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d/visual: Bentornati! «Cosa sta succedendo ai manga?»

Dal sito d/visual:

09/09/2008
Bentornati!
Un saluto a tutti coloro che sono tornati dalle vacanze, e anche a coloro che invece in vacanza non ci sono potuti andare (e ai quali auguriamo di riuscire a rifarsi al piu' presto!).

Qui a d/visual ci siamo impegnati febbrilmente per preparare un autunno ricchissimo di novita', sfidando l'avversita' degli elementi in una Tokyo dal clima tropicale, con tanto di alluvioni e allagamenti quasi quotidiani, e soprattutto l'avversita' di un mercato sempre piu' inintellegibile.

Cosi', ogni incontro con gli altri editori oppure occasioni di festa come il premio annuale dei manga indetto dal Ministero degli Esteri nipponico, diventano solo tristi appuntamenti in cui editori che fino a qualche anno fa si vantavano di raggiungere vendite inimmaginabili in qualsiasi altro paese del mondo ora si tastano il polso a vicenda e si scambiano sguardi apprensivi e costernati, quasi a voler fare un conto alla rovescia di chi l'anno prossimo ci sara' ancora e chi invece non ci sara' piu'.

L'aumento del petrolio e il conseguente aumento della carta, combinati a un crollo delle vendite, stanno mettendo in ginocchio l'industria del manga: Shueisha, Shogakkan e Kodansha che annunciano l'una dopo l'altra la chiusura di testate importanti (Jump mensile, Young Sunday, Magazine Z...); periodici che cercano di reinventarsi dandosi una nuova veste grafica (Jump SQ di Shueisha, che ha fatto gridare al miracolo quando il primo numero, aiutato da una splendida copertina, e' arrivato ristampa dopo ristampa a 600.000 copie, per poi tornare vittima dell'indifferenza del grande pubblico dopo meno di un anno); profeti che annunciano una rivoluzione che portera' i manga a diventare prodotto da leggere solo sui telefonini, ma il cui ottimismo non viene ancora confortato dai dati...

Cosa sta succedendo ai manga? Non ci vuole molto per capirlo: basta entrare in un treno, i famosi treni giapponesi dove una quindicina d'anni fa tutti, bambini e adulti, adolescenti e massaie, passavano il tempo leggendo riviste di manga, che si accumulavano poi a centinaia nei cestini dell'immondizia delle stazioni. Oggi e' raro vedere anche una sola persona per vagone con un manga in mano, e quella persona e' quasi sempre un impiegato trentenne o quarantenne, della generazione cresciuta quando "Jump" accoglieva nelle sue pagine sempreverdi come "Ken il Guerriero" e "City Hunter", "I Cavalieri dello Zodiaco" e "Kinnikuman", "Dragon Ball" e "Orange Road"; le riviste Shogakukan regalavano sussulti d'amore con Mitsuru Adachi e Rumiko Takahashi e quelle Kodansha affascinavano i piu' "duri" con "Be-bop Highschool", "Shonan Jun'aigumi", "Kotaro", "Vino di Zucca" o "Akira".

Cos'e' rimasto di quell'epoca? Praticamente nulla. Chi vuole leggere oggi questi classici ha numerose scelte: andare in uno dei "Mangakissa" (manga-bar) disseminati ovunque e leggersi gratis tutti i manga che vuole mentre si gusta una coca ghiacciata e naviga per internet disteso su una comoda poltrona che gli massaggia la schiena; oppure in un "Book-off", dove puo' comprare a 105 yen manga che dal libraio di fianco sono in vendita a 500 o 600 yen, per poi tornare a rivenderli, generando un ciclo in base al quale un solo volume viene letto da decine o centinaia di persone che fino a dieci anni fa compravano una copia a testa. Le librerie? Stanno scomparendo. I "conbini", i famosi supermercati aperti 24 ore su 24 che con le loro vendite statosferiche fino a qualche anno fa decidevano le sorti di un fumetto? Non ospitano piu' manga. O meglio, potete trovarci solo versioni ultraeconomiche dei grandi classici, oppure manga di autori sconosciuti che raccontano le scappatelle notturne della cantante X, gli scandali nascosti del politico Y o le tendenze sessuali dell'atleta Z; fumettacci destinati a scomparire dal mercato dopo un paio di settimane e che in un altro paese farebbero fioccare denunce milionarie per diffamazione.

Oppure basta andare sul web o sui siti di manga per cellulari, quello che viene chiamato il "futuro del manga". Con un solo problema: se un manga sul web costa 100 o 200 yen, e' comunque ancora troppo per invogliare un pubblico che puo' tranquillamente andarsene nei manga kissa o nei Book-off a leggerseli per molto meno.

Il pubblico si allontana dai manga? Non c'e' da sorprendersi. Una ricerca effettuata su un campione di studenti dei licei di Tokyo ha dimostrato che il 68% non ha MAI comprato un manga in libreria, preferendo appunto leggerli gratis nei manga kissa o comprarli usati per poi rivenderli. Un'altra, fatta da uno dei piu' autorevoli quotidiani giapponesi, ha dimostrato che un buon 46% della popolazione giapponese non ritiene piu' necessario che un libro sia stampato su carta. Non lo nascondiamo: anche noi troviamo molto piu' comodo inserire centinaia di romanzi nel nostro cellulare o nell'iPod e leggerceli in treno o durante le pause pranzo, piuttosto che portarci dietro decine di pesanti - e costosi - volumi. Sicuramente ne gioiscono anche le ferrovie, che si ritrovano a ospitare passeggeri molto piu' leggeri e meno "ingombranti" di qualche anno fa.


Sono dunque cambiati i gusti del pubblico? Diciamo che sono cambiate le modalita': e' vero che gli studenti che si ritrovano a spendere ogni mese decine di migliaia di yen in bollette telefoniche e nei "must-items" del momento, che siano la borsa firmata o l'iPhone, non hanno piu' gli spiccioli per comprarsi i manga. Ma il problema principale risiede nella semplicissima logica del mercato: perche' pagare il costo di un pranzo per un libro che forse leggerai una sola volta in vita tua, quando puoi leggerlo gratis in un bar o comprarlo usato per qualche decina di yen?

E questa semplice legge economica verra' a far cadere, secondo noi, anche l'ultimo baluardo a cui oggi si aggrappano disperatamente gli editori giapponesi: i manga per telefonino. Teoricamente ottimi: addio a distributori e negozianti che si mangiano meta' del tuo guadagno d'editore; addio anche a stampatori e cartiere che, con i loro aumenti continui, ultimamente arrivano a prendersi gran parte della meta' rimanente.

Nella pratica? Sinceramente, leggere un manga su un cellulare non e' certo l'esperienza piu' appassionante che ci sia capitata. Se consideriamo che la caratteristica principale del manga, in rapporto ai fumetti degli altri paesi, e' quella di avere una struttura molto libera delle vignette, ci rendiamo facilmente conto che lo schermo rettangolare di un cellulare non e' certo il mezzo di riproduzione piu' adeguato.

Hai un iPhone o un iPod Touch? Gli schermi, piu' grandi e "zoomabili", consentono una "reading experience" piu' vicina a quella di un fumetto vero, ma allora sorge spontanea la domanda: perche' non comprarti proprio IL fumetto vero, se ti costa pure meno?

Ma la vera ragione di questa crisi del manga (che si ripercuote naturalmente anche negli anime, genere che per anni ha fagocitato i fumetti piu' importanti e che in cinquant'anni ha saputo fare ben poco in termini di sviluppo di personaggi originali e di strategie a lungo termine) probabilmente sta piu' dalla parte di chi i manga "li fa" che non da quella di chi "li legge".

Quelli di voi che si ritrovano gia' con qualche capello bianco si ricorderanno forse di una serie di interviste che il sottoscritto ha fatto diciotto anni fa per "Mangazine". Cosa raccontavano quasi quattro lustri or sono protagonisti come Shingo Araki o i responsabili della Toei Animation? Che a fare cartoni animati ci si guadagna meno che a lavorare part-time in un supermercato e che quindi gli autori preferiscono lasciare l'ambiente per entrare nel mondo piu' redditizio dei videogames o della grafica pubblicitaria. Guardate un certo Takashi Murakami che ha capito subito l'aria che tirava e che oggi vende a mezzo milione di euro un disegno che uno studio di animazione gli pagherebbe quanto un pacchetto di caramelle. Toei ci spiegava invece come ormai i cartoni "giapponesi" fossero fatti nelle Filippine e che probabilmente qualche anno dopo sarebbero stati fatti in Africa. A quanto ne sappiamo, in Nigeria gli anime non li fanno ancora (visto che in Cina c'e' chi si accontenta di stipendi di 40 euro al mese), ma gia' ci fanno authoring ed editing.

E il mondo dei manga non e' molto diverso: ci sono migliaia di autori in tutto il Giappone che a fatica riescono a permettersi due pasti al giorno; poi ci sono quelle poche decine che hanno un paio di Testarossa in garage o un cinema personale nel sottinterrato di casa. Fino a qualche anno fa, le migliaia di "poveracci" non desistevano solo perche' speravano che un giorno sarebbero entrati anche loro nell'olimpo dei mangaka e, soprattutto, perche' amavano il proprio lavoro; ora chi ama disegnare ha centomila possibilita' molto piu' appaganti.

Risultato? Cosi' come gia' e' avvenuto negli anime nel corso dell'ultimo ventennio, anche nei manga i "nuovi talenti" sono sempre meno numerosi. D'altronde, che idea puo' farsi del manga-business un aspirante fumettista che viene a sapere che Makoto Raiku, autore che ha generato al proprio editore entrate per centinaia di milioni, viene pagato qualche decina di euro a tavola (circa 100 per quelle a colori) e che ha dovuto denunciare Shogakukan quando questa si e' rifiutata di pagargli 1500 (1500!!) euro per cinque tavole che aveva perduto? Se, dopo aver venduto decine di milioni di copie, ti ritrovi in tribunale per avere 1500 euro, meglio diventare grafico pubblicitario, dove quella cifra la guadagni con un depliant disegnato in un paio di giorni.

In altre parole, i lettori giapponesi abbandonano i manga non solo perche' hanno altre priorita' di spesa, ma anche perche', dopo "Dragon Ball" e "Sailor Moon", autori ed editori non sono piu' riusciti a creare dei veri successi. Certo, ci sono le decine di titoli prodotti a tavolino, come si fa con le pozioni: mettiamoci un po' d'azione alla "Dragon Ball", un po' d'arti marziali alla "Ken il Guerriero", qualche minigonna alla "Sailor Moon", un pizzico d'oriente che e' quello che i lettori occidentali vogliono, e abbiamo un fumetto che vende. Purtroppo (o per fortuna, dal nostro punto di vista) i lettori si sono anche fatti piu' smaliziati e cominciano a mostrare la loro insofferenza verso personaggi che nascono piu' da progetti di marketing che non dalle idee dei loro creatori. Si salvera' l'industria del manga e dell'animazione in Giappone? Boh, non e' compito nostro andare alla ricerca di una soluzione.


E all'estero cosa succede? Basta guardarsi attorno: in America, editori che hanno contribuito a creare il mercato di manga e anime chiudono i battenti o si sottopongono a radicali cure di dimagrimento (poco male: un buon 80% della robaccia che invade le fumetterie di meta' mondo meriterebbe al massimo di finire sotto le gambe di qualche tavolo traballante); in Asia si preannunciano fallimenti a catena. E da noi in Europa? Dai dati che abbiamo non ci sembra che le cose vadano meglio: un editore francese che abbiamo incontrato qualche mese fa ci raccontava con soddisfazione che i titoli migliori gli vendevano mediamente sulle 800 copie, ma che riusciva a tirare avanti grazie al suo titolo di punta che arrivava a tremila pezzi. Un altro editore europeo ci ha contattati perche' voleva che un nostro autore disegnasse per la loro rivista di manga che "e' leader nazionale del settore in quanto vende 2400 copie al mese". Sembra di parlare degli inviti a una festa piu' che delle tirature di un libro.

Il problema dei manga fuori dal Giappone e' che, dopo anni in cui e' stato un genere denigrato dai media, all'improvviso e' diventato "cool": e' diventato figo che persone che per anni hanno accusato manga e anime di essere prodotti commerciali e diseducativi fatti al computer cominciassero a discutere di Shirow, Otomo o Miyazaki; personaggi come "Dragon Ball" o "Pokemon" hanno ricreato successi planetari a livello di quello che trent'anni or sono fu "Goldrake". Si e' creato il mito che "il manga vende". Ma cosa c'e' di vero in quel mito?

Basta farsi una semplice domanda per capirlo: perche' giganti come Warner, Paramount, Fox, Universal o Sony non hanno investito miliardi negli anime, se davvero hanno tanto successo? E perche' i manga non sono pubblicati da Mondadori o RCS, ma da altri editori e editorucoli (ci inseriamo anche noi nella lista) che lo fanno o per passione o perche' hanno alle spalle altre attivita' da sostenere o che - al contrario - consentono loro di prendere dei rischi in un settore poco redditizio?
Semplice: perche', a parte qualche raro Successo con la S maiuscola ("Pokemon", "Dragon Ball"...) i manga (e gli anime) non sono in grado di sviluppare un giro d'affari tale da interessare le multinazionali.

PolyGram (oggi Universal) si e' liberata del settore anime appena ha potuto, scacciando malamente la mente di quello che, guarda caso, viene ritenuto uno dei simboli del successo commerciale degli anime, "Ghost in the Shell"; a BMG sono bastati due titoli per decidere di uscire dal mercato; Warner Home Video ha cassato sul nascere i suoi piani d'invasione mondiale attraverso gli anime; Fox ha preferito ritirare i suoi investimenti dal mercato giapponese appena ha capito l'aria che tirava; Sony si ritrova con qualche titolo in saccoccia per ragioni "geografiche" (e' l'unica giapponese della lista), ma non si puo' certo dire che in tutti questi anni abbia dato vita a sfolgoranti piani di marketing per i suoi film d'animazione.

In altre parole, nonostante tutto il chiasso e l'entusiasmo del momento, i manga e gli anime sono quello che sono sempre stati fuori dal Giappone: un prodotto di nicchia, che spesso il pubblico confonde con delle macchine per far soldi, immaginandosi editori che navigano nell'oro e indignandosi se un manga che vende 3000 pezzi costa piu' di un fumetto Bonelli che vende cento volte tanto.

Si salvera' l'industria del manga e dell'animazione fuori dal Giappone? Boh. Noi continuiamo sulla nostra strada, selezionando solo le grandi opere, proponendole in edizione di elevata qualita' e "tastando il polso" alle nuove tendenze del manga con la nostra collana "Vanguard". Dunque, non perdetevi i succosi aggiornamenti di questa settimana sulle nuove uscite in arrivo!


Fonte: d/world.

Autore: Antonio.  

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Messaggio scritto da A il 10/09/2008 alle 00:21
OK D/VISUAL ma ndò stanno ste uscite!!!!

sinceramente si è dilungato troppo su un discorso trito e ritrito,senza approfondire il discorso uscite in corso e future, è la stessa situazione di 2 anni fà...


Messaggio scritto da ken il 10/09/2008 alle 00:24
manga su cellulari e ipod? orribile spero non succederà mai.
Viva i manga stampati.


Messaggio scritto da Hokuro il 10/09/2008 alle 00:28
Cè anche da aggiungere che per fare un pò di soldi vengono pubblicati un sacco di manga-spazzatura (guardate quanti ne escono da noi! Figurarsi in Giappone) che fanno di tutto un brodo!
Se ci fossero più serie "serie" la vendita incrementerebbe d sicuro! Non risanerebbe la situazione visto che ci sono più cause del disfacimento dei manga, ma aiuterebbe...
Ormai sono passati i bei tempi dei veri capolavori! Di quelli degli anni 70-80 (che nonostante non fossi ancora nata a quell'epoca e non avendoli "vissuti" riesco comunque a riconoscerne il valore)
In oltre avevo sentito di questi luoghi dove è possibile leggere i manga gratuitamente...ms non era logico che prima o poi avrebbero danneggiato l'industria?
Cavolo! Se ci fossero quò in Italia andrei a leggermeli tutti senza dover spendere soldi e spazio per qualche fumetto che magari non ne vale neanche la pena e riservare il lusso della propria mensola solo a manga che ci hanno colpiti davvero.
E' ovvio che uno cerchi di spendere il meno possibile! Bisognerebbe chiuderli perchè la gente ricominci a comprare...e ormai non è neanche detto che compri


Messaggio scritto da Armisael il 10/09/2008 alle 00:34
Ero troppo giovane all'epoca della crisi dei comics, ma a naso mi pare la stessa storia, mercato sotto steroidi che collassa appena si arriva alla terza "generazione" di prodotti sempre uguali...speriamo che anche qui riescano a reinventarsi ed a mettere sul piatto qualcosa di nuovo.
E magari con un mercato più contenuto, come una volta, le cose potrebbero essere gestite meglio... (mi riferisco al mercato extra-nipponico)

Speriamo che non si mettano a spingere verso gli e-manga che mi paiono una cosa orribile. E che decreterebbe la loro morte per pirateria.
Per il resto, che dire...è la vecchia storia della vacca che viene munta troppo...


Messaggio scritto da A il 10/09/2008 alle 00:35
"Cè anche da aggiungere che per fare un pò di soldi vengono pubblicati un sacco di manga-spazzatura(guardate quanti ne escono da noi! Figurarsi in Giappone) che fanno di tutto un brodo!
[...]
E' ovvio che uno cerchi di spendere il meno possibile! Bisognerebbe chiuderli perchè la gente ricominci a comprare...e ormai non è neanche detto che compri"

Ti dò ragione sui manga spazzatura ormai compongono l'85% del mercato,per fortuna la percentuale restante è composta ancora da opere di qualità medio-alta


Messaggio scritto da commander il 10/09/2008 alle 00:57
parlando del mercato italiano penso che negli ultimi dieci anni ci siam presi quasi tutto il meglio delle pubblicazioni a fumetto giapponese degli ultimi 30 anni... quindi ora per lo più ci son rimasti titoli spazzatura e qualche perla!


Messaggio scritto da panapp il 10/09/2008 alle 03:56
È come per gli e-book: se ne parla da anni, non mi sembrano così diffusi. I libri stampati continueranno ad esistere (spero). Sul discorso creativo/artistico, sono d'accordo con l'autore dell'articolo: ultimamente c'è poca innovazione e creatività; basti pensare che il titolo di maggior successo recente, "Death Note", è fighettissimo e noiosissimo perché, dopo la prima lettura, perde di fascino e quindi di longevità (cosa che, per esempio, "Dragon Ball" non aveva).


Messaggio scritto da Stoner il 10/09/2008 alle 04:58
Mi sa che va male e alla grande, e non in Giappone, questa a mio parere è una comunicazione di resa incondizionata. Peccato perché a me i Manga piacevano.


Messaggio scritto da ximpalullaorg il 10/09/2008 alle 05:58
Mi pare sia allarmismo sfrenato eh, ma non mi stupirebbe visto che Colpi parla di crisi da anni, per cui non ha detto niente di nuovo. Pero', dalla mia osservazione in Giappone non mi risulta che le cose stiano andando cosi' male.


Messaggio scritto da GIGIO il 10/09/2008 alle 08:08
1) "generazione cresciuta quando "Jump" accoglieva nelle sue pagine sempreverdi come "Ken il Guerriero" e "City Hunter", "I Cavalieri dello Zodiaco" e "Kinnikuman", "Dragon Ball" e "Orange Road"; le riviste Shogakukan regalavano sussulti d'amore con Mitsuru Adachi e Rumiko Takahashi e quelle Kodansha affascinavano i piu' "duri" con "Be-bop Highschool", "Shonan Jun'aigumi", "Kotaro", "Vino di Zucca" o "Akira" E ORA DOVE STANNO questi manga???? Anzi se non ci fossero questi manga sarebbero caput le case editrici, perchè vivono ancora di rendita e ristampano all'infinito le stesse serie, perchè dragon ball ad esempio alla 4a ristampa incassa più di decine e decine di manga di nuova generazione....
2) Un buon 80% della robaccia che invade le fumetterie di meta' mondo meriterebbe al massimo di finire sotto le gambe di qualche tavolo traballante E AGGIUNGO: anche se non traballa, male che vada c'è la stufa..... leggetevi la checklist di dicembre della STAR e vedrete che di robaccia ce n'è anche di più dell'80% se si escludono le ristampe che dicevo prima.....
3) In altre parole, i lettori giapponesi abbandonano i manga non solo perche' hanno altre priorita' di spesa, ma anche perche', dopo "Dragon Ball" e "Sailor Moon", autori ed editori non sono piu' riusciti a creare dei veri successi" TUTTO QUELLO CHE PENSO L'HAI DETTO!!!! Pochi, pochi pochissimi manga di nuova generazione sono capolavori pari a quelli usciti 20 anni fa e poi alcuni si lamentano dicendo che non andiamo avanti e viviamo di "goldrake" "mazinga" "dragon ball" ecc.... Dai lasciamo stare!!!


Messaggio scritto da DoctorDoomIII il 10/09/2008 alle 08:32
Si vabbè ora Sailormoon e i Cavalieri dello Zodiaco sarebbero dei capolavori ?

Anche Orange Road deve gran parte del successo all'anime più che al manga.

Adachi vende bene e tantissimo anche oggi.

Idem la Takahashi che pur col suo manga peggiore (IMHO) vende addirittura più che in passato.

I "fenomeni" esistono ancora oggi, vendono meno di dragonball ? Ok, verissimo ma Dragonball è IL caso a parte non la norma.
E cmq zitto zitto non è che One Piece sia poi molto lontano eh.

Che il boom degli anni 80 si sia sgonfiato è verissimo e da questo punto di vista si può parlare di crisi (=riduzione) delle vendite.
Ma parliamo di un mercato che era cresciuto moltissimo quindi la contrazione dello stesso non è drammatica.

Certo va smitizzata l'idea che CHIUNQUE entri nel mondo del manga (ma del fumetto in genere) si arricchisca, anche perchè era un falso mito già durante il boom


Messaggio scritto da double combo il 10/09/2008 alle 09:01
Dunque, ho letto la notizia ieri sul loro sito.Da una parte conoscevo già alcuni fattori però per certi versi mi sa di allarmistico.E' vero che in giappone c'è 1 po' di crisi economica,i giapponesi usano le nuove tecnologie e il cellulare molto spesso, hanno magari spese maggiori che in passato, ma in ogni caso non mi sembra il mercato interno vada così male.Più che altro è arrivato all'apice, c'è bisogno di un cambio di rotta, di limare qualche serie spazzatura e un po' di innovazione ma non mi sembra che la cosa sia così grave internamente.Se lo chiediete a un giapponese probabilmente non saprà di cosa parliamo oppure farà qualche considerazione molto meno esagerata dell'articolo.Quindi il mercato giapponese dei manga non mi preoccupa a livelli apocalittici; forse dobbiamo più temere per il mercato estero dei manga.


Messaggio scritto da Stanco il 10/09/2008 alle 09:15
La d/visual sta rasentando il patetico.... tutte le parole scritte sopra sono solo scuse per giustificare i ritardi delle loro uscite. Mi ricordo quella volta che raccontarono che Colpi fù aggredito in Jap e per questo non potero far uscire i manga quel mese... BASTA CON LE SCUSE siamo tutti stanchi di questo comportamento infantile! se non siete in grado di mantenere una linea editoriale seria CHIUDETE! siete INUTILI ma sopratutto DANNOSI per il mercato del manga in Italia! sicuramente ci sarà qualche altro editore SERIO che saprà fare meglio rispetto a voi! (magari qualche editore Japponese che vuole pubblicare in Europa ) I problemi si risolvono con i FATTI e non con i piagnistei...


Messaggio scritto da [LDT]davraf il 10/09/2008 alle 09:33
non è che lo scarso interesse del pubblico dipende dalla scarsa qualità delle produzioni o dal fatto che ormai cominciano tutte ad essere commerciali, fatte un po' con lo stampino? io sinceramente non trovo più l'ilarità della Takahashi, i disegni sofisticati di Shirow o le storie di Asamiya...


Messaggio scritto da asd il 10/09/2008 alle 09:45
A me non risulta che biblioteche ed emeroteche incidano in maniera significativa sulla vendita di libri e riviste, a quanto pare dovrebbe essere così per i manga. Perché?

In Inghilterra grosse catene come Borders hanno al loro interno una sorta di sala lettura con tanto di poltrone. Prendi il libro, la rivista o il fumetto (hanno anche i manga) che vuoi e te lo leggi in santa pace senza che nessuno ti dica niente. Eppure la libreria è sempre piena di gente che acquista, e di poltrone libere se ne trovano sempre.

Forse alla d/visual non si sono accorti che si è in fase di recessione economica dappertutto, e che è la mancanza di denaro a frenare le vendite dei manga, altro che le biblioteche. Vedrete, tra un po' si scaglieranno pure contro chi i fumetti li presta agli amici.


Messaggio scritto da Leonardo il 10/09/2008 alle 09:48
Quoto in pieno Stanco

Io intatno da parte di D/Visual aspetto sempre Kekko kamen il numero 2 e possibilmente pubblicare velocemente anche il 3 così chiudo questa miniserie, ah poi 2 anni fa avevano annunciato anche ''I cacciatori di elfi'' e non si è saputo più nulla di questa ristampa interrota anni fa da un altro editore visto che la D/Visual voleva ricominciarlo.


Messaggio scritto da DoctorDoomIII il 10/09/2008 alle 10:10
Secondo me il vero mercato in crisi non è quello dei manga bensì dell'animazione.
Vuoi per i costi elevati (molto più dei fumetti) che si fanno sentire ancor di più durante una crisi economica (mondiale tra l'altro).
Non solo di fruizione ma anche di realizzazione che possono determinare in caso di insuccesso anche un rapido fallimento.
Vuoi per la pirateria che comunque esiste.
Vuoi per i 100 modi di fruizione diversi del media animato che creano solo confusione (cell, console portatile, tv, pc, dvd portatili, palmari, cinema).


Messaggio scritto da Ibra gear second il 10/09/2008 alle 10:35
Belle parole, belle però dove sta Gunslinger Girl 8?

Il mercato è in crisi, vero, ma quale non lo è? E poi se questa serve a spazzare via tutta quella immondizia che arriva anche da noi può essere solo un bene.

I manga sul telefonino se li leggono loro.

"Non lo nascondiamo: anche noi troviamo molto piu' comodo inserire centinaia di romanzi nel nostro cellulare o nell'iPod e leggerceli in treno o durante le pause pranzo":

Il giorno che sarò costretto a leggere un libro su uno schermo smetterò di leggere.


Messaggio scritto da Boh! il 10/09/2008 alle 11:18
Per me sono inutili (e vecchi) allarmismi che servono solo per giustificare eventuali aumenti di prezzo delle loro collane!

La situazione in giappone (stando alla Stanzani) è ben diversa, sicuramente in contrazione rispetto agli anni passati, ma non così pessimistica.

Come Ibra anche io, se mettono manga o libri su Ipod o cellulare, smetterò di leggere! senza contare che così facendo la pirateria si mangerà tutto!


Messaggio scritto da Charcharodon il 10/09/2008 alle 11:31
Quoto Ibra e Boh!
Alla d/visual invece di perdere tempo a scrivere sti interminabili papiri potrebbero impegnarsi per dare REGOLARITA' alle loro uscite in Italia...


Messaggio scritto da Zenobia il 10/09/2008 alle 12:30
Se il futuro si chiama cellulari e ipod, allora ci attende un bel futuro pieno di cacca... Invece se un domani leggeremo fumetti su belle lavagne surface o simili... allora sì che il mondo sarà migliore!
Ci vuole poco per uscire dalla crisi... progredire! Tanto indietro non si torna!


Messaggio scritto da Stanco il 10/09/2008 alle 12:32
Oltre a quotarmi da solo voglio aggiungere un altra cosa: BASTA CON LA PAROLA NICCHIA!!! questa parola è da sempre sulla bocca di tutti ed è sempre stata usata per giustificare la MEDIOCRITA e l'incompetenza di alcuni editori Italiani come scusa per la loro totale e incompleta incapacità di AVERE una benchè minima strategia editoriale decente. CASTELAZZI in mumble mumble ha sempre messo in evidenza l'assurdità con cui si pubblicano i manga in Italia. Voglio far presente a tutti quanti che nella maggior parte degli anime si trova sempre, da qualche parte nei titoli di coda o iniziali, la parola "PROJECT". Questo perchè in Giappone le strategie economiche SONO FATTE COME CRISTO COMANDA!! in Italia si usa semplicemente la parola NICCHIA e cosi ci si lava le mani su grosse BESTIALITA' che solo nel mercato italiano posso essere fatte.... DICO BASTA !!! che si chiuda con il PASSATO!!! LA NICCHIA ha fatto il suo tempo, ha aiutato il manga/anime a FIORIRE in italia ora BASTA SFRUTTARLA, BASTA TRATTARLA MALE, BASTA ANARCHIA degli editori,e normale che un cliente deluso cerchi un'altro modo per ottenere quello che vuole... modo, purtroppo, che quasi mai e legale e questo non è un bene per il mercato italiano. BASTA MEDIOCRITA sono stanco di tutto ciò..


Messaggio scritto da Zenobia il 10/09/2008 alle 13:49
A proposito di Meravigliosi anni '60/'70... Ma è possibile che ancora nessuna casa editrice ha comprato i diritti del manga di cyborg 009? Qualcuno sa niente a riguardo?E poi la serie tv the cyborg soldier 009 del 2001, niente disponibilità in Italia? Che solo io ho la nostalgia per il nasone di 002 (Jet, che mito!)? E dire che è una serie di grande successo!


Messaggio scritto da Antonio. il 10/09/2008 alle 14:18
Mi pare che Cyborg 009 sia stato annunciato tempo fa proprio da d/visual...

Riguardo i manga su cellulari ed e-book: non li comprerò mai, piuttosto mi impongo di leggere scanlations su PC!


Messaggio scritto da Sara il 10/09/2008 alle 15:17
Si i Giapponesi impazziscono per la moda di manga e addirittura di interi romanzi magari pubbblicati a puntate sui telefoni, personalmente non li critico de gustibus, e poi questa cosa non prenderà mai piede qui, e anche io preferisco la carta stampata.
Per appunto tutta questa crisi la vedo solo in Giappone, fuori da questo il mercato di nicchia rimane sempr lo stesso.
E il giorno che mondadori pubblicherà manga i marziani sbarcheranno sulla terra.


Messaggio scritto da Lala il 10/09/2008 alle 15:48
Spero di non vedere mai uno scenario simile a quello descritto da Bradbury in Fahrenheit 451...

Leggere i libri su uno schermo? Piuttosto me li stampo da sola o li riscrivo come gli amanuensi.


Messaggio scritto da Ibra gear second il 10/09/2008 alle 15:55
Grande Lala!


Messaggio scritto da Ruriko il 10/09/2008 alle 16:20
Libri e fumetti sul cellulare? Orrore!
Per me rientra nel piacere della lettura toccare un volume, sentire l'odore della carta stampata... le pagine vanno sfogliate con le dita, non premendo un tasto!
Più che altro io vorrei sapere quando esce "Le rose di Versailles": non si era parlato di estate? Sto anche aspettando il volume 4 di Goldrake, che risulta "non disponibile" da mesi!


Messaggio scritto da Jay il 10/09/2008 alle 17:10
Continuano a parlare di tante cose e a proporre nuovi manga quando non riescono ad uscire per semestri con altri.

Ma dove cavolo sono finiti Violence Jack e Yapoo?!?!?

Ho scritto loro, ma è come cercare di chiarirsi con un tavolino.

Serietà di questa azienda? ZERO!
Andassero a lavorare invece che sparare vaccate a destra e a manca.

SIAMO STUFI!!!


Messaggio scritto da YadirS il 10/09/2008 alle 17:13
quoto sara: "E il giorno che mondadori pubblicherà manga i marziani sbarcheranno sulla terra."

http://www.ibs.it/code/9788804578338/tsutsui-tetsuya/caccia-duds-hunt.html

Speriamo assomiglino tutti ad ET... ^_*


Messaggio scritto da ximpalullaorg il 10/09/2008 alle 17:18
Mi permetto di malignare: non sara' che vogliono giustificare in questo modo un aumento dei prezzi?


Messaggio scritto da DoctorDoomIII il 10/09/2008 alle 17:32
Passi per gli emanga su cellulari che mi trova d'accordo, ma tutte queste lamentele per gli ebook sono ridicole.

Leggere una mera serie di caratteri di testo su carta o su uno schermo epaper è la stessa cosa, anzi è molto più vantaggioso sulla seconda.

Va bene l'effetto "mi piace toccare la carta" ma da qui a dire "non leggerò più nulla se usciranno solo ebook".... suvvia.

Sono anni ormai che i produttori di software e hardware ci propinano manuali in pdf e spesso non più su carta e nessuno si è suicidato o ha deciso di dare indietro l'acquisto.


Messaggio scritto da asd il 10/09/2008 alle 18:14
@Sara e YadirS: non è neanche l'unico, perché Mondadori ha pubblicato pure un'antologia hentai.
http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880454410.html


Messaggio scritto da Zenobia il 10/09/2008 alle 18:40
Sono d'accordo con DoctorDoom...
Capisco che è un triste destino, ma l'addio alla carta sarà inevitabile (fra chissà quanto tempo in Italia).
Non solo cambierà il modo di leggere fumetti, ma anche il modo di disegnarli (pensiamo a programmi simili a Photoshop con il supporto delle lavagne).
Non vedo l'ora che ciò accada!!! Il pensionamento della carta, sarà una rivoluzione... ed io ci sarò (non so come, ma ci sarò!)!*_*
Al diavolo cellulari e ipod, il futuro tecnologico non passa attraverso loro!


Messaggio scritto da Ruriko il 10/09/2008 alle 18:46
@DoctorDoomIII: va bene la lettura sullo schermo del computer, ma nel caso di cellulari o Ipod secondo me ci si rovina la vista!
Per studio e lavoro ho letto, leggo e sicuramente leggerò anche in futuro un sacco di testi più o meno lunghi su pc, ma a fine giornata i miei occhi sono molto più affaticati di quando studiavo sui libri stampati. E se questo mi succede con uno schermo di notevoli dimensioni come quello del mio pc, non oso pensare agli effetti devastanti della lettura sullo schermino del cellulare!


Messaggio scritto da Ibra gear second il 10/09/2008 alle 18:48
@Doctor: sbagli. Innanzitutto esiste realmente una sensazione piacevole legata al possesso di un libro, una sensazione derivante da ciò che percepiamo attraverso i nostri sensi: vista, tatto, olfatto. E ancora, sentire il loro peso, far scorrere le pagine e poi riporli da una parte, magari ad impolverarsi, insieme ad altri libri che abbiamo "vissuto". Questi piaceri il pc non me li da e mai lo farà.

E poi il piacere dell'acquisto, andare il libreria, farsi un giro, leggicchiare un pò di qua e di la e poi sceglierne uno. Tornare a casa e poi magari a letto, prima di dormire, immergersi in una sana lettura. Al contrario "scaricare" un libro...

E poi, hai mai provato a leggere un libro o a studirne uno sul computer? Ma ci riesci? Io no, mi scoppia la testa, mi da urto, mi stufa. Non riesco a studiare una cosa solo sul pc, mi serve di stamparla per forza.

Benvenga la tecnologia ma non ucciderà mai i libri (e i manga) di carta.


Messaggio scritto da a_d_n il 10/09/2008 alle 19:07
quoto ibra. il libro è meglio, molto meglio!


Messaggio scritto da slanzard il 10/09/2008 alle 19:13
anch'io preferisco la carta, sia che si tratti di manga, che si tratti delle dispense universitarie che infatti le stampo tutte, pagando anche....


Messaggio scritto da Zenobia il 10/09/2008 alle 19:43
X Antonio:
E' vero! La d/visual ha stipulato un accordo con la Ishimori Production per Cyborg 009 l'anno scorso! Grazie:)
Speriamo di non attendere molto alla pubblicazione!


Messaggio scritto da Noritaka il 10/09/2008 alle 20:21
Scusate ma effettivamente:QUANTO VENDE IL MANGA IN ITALIA?
Dati ufficiali non ce ne sono,i bestseller secondo quello che ho letto qui arrivano al massimo a 50/60 mila copie mensili,ben poca cosa rispetto alle 120 mila copie settimanali di Tex, la ristampa che esce con L'espresso.
senza contare i vari inediti di Disney,Bonelli o Astorina tutti sopra le 100 mila copie vendute con punte di 300 mila,non so i comics ma suppongo che pure l'uomo ragno venda più dei manga
con queste cifre non credo sia sbagliato definire i manga un prodotto di nicchia


Messaggio scritto da a_D_n il 10/09/2008 alle 21:41
pensa che io di tex ho tutto perchè mio padre li collezionava da bimbo... e pur avendo ogni albo inedito mi son rifatto pure la collezione a colori con l'espresso.
è davvero un gran fumetto! lo consiglio a tutti vivamente... alcune storie sono dei veri e propri storyboard di film tanto son fatte bene.


Messaggio scritto da Ansonii390 il 10/09/2008 alle 21:42
MA perchè la crisi economica deve essere una scusa? Io penso che proprio perchè ci sia la crisi economica mondiale la gente dovrebbe fare di più, può sembrare semplicioneria ma alla fin dei conti è l'unico modo efficace....come è già stato detto piangersi addosso non serve a nulla, allora perchè farlo? Forse perchè è comodo? Forse perchè è la via più semplice? MA non sarebbe meglio proporre ai clienti un prodotto migliore e più convincente con scelte editoriali non campate per aria? Serie annunciate mai stampate, serie iniziate mai terminate...ma quand'è che sta gente smetterà di prenderci per il cu*o? ah sì è vero, forse quando falliranno...


Messaggio scritto da HARDON il 10/09/2008 alle 22:41
Bene, ora che hanno finito di scrivere questo papiro di ca**ate tornano a lavorare per pubblicare qualcosa no? O stanno già pensando alla prossima puntata? No perché io potrei anche capire la frustrazione se venisse da qualcuno che pubblica effettivamente qualcosa, ma insomma... capito no?


Messaggio scritto da cartman666 il 10/09/2008 alle 23:07
ma bisogna essere fusi a pensare di leggere un manga sul cellulare, ma come si fa!


Messaggio scritto da DoctorDoomIII il 11/09/2008 alle 09:15
@Ibra, come detto capisco il piacere della carta ma trovo ridicolo non voler più leggere libri nemmeno su schermi ad hoc come ormai esistono da anni.
Anche perchè il mercato ha già intrapreso quella strada.
Magari i libri cartacei non moriranno mai o magari si, però si può tranquillamente leggere anche un testo su schermo.

Non è questione di è meglio questo o quello ma di "leggere libri" o "non leggere libri", o almeno questo è il concetto che avete portato.

@Ruriko, ho parlato di epaper, ovvero schermi ad hoc molto più simili alla carta che ad uno schermo per pc.
Su cellulari e ipod la penso come te e tutti voi, troppo piccoli e troppo sforzo richiesto anche solo per il testo.


Messaggio scritto da alexanderzac il 11/09/2008 alle 13:19
Vergogna vergonagna vergogna!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
tutti sti editori che si piangono adosso per giustificare la loro pochezza editoriale...ma ci rendiamo conto!

Sono tutti bravi a fare i catastrofisti...se guardassimo il mondo con questo spirito allora finiremmo di vivere.

La cirsi dei manga è la crisi di tutti i settori, non capiscono che anche il giappone come l'Italia è in difficoltà economica e che i manga essendo un prodotto accessorio finisce dietro le necessità primarie?

L'economia è fatta cosi, ma non facciamo catastrofismi perchè come mi diceva il mio fumettero prima che finisca il mercato dei manga deve prima finire quello dei libri.

Basta catastrofismi, ormai pure gli editori dei manga ripudiano i loro prodotti e poi parlano di passione...


Messaggio scritto da alexanderzac il 11/09/2008 alle 13:26
da quel che leggo più o meno siamo tutti sulla stessa linea...

BASTA PAROLE PAROLE E PAROLE SE GLI EDITORI SI COMPORTASSERO IN MANIERA SERIA TUTTA QUESTA CRISI ITALIANA NON CI SAREBBE

e poi considerate che tutti i nostri figli saranno stimolati a leggere manga dai genitori e non come noi che quasi li compriamo di nascosto!

quindi un futuro più o meno ottimista io me lo vedo


Messaggio scritto da Rena il 11/09/2008 alle 13:38
Io non leggerei mai un manga sul cellulare, anche se fosse un iPhone che purtroppo non posso permettermi.. io ho sempre continuato a comprare la versione cartacea e non ho mai letto le scan sul web tranne nei casi in cui non era edito in Italia, promettendomi comunque che quando lo avrebbero pubblicato l'avrei comprato (mi piace molto collezionarli).

Comunque a me non sembrano poi tanto in crisi i manga, forse ha un po' esagerato.


Messaggio scritto da Melany il 11/09/2008 alle 13:54
io non riuscirei mai a leggere manga e libri sui cellulari o ipod...vabbè che la tecnologia avanza sempre di più ma pensare che un giorno la carta verrà sostituita con queste "macchine"è molto triste...


Messaggio scritto da Armisael il 11/09/2008 alle 14:22
Come han detto altri, piuttosto che abbandonare la carta mi metto a copiarli io i libri...
Poi l'alternativa dei supporti digitali APPOSITI è allettante per i prodotti di massa e consumo tipo quotidiani, dispense universitarie, riviste, riviste "contenitore" per manga...per poi magari acquistare in cartaceo solo i volumi più pregiati o le opere più meritevoli (magari una combinazione delle due cose tipo l'edizione americana di Sandman rilegata in pelle, sbav)

Iphone, i-pod e cellulari invece devon rimanere nel loro campo, chiamare, fare da agende, letori mp3 e fare foto, la visualizzazione di testi ed immagini proprio nn gli viene bene...


Messaggio scritto da hoshimaru il 11/09/2008 alle 20:43
Giusto, che fine ha fatto gunslinger girl 8 e 9 promessi per metà estate?
Comunque son contento che l'uomo lamento è tornato dalle vacanze, ora che si è sfogato e lamentato come al solito (magari poteva mettere anche qualche critica al p2p come cause delle scarse vendite, come ultimamente va di moda parlarne a sproposito), torna a lavorare e fai uscire GG.


Messaggio scritto da Albrechtseele il 12/09/2008 alle 00:02
- hoshimaru: "Giusto, che fine ha fatto gunslinger girl 8 e 9 promessi per metà estate?" -

Sono stati annunciati oggi da d/visual, assieme ai primi due numeri di "Le Rose di Versailles" ed altro. Non è stata stabilita una data precisa, sul sito scrivono "Novità inizio ottobre".


Messaggio scritto da Lala il 12/09/2008 alle 11:57
@DoctorDoomIII:
La riflessione sulla scelta del supporto più adeguato alla lettura è molto importante, perché porta ad interrogarsi sul futuro e sui diversi modi di intendere la cultura e la sua trasmissione.
Le implicazioni di questo argomento sono serie. La logica del mercato va indagata proprio per capire dove stiamo andando.

L'uso dello schermo non agevola la lettura, al contrario la scoraggia, la disturba, la rallenta, la mortifica.
Il mercato tenterà di trovare una collocazione per questo prodotto, ma ciò non segnerà la fine del libro di carta.

E se una madre volesse leggere una favola al figlio tenendolo in braccio?
E se due innamorati volessero sfogliare insieme le pagine di un libro, con la luce del sole che illumina la carta e la fa brillare?

Se non si tiene conto della salute e della felicità delle persone, allora a che cosa serve la tecnologia?
Ci sono cose che non si possono sintetizzare in laboratorio.

Trovo invece interessanti gli studi sul display Braille per i non vedenti.


Messaggio scritto da Antonio. il 12/09/2008 alle 14:44
@ Lala:
"E se due innamorati volessero sfogliare insieme le pagine di un libro, con la luce del sole che illumina la carta e la fa brillare?"

Che romanticona! Bella immagine comunque


Messaggio scritto da Sara il 13/09/2008 alle 11:50
Citavo solo l'articolo quindi non potevo sapere che Mondadori ha pubblicato manga, bhe sono contenta anche se io frequento sempre le librerie e di titoli come questi non li ho visti.


Messaggio scritto da P.chan il 13/09/2008 alle 11:56
Ma dai ma che vi preoccupate a fare! Se neanche il videofonino e i messaggi mms sono riusciti a prendere piede qui come in Giappone figuriamoci gli ebook e i manga sul telefonino, non accadrà mai una cosa del genere qui. Ricordiamoci che in Giappone è già una cosa comune, molti romanzi sono stati stampati su carta dopo essere stati diffusi su cellulare.


Messaggio scritto da Gualtiero 'Shito' Cannarsi il 17/09/2008 alle 11:34
Davvero un interessantissimo articolo scritto da Federico Colpi, che non si può che ringraziare per averlo pubblicato. PReciso spaccato su una crisi diciamo industriale che insiste su un volano di 'rivoluzione socioculturale' che tutto sommato appare fuori controllo. La disamina di Federico attraversa in maniera precisa e organica questo momento di sbadamento passando ottimamente tra vari punti cardine.

Vorrei toccarne qualcuno con tre osservazioni:

In primis, credo sarebbe opportuno che si trovasse il mondo, in Giappone, di far pagare delle royalties ai manga-kissa e ai reseller di libri usati. La cosa non sarebbe molto differente dal modello di businness 'rental' per gli audiovisivi: le copie destinate la mercato rental hanno prezzi diversi di quelle per il mercato consumer, dato che coprono la fruizione del prodotto per molti utenti. Mi sorprende che il modello di business publishing nipponico non si sia ancora realmente alla presenza dei manga-kissa, da tanto tempo denunciati persino da Adachi sulle pagine dei suoi manga come 'un problema per l'industria del manga'.

In secundis:l'industria del manga, come anche quella dell'anime giapponese, ha per lungo tempo insistito a fondare delle realtà industriali (con volumi d'affari industriali) sulle capacità espressive di appassionati assolutamente pressati nel primissimo comparto della produzione industriale. L'intero colosso dell'editora giapponese di manga si fondava, e in qualche modo ancora si fonda, su autori individuali o quasi, capaci di 'fare le notti' per disegnare manga retribuiti in modi non sempre, non spesso, e soprattutto 'non da subito' principeschi. Credo che questo modello di businness sia praticamente iniziato a Tokiwa, e chi ha avuto un punto interrogativo disegnato sulla testa nel leggere questo nome potrebbe semplicemente inserirlo in Google insieme a 'manga' per scoprire cosa intendo. L'industria del manga è un gigante in bilico su un fagiolo. Ma un simile modello è forse ormai antiquato per questi tempi consumistici e post-post-bellici. Il giovane disegnatore oggi fa l'otaku 'di terza generazione', vive come parasite-single o come freeter al massimo, disegna per il Comiket, e certo non sogna anni di ristrettezze in una piccola stanza in affitto a disegnare a ritmi inumani per diventare forse, chissà, dopodopodomani, un grande mangaka. C'è bisogno, credo, di inserire nuova linfa creativa nel settore manga, ovvero rifondarne l'industra a partire la primo stadio, quello degli autori. Che evidentemente devono essere ricollocati nel modello di businnes con altra posizione iniziale. Mi rendo conto che dare inizio a potenziali fenomeni milionari pagando il magro stipendio (ma neppure, il magro cottimo!) di un singolo autore è molto comodo per le major: minimizza il rischio di impresa. Tuttavia, non sembra che il modello possa reggere ancora, si rende quindi auspicabile un rinnovamento proprio a quella radice.

3) Per l'Italia e i mercati esteri, il profilo affrescata da Federico mi pare di nuovo impeccabile. L'ambiente dei manga e degli anime 'fuori dal Giappone' non si svilupperà mai in maniera sana fin quando sarà conteso da piccoli editori estemporanei e major illuse di trovari facili occasioni di opportunità commerciale. Il sottre resta troppo grande per i primi, troppo piccolo per i secondi, e i primi ci annegano, i secondi ci si strangolano. Il risultato è una nicchia spaccata ma non riempita. Si attende un editore capace di fare del mezzo la propria virtù, capace di investire ma investire il giusto, per rinvigore una nicchia che è inevitabilmente, e forse giustamente, destinata a rimanere tale, ma che potrebbe eventualmente radicarsi e crescere qualora non fosse strapazzata di qua e di là da chi non riesce a focalizzarne le reali dimensioni fisiologiche.

A Federico, soprattutto, un grosso in bocca al lupo!


Messaggio scritto da porco rosso il 19/09/2008 alle 10:08
Bah...Onestamente non so se rimanere basito o indifferente.

Mi sembra chiaro , come detto da Gualtiero, che il contrappasso generazionale abbia segnato questo declino.Le politiche commerciali Nipponiche credo c entrino poco, cosi' e' stato per anni e ha sempre funzionato perfettamente, non credo quindi ci sia un errore di sistema editoriale(che ha sempre avuto molte pecche). Che non sia un male pero' mi chiedo.Lancio una provocazione...Evidentemente il pubblico nipponico si e' evoluto, non tanto a livello (multi) mediale ma a quello sociocultarale (la fruizione equilibrata di una data cosa??) . La domanda potrebbe essere allora ..Quale lo spazio e il senso del manga in questo prossimo futuro?

Per il mercato italiano non mi viene da spendere neanche due parole, le possibilita' per fare una "cosa fatta bene" ci sono sempre state ma ha prevalso la politichetta imprenditoriale di spremere l osso fino al possibile. Non c e' piu' amore editoriale nei manga da circa un decennio...e si e' visto.

Buta



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