Voidling Bound - Recensione dell'interessante monster collector
Che succede quando un genere per eccellenza a turni decide di darsi all'action?
di Klarth Curtiss
Negli ultimi mesi stiamo assistendo a una vera e propria rinascita del genere monster collector, una seconda venuta iniziata lo scorso ottobre con Digimon Story: Time Stranger, proseguita a maggio con il progetto italiano LumenTale: Memories of Trey e che spazierà nei prossimi mesi perfino nel genere free-to-play con Aniimo e Honkai: Nexus Anima.
In questo scenario sempre più roseo, c'é spazio anche per la creatività di altri studi indipendenti, tra i quali quello costituito dai ragazzi di Hatchery Games, che ha voluto proporre una formula tutta nuova con il suo Voidling Bound, che non solo va ad attingere a quell'universo, ma ritrova anche elementi dal passato e li fonde in una maniera mai vista prima, seguiteci nella nostra recensione per scoprirne di più.
In questo scenario sempre più roseo, c'é spazio anche per la creatività di altri studi indipendenti, tra i quali quello costituito dai ragazzi di Hatchery Games, che ha voluto proporre una formula tutta nuova con il suo Voidling Bound, che non solo va ad attingere a quell'universo, ma ritrova anche elementi dal passato e li fonde in una maniera mai vista prima, seguiteci nella nostra recensione per scoprirne di più.
Il contesto narrativo del titolo è tanto semplice quanto efficace: investigando su un pianeta sconosciuto, degli esploratori umani sono venuti a contatto con delle misteriose entità aliene, che hanno rinominato "The Lesion" per la loro estrema aggressività e capacità di consumare tutto ciò con cui venivano a contatto; al contempo, sono state anche rinvenute delle creature amichevoli, a quanto pare le uniche in grado di contrastare la minaccia e che gli esploratori hanno chiamato "Voidling".
Vista la situazione di stallo, le forze umane hanno avviato il progetto "Voidling Bound", che permette, utilizzando un'apposito macchinario, di trasferire momentaneamente la propria coscienza a questi adorabili esserini, per contrastare in maniera più efficace la minaccia aliena e al contempo scoprire fino a che punto possono spingersi le capacità genetiche dei mostriciattoli.

Quando si mette finalmente mano al gameplay, ci si ritrova davanti a un loop di gioco estremamente assuefacente: la base parte dal rinvenimento di forme standard delle creature, che avviene nelle varie missioni recuperando uova nascoste e di varie rarità, successivamente si utilizza uno dei cinque tipi di mutageni presenti (fuoco, ghiaccio, corrosione, plasma e cyber) per avviare la linea evolutiva del nostro mostriciattolo. Ogni creatura può evolversi fino a quattro volte, acquisendo sia nuove mosse che abilità passive, ma nello stesso elemento sono anche presenti diverse diramazioni che conferiscono abilità differenti e che quindi incentivano la sperimentazione.
Si passa poi alla metaprogressione: ognuna delle specie presenti ha infatti un ramo di potenziamenti dedicato che è condiviso tra tutti i membri della specie e consente di potenziarne ogni aspetto; ovviamente gestire un piccolo esercito una creatura alla volta non sarebbe semplice ed è qui che ci viene incontro la palestra, dove pagando una piccola somma potremo far salire di livello le creature designate mentre noi ci dedichiamo a tutt'altra attività.
Dulcis in fundo non poteva mancare l'accoppiamento, che permetterà di far unire esemplari di specie diverse per far ottenere al neonato determinati tratti passivi e indirizzarlo verso una caratteristica piuttosto che un'altra.
Dulcis in fundo non poteva mancare l'accoppiamento, che permetterà di far unire esemplari di specie diverse per far ottenere al neonato determinati tratti passivi e indirizzarlo verso una caratteristica piuttosto che un'altra.
Una volta scelto il nostro combattente e scesi in campo, avremo a che fare con un vero e proprio sparatutto in terza persona che si divide principalmente in due tipologie di missioni: uno scontro a ondate (dove dovremo resistere a orde di nemici sempre più crescenti, fino all'arrivo del boss) oppure una ricognizione esplorativa, la tipologia che abbiamo reputato decisamente più interessante, in quanto bisognerà arrivare alla fine del percorso eliminando tutte le tracce di corruzione sulla strada. Questa variante risulta molto più accattivante in quanto l'esplorazione è altamente incentivata per accumulare risorse per la progressione delle creature o magari recuperare uova di rarità più alta (che potrebbero produrre creature con tratti unici), inoltre presenta diverse sfide per il completismo che metteranno alla prova chi vorrà un'esperienza più impegnativa.
Proprio per quest'ultima categoria di persone, è possibile aumentare la difficoltà in modo da ricevere mutageni più abbondanti e rari per creare creature ancora più forti.

Tecnicamente parlando il gioco è una delizia per gli occhi: nonostante il gameplay sia molto profondo il look che è stato dato alla creature risulta sempre molto buffo e adorabile, con un'immaginario che si rifà al compianto Spore di Electronic Arts; è inoltre uno spettacolo vedere le ambientazioni riformarsi davanti ai nostri occhi dopo aver rimosso la corruzione. Il fattore divertimento nelle build dei mostri è davvero assicurato: sperimentando con le varie forme siamo riusciti a creare esemplari davvero divertenti, come ad esempio uno che in fase di sparo raggiungeva livelli di velocità incredibili oppure un altro che portava sempre con sé una tormenta di neve che danneggiava passivamente qualsiasi cosa. La struttura delle missioni si presta inoltre molto bene al fattore portatilità grazie alle durate contenute di 15/20 minuti, dunque si tratta di un titolo perfetto per Steam Deck e che speriamo in futuro possa arrivare anche su Nintendo Switch.
Se proprio dovessimo trovargli dei difetti sarebbero che probabilmente avremmo voluto vedere più specie di creature e decisamente più tipologie di missioni (ma niente che futuri contenuti scaricabili non possano risolvere), oltre a dei boss che rappresentassero effettivamente una minaccia, piuttosto che essere mob glorificati.

La nostra esperienza con Voidling Bound è stata estremamente positiva: adattare una formula che per antonomasia è sempre stata a turni con un gameplay action ha ripagato e il fattore sperimentazione con le varie creature risulta estremamente divertente e assuefacente per chi vorrà completare il "Pokédex" di turno, speriamo solo che in futuro il gioco possa essere aggiornato con nuove creature e, soprattutto, tipologie di missioni.
Messaggio sponsorizzato:
Se la nostra recensione vi ha convinto, potete recuperare il titolo con un ottimo sconto su Instant Gaming.
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