2XKO: Riot Games taglia le gambe allo sviluppo del suo nuovo picchiaduro
Dopo pochi mesi dal lancio, il nuovo progetto della compagnia viene additato come fallimento
di Klarth Curtiss
Riot Games è nota per i suoi svariati tentativi di creare progetti satellite del suo cavallo di battaglia, League of Legends, il MOBA più popolare della scena, tuttavia, davvero pochi di questi sono andati in porto.
Per quanto infatti la versione mobile del gioco Wild Rift, l'autobattler Teamfight Tactics e il gioco di carte fisico Riftbound vadano molto bene, dall'altro lato troviamo progetti come il gioco di carte digitale Legends of Runeterra e i vari giochi single player realizzati in collaborazione con studi esterni (come Ruined King, Song of Nunu, The Mageseeker e altri) che non hanno raggiunto le cifre sperate e sono stato pertanto limitati oppure direttamente interrotti.
Ultima creazione dello studio in tal senso è 2XKO, un picchiaduro 2v2, entrato in beta lo scorso settembre e rilasciato ufficialmente il 20 gennaio 2026. Ebbene, sembra che siano bastate due settimane alla compagnia per decretare il futuro del progetto.
Per quanto infatti la versione mobile del gioco Wild Rift, l'autobattler Teamfight Tactics e il gioco di carte fisico Riftbound vadano molto bene, dall'altro lato troviamo progetti come il gioco di carte digitale Legends of Runeterra e i vari giochi single player realizzati in collaborazione con studi esterni (come Ruined King, Song of Nunu, The Mageseeker e altri) che non hanno raggiunto le cifre sperate e sono stato pertanto limitati oppure direttamente interrotti.
Ultima creazione dello studio in tal senso è 2XKO, un picchiaduro 2v2, entrato in beta lo scorso settembre e rilasciato ufficialmente il 20 gennaio 2026. Ebbene, sembra che siano bastate due settimane alla compagnia per decretare il futuro del progetto.

In questi giorni, Riot Games ha infatti annunciato un licenziamento di circa 80 dipendenti che erano stanziati sul progetto. Secondo il produttore esecutivo Tom Cannon, "il gioco ha risonato con passione con una core audience, ma il momentum generale non ha raggiunto un livello necessario per supportare un team così grande a lungo termine. Con un team più piccolo potremo focalizzarci sui cambiamenti richiesti".
Purtroppo questi ultimi sono solo una piccola parte degli oltre 500 impiegati che la compagnia ha iniziato a lasciare a casa a seguito del fallimento dei vari progetti; diversi hanno provato anche a mettersi in proprio per creare titoli nuovi con l'esperienza acquisita, ma la cosa non ha pagato (basti vedere Supervive, il MOBA-Battle Royale, che chiuderà i battenti alla fine di febbraio dopo appena sette mesi di attività).
Fonti consultate:
PC Gamer