13 marzo 2007. Mamoru Oshii, 56 anni, regista e scrittore cinematografico, è meglio conosciuto per il film animato del 1995 Ghost in the Shell, che ha avuto una forte influenza sul film hollywoodiano del 1999 The Matrix. Nel 2004 Oshii si è occupato di Innocence, il seguito di GITS, candidato per la Palma d’Oro al festival del cinema di Cannes. Entrambi i film di Oshii sono basati sul manga cyberpunk di Masamune Shirow, dove uomini, cyborg e macchine possono connettersi tra loro attraverso uno sconfinato network che permette loro d’interagire sia nel mondo virtuale che in quello reale. L’eccentrico regista attualmente sta collaborando ancora con lo studio Production I.G. ad un nuovo prodotto d’animazione ancora top secret.

I punti salienti della filosofia di Oshii, raccontata alla giornalista Judit Kawaguchi:

I giapponesi si sentono liberi e creativi dentro i confini di un ambiente controllato. Per centinaia di anni abbiamo dipinto e stampato grandi quantità di immagini, ma noi le abbiamo sempre disegnate tracciando prima le linee e poi colorando dentro di esse; questo è esattamente il metodo in cui l’animazione è fatta in Giappone. Il nostro è il paese leader nel campo dei manga e degli anime perché noi amiamo le linee. Le linee ci tengono in ordine, ci tengono in riga.

Gli attrezzi del mestiere meritano rispetto. Ogni cosa ha uno spirito, e noi giapponesi lo sentiamo, sia questo in una montagna, una bambola o in un coltello da cucina. Pertanto noi spesso diamo un nome ai nostri attrezzi; e quando si rompono facciamo elaborate cerimonie per ringraziarli per il loro servizio e il loro duro lavoro. Per esempio, mettiamo i nostri vecchi oggetti nel tofu, e porgiamo loro il nostro rispetto con una cerimonia scintoista chiamata harikuyo. Io ho dato un nome al mio primo computer NEC Basset 68,000 e ancora conservo il suo cervello, il suo hard disk, in un cassetto. Non potrò mai buttarlo via.

Le donne in Giappone vanno di corsa, ma non nella giusta direzione. Le mogli dei boss giapponesi stanno sempre attorno ai loro mariti, e il metodo più veloce per occuparsi di queste opprimenti donne è arrendersi alle loro richieste. A casa, io mi comporto proprio come un cane. Dimostro il mio apprezzamento a mia moglie e mi scuso sempre in anticipo, perfino se non ho fatto nulla di sbagliato. Ovviamente, lei s’infuria comunque, quindi è meglio stare a lavoro. In generale penso questo, però: gli uomini fanno fatica e perdono contro l’insistenza delle donne, ma ho trovato molte donne straniere ben più gentili rispetto alle giapponesi.

Lo shogun, il generale, è molto più stressato dei suoi soldati. Come direttore, ho tutte le responsabilità, e ho notato che andare dietro ai miei subordinati è molto più stancante che eseguire ordini.

I cani hanno degli istinti, e la loro intelligenza li asseconda. Adoro i miei due cani, Daniel e Gabriel, e presto loro molta attenzione; se gli piace qualcuno, lui o lei è senza dubbio una brava persona.

Le fantasie sono salutari, perfino quando sono violente. Il Giappone produce alcuni manga e anime tra i più intensi e erotici, ma finora abbiamo molti meno crimini nella vita reale degli altri paesi. Noi ci sfoghiamo nella fiction, e questo ci evita di farlo nella realtà.

Agli animatori occorre più sostegno. Ogni volta che lavoro in uno studio di produzione, mi sento come un maestro delle elementari. Gli autori tendono ad essere come bambini dentro un ambiente protetto, ma una realtà lavorativa dura e adulta li aspetta fuori di lì. Molti grandi talenti non hanno successo perché non ci sanno fare nel mondo reale.

Il più grande tesoro del Giappone è il nostro linguaggio. La lingua giapponese è molto flessibile e aperta, e questo ci ha permesso d’importare liberamente da molti altri linguaggi in tutti i periodi storici. La nostra lingua è sempre in evoluzione, e questo dice molto della nostra intera cultura.

Il Sole sarà pure una stella, ma per i giapponesi, la Luna ha un ruolo più importante. Noi preferiamo la poetica atmosfera della Luna al potere del Sole. Abbiamo molte bellissime storie su come la Luna riflette gentilmente i raggi del sole. E’ così che i giapponesi vogliono essere: sempre secondi, mai troppo in mostra. Anch’io sono così. E quindi sono contento che sia Hayao Miyazaki il numero uno dei registi d’animazione.

Gli stranieri che amano il Giappone finiscono col diventare più giapponesi dei giapponesi. Immagino che essi abbiano già innate le caratteristiche d’incertezza e mancanza di aggressività del tipico giapponese, e le possano rafforzare padroneggiando la nostra lingua e immergendosi nella cultura del Giappone.

I fans dei manga e degli anime sono già otaku, indipendentemente dalla nazionalità. Essi sono dappertutto nel mondo. Possono sopravvivere perché sono istruiti e benestanti. E’ certo che costa molto (in termini economici) essere un otaku.

La musica è importante tanto quanto le immagini. Le musiche di Kenji Kawai sono responsabili per il 50 percento del successo dei miei film. Non posso fare nulla senza di lui. E' un genio nella musica, ma è anche uno sfaticato nella vita. Non mi stanco mai di lui perché le sue risposte sono sempre diverse dalle mie, perfino dopo 20 anni di amicizia.

Gli animali hanno bisogno di maggior protezione. Il mio sogno è di metter su una forza di salvataggio degli animali, simile a quelle che esistono in alcuni paesi, dove la polizia non solo ha il potere di aiutare gli animali, ma anche l’autorità di arrestare quelli che li maltrattano.

Quelli che maltrattano gli animali meritano punizioni severe. Io mi sento di dare a tutti loro la pena di morte perché è il peggior tipo di crimine, io sospetto fortemente che le vittime successive di tali predatori solitamente siano i bambini. Inoltre, se un uomo molesta una donna dovrebbe prendersi una condanna a vita.

Vizia i tuoi affetti finché puoi. Atami, nella prefettura di Shizuoka, ha il miglior clima per i miei cani, così mi ci sono trasferito. Facciamo passeggiate in montagna, nelle calde primavere facciamo bagni insieme e ci divertiamo. Loro mangiano cibo migliore di quello che mangio io. Per me prendo spaghetti di soba e per loro verdure, carne e riso. Ma se lo meritano!

Uno non può essere più lo stesso dopo aver perso un affetto. Ho la paura costante di affrontare l’inevitabile morte dei miei due cani, Gabriel, di 13 anni, e Daniel, di circa 16. Non sarò più lo stesso senza loro. Perfino ora, porto ancora un grande buco nel cuore per il mio gatto, morto alcuni anni fa.

Piccole bugie a fin di bene fanno le persone felici. Io amo il mio prossimo e spesso mi ritrovo a raccontare alla gente ciò che vuole sentirsi dire. Quando dico certe cose, arrivo a crederci perfino io.

Articolo originale di Judit Kawaguchi, reporter televisiva di NHK TV. (c) The Japan Times. Tutti i diritti riservati.

Fonti:
Anime News Network.
The Japan Times Online.
Judit Kawaguchi.