo non possiamo al momento fornirvi un'analisi sui materiali, visto che questa recensione non si basa su di una copia cartacea. Possiamo però dire che il volume ha alcune pagine a colori, ed è arricchito anche da due interessantissimi approfondimenti. Il primo articolo è dello scrittore Yumeaki Hirayama e ci racconta l'impatto che ebbe Cutie Honey sui lettori/spettatori dell'epoca, dal punto di vista di un ex-bambino del 1973. Il secondo è del Maestro stesso, che ci racconta alcuni retroscena riguardanti creazione dell'anime e del manga. Questi retroscena e le reminiscenze di Go Nagai sono di grandissimo interesse.
 
Concludo manifestando la speranza che il revival nagaiano continui ancora a lungo in Italia, visto che di manga inediti ce ne sono ancora in grande quantità: in particolare mi piacerebbe leggere opere famose come La famiglia Abahiri, Il Leone Nero, Susanoo e chissà quante altre che neppure conosco, vista l'estrema prolificità dell'autore. Forza editori, che di Nagai è stata pubblicata solo la punta dell'iceberg!
 
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Titolo Prezzo Casa editrice
Cutie Honey - Le origini € 9.90 JPOP