Il manga conquista i mercati mondiali ma perde i giovani in Giappone?
Abbonamenti troppo cari, pochi contenuti per i giovani: i dati che spiegano la crisi di lettori under 18 nel paese che ha inventato il manga.
di Ironic74
Il manga non è mai stato così popolare a livello globale. Negli Stati Uniti, le vendite di fumetti giapponesi hanno raggiunto cifre da record negli ultimi anni, con titoli come Jujutsu Kaisen, One Piece e Demon Slayer che dominano stabilmente le classifiche delle librerie di tutto il paese. Il mercato americano sta vivendoi un vero e proprio "manga boom", trainato dalla generazione cresciuta con gli anime in streaming e da una cultura pop sempre più contaminata dall'estetica giapponese. In Europa la situazione non è molto diversa: il manga è oggi il formato fumettistico più venduto in diversi paesi.
Paradossalmente, mentre il resto del mondo scopre e ama i manga, sembrebbe che in Giappone i ragazzi ne leggono sempre meno. È quanto emerge da un'analisi del ricercatore editoriale Ichishi Iida pubblicata su President Online, che raccoglie diversi rapporti recenti per tracciare un quadro preoccupante.
Il mercato manga giapponese ha raggiunto il record storico di circa 700 miliardi di yen (circa 4,4 miliardi di dollari) negli anni Duemila — ma attenzione: questo dato non riflette necessariamente quante persone leggano manga, bensì quanto si spenda. E chi spende, sono soprattutto gli adulti.

Storicamente, il manga seriale si è diffuso attraverso riviste e antologie come la celeberrima Weekly Shonen Jump. Fino al 2004, le riviste rappresentavano la fetta più grande del mercato. Secondo i dati dell'Associazione delle Biblioteche Scolastiche Giapponesi, al picco degli anni Ottanta i ragazzi delle medie leggevano in media 10 riviste al mese. Nel 2025, quel numero è crollato a 1. E il 77,7% dei giovani non legge riviste di alcun tipo.
Emblematico il caso di Shonen Jump tra i ragazzi delle medie e superiori: la sua diffusione scolastica sarebbe precipitata a circa un decimo rispetto ai valori di un tempo.
Ci si aspetterebbe che il digitale compensasse il calo del cartaceo, ma non è così. Confrontando i dati del 1985 con quelli del 2023, la lettura di manga fisici è calata di circa il 20% in tutte le fasce d'età giovanili: dal 88% all'68% tra i bambini delle elementari, dall'85% al 60% tra i ragazzi delle medie, e dal 77% al 49% tra i liceali.
Il manga digitale, invece, stenta a decollare tra i giovanissimi: solo il 15% degli scolari elementari lo legge, contro il 35% delle medie e il 49% delle superiori. Numeri ben lontani da quelli della Corea del Sud, dove i webtoon digitali hanno conquistato massicciamente le stesse fasce d'età.
Il motivo? Semplice: il mercato digitale giapponese si è sviluppato attorno a abbonamenti costosi e acquisti in-app, pensati per adulti con potere d'acquisto. I bambini e i pre-adolescenti sono stati di fatto esclusi, e di conseguenza l'offerta di manga digitali pensati per loro rimane scarsissima. Anche l'app dedicata lanciata da Corocoro Comics nel 2022 difficilmente potrà invertire da sola questa tendenza.

La sfida per l'industria giapponese sarà trovare un modo per riportare i giovani lettori al fumetto, in qualsiasi forma esso si presenti.
Fonte: automaton-media