Nuove polemiche su Jujutsu Kaisen : lo staff risponde alle accuse di plagio su alcune scene

La serie viene accusata di copiare scene da altri anime e film e alla discussione in rete si uniscono anche regista di episodio e un animatore chiave a spiegare la situazione.

di Artax

Che MAPPA sia perennemente sotto il mirino dei fan delle serie manga che si ritrova ad adattare in animazione ormai è tristemente assodato, tuttavia di recente su Twitter si è scatenata un'ulteriore polemica.
 
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Un utente grande fan di Jujutsu Kaisen, l'adattamento animato del manga omonimo di Gege Akutami  ad opera dello studio MAPPA, ha pubblicato sul social un thread in cui paragonava scene del manga e dell'anime ad altre famose scene di film, fumetti e altre serie animate.

Tuttavia questa carrellata di omaggi è stata subito percepita in quanto prova del fatto che lo staff di Jujutsu Kaisen abbia "rubato" le scene ad altre opere. Questo ha fatto in modo che una parte della popolazione del social si sia scatenata contro la serie accusandola di copiare da altri film o cartoni.
 
L'intera serie è "Posso copiarti i compiti?- Sì ma non farli troppo simili così la maestra non se ne accorge".

Anzi, alcuni commenti affermavano che lo staff di Jujutsu Kaisen facesse del "tracing" sulle scene di altre opere. Con tracing si intende quello che in italiano verrebbe definito "ricalcare", ma in animazione questa tecnica si chiama rotoscopio e non è generalmente ben vista (per dirne una, la scuola d'animazione russa ammetteva l'uso del rotoscopio solo nelle fasi iniziali del percorso di apprendistato, per permettere ai nuovi animatori di apprendere le basi), sebbene sia spesso utilizzata.
 
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Alcuni membri dello staff della serie animata hanno deciso di non rimanere in silenzio davanti a queste accuse e all'ignoranza di alcuni commenti.
Itsuchi Tsuchigami, key animator, storyboarder, regista degli episodi 16 e 17 della seconda stagione di Jujutsu Kaisen è infatti intervenuto per dire la sua. Dopo aver elencato i riferimenti effettivi e visivi che si possono trovare negli episodi, ha specificato:
 
In quanto compilatore dell'e-conte* ero a conoscenza di alcuni di questi riferimenti. D'altronde penso che la somiglianza con Mob Psycho sia qualcosa di inequivocabile, Shimazaki non ne era consapevole. Quando una persona deve schivare con maestria degli attacchi che arrivano tutti intorno a a lui, probabilmente si comporterebbe così a prescindere da chi lo animi.
* una specie di storyboard (ndr)

E poi ha chiarito subito la situazione riguardo la gestione delle poche risorse da parte dei professionisti dell'animazione:
 
Sarebbe meglio fare delle scene esclusive per l'opera ovviamente, ma ci sono dei limiti a ciò che si può ricavare, ai tempi di produzione... la gente non ce la fa a proporre idee nuove ogni volta e l'animazione si basa sull'esperienza, per cui ha poco senso buttare via ciò che si è fatto in passato.

Anche Nakaya Onsen, key animator dell'episodio 16 ha commentato riguardo la bufera del "Copy Kaisen", come alcuni utenti avevano iniziato a chiamare la vicenda. Nello specifico ha commentato un segmento in cui un combattimento veniva paragonato ad una scena presente in Matrix.
 
 
Non riesco a dormire dalla rabbia. Il montaggio e la composizione della scena sono stati distrutti, l'immagine è specchiata da sinistra a destra, l'inquadratura è zoomata ed estrapolano dei momenti simili nelle coreografie, e ci somiglia? Fa male. Ho detto molte volte che non ho guardato Matrix quando è stato realizzato.

E la situazione s'infiamma tanto da portare Onsen ad andare sempre più nello specifico della scena:
 
Innanzitutto ci sono pochi movimenti possibili quando si deve parare con una sola mano una raffica di pugni alternati, quindi se le situazioni rappresentate sono le stesse è ovvio che in qualche modo combaceranno.

Insomma, è ben diverso prendere dei riferimenti per animare e utilizzare il rotoscopio per ricalcare immagine dopo immagine i fotogrammi di un'opera precedente. In fondo l'industria dell'animazione ha dei seri limiti e problemi che ben conosciamo e ciò non permette alle opere di essere realizzate come i professionisti che vi lavorano vorrebbero. Ciò porta questi ultimi a ricorrere al loro bagaglio culturale delle emergenze: cartoni e film amati e visti in passato, oppure a escamotage visivi frutto o di lavori svolti in precedenza o di scene che hanno lasciato in qualche modo un impatto sul loro immaginario. Oppure si tratta di casi in cui ad assomigliarsi è solamente la situazione, come nel caso di un personaggio che deve parare una raffica di colpi.

Fonti consultate:
Twitter

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