Sono convinto la ripetitività sia un concetto fondamentale per quanto concerne l'idea di sistema, pensiamo alle catene di montaggio delle grandi aziende. Puntare sul sicuro poichè collaudato, puntare sul già visto e accettato, solo leggermente alterato, può essere, anche nel campo dell'intrattenimento, un modo di fare vincente.
Una autrice, nel campo dei manga e simili, che sembra rispettare e confermare tale assioma è Rumiko Takahashi, autrice famossisima in tutto il mondo nata il 10 ottobre 1957 a Niigata, Giappone.



Ma in cosa consiste la sua ripetitività e quindi la causa del suo successo?
Io, attraverso la visione e lettura in anni delle sue opere, sono dell'idea che essa consiste nei suoi personaggi femminili.
Originali, diverse in molti sensi tra loro, attegiamenti che lievemente si somigliano, e, soprattutto, affascinanti e attraenti su molti punti di vista.
Giocare su questo punto, basarsi quasi interamente sulla femmina protagonista facendo diregere a lei, in un modo o nell'altro, la storia facendo in modo che senza di esse le storie stesse non possano andare avanti, anzi, che non avrebbero più senso di continuar ad esistere.
Takahshi, secondo me, attraverso le sue opere ci dimostra, che sia intenzionale o meno, quanto sia importante per una storia il personaggio femminile, quanto su di lei dev'essere dato il pesante fardello di portare avanti la baracca, quanto importante sia darli, non solo attribuirli con gli altri personaggi, fascino, non solo quello dettato dall'aspetto ma dall'essere con cui il personaggio si presenta. Infatti le femmine della Takahashi sono disegnate in modo non proprio preciso, certe volte anche abbozzato eppure esse risultano più affascinanti di altri personaggi del mondo dell'animazione disegnati decisamente "meglio".
Le situazioni, le atmosfere, i luoghi e il modo in cui questi elementi ci vengono presentati sono ciò che davvero determina il successo di un opera. La Takahashi c'è l'ha dimostrato in tutto e per tutto.