Onimusha: Way of the Sword - Lo abbiamo provato ed è decisamente interessante
Le nostre prime impressioni sul ritorno di una saga che ha fatto storia
di Arashi84
Con oltre 9 milioni di copie vendute complessivamente, Onimusha è uno dei franchise più importanti e amati di Capcom. A distanza di oltre vent’anni dall’ultimo capitolo originale, Onimusha: Way of the Sword prova a riportare in auge la serie con un’impostazione più accessibile anche per chi vi si avvicina per la prima volta. Il gioco uscirà il 4 settembre 2026 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Abbiamo avuto modo di provare una demo in anteprima, proseguimento di quella già presentata al grande pubblico, per testare ulteriormente il potenziale del nuovo capitolo Capcom.

La minaccia demoniaca e un samurai leggendario
La demo ci porta a Kyoto, nel 1624, in pieno periodo Edo. Dopo anni di guerre, il Giappone sta attraversando una fase di relativa pace e i samurai rimasti senza padrone finiscono spesso ai margini della società, tra criminalità, banditismo o ruoli di supporto all’ordine pubblico. In questo contesto si inserisce Musashi Miyamoto, che riceve il potere del guanto dell’Oni per affrontare un esercito demoniaco deciso a minacciare la pace di Kyoto e dell’intero Paese.
La scelta di affidare il ruolo a Musashi Miyamoto non è casuale: si tratta infatti di una delle figure più celebri della storia giapponese, ancora oggi centrale nell’immaginario collettivo e spesso reinterpretata in manga, anime, romanzi e altre opere di cultura pop.
Struttura della demo
La prova si apre al tempio Kiyomizu-dera, dove ci attende il primo scontro importante della demo. Da lì l’esperienza ci permette di muoverci per le strade di Kyoto, alternando combattimenti, esplorazione, crafting, missioni secondarie e interazioni con alcuni personaggi che contribuiscono a far avanzare la storia.
L’esplorazione è guidata, ma non limita eccessivamente la libertà del giocatore: gli ambienti risultano abbastanza ampi e ben costruiti da dare spazio a un ritmo di gioco vario e leggibile.
Combat system
L’esplorazione serve anche a mostrare le principali soluzioni di gameplay a disposizione di Musashi. Oltre alla katana, il protagonista può contare su un arco con frecce illimitate, utile sia per colpire nemici fuori portata sia per far crollare alcuni elementi dello scenario che ostacolano il percorso.
Il sistema di combattimento alterna scontri diretti e azioni di aggiramento, con la possibilità di colpire alle spalle i nemici. La varietà delle combo, l’uso del tempismo e la gestione delle difese avversarie danno forma a un combat system che punta più sulla precisione che sulla spettacolarità fine a sé stessa. Quando due colpi si incrociano, entra in gioco una meccanica dedicata che richiede input mirati per spezzare la guardia del nemico.
Anche la schivata perfetta e l’impiego delle abilità legate al potere Oni contribuiscono a rendere gli scontri più tecnici, soprattutto quando si accumulano le risorse necessarie per attivare attacchi più potenti.
Le boss fight risultano più impegnative in modalità Azione, dove l’assenza di suggerimenti a schermo costringe a leggere con attenzione i movimenti del nemico e a reagire con tempismo. È qui che emergono con maggiore chiarezza i principi di un sistema di combattimento misurato, elegante, non frenetico, ma costruito con un taglio marcatamente cinematografico.
Sopravvivere a Kyoto
Muovendosi per Kyoto si incontrano anche alcuni cittadini, con cui è possibile interagire per ottenere missioni utili al potenziamento del personaggio o all’avanzamento della trama. La mappa permette inoltre di impostare segnalini sui luoghi di interesse, facilitando l’orientamento all’interno dell’area di gioco.
Non manca nemmeno un’arena di allenamento, utile per prendere confidenza con le meccaniche introdotte e consolidare quanto appreso durante l’esplorazione.
Grafica, audio e doppiaggio
Come già emerso, Onimusha: Way of the Sword punta molto su una regia dal respiro cinematografico e su una direzione artistica di grande impatto. Il Giappone dell’epoca Edo viene ricostruito con attenzione, mescolando folklore, atmosfera dark e un’estetica capace di valorizzare tanto i luoghi reali quanto la componente fantastica.
Il Kiyomizu-dera, oggi patrimonio dell’Unesco, è rappresentato con grande cura nei dettagli e restituisce bene l’idea di un Giappone antico, mistico e al tempo stesso minaccioso. L’insieme di scenografie, costumi e palette cromatiche contribuisce a costruire un’immagine coerente e convincente.
Anche il comparto sonoro segue la stessa direzione, con musiche che alternano strumenti tradizionali giapponesi e arrangiamenti solenni durante i combattimenti più importanti. Buona anche la prova del doppiaggio italiano, che può contare su un cast di livello, con Fabrizio Pucci nel ruolo di Musashi Miyamoto e altri nomi di spessore come Carlo Scipioni, Christian Iansante, Davide Perino ed Edoardo Stoppacciaro.
Conclusioni
Per quanto riscontrato nella nostra prova hands on, Onimusha: Way of the Sword promette un ritorno in grande stile, anche se al momento il bilanciamento della difficoltà appare ancora da rifinire. In modalità Storia l’esperienza sembra orientata a una fruizione più morbida, mentre in modalità Azione i boss risultano più impegnativi; i nemici ordinari, però, non danno ancora la stessa sensazione di pressione.
In questa fase il gioco sembra voler puntare soprattutto su un combat system fluido e preciso, su una direzione artistica capace di colpire al primo sguardo e su un impianto generale pensato per essere appassionante senza diventare frustrante. Se Capcom riuscirà a limare gli ultimi aspetti del bilanciamento, il ritorno di Onimusha potrebbe davvero avere il peso che il nome della serie promette.
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