Una rassegna notevole, con un'ottima selezione. Non avete neanche citato titoli come (senza nulla togliere agli altri): Rurouni Kenshin, Hanasaku Iroha the movie: home sweet home, The wolf children ed un riflessivo Petal dance di Ishikawa, un road movie che concludeva la manifestazione più che degnamente. Un occasione notevole per accedere alla visione in lingua originale sottotitolati di prodotti significativi per appassionati e non. Ottima l'organizzazione che prevedeva repliche e la scelta del cinema Odeon e di palazzo Strozzi, nel cuore della medicea affascinante città.
Ottima rassegna con interessanti film di animazione e non, cortometraggi provenienti dal festival di Sapporo ed un ampio spazio dedicato ai documentari relativi all'immane tragedia dello tsunami che nel 2011 devastò il Tohoku, oltre mercatini ed eventi gastronomici. Nella sezione documentaristica vorrei segnalato l'ottimo "Vita di rifugiati" che, a dispetto della notevole lunghezza, non consente allo spettatore un attimo di noia, tali sono intense le storie, pur in sé banali, anche se sembra un ossimoro, dei rifugiati di Ishinomaki.
Di indubbio pregio la sede di quest'anno, il centralissimo cinema Odeon e la sala Ferri dell'antico Palazzo Strozzi.
Tuttavia proprio la scelta di restare nel centro storico di Firenze, come nelle precedenti edizioni, mi lascia profondamente perplessa. A mio avviso una rassegna cinematografica dovrebbe avere come scopo quello di consentire al maggior numero di spettatori di fruire dei film proiettati, siano essi donne o uomini, giovani o anziani. Dovrebbe essere tenuta in un luogo facilmente raggiungibile con i mezzi privati e pubblici per tutta la durata della manifestazione. Il centro storico di Firenze si trova in una della aree pedonali più vaste d'Europa, circondata da una ampia zona a traffico limitato,con sosta riservata ai soli residenti e priva di parcheggi scambiatori. Il parcheggio pubblico più vicino (Stazione) costa ben tre euro l'ora ed il servizio di autobus dopo le ore 21 si dirada sino a prevedere corse ogni mezz'ora-un'ora. Per vedere i film della sera lo spettatore aveva tre opzioni 1) lasciare l'auto al suddetto parcheggio; 2) lasciare l'auto oltre la cerchia dei viali, percorrendo poi circa due chilometri (quattro considerando il ritorno) sotto la pioggia battente; 3) prendere un taxi.
Forse sarebbe stato meglio fare l'inaugurazione e le varie cerimonie ufficiali (foto, incontri etc) nelle suddette prestigiose sedi e decentrare la proiezione dei film in un cinema meno blasonato ma più raggiungibile. E magari allungare la durata del festival ma porre tutte le proiezioni in orario preserale e serale, così da consentire anche a chi lavora di andare al cinema.
Una rassegna cinematografica dello spessore di quella fiorentina può diventare uno straordinario veicolo non solo per il cinema ma anche per l'arte, la storia e la cultura del Sol Levante ma solo se riesce a coinvolgere il maggior numero possibile di spettatori- Altrimenti rischia di diventare un appuntamento per soli addetti ai lavori.
@Kaiken Bella ed intelligente disanima la tua ma cerchiamo di leggere le cose, forse nella corretta maniera. Quanto scrivi sulla logistica è condivisibile, importante non accettabile: l'auto la lasci al parcheggio che economicamente meglio ti torna, spero dopo le debite meditazioni rispettose dell'ambiente sulla sua effettiva necessità, quindi da anche 2 chilometri raggiungi il centro con ogni tempo! Chi va al festival del cinema giapponese, da qualunque parte d'Italia provenga, si fa problemi per una camminata?!? ed ad ogni modo molti bus portano in centro... Tanto per restare un pò coerenti anche con lo spirito giapponese, che non fa male...