Messaggio scritto da Lazarus (anonimo) il 25/06/2009 alle 01:30
per rispondere a chi si lamenta dei magazine: è vero che tutti i magazine di manga falliscono, ma questo perchè si cerca di pubblicare manga lunghi decine di volumi un capitolo per volta, mentre quelli che vogliono pubblicare in questo caso saranno one shot o serie di pochi capitoli.
Fatto sta che proprio non so se possa avere successo, perchè il problema tipico italiano è che i lettori di fumetto sono molto segmentati tra le varie realtà nazionali, ed è tutto da vedere se i lettori di manga poi si avvicineranno ad un "manga italiano", nonostante siano in molti che speravano in una simile iniziativa. Poi certo si deve vedere anche il prezzo.
Messaggio scritto da Bilbolbul (anonimo) il 25/06/2009 alle 02:59
Ma che senso ha? Invece di promuovere l'originalità creativa stimoliamo come al solito vuote e sterili imitazioni... che paese decadente! Lo "stile manga" è un'invenzione bella e buona, c'è una cultura dietro!
Messaggio scritto da LAVERITà (anonimo) il 25/06/2009 alle 03:47
CASTELLAZZI a volte proprio nonostante la sua grande professionalità e preparazione non riesco proprio a capirlo in tali operazioni INFANTIL-RIDONDANTI.
A castellà...sei antica...su!
aggiornati.
cioè nell'era del digitale il mangazine ?
e annamo!
manca poco è antico pure face book ormai
su.
Messaggio scritto da Cronos (anonimo) il 25/06/2009 alle 08:56
Scusate ma... se devo spendere soldi per dei MANGA li spendo per il prodotto originale, quelli giapponesi, non per imitazioni fatte da autori italiani. Secondo me il fumetto italiano dovrebbe trovare una sua identità originale come quello francese, americano e giapponese, non scopiazzare lo stile nipponico per semplici questioni di mercato.
Messaggio scritto da taira (anonimo) il 25/06/2009 alle 15:05
Lasciamo i manga ai giapponesi!
Gli europei (italiani in particolare) si prodigano nella produzione di euro-manga di infima qualità, letteraria e grafica. Perchè questi pseudo autori/disegnatori non si concedono un proprio stile?
Messaggio scritto da °EMOGLOBINA° (anonimo) il 25/06/2009 alle 15:19
Che bella iniziativa! Era ora!! ^___^
Io seguo da anni le Dany&Dany, ho comprato tutti i loro fumetti pubblicati negli USA (e il mo Inglese non mi è di sostegno, sigh!)... Spero che questa sia la volta giusta per vederle finalmente in Italiaaaaa! *o*
Ma vi pare giusto che delle autrici italiane debbano essere pubblicate oltreoceano? Ah, no... sono state pubblicate anche in Germania, ma il mio Tedesco è peggio del mio Inglese, per cui... ;_;
@ Riccardo80: quoto in pieno la tua indignazione circa il fatto che un disegnatore come Massimo Dall'Oglio venga degnato d'attenzione solo dopo il successo francese. Spero di vedere anche lui sul nuovo magazine!
Messaggio scritto da Mau (anonimo) il 25/06/2009 alle 17:30
@Misurino:
Mai letto fumetti come Lazarus Leed? Diabolik ti dice niente, e Dylan dog? Nh?
La verità?
Il manga è divenuta una moda, è resterà tale tra gli adolescenti. Io ho 19 anni e da poco mi sono avicinato al fumetto ITALIANO.
Ti posso garantire che il fumetto italiano è DECISAMENTE superiore al manga in tutto, l'unica pecca è che non ci sono scena di combattimento fighe, non ci sono onde enrgetiche, nessun pirata di gomma NIENTE Stupidate, ma cose serie, psicologice, misteriose, APPASSIONANTI.
Penso che quasi nessuno sà cosa sia il Noir....Eppure Death Note ha quel senso di Noir che lo rende unico. Ma Death note in ambito narrativo NON è originale....
Fatevi una cultura del fumetto italiano. QUELLO è vero fumetto, e ve lo dice uno che legge entrambi i generi.
Lo ripeterò all'infinito: IL FUMETTO ITALIANO è DECISAMENTE SUPERIORE, uno dei motivi per cui i gapponesi ci amano. Noi abbiamo gusto, loro no. Lo dice Miura stesso, il che è tutto dire, ed è vero.
Leggete qualche fumetto nostrato. Io vi consiglio Rourke, mi ha appassionato già dal primo numero.
Messaggio scritto da Miagolio-Notturno (anonimo) il 25/06/2009 alle 22:55
Sinceramente penso che fino a che pubblicare l'ennesimo magazine con i medesimi contenuti dei precedenti sia assolutamente una scelta pedestre , l'ideale sarebbe consigliare ai lettori letture a 360° che aiutino a completarne la cultura in modo che se su un opera a fumetti si trova qualche riferimento al cinema , alla musica , alla letteratura etc.. o alla scialba attualità politica mondiale il collegamento scatti immediatamente , la verità è che è inutile dare informazioni generali a lettori e addetti ai lavori se mancano le basi , come piattaforma ideale su cui lavorare e da cui partire per un qualsiasi giudizio di valore .
Messaggio scritto da Zannabianca15 (anonimo) il 26/06/2009 alle 11:10
Conosco di persona Federica di Meo e conosco le sue opere che pubblica su internet, credetemi: è veramente brava, perchè è allieva di un'altra ragazza italiana, che si fa chiamare Wish, che è andata personalmente in Giappone per studiare il manga e "imparare a insegnarlo", e oltretutto ha anche pubblicato qualcosa di suo in Giappone. Federica di Meo pubblica un suo manga su internet, fatto veramente bene, con materiale che arriva direttamente dal Giappone. Se riuscirò a trovarla, questa rivista la comprerò di sicuro. Non bisogna ragionare con "se non è manga non lo compro" perchè il manga è fumetto, è il fumetto non lo fanno bene solo i giapponesi. Iniziative come queste permettono anche di dare lavoro ai disegnatori professionisti che fanno scuola e di sicuro non prenderanno lavori di chi ha disegnato solo qualcosina di copiato nella sua vita.
Messaggio scritto da anonimo il 26/06/2009 alle 14:29
Sono capitata qui perchè, anche se io non miro al manga, molti miei amici mirano a ciò e volevo leggere la discussione per capire.
Gli autori italiani disegnano male perchè iniziano direttamente a copiare dai manga giapponesi senza studiare le basi del disegno, l'anatomia, la prospettiva VERI.
Messaggio scritto da BunnyKira (anonimo) il 26/06/2009 alle 15:27
Parlo da aspirante fumettista, non sono al livello di un professionista ma IO STUDIO certe cose.
Imitazione?
Lo sapete come si impara a diventare FUMETTISTI (non importa in che stile?)
Ebbene sì. Tremate.
Tramite l'I-MI-TA-ZIO-NE
SHOCK!
Com'è che nessuno accusa di essere imitatori gli italiani che disegnano i supereroi marvel?
Com'è che nessuno si sconvolge?
E Topolino? L'hanno inventato gli americani e l'abbiamo esportato. SCANDALO!
Un FUMETTISTA, Sergio Algozzino, che INSEGNA FUMETTO di professione incita all’IMITAZIONE come metodo didattico!!!
Dopo uno studio di base di anatomia, prospettiva e altro è il turno dello STILE.
Ci si crea uno stile coerente imitando un autore. http://kinart.forumfree.net/?t=27080654
Quindi, a meno che non mi veniate a dire che schifate anche i disegnatori italiani che osano disegnare in stile marvel/dc comics/bande desinnée... fareste meglio a ritornare sui vostri passi e riflettere su quanto avete detto.
Chi parla dell'imitazione come cosa negativa del fumetto NON SA NIENTE DEL FUMETTO E DEL PERCORSO DEL FUMETTISTA.
Se l'artista pinco-pallo ricorda Mignola o Manara ok, se invece ricorda Miura o Araki non va bene? In virtù di quale ragione? No, aspettate, rispondo io: RAZZISMO.
Ora scommetto che mi tirerete fuori la storia che i "mangaka" italiani fanno storie ambientate in Giappone in cui non vivono.
CAVOLATE.
Ci sono è vero ma una porzione non indifferente NON LO FA. Conosco due delle persone che pubblicheranno sulla rivista che hanno UN LORO stile e maturità tecnica. I maestri di riferimenti li hanno e forse potrete anche riconoscerli ma chi si scandalizza per questo è un'ipocrita perché allora ci dobbiamo scandalizzare di tutti gli autori di topolino, di witch e italiani che lavorano per la Francia e l'America e che da altri autori traggono il loro stile!
Una di queste persone si ispira al fantasy della letteratura occidentale, primo fra tutti Il signore degli anelli, l’altra fa un fantasy ambientato in Italia che si ispira all’alchimia medievale europea.
E non sono le sole, conosco diversi ragazzi come loro e come me che ambientano storie in Italia o in mondi fantasy o fantascientifici non legati al Giappone.
Qua non si parla di manga gente. Si parla di FUMETTO e basta. Finiamola di prenderci in giro.
Si tratta di libertà artistica!
Complimenti a chi come al solito dice che non gli frega degli autori italiani però vuole pubblicare. Complimenti per la logica: io si, gli altri no.
Se i giapponesi sono tanto superiori ti conviene cedere il passo e rinunciare di pubblicare su una rivista che tu per prima ti dichiari non interessata a leggere perché fatta da italiani. E tu cosa sei giapponese?
Personalmente penso che chi vuole fare il fumettista senza sapere un accidente degli altri generi, degli altri paesi, degli altri stili, spreca il suo tempo.
Non vi si chiede di diventare enciclopedie viventi del fumetto in tutto il mondo ma di aprire gli orizzonti e di superare il solito cliché che “solo i jappi so’ er mejo” o “solo gli occidentali so’ er mejo”.
Ora svelo una cosa che mi sembrava ovvia.
Come sono nati i manga?
Ispirandosi ai film disney. OOOOH.
Incredibile vero?
Messaggio scritto da BunnyKira (anonimo) il 26/06/2009 alle 15:54
Ah, e Morrisex che si è fissato che la gente disegna in "stile manga" perché è "di moda" mi sembra che non sappia un accidente del mercato.
Fosse così di moda e di mercato noi poveri copioni non staremmo ancora a sbatterci la schiena e il sederino davanti a continui NO perché siamo troppo manga.
Strano comportamento da qualcuno che dici che fa così solo per moda o per vendere. Se volessi solo fare soldi (ma quando mai, i fumettisti sono notoriamente morti di fame a meno che non abbiano la fortuna di creare un successo) a quest'ora starei disegnando Dylan Dog e altri fumetti italiani.
Quindi per favore non insultare me e tutti quelli che non stanno scopiazzando ma stanno disegnando in uno stile che sentono veramente loro.
E concordo con Dark: sei ignorante.
E non per offendere gratuitamente (come stai facendo tu, bollando tutti i disegnatori che si ispirano ai manga come modaioli o mangiasoldi) ma perché oggettivamente ignori. non sai.
Parli di qualcosa che non sai.
Allora gli italiani scrivono da italiani e i francesi da francesi e gli spagnoli da spagnoli?
Strano sto studiando letteratura spagnola e diversi autori leggendo autori francesi del naturalismo si ispirano loro per scrivere.
Scrivono storie ambientate nella loro Spagna ma con la forma ispirata/ereditata/imitata dai romanzi francesi.
E' quello che faccio io e fanno altri. Prendo spunto dalla forma di fumetti giapponesi per raccontare storie occidentali nell'animo. Perché è quello che sono: occidentale. Conta la qualità non la forma.
Messaggio scritto da BunnyKira (anonimo) il 26/06/2009 alle 15:56
Beh, Zannabianca, uso toni accesi perché mi sento molto offesa e ferita.
Vedere gente che oggettivamente non sa e non ci conosce accusarci di essere gente che fa roba per moda. Lo trovo intollerabile.
Messaggio scritto da BunnyKira (anonimo) il 26/06/2009 alle 16:32
Va bene, chiedo scusa per i toni.
Aggiungo un'altra cosa: conosco gente che disegna ispirata dai manga anche da 17 anni.
Mi sembra un periodo un po' eccessivo per una moda.
Per quella che da alcuni viene considerata una moda e un copiare io e altre persone abbiamo sofferto e soffriamo ancora molto per cercare di riuscire a fare qualcosa che amiamo.
Ribadisco le mie scuse per i toni, ora sono più calma e non posso che provare tristezza per chi pensa che gli italiani disegnano da italiani, i francesi da francesi, i giapponesi.
E' un pensiero così chiuso che mi dà i brividi.
Ma Gaguin, Van Gogh e Toulouse-Lautrec allora sono nei nostri libri di storia dell'arte per errore?
Quello che siamo è si influenzato dall'ambiente e dalla cultura circostante ma non ne siamo incatenati!
Altrimenti saremmo ancora all'epoca in cui si pensava che il figlio di un delinquente sarebbe stato per ereditarietà delinquente e il figlio di un pescivendolo un pescivendolo a sua volta.
Quello che siamo alla fine lo determiniamo noi. E non conta la provenienza sociale o nazionale. Siamo liberi di essere ciò che vogliamo.
Io continuerò a disegnare nel modo che sento mio senza paletti di alcun genere.
Messaggio scritto da Enrychan (anonimo) il 26/06/2009 alle 19:42
A Dark: sì, l'autrice a cui faceva riferimento kirucci sono io, e non ti preoccupare, il mio fangirlismo si limita in via quasi esclusiva alla versione cartacea di TLOTR.
In ogni caso, per quanto mi ispiri al fantasy di Tolkien, mi sento libera di "rompere" i suoi schemi. Altrimenti dove sarebbe il divertimento? :3
Tornando all'argomento della discussione (che mi riguarda da vicino), io penso che non bisognerebbe mai parlare di ciò che non si conosce a fondo, altrimenti si rischia di dire stupidaggini e di ferire delle persone senza motivo (anche solo per il fatto che questi aspiranti fumettisti sono vostri connazionali che stanno lottando da anni con le unghie e con i denti, cercate di essere meno spietati e categorici nei loro confronti). Penso comunque che quando le pubblicazioni di autori nostrani si faranno più frequenti e professionali, i lettori verranno "rassicurati" sulla loro effettiva qualità e quindi troveranno meno da ridire. Nel frattempo... buona fortuna e buon lavoro a noi! XD
Messaggio scritto da
Jolene (anonimo) il 26/06/2009 alle 20:42
Comprendo quello che Morrisex vuole dire, ma non in tutto...mi spiego:
Fino ad'ora in Italia quante riviste dedicate ai fumetti italiani in uno stile orientale puro sono uscite?(E per puro intendo uno stile proprio, e che sappia gestire bene le tecniche di questo stile

)
Poche, e queste poche non mostrano il meglio. Molte storie hanno uno stile quasi uguale a quello delle clamp, naruto, nana, e potrei fare moltissimi nomi.
Ma Morrisex, non hai girato tutto il web per poter dire che tutti gli italiani sono così, hai girato per bene deviantart?(esempio di community a caso XD)Ci sono molti utenti ITALIANI che sanno gestire bene questo stile, e NO, non sono simulazioni di stili gia esistenti e non seguono nessuna moda manga, anche se ormai l'italia è piena di ragazzi che vogliono "diventare mangaka", basta vedere la community disegno manga.
Italiani che sanno gestire bene lo stile "manga" ci sono, non sono pochi, ma basta cercarli, e spero che questa rivista possa fare strada, perchè dai nomi che ho letto ci sono persone competenti :3 perciò buona fortuna, anche se non mi faccio troppe illusioni, dopotutto siamo in Italia, u_ù
Mi scuso in anticipo se alcuni utenti possono vedere questa mia risposta come un'offesa. D:
p.s: kira, te amo.
Messaggio scritto da Jolene (anonimo) il 26/06/2009 alle 20:52
(rileggendo il mio post con i miei "moltissimi nomi" mi riferisco alle serie, e non ai disegnatori..XD)
Messaggio scritto da diletta (anonimo) il 26/06/2009 alle 21:36
aspettavo questa iniziativa da tempo!!! avevo perso la speranza! sono veramente contenta!!!
Messaggio scritto da Ouji (anonimo) il 27/06/2009 alle 01:29
Quoto tutto quello che ha detto BunnyKira.
Rispecchia molto quello che penso.
Messaggio scritto da Anonima (anonimo) il 27/06/2009 alle 12:17
Avete frainteso, è colpa mia anche, che non ho specificato che non parlavo dei professionisti, ma proprio di coloro di cui vi lamentate che disegnano male.
Messaggio scritto da Chiyome (anonimo) il 30/06/2009 alle 22:52
Che bella e accesa discussione... potrei dire molte cose, ma mi limito al "chi vivrà vedrà", per quanto riguarda la rivista.
Scott Mc Cloud (estimatori dei comics, dovete tassativamente sapere chi è) ha scritto saggiamente in un suo libro che la generazione di appassionati ai canoni stilistici nipponici è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi dieci anni, e chi ha talento farà strada MESCOLANDO, creando un NUOVO genere. Come è sempre stato in passato, solo così il fumetto andrà avanti. Fare i fossili non giova al cuore e alle tasche di nessuno.
Io parlo per me stessa e spero fra qualche anno di non vedermi chiuse delle porte davanti solo perchè abito in Italia, se voglio fare questo mestiere coi canoni artistici che dico io. Io non appartengo alla generazione Bonelli se ho sempre avuto a disposizione pokemon e cavoli vari, non è la mia identità quella. Ad un bambino che guarda un anime non interessa da chi è fatto, per lui esiste solo la storia in sè. Vorrei creare fumetti secondo ciò che ho avuto e che sento mio, e data la mia giovanissima età il mio patrimonio può non corrispondere alle definizioni che ho visto scritte sopra di "identità fumettistica italiana". Però io sono italiana ugualmente, se amo di più la produzione nipponica perchè più vicina al mio modo d'essere (o semplicemente perchè ci sono cresciuta) allora non posso avere un'identità e uno stile mio, perchè comunque sarà inculcato a forza e impersonale? Non credo. Crescendo avrò modo di allargare il mio orizzonte in campo di fumetti e di trarre liberamente spunto per i miei lavori. Ben vengano!
Leggetevi Signi Clavis ad ogni modo.
"Non importa quante tonnellate di china abbiamo versato su di esso nel corso degli anni... il fumetto stesso è sempre stato SOLO UNA PAGINA BIANCA PER OGNI NUOVA MANO CHE SI AVVICINA" [Scott MC Cloud]
Alla fine mi sono dilungata, scusate... spero di aver reso il concetto di "identità" che volevo...