Niente seno piccolo nei videogiochi sexy giapponesi: il CEO di Qureate svela il motivo
Yuji Usuda, CEO di Qureate, spiega come le normative sempre più stringenti dei platform holder stiano influenzando le scelte estetiche dei personaggi nei giochi sexy pubblicati su Steam e Nintendo Switch
di Ironic74
Qureate è una software house giapponese fondata nel 2017 e specializzata in giochi sexy non espliciti, spesso costruiti attorno a premesse stravaganti e umoristiche, che ha saputo ritagliarsi una nicchia di pubblico fedele pubblicando i propri titoli non solo su PC tramite Steam ma anche su console come Nintendo Switch, un traguardo tutt'altro che scontato per un'azienda che opera in un segmento di mercato soggetto a controlli sempre più stringenti. Tra i suoi titoli più noti figurano Bunny Garden, un dating sim ambientato in un hostess club diventato un piccolo fenomeno, e il prossimo simulatore di calcio Fantasista Asuka, in cui le maglie delle giocatrici si distruggono letteralmente quando eseguono mosse troppo spettacolari. Nonostante le normative sempre più rigide sui contenuti sessualmente allusivi nelle piattaforme commerciali, Qureate è riuscita a portare i propri titoli anche sulle console, sebbene non senza dover affrontare richieste di modifiche talvolta bizzarre da parte dei platform holder.
Il caso più curioso riguarda proprio la versione Switch di Bunny Garden, uscito nel 2024: per evitare associazioni sconvenienti, un personaggio che nel gioco originale aveva il viso bagnato da una lozione è stato modificato sostituendo il liquido con una sostanza verde dall'aspetto innocuo, e una scena in cui un personaggio completamente vestito si rovesciava del latte addosso è stata riveduta rendendo il latte invisibile. Ma la dichiarazione più sorprendente di Usuda riguarda la morfologia dei personaggi: introdurre nella propria line-up una donna adulta con un fisico meno pronunciato è diventato, a suo dire, "altamente rischioso", perché rischierebbe inevitabilmente di essere interpretato come una rappresentazione infantile, con tutte le conseguenze del caso in termini di approvazione da parte delle piattaforme. "Le persone guardano i nostri giochi e si chiedono perché ci siano solo personaggi con un fisico abbondante", ha spiegato il CEO, "ma ci sono cose che proprio non possiamo fare diversamente. Vorremmo davvero introdurre una maggiore varietà di personaggi, ma se ci assumessimo il rischio di rappresentazioni problematiche e finissimo per non poter pubblicare il gioco affatto, non avrebbe senso." Nonostante le difficoltà, Usuda mantiene un atteggiamento sorprendentemente positivo nei confronti del rapporto con i platform holder: il lavoro aggiuntivo richiesto dalle modifiche specifiche per ogni versione del gioco è compensato dalla soddisfazione di poter comunque raggiungere i giocatori. "Siamo riusciti a portare un gioco audace come Bunny Garden agli utenti perché ogni piattaforma ci ha guidato attentamente su come apportare le modifiche appropriate. Sono davvero grato che stiano lavorando con noi in un modo che ci aiuta a portare il nostro lavoro nel mondo", ha concluso. Bunny Garden 2, seguito del titolo originale, è disponibile da ora su PC tramite Steam e su Nintendo Switch.
Fonte consultata:
automaton-media.com