"l'accesso a Internet sia un principio fondamentale dell'ordinamento comunitario."
Meditate, gente, meditate..anche in rapporto a quanto detto due giorni fa nella news e nei commenti relativi sulla mirabolante velocità delle connessioni asiatiche.^_^ Sarei curiosa di conoscere le teorie del professore di Harward relative agli effetti benefici del file sharing
Tsukasa (anonimo)
- 16 anni fa
0
complimenti alla AGOM, si becca un punticino di fiducia, qualcuno che inizia a capire cos'è la rete, e i benefici che se ne possono trarre con le giuste mosse
ximpalullaorg (anonimo)
- 16 anni fa
0
Citare Lessig...Che errore (a parte la licenza Creative Commons, le sue teorie sono strampalate, per essere gentili). Inoltre ci terrei a far notare che la neutralita' della rete non esiste. Cio' che viene solitamente definito come attentato a tale "neutralita'" altro non e' che un abuso di posizione dominante, altro che liberta' in pericolo..
Eiken (anonimo)
- 16 anni fa
0
Hanno scoperto l'acqua calda...
Giga
- 16 anni fa
0
Chi forma l’attuale AGOM sa di cosa parla (cosa insolita). @ximpalullaorg La neutralità della rete e vero al momento non esiste ma la stanno creando (tra i sostenitori che anche il presidente degli U.A.) maggiori info sono presenti qui: http://yanfry.wordpress.com/2010/02/16/rapporto-agcom-sulla-%E2%80%9Cpirateria%E2%80%9D-meglio-legalizzare-che-reprimere/
Giga
- 16 anni fa
0
Scusate volevo dire USA.
Lybra (anonimo)
- 16 anni fa
0
Tutto ciò che scrive AGCOM è estremamente sensato e lucido. Se le intenzioni di AGCOM venissero (in un futuro molto prossimo) messe in campo, l'Italia diventerebbe un avanguardia mondiale sul fronte Internet....proprio per questo motivo so che non accadrà mai e proprio per questo motivo mi rendo conto che AGCOM vale meno di un fico secco, altrimenti certi concetti nemmeno li avrebbero potuti pubblicare.
Beh fa ben sperare nel caso in cui il Decreto Romani darà forti poteri in mano ad AGCOM...AGCOM potrebbe dimostrarsi un organismo abbastanza equilibrato, ma tanto cambieranno i dirigenti con chi gli fa comodo e questa bella ricerca sul file-sharing diventerà carta straccia
Giap (anonimo)
- 16 anni fa
0
Questa strada porta diritta ad un equo compenso sulle connessioni a internet, pagato alla SIAE o ente equivalente, indipendentemente dal contenuto che viene scambiato, dai 5 ai 15 euro mensili, per 30 milioni di utenti e rientrerebbero delle cifre che millantano di perdere e anche di più. Il tutto senza che gli autori del contenuto effettivamente scambiato ottengano qualcosa. Tra l'altro in Francia hanno anche discusso una cosa simile nel 2005 e abbiamo visto com'è andata a finire.
+1 ad AGCOM! Tutto quel che ho letto finora mi è sembrato molto sensato. Ma davvero il "fenomeno della pirateria a mezzo P2P" è in diminuzione? Non lo sapevo!
E' più o meno la teoria che porto avanti da un pò di tempo a questa parte, finalmente qualcuno se ne è accorto!
Comunque resto sulla difensia: 1.Siamo in italia e, come al solito, le idee che sembrano decenti in un primo momento o nascondono (sempre) una fregatura o cadono nel dimenticatoio 2.Sono tutti soldi che andrebbero alla SIAE e compagnia bella... 3.Non è detto che le case produttrici siano daccordo:ora (per esempio) loro vendono a 100 a 1000 persone, in questo modo invece riceverebbero a 10 (ma avrebbero un'esponenziale numero di acquirenti); tutto dipende se sono disposte a rischiare. 4.Sarà allargato a tutto(film, musica, giochi...) o solo ad un settore? 5.se la applicano voglio la rimozione della tassa sui supporti di archiviazione!!!
Articolo interessante. Poi mi leggerò con calma il corposo articolo per farmi un idea più precisa. L'idea della licenza condivisa non è male manche perchè, a mio avviso, l'utenza che cerca il supporto fisico non calerebbe a questa si aggiungerebbe l'utenza più soft che arriverebbe dalla rete e che si interessa anche per valutare i prodotti come è uso anche sul P2P. Tutto a vantaggio dei produttori anche come pubblicità. La posizione di AGCOM mi pare quanto meno sensata... poi stiamo a vedere
Beh, questa mi sembra una notizia a quanto confortante, soprattutto se i provvedimenti e le discipline che verranno applicate nell'ambito del file-sharing in Italia si discosteranno dai severissimi provvedimenti adottati ad esempio in Francia, dove la condivisione di un file coperto da copyright può costare davvero molto all'insaputo (o meglio sprovveduto) utente.
Giga
- 16 anni fa
0
@BigBossToni a dir la verita in francia l hadopi non costa solo agli sproveduti ma a tutti i cittadini Francesi infatti per aplicarla SPRECHERANNO 425mila euro al GIORNO di soldi dei contribuenti. in fatti fino ad ora la politica dei 3 colpi e solo un insime di falimenti infatti e stata adotata la prima volta nella Corea del Sud ed e falitta. http://antipirateria.governo.it/yaf_postst529_Corea-del-Sud-i-3strikes-falliscono.aspx
La notizia sembra bella, e questo è senz'altro un punto a favore dell'argomento, che bene o male è piuttosto spinoso. Purtroppo, e dico purtroppo...l'applicazione è tutt'altra cosa. Io spero davvero che l'approccio che si vorrà tentare sia di tutt'altra pasta rispetto a quello di altri paesi, ma è anche vero che sarà piuttosto complicato, e onestamente non so se si sarà capaci di gestirlo; nel caso della protezione dei minori è la stessa cosa...il documento programmatico è intelligente, peccato che sia costantemente disatteso Dunque incrociamo le dita
E' inutile che un'autorità garante se ne esca con documenti illuminati quando è il governo (dovrebbe essere il parlamento ma, allo stato dei fatti, è il governo) a legiferare in materia. E credo che ci siano più amici dei detentori di diritti pecuniari (senza neanche bisogno di mettere in ballo il solito conflitto di interessi che nel settore è colossale -ricordare la querelle mediaset-youtube mi sembra superfluo) che di quelli dei diritti inalienabili (come quello alla conoscenza). Se non portano ad una legge scritta che garantisca i secondi più dei primi (perché la conoscenza dovrebbe venire sempre prima del profitto), queste prese di posizione occasionali, per quanto se ne senta la necessità morale (se non altro fa piacere sapere che qualcuno nelle istituzioni non pensi che il P2P sia un termine giovanile per indicare la pratica istituzionale di "farsi le pere" e che la banda larga sia sinonimo di inciucio -dovrebbero informare anche Gasparri e Romani, stanno ancora cercando di capire dove infilarsi la chiavetta USB), andrebbero prese con le pinze.
@Giga: cavolo che fallimento colossale O.O...ulteriore dimostrazione che non si arriva a nulla con la reprssione, perchè nel caso coreano si tratta di repressione vera e propria...fortuna che qui in Italia, relativamente le libertà connesse ad internet, pare ci sia stato un dirottamento a delle azioni più flessibili...
eh si ma in questo campo sono tutti spinosi gli "argomenti"... oramai mi sta venendo un mal di testa a leggere tutte ste norme contronorme battaglie legali blabla oddio non sono per me ste cose
ma come dicono anche latri alla fine sono i fatti che contano...staremo a vedere
Nei fatti come vi volete comportare voi ?? Come ci vogliamo comportare noi ??
Il decreto Romani è stato depotenziato ma rimane ancora una mina per tutti coloro i quali vogliono non "allegramente piratare facendosi i "zi loro" ma per chiunque voglia tutelare la libertà della rete.
L'Agcom è vero non ha gli strumenti del governo,ma non li vuole,e davanti all'enorme potere che gli dava il decreto Romani cosa ha fatto ha detto NO grazie...perchè il suo mestiere,e la sua organizzazione sarebbero fatte per altro ( fra l'altro non è che sia al completo)
Possiamo tener presente questo documento innanzitutto,non far gli "allegri pirati della Tortuga" portar avanti le idee di calabrò e contestare le idee del buon Romani, aver presente anche questo,oltre questo ambito,ricordando che il Web è parte della realtà non altro dalla realtà oramai,e,tanto per esser chiari,aprir gli occhi,perchè non è detto che eventuali cambi di governi possano significare molto,le major seguono le loro politiche sotto qualsiasi sole,ma aiuterebbero..ed essere un'attimo più positivi.
C'è una certa generazione che non ha idea dell'uso del Web,e non gli interessa saperla,lo vede estraneo,una realtà surreale,mi dispiace dirlo ma è la mia,salvo rare eccezzioni il web è altro da...ma il Web è qualcosa che esiste fra noi ed è qui per restare.
Almeno per me.
...comunque anche per molti giovani il web è realtà sureale e si riduce al "fancazzismo su utubbo.
Ci sono un pò di cose che mi lasciano perplesso... Dicono che il P2P è in diminuzione, tuttavia non si tiene conto (almeno da quel che ho letto) che vanno sempre più diffondendosi i servizi di streaming e di uploading, che risultano certamente più immediati, nonstante gran parte del materiale uploadato violi i diritti d'autore; quindi l'aumentare della banda larga secondo me dà spazio a nuovi servizi per accedere a contenuti (anche) illegali, ed il fatto che il file sharing stia diminuendo è solo una conseguenza dello sviluppo di altri mezzi (i quali tra l'altro non impongono la condivisione). Inoltre il sistema di licenze collettive secondo me potrebbe funzionare ma solo su determinate tipologie di media (e magari in qualità ridotta), e mi sembra che qualcosa si stia già muovendo sotto questo punto di vista, ad esempio gli anime in streaming sotto licenza. In ogni caso il problema permane quando l'utenza ha facile disponibilità di procurarsi lo stesso prodotto per altre vie (e ad una qualità superiore), ed il caos di internet e la privacy dei navigatori rendono difficile prendere precauzioni sotto questo punto di vista (e credo che sia chiaro che il problema stia propio qui). Dare un compenso equo a chi detiene i diritti può essere un'impresa molto ardua, sia perchè, nonostante il web possa fornire vie legali per accedere ad un prodotto registrando il numeri di accesso e dando il relativo compenso agli aventi diritto o per invogliare l'utenza ad acquistre il prodotto ad una qualità superiore, restano comunque altre vie illecite fin troppo accessibili, sia perchè i costi di produzione potrebbero essere troppo elevati per essere remunerati, quindi o si intasa il prodotto di pubblicità o si riducono i costi con un conseguente calo della qualità del prodotto finale. Prendendo ad esempio un videogioco per 360, basti pensare alla quota della M$, alla quota del publisher, ai costi di trasporto, al costo del confezionamento, al costo aggiunto dal venditore, ecc.... È chiaro che agli sviluppatori (un bel gruppo) che hanno impiegato due anni per sviluppare il titolo serve vendere un elevato numero di copie, e per quanto ne riescano a vendere non è possibile scendere al di sotto di un determinato prezzo, discorso analogo per i film, ecc. Quindi non dico che siano un'idea sbagliata le licenze collettive, anzi, mi sembra un'ottima cosa, dico solo che può funzionare solo sotto determinati prodotti e determinate condizioni (a meno di un degrado della qualità), ovviamente non si può avere tutto gratis, ed il problema sta propio nella facilità con cui si possa ottenerlo (in modo illecito), quindi per rendere efficace queste iniziative bisognerebbe prima trovare un modo per tenere sotto controllo i mezzi che lo consentono, magari un software complesso che si metta alla ricerca dei contenuti illeciti nel web per rimuoverli, ma anche se ci fosse, il problema diverrebbe nuovamente il P2P,e quindi si tornerebbe al discorso della Privacy. Forse un'analisi anonima con conseguente filtraggio dei pacchetti potrebbe essere un compromesso tollerabile, vietando l'accesso da parte dei provider a risorse segnalate come illecite da programmi o persone apposite, garantendo però la massima riservatezza e protezione nelle registrazioni delle provenienze delle risorse (non chiedetemi come, è giusto un'idea). Tutto questo (acqua calda? XD) per dire che "licenze collettive per risolvere il problema del file-sharing" mi sembra un troppo pò ottimista come titolo.