La creatrice di Gachiakuta si schiera contro i fan tossici
Per la mangaka solo l'autore può decidere cosa sia canonico, non i fan.
di Artax
Se seguite il mondo dei manga con passione, sapete bene quanto il legame tra un autore e la sua fanbase possa essere intenso e, a volte, complicato. È esattamente quello che sta succedendo attorno a Gachiakuta, una delle serie più discusse del momento.
La sua creatrice, Kei Urana, è una mangaka molto presente sui social, in particolare su Instagram, dove condivide regolarmente i suoi lavori, live stream e riflessioni personali. Proprio di recente, però, ha deciso di prendere una posizione netta su un tema che sta facendo discutere la community: le teorie e le interpretazioni non ufficiali dei fan.
Urana ha pubblicato una storia su Instagram in cui affronta apertamente le continue interazioni con i fan che le sottopongono le proprie visioni del suo mondo e dei suoi personaggi. Il post è stato scritto in inglese — un segnale chiaro che il messaggio è rivolto sia al pubblico giapponese che a quello internazionale.
La mangaka ha dichiarato che, pur riconoscendo l'esistenza e la creatività del fandom, non accetterà ambientazioni non canoniche o interpretazioni errate nel momento in cui vengono presentate con insistenza come se fossero parte della storia ufficiale.

Come spesso accade nel mondo dei manga, le parole di un autore non restano mai confinate a una singola piattaforma. I commenti di Urana si sono diffusi rapidamente sui social media, scatenando un dibattito acceso tra i fan sulla dichiarazione dell'autrice e sulla questione, sempre più attuale delle interpretazioni dei fan rispetto al canone ufficiale. Ma quella di Urana non è una voce isolata e non è nemmeno la prima volta che la mangaka si esprime con forza su questi temi. Poco tempo fa, su un altro social molto frequentato da autrici e autori giapponesi, aveva già preso le distanze da quei fan incapaci di capire e rispettare la differenza tra teorie, prodotti e lavori dei fan e opera originale.
Sebbene le teorie dei fan e i personaggi originali (cosiddetti "OC", che sta per Original Characters) siano comuni in molte comunità di anime e manga, la dichiarazione di Urana chiarisce che c'è una netta separazione tra mondo degli appassionati e quello dell'autrice. Di recente, infatti, Urana aveva espresso il suo punto di vista su un personaggio che il fandom riteneva transgender, ufficializzando che in realtà non lo fosse, generando una sequela di commenti anche negativi.

Chi segue Gachiakuta sa bene quanto la serie abbia guadagnato terreno a livello globale negli ultimi tempi, anche in Italia dove gli autori sono stati ospiti di Star Comics durante l'ultima Lucca Comics and Games. La sua popolarità continua a crescere, e con essa le discussioni, sempre più animate, sui personaggi e sulla trama nelle comunità online di tutto il mondo. Un fenomeno che, per chi vive il fandom dall'interno, è familiare: più una serie conquista fan, più il dibattito si fa intenso e creativo. Eppure, proprio qui emerge il punto centrale di tutta la vicenda: la creatività dei fan è una parte naturale della cultura del fandom, ma per Urana l'autorità finale sul canone di una serie spetta comunque al suo creatore.
Fonti consultate:
Otaku Mantra