Se questo è il meglio che riesce a proporre la Soryo... per carità è un buon fumetto che si fa leggere piacevolmente ma, descriverlo come "il capolavoro di una vita" di un'autrice che mai ha perso l'occasione per pavoneggiarsi, davvero rende il tutto alquanto scricchiolante.
P.S. ma, sono quelli i cavalli che la Soryo si vantava di saper disegnare ad occhi chiusi? Sì? Beh, è meglio aprirli gli occhi quando si disegna.
Saluti
Tacchan
- 18 anni fa
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Direi che comunque è presto parparlare di capolavoro o meno, nè per dire se manterrà le sue promesse. Ho letto ancora solo un numero, a breve leggerò il secondo, ma mi paree ricco di potenzialità e l'autrice è in gamba, lo ha dimostrato con diverse opere, per cui sono fiducioso. Capoavoro di una vita o meno, sembra che dedicherà molte attenzioni a questo progetto, ha già fissato un numero di volumetti e pertanto credo abbia già in mente la storia e la sua fine. Vedremo, per ora comunque si è meritato di entrare tra le serie che seguirò. Quello che mi rpeoccupa è invece la serializzazione... se davvero intende pubblicare un volumetto ogni 6 mesi, visti che questi saranbno una trentina, la vedo molto lunga, e in 10/15 anni può succedere di tutto.
Perferisco opere magari menu curate graficamente, ma con serializzazioni più veloci.
Epicuro
- 18 anni fa
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Già l'ho scritto, Cesare è un fumetto che si fa ben leggere. Il problema nasce da parte mia quando la Soryo si pavoneggia da dea in terra e poi il suo strombazzato (qui come in patria) capolavoro si riduce ad essere un fumetto piacevole e nulla più. Naturalmente, la serializzazione alquanto (per essere teneri) dilatata non facilita la lettura a nessuno ed io non faccio eccezione.
Saluti
slanzard
- 18 anni fa
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Vorrei far notare che una pubblicazione semestrale è un ritmo veloce, dato la grande opera di ricerca del materiale che sta svolgendo...è venuta persino in Italia a visionare le opere architettoniche...e non dimentichiamo che quella che lei sta svolgendo, insieme al professore di italiano che era con lei a Lucca, è una vera propria ricerca storiografica su un personaggio storicamente ambiguo....ci sono altre opere infinatamente meno curate e con la medesima periodicità, se non maggiore.... Inoltre quando parla del "capolavoro di una vita" ha perfettamente ragione, siamo ad altri livelli rispetto alle altre sue opere. Inoltre il riferimento per il capolavoro va alla soppracitata opera storiografica...
@epicuro: mi potresti spiegare un po' meglio questa storia che la Soryo si pavoneggia come dea in terra, dato che mi è nuova? a sia chiaro, questa domanda non è una critica nei tuoi confronti, ma una mia semplice ammissione d'ignoranza Però in ogni caso io solitamente quando giudico un anime o ancora di più un manga, raramente tengo conto del comportamento dell'autore....potrebbe essere anche il più idiota(per non dire altro) uomo esistente sulla terra, ma se il manga è bello non me ne curo... Cmq ovviamente anch'io, come tacchan, dico che è presto per dire se sarà un capolavoro o meno, non abbiamo ancora una visione d'insieme dell'opera...però se considero esclusivamente questi 2 volumi finora usciti, allora si parlo di capolavoro...poi vedremo come si evolverà e se la Soryo sarà in grado di mantenere le aspettattive, ma io sono molto fiducioso, data la grande passione che ci sta mettendo e anche il suo grande interesse perla figura di Cesare Borgia, interesse antecedente a questo manga, ma anzi che l'ha accompagnata per buona parte della sua vita.
Epicuro
- 18 anni fa
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In risposta a slanzard: quando parlo della Soryo che si pavoneggia mi riferisco ad un'intervista apparsa eoni fa su Kappa magazine dove, a parer mio, l'autrice dava il peggio di sé (aiutata in questo da una certa intervistatrice). Poi, nemmeno io tendo a farmi condizionare dall'autore all'infuori della sua opera, anzi dirò di più, una certa dose di pienezza di sé la considero anche necessaria a volte. Pienezza di sé che però va in minima parte almeno riscattata con le proprie opere. Purtroppo la Soryo in quella famosa intervista tra le tante cose si imputava nel definirsi un genio del disegno (sui cavalli in particolare ci ricamava anche troppo) e da quel che finora ho visto di questa "opera della vita" non mi appare proprio come questa gran dea del pennino. In Cesare c'è un disegno gradevole ma nulla più. Ogni volta che la Soryo è costretta a disegnare un personaggio che non sia il solito figo da shojo va in evidente apnea, gli sfondi poi, il più delle volte sono sin troppo marginali. Infine, nella costruzione della tavola nulla s'intravvede di ardito. Se al tutto ci si aggiunge anche che persino nei personaggi principali ci si imbatte su più di una rigidità, il quadro appare completo. Chiarisco, non voglio asserire che Cesare non sia un fumetto di pregevole fattura ma pur denotando un'aprezzabile cura non riesce ad elevarsi più di tanto. Sulla serializzazione, invece nulla da obbiettare nel constatare che sei mesi per dei volumi del genere è il minimo solo, il sapere fin dall'inizio che ci si sta accingendo in una lettura dilatata negli anni può creare qualche sconforto.
Saluti
slanzard
- 18 anni fa
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ho trovato qua un bel filmato su Cesare.... http://www.manganews.it/news-all/news-visualizza.php?id_news=285
Ananke
- 18 anni fa
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Ok io nn faccio testo essendo una grande fan della Soryo, ma la mangaka vista alle conferenze lucchesi mi pareva decisamente più modesta di una dea in terra. Inoltre ricordiamoci che di base è una illustratrice, è naturale per lei "dimenticarsi" degli sfondi in alcune immagini, fa parte del suo stile, se ci fossero stati sfondi curatissimi in ogni vignetta mi sarei preoccupata. Penso che in Cesare sia al massimo delle *sue* potenzialità. Ovviamente non può raggiungere la perfezione (che nemmeno esiste) assoluta, ma solo la sua. Pretendere che disegni in modo completamente diverso dal suo solito è un po' come pretendere la luna, no?!
Epicuro
- 18 anni fa
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Non ho capito l'equazione illustratrice=sfondi dimenticati. Preciso che la mia domanda è solo dettata da curiosità e non voglio sindacare un bel nulla sulle opinioni personali di Ananke su Cesare.
Alla prossima
Ananke
- 18 anni fa
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Nel senso che tendenzialmente per una illustrazione ciò che conta è il soggetto principale, lo sfondo non è indispensabile. Se per esempio prendi in mano anche Evangelion di Sadamoto, noterai che anche lui molte volte tralascia gli sfondi. Non so come spiegarlo ^^" nn sono un tecnico. Lo sfondo può essere un "in +" nell'equilibrio dell'immagine.
JACK ON FIRE
- 18 anni fa
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ciao a tutti. premetto che non conosco l'autrice nè tantomeno i manga. le mie letture sono limitatissime verso, appunto, questo linguaggio. ma sono appassionato di "storia" e quindi mi sono precipitato a comprare questo prodotto.
leggendo le "interviste" presenti sui primi volumi si nota che la soryo un po' se la tira e devo dare atto a epicuro di un fatto: la soryo lascia un po' troppo a desiderare in quanto a "capacità grafiche". per quanto mi piaccia il "minimalismo" non trovo le sue tavole tali nonostante semplicissime e prive di dettagli. sono, per me, scorrevolissime in questo senso. trovare botticelli o la cappella sistina o le altre magnificenze architettoniche dell'italia che fu mi ha reso molto felice. anche perchè questi "fondali" come li chiamate voi non hanno la spocchia maniacale del dettaglio di precisione ma quanto più quel leggero "ingombro" stilistico del tratto... formale. si vede che i disegni li fa una donna, soprattutto dal tratto somatico dei personaggi. troppo perfetti, troppo belli, troppo "donne". non c'è "crudezza" insomma.
sono rimasto piacevolemnte stupito(!) nel leggere disquisizioni approfondite su cavalli, famiglie nobili, clerici e... leonardo da vinci. credo che il fumetto vada letto in questo modo. come un romanzo teso a raccontare gli avvenimenti di un'epoca passata.
se si fa affidamento sul "disegno" beh... le considerazioni da fare sono poche: accademico, privo di personalità, inefficace. a mio avviso (sempre e comunque) per sottolineare la crudezza di quell'epoca. un po' troppo raffinato forse. il fumetto è anche "disegno". movimento non ne ho visto poi molto. crudezza e sporcizia non esistono. personalità nessuna.
e la cosa strana è: penso che l'unico modo per raccontare cesare borgia sia appunto non "infastidire" le tavole con disegni "validi" (intendo non-accademici). forse è meglio lasciare che siano i "fatti" a raccontare l'epoca. e se continua così... credo che ci riuscirà bene. spero solo di averne conferma quando si narreranno le battaglie.
Epicuro
- 18 anni fa
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Le tavole di un fumetto non verrano mai "infastidite" da "disegni validi". Questa è una lezione che è bene tenere a mente. Ci possono essere disegni più efficaci di altri a seconda della trama che si vuole raccontare ma se in un fumetto storico devo soprassedere sui disegni tanto vale che io mi legga un romanzo storico, o no? Il disegno non è sempre un acessorio rispetto alla parola scritta in un fumetto. Naturalmente questo esempio non lo sto facendo prettamente legato a Cesare, il mio vuol essere un ragionamento ben più ampio. Ringrazio poi Ananke per aver spiegato la sua affermazione che in effetti non m'era parsa chiara per il fatto che in quell'argomento la vediamo in maniera abbastanza diversa. Comunque per non sembrare il tipo che s'è impuntato sugli sfondi faccio notare che non ne ho mai richiesti di più o di maniacalmente esatti, nel mio commento più sopra parlavo infatti di sfondi "il più delle volte sin troppo marginali". E così parlando non intendo che in Cesare non ci siano sfondi a sufficenza o troppo semplici, solo sottolineare di come quei sfondi non hanno particolare spessore. Pisa l'avrei voluta vedere messa in scena con più polso.
Saluti
JACK ON FIRE
- 18 anni fa
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era appunto questo che volevo dire epicuro, e cioè che magari si aspettava una maggiore attenzione al dettaglio. mi sono spiegato male. disegno accademico. non so usare altro "aggettivo" per intendere il tratto semplice, teso a descrivere il reale. a parte le figure umane, tendenzialmente da "manga", nel fumetto di cesare, tutto si basa su prospettive. è praticamente palese il rifacimento alla pittura rinascimentale appunto e alle sue prospettive. inoltre il tratto lo sento molto "statico", non da fumetto "mosso". ecco cosa volevo dire con tratto accademico. e quindi forse è poco valido nei confronti di una storia cruenta quale quella del cesare borgia che non dimentichiamo fu l'ispiratore del principe macchiavellico (quindi una figura molto particolare). spero che il fumetto venda perchè a me piace e vorrei leggerlo fino alla fine. mi piace l'intelligenza narrativa di un personaggio come angelo da canossa che aiuta a capire meglio (anche se forse non ce n'era tanto bisogno) la situazione a quel tempo. mi piacciono tutti i discorsi sulle figure del tempo, addirittura sui cavalli, e credo che tutto questo in un fumetto stanchi i lettori, per cui temo che la noia invada il tempo libero di chi legge il fumetto portandolo ad abbandonarlo. anche se alcune cose mi disturbano (mi riferisco al rapporto tra miguel e cesare... fino a quanto solo semplice amicizia?).
in senso più "ampio" credo che il fumetto sia soprattutto costituito da un buon disegno. non voglio dire che le parole siano marginali questo è ben chiaro. ma guardo una tavola di pazienza e mi sembra di ricevere un pugno nello stomaco talmente forte è la "violenza" grafica. forse con quest'ultima affermazione mi riesce di spiegare meglio quel che volevo dire qualche giorno fa...
P.S. ma, sono quelli i cavalli che la Soryo si vantava di saper disegnare ad occhi chiusi? Sì? Beh, è meglio aprirli gli occhi quando si disegna.
Saluti