Build A Rocket Boy: La resurrezione di MindsEye passa per l'indipendenza

Lo studio di Leslie Benzies sceglie il self-publishing: un piano di sopravvivenza tra trame di spionaggio e nuove strategie di mercato.

di Antreah91

Il settore dei videogiochi è abituato ai lanci turbolenti, ma quello di MindsEye sembra destinato a passare alla storia per ragioni che vanno ben oltre i semplici bug tecnici. In una recente e rivelatrice intervista rilasciata a GamesBeat, Mark Gerhard, CEO di Build A Rocket Boy , ha annunciato una svolta radicale per lo studio: l'abbandono della partnership con IO Interactive e il passaggio totale al self-publishing.

La decisione di gestire autonomamente la pubblicazione non è solo una questione di margini di profitto, ma una strategia di sopravvivenza. Gerhard ha ammesso apertamente che il debutto di MindsEye è stato il peggiore della storia, un’affermazione pesante che giustifica il cambio di rotta. Riprendendo le redini del progetto, lo studio mira a una revisione completa del modello economico, con l’obiettivo di abbassare i prezzi e riconquistare una base utenti rimasta scottata dalle prime fasi di vita del gioco.
L’aspetto più scioccante delle dichiarazioni di Gerhard riguarda però il presunto complotto orchestrato ai danni dello studio. Secondo il CEO, il fallimento del lancio non sarebbe imputabile esclusivamente a problemi produttivi, ma a un’aggressione esterna coordinata.
 
Build A Rocket Boy: La resurrezione di MindsEye passa per l'indipendenza

Gerhard parla di spionaggio industriale e di una campagna di fango digitale alimentata da bot e influencer prezzolati. Le accuse sono talmente gravi da aver coinvolto, a detta del manager, le autorità governative di Regno Unito e Stati Uniti. Nonostante lo scetticismo di parte dell'industria, Gerhard insiste sulla solidità dei dati: i tassi di rimborso (attorno al 3%) sarebbero in linea con gli standard del mercato, smentendo le voci di un esodo di massa dei giocatori.

Per uscire dall'impasse, Build A Rocket Boy punta tutto sul rilancio dei contenuti. La nuova missione, intitolata Blacklist, promette di non essere solo un'espansione narrativa con una nuova protagonista, ma anche un metalinguaggio attraverso cui lo studio intende mostrare ai giocatori le prove del sabotaggio subito.

Parallelamente, rimane centrale la visione tecnologica legata ad Arcadia. L'obiettivo è trasformare i giocatori in creatori, fornendo strumenti di User Generated Content (UGC) che non richiedano competenze di programmazione. È una scommessa sulla democratizzazione dello sviluppo, integrata nell'ambizioso ecosistema Everywhere.
Il prezzo di questa indipendenza è stato tuttavia pagato in termini umani. Gerhard ha confermato che lo studio è oggi una realtà molto più piccola rispetto al passato, a seguito di dolorosi licenziamenti. Questa cura dimagrante è vista come un passaggio necessario per rendere l'azienda agile e finanziariamente sostenibile.

Resta da vedere se questa narrazione, un misto di ammissione di colpe e accuse di cospirazione, basterà a convincere gli investitori e, soprattutto, i giocatori. La strada verso la redenzione di MindsEye è appena iniziata.



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