Nintendo chiude, dopo 5 anni, la famosa Isola per Adulti di Animal Crossing
5 anni di quartieri a luci rosse e love hotel
di Ironic74
Dopo cinque anni di attività, Nintendo ha deciso di rimuovere una delle isole più controverse e famigerate mai create in Animal Crossing: New Horizons. Il suo creatore, noto su X (ex Twitter) come @churip_ccc, lungi dall'essere amareggiato, ha ringraziato l'azienda giapponese per aver permesso alla sua creazione di esistere così a lungo.
Ha pubblicato infatti un messaggio sui social media in cui spiegava:
"In realtà, proprio il giorno prima dell'aggiornamento, il Codice Sogno dell'Isola per Adulti è stato cancellato da Nintendo. A Nintendo, mi scuso dal profondo del cuore. O meglio, grazie per aver chiuso un occhio per più di cinque anni. A tutti coloro che hanno visitato l'isola e a tutti gli streamer che l'hanno mostrata nei loro video, grazie infinite."
Cos'è Animal Crossing: New Horizons?
Per chi non lo conoscesse, Animal Crossing: New Horizons è un videogioco di simulazione di vita rilasciato da Nintendo nel 2020 per Nintendo Switch e con 47,82 milioni di copie vendute, è il secondo videogioco più venduto per Nintendo Switch, dietro a Mario Kart 8 Deluxe.
Il gioco permette ai giocatori di creare e personalizzare la propria isola paradisiaca, arredarla, coltivare piante e interagire con adorabili abitanti animali. È noto per essere un gioco rilassante, colorato e adatto a tutta la famiglia.
Una delle funzionalità del gioco è la possibilità di condividere la propria isola attraverso un "Codice Sogno", permettendo ad altri giocatori di visitarla virtualmente e vedere le creazioni altrui.

Come spesso accade quando un videogioco offre ampia libertà creativa, c'è sempre qualche giocatore che decide di utilizzarla per creare qualcosa di completamente inappropriato rispetto allo spirito originale del gioco. L'"Isola per Adulti" di Animal Crossing è un esempio perfetto di questo fenomeno.
Creata pochi mesi dopo il lancio del gioco nel 2020, quest'isola è rapidamente diventata una destinazione turistica di culto tra i fan giapponesi maggiorenni del simulatore di vita. Numerosi YouTuber e streamer giapponesi l'hanno mostrata nei loro video, e mentre molti la trovavano esilarante, altri ne hanno apprezzato l'alta qualità e il livello di dettaglio, oltre alla sua "sottile visione del mondo che distrugge completamente l'etica del gioco originale".

La prima cosa che i visitatori vedevano scendendo dall'aereo era un "muryou annaijo" (無料案内所), che letteralmente significa "centro informazioni gratuito". In Giappone, però, questi centri sono in realtà punti informativi dove si possono ottenere dettagli su locali notturni più "spinti" come hostess bar, strip club e bordelli.
E in effetti, l'Isola per Adulti di Animal Crossing era piena di luoghi che offrivano servizi discutibili:
- Un quartiere a luci rosse ispirato all'era Edo (periodo storico giapponese dal 1603 al 1868)
- "Esibizioni" sexy di rarità biologiche
- Negozi per adulti che vendevano cosplay ispirati alle uniformi scolastiche
- Un love hotel con statue giganti del David di Michelangelo circondate da palme strategicamente posizionate
- Numerose sale pachinko (gioco d'azzardo giapponese)
- Aree fumatori e distributori automatici di "erbe naturali"
- Saune per gentiluomini
Anche le abitazioni dei personaggi del gioco erano state modificate con dettagli piuttosto evidenti sulla natura stessa dell'isola. La stanza di Tom Nook (uno dei personaggi principali) nel "dormitorio della comunità" presentava tocchi femminili che suggerivano che portasse donne dopo il lavoro. La camera di Blathers (il gufo curatore del museo) era piena di fazzoletti usati e foto di Isabelle (altro personaggio iconico) sul comodino.
Violet, invece, viveva nel grande quartiere a luci rosse e lavorava come "leggendaria" oiran, una prostituta di alto rango dell'era Edo. La sua suite privata si trovava sopra un complesso che combinava bordello, sala pachinko e strip club.
L'isola non mostrava solo lusso: gran parte della città era disseminata di spazzatura e edifici abbandonati, suggerendo che molti abitanti vivessero per strada.
Sebbene l'isola non sia più accessibile attraverso il Codice Sogno ufficiale, resta documentata attraverso i numerosi video e livestream giapponesi che ne hanno immortalato ogni angolo. Questa vicenda rappresenta un esempio di come i giocatori utilizzino gli strumenti creativi offerti dai videogiochi in modi che gli sviluppatori probabilmente non avevano previsto, reinterpretando completamente l'esperienza di gioco originale. Dopo cinque anni, Nintendo ha scelto di rimuovere l'isola dal proprio servizio.
Fonte: Automaton media