Lost Garden: il pilot anime dark fantasy realizzato senza uno studio ma con l'IA #agoraclick239
Frank Houbre realizza un episodio in stile anime, primo di una serie di 24 episodi, in solitaria, con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.
di Artax
Strumento ricco di contraddizioni, di problematiche e di altrettante possibilità, l'IA è ormai parte integrante della vita quotidiana, e chiaramente anche della creazione artistica ed estetica.
Un esempio concreto e notevole è Lost Garden, un episodio pilota di 17 minuti, primo di una serie programmata di 24 episodi, ideato, diretto e prodotto interamente da una sola persona, il francese Frank Houbre, capace da solo di fare il lavoro di uno studio intero.
Sarebbe però fuorviante immaginare che un'opera del genere nasca da un "semplice" prompt capace di restituire un risultato già compiuto: nel caso di Lost Garden il percorso è ben più articolato, un vero e proprio workflow di animazione assistito dall'IA, in cui ogni fase si appoggia a strumenti diversi e a una costante regia umana.

Lo sviluppo visivo, la coerenza dei personaggi da un'inquadratura all'altra, la generazione vera e propria dell'animazione, la resa delle atmosfere, le scene d'azione e la costruzione delle inquadrature cinematografiche sono stati realizzati con Dreamina OCTO e Seedance 2. Seedance 2 è il modello che genera materialmente i video a partire dalle immagini e dalle indicazioni fornite, mentre OCTO è l'"agente creativo" di Dreamina, una sorta di area di lavoro unica in cui l'autore imposta scene, personaggi e stili e dirige le varie fasi, dalla costruzione dello storyboard fino al montaggio, mantenendo la continuità visiva tra una scena e l'altra. Le schede dei personaggi (i character sheet, ossia le tavole di riferimento che fissano l'aspetto di un personaggio così da poterlo riprodurre in modo coerente in ogni scena) sono state messe a punto con Midjourney, uno dei più noti generatori di immagini da testo. Le voci sono state rifinite con ElevenLabs, piattaforma specializzata nella sintesi vocale; le musiche sono state generate con Suno, uno strumento che compone brani, inclusi arrangiamento e voci, a partire da indicazioni testuali. Il montaggio e la finalizzazione dell'episodio sono infine avvenuti con DaVinci Resolve e Filmora, due software di video editing professionali e tradizionali, non basati sull'IA generativa.
Si tratta dunque di una catena di passaggi distinti, ciascuno con il proprio software e i propri parametri, in cui l'autore interviene di continuo per indirizzare, scartare e ricomporre il materiale. Anche la scrittura del prompt, da questo punto di vista, non è una formula magica ma una competenza specifica tutt'altro che banale (tanto da necessitare figure professionali specifiche come il prompt designer) che si inserisce dentro un processo fatto di scelte tecniche, tempo di lavoro e visione complessiva, le cui redini rimangono in mano a chi guida lo strumento.
Di seguito potete vedere l'episodio completo.In un mondo sotterraneo dimenticato, un cavaliere senza voce si risveglia con una sola certezza: trovare Rose.
Lost Garden si definisce una produzione "semi AI-assisted". Nel pilot, l'intelligenza artificiale ha operato sotto la stretta supervisione dell'autore in ogni fase, andando a modificare ciò che ha creato Houbre stesso di suo pugno. La sceneggiatura è stata scritta a mano da Houbre e successivamente adattata per l'animazione; le musiche, composte alla chitarra, sono state poi rifinite con il supporto dell'IA.
Dal punto di vista visivo, l'episodio mostra una generale coerenza e consistenza: il design e i fondali sono consistenti, con sbavature minime e trascurabili. Si percepisce chiaramente l'uso dell'animazione computerizzata rispetto al tradizionale 2D paperless, ma si tratta di un dettaglio che solo uno sguardo allenato da centinaia di ore di visione saprebbe cogliere; stesso discorso per i problemi di rendering e compositing tra i vari livelli di animazione, che l'IA non ha saputo gestire bene. Anche la visione del regista è altrettanto coerente, poiché viene mantenuto uno storyboard preciso, così come il color design curato, e soprattutto l'illuminazione, sintomo della presenza artistica di Houbre in ogni scena. Il punto più debole rimane ciò che riguarda il suono. Infatti, il sound design è mal calibrato, e il doppiaggio (presente in sole due battute) non è per nulla ben realizzato.

Stando ad Houbre, Lost Garden ambisce a inaugurare un nuovo modello produttivo "IA-assisted". In realtà, questo approccio non è davvero inedito, perché le produzioni professionali che utilizzano l'IA sono quasi sempre supervisionate da esseri umani, con lo strumento impiegato in funzione tecnica e di supporto.
Ciò che rimane centrale, però, è la questione dell'autorialità. L'IA abbassa la soglia d'accesso alla narrazione audiovisiva, permettendo a chi non avrebbe mai avuto i mezzi di raccontare la propria storia al mondo. Al tempo stesso, però, elide dal processo artisti e professionalità in un settore in crisi e rischia di erodere la pipeline dell'animazione, che, tra tutte le forme di produzione audiovisiva, è forse la più orchestrale, la più corale, la più profondamente collettiva.
Si ringrazia Zelgadis per il suo commento tecnico sugli strumenti AI utilizzati.
Ovviamente, ricordate che non siamo nel far west, quindi si applicheranno comunque le normali regole sulla moderazione (salvo quella sui commenti composti da sole immagini) ed in particolare, tanto per ribadire, non sono ammesse immagini di nudo, spoiler non debitamente segnalati (usate il tag spoiler), trolling o spamming e, più in generale, se un po' di flame si può tollerare in questa sede, vedete comunque di non esagerare troppo. Questo è tutto, ora la palla passa a voi, buon divertimento.
Fonte consultata:
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