The Adventures of Elliot: The Millennium Tales - La recensione del nuovo titolo HD-2D di Square Enix

Team Asano e Claytechworks omaggiano i grandi classici dell'action adventure RPG in un avventura lunga un millennio

di Nightcore-X

Quando nel 2018 Square Enix lanciò sul mercato il primo Octopath Traveler, nessuno poteva immaginare l'influenza che quell'originalissimo JRPG a turni avrebbe esercitato negli anni successivi. Il suo incredibile stile HD-2D, capace di fondere sprite e pixel art con ambienti tridimensionali, rappresentò per critica e pubblico una soluzione artistica finalmente in grado di creare un punto d'incontro tra la nostalgia dell'epoca 2D e le innovazioni dell'industria videoludica moderna. Il gioco ricevette lodi unanimi e alimentò i sogni degli appassionati che speravano di vedere i grandi classici riproposti attraverso questa nuova veste estetica. Square Enix colse chiaramente l'entusiasmo del pubblico e, nel giro di pochi anni, diede vita a una serie di ritorni e rilanci di prestigio, come Live A Live, Star Ocean: The Second Story R, i remake dei primi capitoli di Dragon Quest e alcune sequenze della raccolta Final Fantasy Pixel Remaster (su tutte, l'iconica scena dell'opera di Final Fantasy VI). Parallelamente non sono mancati progetti originali dalla spiccata vocazione celebrativa, come Octopath Traveler II, seguito diretto del capostipite, e il tactical RPG Triangle Strategy. Tutti questi titoli sono stati prodotti e sviluppati sotto la supervisione di Tomoya Asano e del suo team, gli stessi che hanno ideato e contribuito a definire l'identità dello stile HD-2D.

The Adventures of Elliot: The Millennium Tales rientra proprio in questa categoria e rappresenta il primo progetto a voler prendere le distanze dal gioco di ruolo per intraprendere la strada dell'action-adventure RPG in un'opera che si pone l'ambizioso obiettivo di rendere omaggio a mostri sacri del genere come la serie Secret of Mana, Alundra e, soprattutto, i primi capitoli di The Legend of Zelda. Un'impresa tutt'altro che semplice.



La storia è ambientata nel continente di Philabieldia, una terra in cui feroci tribù bestiali scorazzano indisturbate mentre l'umanità, unica specie dotata di intelletto, vive asserragliata entro le mura del regno di Huther. Il regno è governato dal saggio re Hichard e protetto dalla magia della principessa Heuria, detentrice del potere dell'Egida, una barriera mistica che funge da scudo contro le invasioni nemiche.
Il giocatore veste i panni di Elliot, un giovane avventuriero orfano molto apprezzato per i servizi e per le numerose missioni svolte al di fuori delle mura cittadine. Quando vengono rinvenute alcune misteriose rovine risalenti a molti secoli prima, la famiglia reale incarica Elliot di esplorarle e indagare sulla loro origine. Nel corso della missione, il giovane scopre l'esistenza di una Porta del Tempo, un passaggio capace di condurre nel passato. Venuto a conoscenza della scoperta, il ministro Kaifried, accecato dalla sete di potere, decide di disobbedire agli ordini del re e attraversa la Porta del Tempo con l'obiettivo di riscrivere la storia e guidare l'umanità verso una nuova età dell'oro sotto il suo dominio. Spetterà quindi a Elliot tentare di fermarlo. Attraversato il portale a sua volta, l'avventuriero verrà però sconfitto mortalmente dal nemico, per poi essere miracolosamente riportato in vita da Faie, una misteriosa fata priva di memoria che sceglierà di accompagnarlo nel corso della sua avventura. Ciò che abbiamo appena raccontato rappresenta soltanto il prologo di una vicenda ben più ampia e articolata, che porterà Elliot a viaggiare attraverso le diverse epoche storiche di Philabieldia: dagli albori della civiltà umana fino al suo massimo splendore tecnologico, raggiunto grazie all'uso della magia, fino alla sua inevitabile decadenza. La narrazione si sviluppa attraverso una serie di vicende autonome ma strettamente intrecciate tra loro, distribuite lungo l'arco di un intero millennio. Ogni epoca presenta personaggi, culture e situazioni differenti, lasciando al giocatore il compito di ricomporre i vari tasselli della trama e svelare i segreti che si celano dietro le origini della magia e la misteriosa maledizione che grava sulla principessa Heuria, una minaccia che potrebbe segnare il definitivo tramonto dell'umanità.
 
The Adventures of Elliot_ The Millennium Tales_20260611181600.jpg

Per chi ha familiarità con le storie incentrate sui viaggi nel tempo, è bene precisare fin da subito che la prima parte della narrazione aderisce in maniera rigorosa al Principio di Autoconsistenza di Novikov. Nella struttura narrativa non trovano infatti spazio paradossi temporali: ogni azione compiuta da Elliot nel passato non altera in alcun modo il presente, poiché è già parte integrante della storia canonica e degli eventi che hanno portato alla situazione iniziale. Questa regola viene infranta soltanto nella seconda metà dell'avventura, quando la trama abbandona la propria impostazione lineare per assumere una struttura più aperta e meno guidata. The Adventures of Elliot propone infatti tre finali distinti: il primo, corrispondente al bad ending, si ottiene semplicemente sconfiggendo quello che appare come il boss finale dell'avventura. Gli altri due epiloghi, compreso il true ending, richiedono invece un ragionamento autonomo da parte del giocatore e una comprensione della consequenzialità logica interna della narrazione. Il titolo non fornisce infatti indicazioni esplicite sul percorso da seguire, limitandosi a un semplice quanto enigmatico obiettivo: «Trova il modo di salvare tutti».
 
The Adventures of Elliot_ The Millennium Tales_20260602113224.jpg

È proprio nella seconda parte dell'avventura che la trama inizia a brillare davvero, rivelando nuovi personaggi, boss fight inedite e un livello di profondità narrativa ben più articolato di quanto lasciasse intendere l'incipit. Quella che inizialmente sembrava una storia piuttosto semplice, popolata da personaggi archetipici e scandita da colpi di scena prevedibili, si trasforma progressivamente in una parabola sulla sofferenza, la solitudine, l'odio e sulla necessità di trovare una ragione per sperare anche nei momenti più bui, regalando diverse sequenze di notevole tragicità. Nulla di particolarmente rivoluzionario o trascendentale, sia chiaro, ma è indubbio che il canovaccio scritto da Naoki Yamamoto, già scenario writer di Bravely Default II e Triangle Strategy, risulti interessante e piacevole da seguire per tutta la durata dell'avventura. A patto, naturalmente, che il giocatore abbia la pazienza e la curiosità necessarie per raggiungere tutti i finali e scoprire ogni sfaccettatura della storia.
 
The Adventures of Elliot_ The Millennium Tales_20260602005807.jpg

Il gameplay si dimostra estremamente basilare nella sua impostazione. Il giocatore controlla Elliot da una prospettiva a volo d'uccello, tipica dei classici action-adventure, potendo equipaggiare contemporaneamente due armi e assegnarle a due tasti distinti. L'arsenale spazia dalle soluzioni più tradizionali, come spada e lancia, fino ad armi a distanza quali arco e bombe da lancio. Ciascuna di esse dispone inoltre di un attacco caricato, eseguibile mantenendo premuto il relativo pulsante. A differenziare lo stile di gioco intervengono i Magiliti, particolari potenziamenti passivi che possono essere assegnati alle armi in numero limitato. Questi vengono ottenuti casualmente presso specifici mercanti in cambio di una valuta speciale, reperibile principalmente attraverso la sconfitta dei boss. Pur trattandosi di un sistema piuttosto semplice, i Magiliti aggiungono un ulteriore livello di profondità al combattimento, consentendo di combinare effetti differenti e creare sinergie attraverso il rapido passaggio da un'arma all'altra. A completare il quadro troviamo Faie, la fatina che accompagna Elliot per tutta l'avventura. Il suo ruolo non si limita a quello di semplice comprimaria narrativa: in battaglia può infatti supportare il protagonista con magie offensive e difensive attivabili liberamente dal giocatore. Le sue abilità vengono inoltre gestite tramite il secondo stick analogico, introducendo una componente di controllo diretto che contribuisce a rendere gli scontri più dinamici.
 
The Adventures of Elliot_ The Millennium Tales_20260617012500.jpg

La seconda anima del gioco risiede indubbiamente nell'esplorazione. Pur presentando dimensioni relativamente contenute e risultando rapidamente percorribile nella sua interezza, il continente di Philabieldia si distingue per una notevole densità di contenuti. Ognuna delle quattro versioni della mappa è infatti ricca di dungeon nei quali trovare nuove armi, equipaggiamenti e potenziamenti, oltre a templi dedicati al miglioramento delle magie di Faie e Gemme della Vita utili ad aumentare le capacità del protagonista. Da questo punto di vista, il gioco incoraggia costantemente il giocatore ad allontanarsi dal percorso principale per esplorare liberamente il mondo alla ricerca di segreti, collezionabili e ricompense. A supportare questa componente interviene una mappa estremamente dettagliata, capace di registrare automaticamente numerose informazioni utili, come il numero di forzieri ancora da trovare all'interno di un dungeon o la posizione di specifici collezionabili. Tra questi spiccano degli enigmatici gatti che, una volta raccolti, permettono di ottenere ricompense speciali. Oltre alla quest principale, è presente anche un buon numero di missioni secondarie. Sebbene la loro struttura risulti generalmente piuttosto semplice, consigliamo vivamente di completarle tutte, sia per le utili ricompense offerte sia per le interessanti sottotrame che custodiscono. Queste ultime contribuiscono infatti ad arricchire notevolmente la lore del mondo di gioco e ad approfondire molti aspetti dell'ambientazione che la campagna principale si limita appena ad accennare.
 
The Adventures of Elliot_ The Millennium Tales_20260617012705.jpg

I nemici appartengono principalmente alle cinque grandi tribù bestiali antropomorfe che popolano il continente: volatili, roditori, rane, lupi ed elefanti. A queste si aggiungono creature più particolari, come angeli volanti, automi meccanici e cristalli fluttuanti specializzati negli attacchi a distanza. Ciascuna fazione è a sua volta suddivisa in diverse classi, caratterizzate da pattern comportamentali e modalità d'attacco differenti, garantendo una discreta varietà durante le prime fasi dell'avventura. Con il passare delle ore, tuttavia, il senso di ripetitività finisce inevitabilmente per emergere. Dopo l'ennesimo scontro contro una rana che sputa bolle o una gallina armata di lancia, la sensazione di aver già visto tutto inizia a farsi sempre più marcata, riducendo progressivamente il coinvolgimento del giocatore. Ad accentuare ulteriormente questo problema contribuisce la struttura stessa del mondo di gioco. Pur esplorando quattro epoche differenti, Elliot si ritrova infatti a percorrere sostanzialmente la medesima mappa, con variazioni limitate alla conformazione di alcune aree e al loro aspetto estetico. Considerando inoltre che i nemici tendono a occupare quasi sempre le stesse zone e che molte aree devono essere visitate ripetutamente nel corso dell'avventura, questo aspetto finisce per rappresentare la principale debolezza di The Adventures of Elliot. Discorso ben diverso per quanto riguarda i boss, che rappresentano senza dubbio uno degli aspetti più riusciti dell'esperienza. Ognuno di essi sfoggia un design originale e propone meccaniche peculiari, richiedendo al giocatore approcci differenti.
 
The Adventures of Elliot_ The Millennium Tales_20260602202302.jpg

Dal punto di vista grafico, il gioco è una vera gioia per gli occhi e non riteniamo affatto esagerato considerarlo uno dei massimi esponenti dell'utilizzo della tecnologia HD-2D. Gli sprite di personaggi e nemici, realizzati con una splendida pixel art, si muovono all'interno di un mondo tridimensionale strutturato come un gigantesco diorama, caratterizzato da colori vivaci, una grande ricchezza di dettagli e una direzione artistica di notevole qualità. Particolarmente degna di nota è la struttura open world, priva di caricamenti o interruzioni evidenti tra le varie aree. A valorizzarla ulteriormente contribuisce una telecamera dotata di un'elevata profondità di campo, capace in alcune occasioni di mostrare ampie porzioni della mappa in lontananza e di esaltare il senso di scala dell'ambientazione.
 
The Adventures of Elliot_ The Millennium Tales_20260602124049.jpg

Sul fronte audio merita una menzione speciale anche l'eccellente colonna sonora composta da Yuto Moritani e Tomohiro Nakamachi, al loro primo lavoro su un titolo di questo genere dopo le esperienze maturate su PRINCESS CONNECT! Re e Uma Musume Pretty Derby. Notevole anche il doppiaggio dei personaggi principali, disponibile sia in inglese sia in giapponese. Sul fronte della localizzazione, il titolo può inoltre contare su un'ottima traduzione dei testi in italiano. Per quanto riguarda le prestazioni, la nostra prova è stata effettuata su PlayStation 5 base, piattaforma dove il gioco si è dimostrato estremamente rifinito, mantenendo i 60 fps granitici per tutta la durata dell'esperienza e senza mostrare bug, glitch o altri problemi tecnici degni di nota.
 
The Adventures of Elliot_ The Millennium Tales_20260611225548.jpg
 
The Adventures of Elliot: The Millennium Tales è un titolo che vive di ambizioni: cerca di omaggiare i grandi classici del genere e, al contempo, di presentarsi con una propria identità ben definita, inserendo nella struttura e nella narrazione l'elemento dei viaggi nel tempo. Un espediente che si rivela al tempo stesso la sua più grande forza e la sua più grande debolezza. Il gioco è audace quando richiede al giocatore di comprendere come procedere attraverso la sola consequenzialità degli eventi, ma diventa frustrante quando lo costringe a esplorare per l'ennesima volta la stessa mappa, con la medesima struttura e gli stessi nemici. Un difetto strutturale che indubbiamente peserà in misura diversa a seconda della sensibilità del singolo giocatore. Al netto di queste doverose precisazioni, ciò che rimane è un titolo di assoluta qualità: piccolo nelle dimensioni, essenziale nella struttura e nelle meccaniche, ma ricco di cura per i dettagli e permeato dal palpabile amore di chi lo ha sviluppato.
Questi progetti minori rappresentano da anni uno dei fiori all'occhiello della scuderia Square Enix, e l'avventura di Elliot è soltanto l'ultimo tassello di un percorso che continua a farci sognare e a interrogarci su quale sarà il prossimo titolo realizzato in HD-2D.
 
Messaggio sponsorizzato:

Se la nostra recensione vi ha fatto venire voglia di acquistare il gioco, vi consigliamo di farlo direttamente su Instant Gaming: potrete portarvelo a casa già scontato e contemporaneamente darete una mano ad AnimeClick!


Versione originale della notizia