Final Fantasy Resonance: il nuovo HD-2D di Square Enix è più di un semplice omaggio al passato

Maggiori dettagli ed approfondimenti sul recentissimo annuncio della saga RPG

di DannyK

Durante l’ultimo Nintendo Direct, Square Enix ha svelato nuovi giochi, nuovi trailer e nuovi dettagli su una vasta gamma di titoli in arrivo e tra gli annunci è spiccato di sicuro Final Fantasy Resonance, il primissimo Final Fantasy in HD-2D. All'annuncio molti appassionati hanno immediatamente associato il titolo alla crescente linea di produzioni HD-2D inaugurata da opere come Octopath Traveler e Triangle Strategy. Dietro l'impatto estetico tuttavia, sembra nascondersi un progetto ben più ambizioso di una semplice operazione nostalgia.



In arrivo il 22 ottobre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, Nintendo Switch e PC, Final Fantasy Resonance rappresenta infatti il primo capitolo della storica serie ad adottare ufficialmente lo stile HD-2D, ma soprattutto nasce da una domanda tanto semplice quanto affascinante: cosa sarebbe successo se Final Fantasy non avesse mai abbandonato la pixel art, continuando invece a evolverla generazione dopo generazione?

Proprio questa idea è diventata il fondamento dell'intero progetto. Gli sviluppatori hanno rivelato che la scelta dell'HD-2D non era presente sin dalle prime fasi della produzione, ma è stata adottata soltanto a metà dello sviluppo. Da quel momento il team ha iniziato a ripensare l'intera esperienza per trasformarla in una sorta di universo alternativo della saga, un percorso immaginario in cui la serie avrebbe continuato a spingere al massimo le potenzialità della grafica bidimensionale.

Il risultato sembra distinguersi anche rispetto agli altri esponenti del filone HD-2D. Le ambientazioni combinano pixel art ad alta definizione, modelli tridimensionali convertiti in stile pixelizzato, illuminazione moderna e movimenti di camera particolarmente dinamici. Le sequenze narrative e il filmato introduttivo utilizzano una tecnologia che trasforma elementi 3D in rappresentazioni pixel art, generando un effetto visivo che mantiene il fascino classico della serie ma con una messa in scena decisamente più cinematografica.

A bordo del Chocobo

Non mancheranno comunque momenti in cui la produzione abbraccia apertamente la grafica tridimensionale tradizionale. Alcune evocazioni e le abilità speciali degli eroi storici della saga saranno infatti rappresentate tramite spettacolari sequenze 3D, creando una fusione di stili che punta a differenziare Resonance dal resto delle produzioni HD-2D attualmente sul mercato.

Dal punto di vista narrativo, il gioco riprende e reinterpreta in maniera estesa gli eventi della prima stagione di Final Fantasy Brave Exvius. Square Enix ha però precisato che non si tratta né di una semplice conversione né di un remake tradizionale. La storia è stata ricostruita e ampliata per offrire un'esperienza significativamente più ricca sia sotto il profilo contenutistico sia sul piano produttivo.

La vicenda prende il via nel regno di Grandshelt, una terra prospera protetta dal potere dei cristalli. Rain, comandante di una squadriglia di aeronavi, e il suo amico d'infanzia Lasswell vengono inviati a investigare su un'anomalia che minaccia il Cristallo della Terra. La missione si trasforma rapidamente in una tragedia quando i due si trovano faccia a faccia con il misterioso Veritas of the Dark, guerriero dall'immenso potere che distrugge il cristallo e scatena una catena di eventi destinata a sconvolgere il mondo. Insieme alla misteriosa Fina, Rain e Lasswell intraprendono così un viaggio per proteggere i cristalli rimasti e scoprire la verità dietro la minaccia che incombe sull'intero continente.

I combattimenti

Anche sul fronte del gameplay emergono elementi particolarmente interessanti. Il sistema di personalizzazione prende ispirazione diretta da Final Fantasy V, permettendo una costruzione flessibile dei personaggi e numerose possibilità strategiche. Parallelamente, ciascun membro del gruppo conserverà peculiarità e caratteristiche distintive sulla falsariga di quanto visto in Final Fantasy VI, evitando che tutti i protagonisti finiscano per assomigliarsi una volta avanzati nella progressione.

I combattimenti rimarranno rigorosamente a turni, ma Square Enix ha sottolineato come il sistema sia stato progettato per premiare pianificazione e conoscenza delle meccaniche. Sfruttare le debolezze nemiche consentirà di mandare in crisi gli avversari, infrangerne le difese e ottenere turni aggiuntivi da convertire in devastanti attacchi Resonance. Gli sviluppatori hanno inoltre precisato che l'approccio "button smashing" non sarà efficace: la profondità strategica costituirà uno degli elementi centrali dell'esperienza.

Un'altra caratteristica particolarmente intrigante è rappresentata dalle Visions, manifestazioni dei protagonisti più iconici della storia di Final Fantasy. Questi alleati potranno essere evocati in battaglia per fornire abilità uniche e ampliare ulteriormente le opzioni tattiche e la personalizzazione del party.

Per chi ama esplorare ogni angolo del mondo di gioco, Resonance promette inoltre una quantità considerevole di contenuti opzionali. Saranno presenti il leggendario Gilgamesh, un Colosseo ricco di sfide, la Chamber of Arms con potenti nemici sigillati all'interno di armi leggendarie e persino uno scontro contro Ultima Weapon. Particolarmente significativo è anche il fatto che tutte le missioni secondarie siano state scritte ex novo per questa versione, segnale di una volontà concreta di espandere e arricchire il materiale originale.

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Le dimensioni dell'avventura sembrano infine confermare le ambizioni del progetto. Square Enix stima una durata compresa tra le 30 e le 40 ore per completare la sola storia principale, mentre gli utenti intenzionati a dedicarsi a tutte le attività opzionali potranno superare agevolmente le 80 ore di gioco.

Tra un'estetica che immagina un'evoluzione alternativa della saga, un sistema di combattimento che richiama i grandi classici e una ricostruzione sostanziale della storia di Brave Exvius, Final Fantasy Resonance si presenta come uno degli esperimenti più curiosi e potenzialmente significativi degli ultimi anni per il marchio. Più che una celebrazione del passato, sembra voler essere una risposta a una domanda che molti appassionati si pongono da decenni: come sarebbe oggi Final Fantasy se non avesse mai smesso di essere un RPG in pixel art?


Fonte Consultata

 
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