Resident Evil Requiem: il doppiatore di Leon è svenuto durante le registrazioni
Un'interpretazione così intensa, da avergli fatto perdere i sensi
di DannyK
La rivelazione è arrivata nel corso di un panel al MegaCon Orlando, dove Apostolides è intervenuto insieme ad altri membri del cast di Resident Evil Requiem. L’attore ha spiegato che l’episodio risale ai tempi di Resident Evil 2 Remake, il suo primo lavoro nei panni di Leon, quando era ancora relativamente inesperto nel doppiaggio videoludico.
Nel raccontare alcuni retroscena dal dietro le quinte, Apostolides ha spiegato che per rendere più realistici certi suoni di sofferenza del personaggio utilizzava anche del succo di mirtillo rosso in cabina, così da ottenere un effetto più credibile nelle scene in cui Leon viene trafitto o ferito gravemente. Tuttavia, non si era limitato a questo.
L’attore ha infatti ammesso che, nel tentativo di trovare il suono perfetto, arrivò persino a stringersi la gola con una mano mentre registrava. Dopo circa quattro ore consecutive passate a urlare e gridare nei panni di Leon S. Kennedy, il fisico ha ceduto: Apostolides ha spiegato di aver probabilmente avuto un calo di ossigeno al cervello, perdendo i sensi e crollando sul pavimento della sala di registrazione.
In un primo momento il voice director aveva pensato ad una eccessiva immedesimazione, ma dopo essersi accorto che l’attore era a terra, pallido e con spasmi, la situazione è apparsa chiara. Fortunatamente, Apostolides si è ripreso senza conseguenze gravi e, una volta rinvenuto, la sua prima preoccupazione è stata capire se nella caduta avesse danneggiato qualcosa in studio. Lo stesso attore ha invitato i fan e gli addetti ai lavori a non imitare quanto fatto da lui, pur sottolineando con ironia che quella specifica performance sarebbe effettivamente finita nella versione finale di Resident Evil 2.
Oggi l'attore è il volto e la voce di Leon in quattro produzioni legate alla serie Capcom: Resident Evil 2, Resident Evil 4, Resident Evil Requiem e la serie animata Resident Evil: Infinite Darkness. Considerando i sette anni trascorsi tra l’uscita del remake di Resident Evil 2 e quella di Resident Evil Requiem, è probabile che l’attore abbia nel frattempo affinato tecniche più sicure per affrontare sessioni tanto impegnative.
Il suo racconto, per quanto estremo, riporta comunque l’attenzione sulle difficoltà del voice acting nei videogiochi. Diversi professionisti del settore hanno infatti parlato negli ultimi anni dello stress vocale legato a urla, sforzi e scene particolarmente fisiche richieste da molte produzioni. Secondo un piccolo sondaggio condotto nel 2022 tra doppiatori, il 73% degli intervistati riteneva che i videogiochi richiedessero un uso estremo della voce, mentre il 20% dichiarava di avere difficoltà nel recupero dopo le registrazioni. Questa vicenda resta sicuramente un caso limite, ma evidenzia bene quanto il lavoro dietro personaggi iconici possa essere più duro di quanto sembri.
Fonte consultata
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