Si è tenuta domenica in occasione del
Venezia Film Festival la proiezione del nuovo film di
Hayao Miyazaki e Studio Ghibli:
Ponyo.
Di seguito, le mie personali considerazioni sul film e un breve resoconto della nostra giornata.
Ponyo, la recensione
Ponyo offre finalmente qualcosa di diverso, si stacca dai precedenti film di Miyazaki e il suo inizio lo candida come uno dei migliori dall’autore. Sfortunatamente non è privo di difetti e la seconda parte ne limita le potenzialità; rimane comunque un film visivamente originale e meritevole, grazie soprattutto ad un paio di personaggi davvero ben caratterizzati.
Ponyo, un piccolo pesce rosso dal viso umano, spinta dalla curiosità, scappa dal padre. Dopo essersi imbattuta nel mondo degli uomini si caccia in un guaio che potrebbe costarle la vita se non fosse salvata da un bambino, Sasuke, che decide di tenerla e curarla. La mette in un secchiello e la porta a scuola, in tal modo inizia ad instaurarsi un curioso rapporto fra i due, che sembrano da subito essere molto affiatati. Il padre di Ponyo la rintraccia e riesce a riportarla in mare, gettando nello sconforto il piccolo Sasuke. La piccola riesce di nuovo a fuggire portando questa volta con sé le sorelle e, liberando le forza dell’oceano, riesce a ritrovare la casa del bambino e a diventare umana. Ma le forze liberate creano sconvolgimenti che mettono in pericolo non solo il piccolo Sasuke e le persone a lui care, ma forse gli equilibri stessi del pianeta…
Sasuke trova e salva Ponyo

La trama è semplice, lineare e prevedibile, in ciò Ponyo ricorda
Totoro, altra opera del regista giapponese. Studio Ghibli ha apertamente annunciato di voler creare un’opera principalmente rivolta ai bambini e alle famiglie, pertanto decide di non puntare sulla storia raccontata, che visto il target doveva rimanere semplice, ma sulle emozioni trasmesse agli spettatori. Ponyo cattura gli astanti grazie all’onnipresente
sensazione del fantastico che riesce ad evocare nella prima parte: per i primi minuti si rimarrà incollati a contemplare le meraviglie che accadono nel mare e a conoscere quello strano essere che è Ponyo, le sue curiose reazioni al mondo umano e ai primi approcci con gli abitanti della terraferma.
Per la prima mezzora il film è davvero una meraviglia, realizzato con delle scelte stilistiche davvero curiose. Belli i fondali a pastello, che staccano dai personaggi grazie all’
effetto matita colorata, così vicino ai disegni che io stesso facevo, con ben altro esito, da bambino. Splendido il mare, che trascende le leggi della fisica, vivo e senza regole, con onde che si animano, diventano vive, per poi tornare al mare. Un mare terribile, che si stacca come stile dal resto, che passa dall’azzurro al blu scuro, trasmettendo a tratti pace e armonia, a tratti incutendo paura, impotenza e timore. Interessante anche il modo in cui sono realizzate navi e autoveicoli, che non cercano il realismo, ma si dimostrano di forme e definizione approssimativa, come se fossero quasi giocattoli. Le loro animazioni improbabili e esagerate offrono sequenze divertenti e dinamiche, che non sono nuove nelle opere miyazakiane, ma mai prima di oggi realizzate in tale modo.
La piccola Ponyo

A questo inizio davvero sorprendente si contrappone
una seconda parte più lenta, in cui la sensazione del fantastico si allenta, Ponyo diventa umana e la storia rientra su binari più comuni. Esce di scena Lisa, un personaggio davvero ben riuscito, mentre Ponyo perde spazio a vantaggio di Sasuke, che diventa il perno degli eventi. Ma sfortunatamente il bambino si dimostra un po’ il punto debole dell’intera opera, il ritmo cala e la storia diventa più comune. Sasuke dovrà affrontare una crescita interiore e arrivare ad assumersi delle responsabilità, ma il percorso che dovrà affrontare sembra comunque in discesa e viene a mio parere a mancare un po’ di mordente. Anche le meraviglie che avevano tenuto desta l’attenzione dello spettatore nella prima parte appaiono meno sorprendenti, il paesaggio e le situazioni sono private della loro imprevedibilità e la magia, pur presente, non riesce a rinnovare i prodigi che a inizio film tanto mi avevano sorpreso.
Il finale, piacevole ma forse un po’ troppo consono, viene suggellato da una splendida canzone che, tuttavia, ho faticato ad ascoltare a causa degli scroscianti applausi.
Oltre l’aspetto tecnico meritano un’ulteriore analisi un paio di personaggi, riusciti davvero bene. Il primo è Ponyo che dalla sua fuga si dimostra spontanea, ingenua, curiosa, testarda e piena di vita. Tali caratteristiche la rendono adorabile e divertente, è facile affezionarsi a lei, tanto che quando assume un ruolo minore il film inizia a risentirne. Ancor più sorprendente, vista anche la parte apparentemente meno importante, è il personaggio di Lisa. Mai chiamata madre dal figlio, si dimostra un vero e proprio vulcano, giovane e attiva, capace di capire il figlio e matura nell’affrontare le proprie responsabilità, ma quasi infantile e sempre impulsiva nelle questioni più leggere.
Fujimoto, il padre di Ponyo, si presenta come un personaggio dal design insolito e pertanto incuriosisce, anche per alcuni comportamenti poco consoni, ma non gli viene offerto l’adeguato spazio e non è soggetto di alcuna introspezione, né il suo passato viene spiegato.
Lisa, la madre di Sasuke

Il film infine si propone come abbastanza spensierato, si nota solo una critica all’inquinamento dei mari, che tuttavia rimane abbastanza fine a se stessa: ben evidente in una delle sequenze iniziali, dà il via all’incontro tra Ponyo e Sasuke, ma poi scompare e, verso la fine film, le acque appaiono limpide come non mai.
Nel complesso ritengo Ponyo una buona prova di Miyazaki. Studio Ghibli ha cercato di staccare con le più recenti opere, tornando a creare un prodotto con un target più giovane come Totoro o
Kiki’s Delivery Service, scelta questa che si ripercuote anche nello stile, meno spettacolare e moderno, ma più ispirato e caratteristico, di quello visto ne
Il castello errante di Howl.
Un buon prodotto le cui potenzialità sono state solo in parte sfruttate: sarebbe bastato qualche piccolo accorgimento e forse una ventina di minuti di durata in meno per renderlo una delle migliori opere di Miyazaki.
Il viaggio e Miyazaki a Venezia

La giornata è iniziata a metà mattina. Dopo aver stampato i biglietti prenotati online, siamo partiti in treno in sei da Verona. Arrivati a Venezia per ora di pranzo, dopo aver messo sotto i denti qualcosa, ci si incontra con il gruppo di '
studioghibli.org' e
Kaorj ci fa, come due anni prima, da guida verso la manifestazione. Si è in tanti, probabilmente una quarantina di persone, alle quali se ne aggiungeranno altre in zona Sala Grande. Arriviamo con un’ora e mezza di anticipo e ne approfittiamo per fare un giro per il mercatino fuori della fiera, recuperando qualche DVD in offerta in alcuni stand dei distributori.
Notiamo subito che la sicurezza è meno attenta rispetto a due anni fa: niente metal detector e meno controlli. Non ho portato con me né computer, né apparecchi elettronici, memore di quanto accaduto due anni prima con
Gedo Senki, ma questa volta lo zaino mi è stato a malapena controllato e nessuno si è visto costretto a depositare telefoni o macchine fotografiche.
Preso il posto in sala arriva Miyazaki ed è subito circondato dalla sicurezza, ma abbastanza vicino per essere fotografato senza problemi. Si nota che se fosse per lui si sarebbe fermato volentieri a firmare autografi, ma la sicurezza lo fa accomodare in sala e inizia il lungo applauso, che lo stesso Miyazaki dopo un po’ cerca di placare.
Vengono annunciati gli ospiti presenti in sala: per Studio Ghibli i cantati del tema di Ponyo,
Fujioka Fujimaki e
Ohashi Nozomi, il produttore
Toshio Suzuki e ovviamente lo sceneggiatore e registra Miyazaki. Tra le televisioni si notava una massiccia presenza di telecamere giapponesi, ma non mancavano nemmeno quelle italiane e straniere.
Inizia la proiezione e alla fine un nuovo lungo applauso, che copre la sigla di coda. C’è di nuovo spazio per le foto, mentre in molti iniziano ad accamparsi all’uscita per cercare di cogliere il regista e farsi firmare qualche autografo. Durante l’attesa ci si scambiano le prime opinioni: il film sembra essere piaciuto. Arriva Miyazaki, ma anche in questo caso la sicurezza non fa avvicinare nessuno. Prima di salire in macchina saluta, ma non c’è modo di incontrarlo di persona. Si torna in stazione per rientrare a Verona verso le 23.
Proprio una bella giornata, un po’ stancante, ma avere Miyazaki così vicino e assistere ad un suo film in sua presenza è decisamente un’esperienza emozionante.
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COMMENTI UTENTI ------------
Messaggio scritto da LaughingMan d:D il 02/09/2008 alle 00:32
Sono entusiasta e non vedo l'ora di poterlo vedere al cinema nonappena uscirà. Unica piccola delusione speravo che Miyazaki, dopo Il Castello Errante Di Howl (il mio preferito), decidesse di andare avanti anziché tornare indietro ai film ingenui per bambini alla Totoro.
Un altro motivo di felicità (anche se non c'entra nulla con gli anime) il fatto che mentre Miyazaki veniva osannato dalla critica, il film di Pupi Avati che veniva proiettato lo stesso giorno è invece stato accolto con freddezza. Quel ciccione che fa film ampollosi da flebo che sembrano fiction Rai e che si crede tanto bravo perché nessuno ha il coraggio di dirgli: "I tuoi film fanno cagare!". Magari (ma anche no) questo flop clamoroso gli farà abbassare un poco la cresta perché di fronte a geni come Miyazaki c'è solo da imparare.
Messaggio scritto da GIGIO il 02/09/2008 alle 07:54
Miyazaki è semplicemente un grande! non serve aggiungere altro.....
Messaggio scritto da Domenico il 02/09/2008 alle 07:58
Mah. Chissà perchè penso che ci si dovrebbe concentrare sui meriti di Miyazaki. Lasciando perdere altri discorsi.
Un film come il "Papa di Giovanna" và digerito e pensato. Piuttosto a lungo. Come tutte le opere di Pupi Avanti.
Messaggio scritto da Ashitaka81 il 02/09/2008 alle 08:51
Scusate, ma che c'entra Miyazaki con Pupi Avati? A parte che a me personalmente il cinema di Avati piace (certo ha avuto un rendimento altalenante...), ma non mi spiego frasi del tipo "è ora che qualcuno gli dica che i suoi film fanno cagare...". In più il parallelo fra i due mi sembra quantomeno fuori luogo. E' come dire...Maradona era meglio di Michael Jordan!!!
Messaggio scritto da LaughingMan d:D il 02/09/2008 alle 09:34
@Domenico
I gusti sono gusti, io Pupi Avati non lo digerisco proprio
Comunque il paragone lo ho fatto solo perché il 31 "l'evento" della giornata per tutti i cineasti era il film di Pupi Avati ma invece il vero evento è stato il film di Miyazaki che ha riscosso molto più successo, tutto qui.
Messaggio scritto da Kaorj il 02/09/2008 alle 10:02
Ciao Tacchan!
E' stato un onore e un piacere rivederti a Venezia, e complimenti per l'ottima recensione!
Per chi volesse, segnalo anche qui il servizio della NTV giapponese sulla proiezione di Ponyo alla Mostra del Cinema, con immagini prese dalla conferenza stampa e durante la giornata di presentazione del film.
http://jp.youtube.com/watch?v=ACnF5nX2zDg
Messaggio scritto da Howl il 02/09/2008 alle 14:29
Ma perchè accendo la tv e a tutti i TG si sente parlare solo di "star" italiane come greggio & Co., aspettavo con ansia un servizio intero su Miyazaki ma niente da fare, piccola soddisfazione trovare sul giornale un'intero articolo dedicato a ponyo ed al "MAESTRO", spero comunque di potervo vedere nelle sale (approposito lo faranno ai cinema? Perchè di trailer nn ne vedo) e di non perdermi sicuramente TOTORO.
Ci vorrebbe un applauso alla LUCKY RED per gli sforzi che fanno e stanno facendo per portare anche quì in Italia (paese dove molte persone nn sanno cosa significa anime, se nn credete vedete su it answer alla domanda anime da consigliare) capolavori senza tempo.
Messaggio scritto da Oldman il 02/09/2008 alle 16:17
Magari in TV non ne hanno parlato granché ma devo dire che stavolta la presenza di Miyazaki è passata tutt'altro che inosservata. Alla radio hanno parlato più volte di vere e proprie "standing ovation" per lui.
Non vedo l'ora che il film esca!
Messaggio scritto da Sara il 02/09/2008 alle 18:16
Si è vero Miyazaki non è passato afatto innosservato e molte notizie lo danno per favorito, incrocio tutta me stessa perchè sia lui a vincere!!!!!!
Messaggio scritto da Lord Infamia il 02/09/2008 alle 19:58
Ieri al tg4 (lo seguono i miei), all'inizio di un servizio dedicato alla manifestazione hanno detto che solo 2 film hanno ricevuto unanimi consensi e applausi sinceri: il capolavoro di Miyazaki e un film fuori concorso su un clown o qualcosa del genere... Inoltre su un quotidiano online (non ricordo quale, forse il Messaggero, l'ho trovato via google) ho letto che la sigla di Ponyo è diventata il tormentone della manifestazione, canticchiata da tutti a Venezia (si, peccato che l'abbiano definita "sigla alla Cristina d'Avena", con connotazione probabilmente negativa)...
A questo punto, qualche speranza di vittoria penso che ci sia... Ma quando si saprà il vincitore?
Messaggio scritto da Noritaka il 02/09/2008 alle 20:26
@ LaughingMan d:D
Comunque il paragone lo ho fatto solo perché il 31 "l'evento" della giornata per tutti i cineasti era il film di Pupi Avati ma invece il vero evento è stato il film di Miyazaki che ha riscosso molto più successo, tutto qui.
scusa ma su che dati verificabili ti basi per affermare ciò?
le ovazioni le hanno fatte le stesse persone giunte a Venezia solo per vedere il film di Miyazaki?le stesse che quando del film non si sapeva niente, se non il titolo,scrivevano:ennesimo film capolavoro?!?
le ovazioni sono loro?direi un giudizio molto obbiettivo ^^
in ogni caso i vari festival,oscar sono le solite burlette
non attendibili per giudicare il valore di un film,vince sempre il film che piace all'amico del presidente,amico che ricambia il favore quando farà il presidente il festival successivo,o il film come premio alla carriera di quel regista sconosciuto che non ha mai vinto niente ecc
per non parlare quando vincono 2 film parimerito
anche nel caso dell'orso di Berlino a Miyazaki era arrivato primo parimerito con Bloody Sunday
preferisco aspettare di vederlo per dare un giudizio anche nel caso dovesse vincere
Messaggio scritto da cartman666 il 02/09/2008 alle 21:27
Francamente Miyazaki e' l'unico regista che sa fare film per famiglie senza scadere nel moralismo, cosa che non riesce ad esempio alla Disney. Ho visto Totoro e Kiki delivery service,
insomma si puo' dire tutto di loro tranne che fossero infantili.
Riguardo Avati una piccola nota, ha fatto un sacco di polpettoni
indigeribili, ma quando si e' dato all'horror, come Zeder, o l'arcano incantatore ha dato invece buona prova di se.
Forse dovrebbe cambiare genere.
Messaggio scritto da Killua il 02/09/2008 alle 22:33
Si sa se arriverà nei cinema italiani, e soprattutto "quando"?
Messaggio scritto da
Julius il 03/09/2008 alle 10:56
Scusate ma perché in questo articolo non appare neanche il titolo del film?
Perché chiamate il film solamente 'Ponyo'?
Se cominciate a chiamarlo voi fan con un titolo sbagliato contribuirete ad avere in Italia un titolo sbagliato
Messaggio scritto da Mary il 03/09/2008 alle 11:24
Ah bhe questo non mi incoraggia per niente se vincono solo i film dell'amico di tal tizio siamo messi male.
Comunque si ho letto anche io che Ponyo ha ricevuto gradimenti sia di critica che di pubblico più di altri film quindi si una sperancina c'è. Che dire per fortuna la mia amica mi porta il dvd dal Giappone così potrò vederlo prima XD
Messaggio scritto da Philia il 03/09/2008 alle 16:17
Quest'anno se i due film d'animazione non vincono niente, mi incazzo sul serio. Per ora sono di gran lunga i due film più belli del festival. (Sky Crowlers l'ho visto ieri sera e per me è veramente fantastico. In sala non è stato accolto con altrettanto entusiasmo però...)
Messaggio scritto da Grezza il 03/09/2008 alle 17:35
Bellissimo film!
Io personalmente ero lì solo per vedere il film e perchè c'era il Maestro, della mostra del cinema, dei divi e dell'atmosfera della laguna ben poco mi interessava.
Certo un po' di curiosità c'era, essendo la prima volta che andavo alla mostra, ma è stata ben presto scalzata dalla voglia di vedere Miyazaki e il film.
Film che ho trovato stupendo sotto molti punti di vista e che riprende in modo molto presente una delle componenti che preferisco delle produzioni di Miyazaki, cioè la "favola".
Molto infantile e dolce nella sua poetica, Gake no ue no Ponyo è proprio un gioiellino sia per tecnica che per trama.
Consigliatissimo!
Messaggio scritto da supernova il 05/09/2008 alle 14:26
sul tg di sky ne parlarono un pochetto definendolo, per spiegare di che si trattava, "della sirenetta disney versione giapponese"
-____-
Messaggio scritto da Alex il 06/09/2008 alle 11:05
Ponyo è accreditato dai giornalisti di settore come uno dei papabili vincitori della Mostra, anche se, per loro stessa ammissione, difficilmente si deciderà di dare il Leone d'Oro a un film di animazione. -__-
Messaggio scritto da Kitty il 06/09/2008 alle 13:17
si è vero dicono che è troppo difficile che un film di animazione vinca. Ma dico io perchè un film di animazione deve essere considerato inferiore? e poi Miyazaki è già stato premiato all'estero
Messaggio scritto da riroro il 06/09/2008 alle 16:54
x kitty; perchè in Italia tutti pensano che i cartoni animati o film di animazione siano dedicati ai bambini, le opere di Miyazaki sono invece spesso rivolte ad un pubblico molto più vasto basti pensare a Nausicaa della valle del vento.
Messaggio scritto da Teo il 07/09/2008 alle 03:36
Sarà dura aspettare la primavera per vederlo... Tacchan ma siete di verona? anch'io! peccato non sia andato a venezia quel giorno Y_Y
Messaggio scritto da
Rinuku il 09/09/2008 alle 04:34
Cmq scusami Tacchan, chi ha detto che il maestro era inavvicinabile???
Beh, forse in 40 insieme si...ma io ad esempio ero staccato dai miei amici alla fine del film e l'ho incontrato all'uscita dalla galleria della Sala Grande (più o meno prima che lo facessero sparire i gorilla!) ed è stato davvero carinissimo!!

...Gran persona lui...gran professionista!!
Secondo me avrebbe firmato anche 3 ore di autografi felice com'era...ma magari mi sbaglierò..!!
E poi più persone dicono di averlo visto la mattina della proiezione del film a passeggio tranquillo da solo per il Lido (e visto lui è tipico far cose così è probabilissimo...!)!!