Addio a Olimpio Petrossi, storico produttore delle sigle tv anni 80

Ci lascia un personaggio che ha segnato un'epoca davvero importante per le sigle tv, in particolare quelle legate all'animazione

di Ironic74

Apprendiamo in queste ore che ci ha lasciato Olimpio Petrossi, ovvero colui che è stato il produttore esecutivo della RCA, l’etichetta Italiana che dal 1949 al 1987 (anno in cui venne poi acquistata dalla BGM) ha pubblicato in Italia moltissimi dischi di artisti italiani, internazionali e ovviamente sigle di cartoni animati (Qui intervista a RadioAnimati da ascoltare in podcast)
Ho chiesto all'amico Sergio Algozzino un piccolo pezzo per ricordarci la persona e il ruolo attivo svolto in un importante momento storico televisivo e musicale.
 


Nel magico momento storico in cui le sigle italiane dei cartoni animati hanno contribuito enormemente alla diffusione di essi, sono tanti i nomi cari e conosciuti fra gli appassionati.
Parliamo ovviamente della fine degli anni settanta e dell'inizio degli anni ottanta, quando arrivarono in massa due generazioni di anime e, oltre ai canali più blasonati, moltissime reti private si davano da fare per riempire i palinsesti fra robottoni, orfani e maghette e tutto quello che poteva offrire il Giappone.
La premiata ditta Tempera/Albertelli aveva fatto notare con Atlas Ufo Robot, edito da Fonit Cetra, etichetta di bandiera RAI, che quelle “canzoncine” potevano essere un mercato redditizio e non ci volle molto prima che un giovane produttore della casa discografica RCA, già forte del grande successo della sigla di Heidi (ma su musica tedesca, comunque edita in Italia prima di Atlas Ufo Robot) fiutasse l'affare e si desse da fare per realizzarne il più possibile, e fu proprio l'RCA a dare alle stampe classici senza tempo come Candy Candy, Il Grande Mazinga, Lady Oscar, Carletto e i Mostri, Galaxy, Cyborg i nove supermagnifici, Conan e davvero la lista sarebbe lunghissima, considerando che fra i nomi dei gruppi, musicisti, parolieri e interpreti interessati ci sono quelli dei Rocking Horse, Oliver Onions, Georgia Lepore, Superobots, Nico Fidenco, Claudio Maioli, Lucio Macchiarella, Franco Migliacci, I Mostriciattoli, I Cavalieri del Re, Le Mele Verdi, Lino Toffolo e... anche qui sarebbe meglio fermarsi.
Come dicevo, c'era un giovane produttore dietro tutte queste sigle, musicista valido che possiamo ascoltare come turnista in moltissime incisioni precedenti a quel periodo, e il suo nome è Olimpio Petrossi.
Forse il suo nome non è ricordato da tutti quelli conoscono a memoria le centinaia di sigle da lui prodotte (e non solo sigle, per inciso), ma il suo apporto è stato a dir poco fondamentale non solo per averne seguito la lavorazione, ma anche per aver creato un vero e proprio sistema di selezione che rappresenta il motivo principale di quella grande qualità musicale.
Petrossi infatti non assegnava le sigle volta per volta ai grandi musicisti che aveva a disposizione, al contrario istituiva delle vere e proprie gare, dove gli interessati portavano dei provini per ogni sigla e lui poteva permettersi di scegliere la proposta che più lo convinceva da portare in sala di incisione.
 
IMG_20230827_091458.jpg



Petrossi è stato dunque archivio e memoria storica di tutte quelle sigle, tirando fuori spesso dal cappello provini o versioni alternative, e parlando sempre in maniera lucida e dettagliata di quel periodo.
Il suo lavoro è stato enorme, spesso usciva dal suo ruolo di produttore per trasformarsi in arrangiatore o addirittura corista, ed è andato ben oltre quello delle sigle, ma quelle sono state certamente il fiore all'occhiello della sua produzione, facendo anche guadagnare molto bene un po' tutti, finché si poteva.
Quelle sigle spesso erano realizzate in pochissimi giorni, e su ognuna se ne potrebbero raccontare di tutti i colori, eppure sotto il profilo tecnico molte di esse sono ancora oggi vere e proprie perle, perché Olimpio sapeva essere esigente e capace.
Con la sua scomparsa abbiamo perso uno dei pezzi più importanti di quel puzzle della memoria che sempre di più si sta, inevitabilmente, scombinando, perché se è vero che le sigle resteranno sempre lì, pronte per essere ascoltate, Olimpio avrebbe potuto raccontarci qualcosa che non sapevamo su ognuna di esse, e adesso non sarà più così.

Come ultima, piccola, curiosità: Petrossi ha anche cantato una di quelle grandi canzoni, potete perciò (ri)conoscere la sua voce in Banana Joe, composta dagli Oliver Onions, dal film omonimo con protagonista Bud Spencer.

Sergio Algozzino

Foto copertina:Radio Animati
                         Erika Passerini

Versione originale della notizia