Souryo to Majiwaru... vabbé "Il monaco pervertito": doppia recensione semi seria

Analisi della serie che ha (ri)svegliato gli istinti più bassi di un'intera redazione

di Hachi194

Napoli, ventisette giugno 2017: temperatura rilevata tra i 26 ed i 31 gradi; temperatura percepita 3547 gradi.
Ero finalmente tornato a casa convinto di essermi lasciato alle spalle gli impegni della giornata quando, incautamente, decido di aprire Animeclick. Ci trovo un messaggio che recitava più o meno così: "Npepata ti tocca il monaco". Sapendo che aria tira dopo l'uscita di un certo anime, mi sono preso uno spavento: "Il monaco mi tocca? Toglimi immediatamente le mani di dosso!"
Quando ho capito dove si voleva andare a parare, mi sono subito messo in contatto con lo staff. "Scusate, ma perché devo recensirlo io? Non è meglio se ci pensa una donna?". Già perché questo anime dal nome lunghissimo ed impronunciabile (che ho immediatamente dimenticato assieme ai nomi dei personaggi, tanto in titoli come questo non hanno nessuna importanza) è proprio un "hentai per ragazze".
 

So che in questo momento sulla testa di molti maschietti è apparso un punto interrogativo tipo quest di "World of Warcraft"; e lo so perché anch'io quando ne sono venuto a conoscenza mi sono posto la stessa domanda: "Che cavolo è un hentai per ragazze?". Ammetto che qualche dubbio esistenziale me lo sono posto: vuoi vedere che le donne non solo vivono il sesso in modo diverso ma lo vedono pure in modo diverso? L'istinto più naturale è quello di procurarsi carta e penna per prendere appunti; io, che per mia natura sono superiore a queste cose, per sicurezza presi anche la riga e il goniometro.
Fortunatamente lo staff di Animeclick è composto da persone preparatissime; quando cerchi una risposta non sanno mai che pesci pigliare ma stavolta tutti sapevano perfettamente di cosa si trattasse. A volte mi viene da chiedermi che ci faccio io qui data la mia grande ignoranza. Nonostante potessi chiedere a chiunque c'è una persona (di cui non faccio il nome per la privacy) a cui sono solito rivolgermi per risolvere con certezza certe questioni. Anche stavolta la sua spiegazione è stata molto esauriente... troppo esauriente. Non posso riportare qui ciò che mi ha detto o questa recensione non vedrà mai la luce; dovrò, quindi cercare di spiegarlo con parole mie.
 

Gli hentai per ragazze sono hentai che mostrano sì delle scene sessuali, ma in modo meno sgradevole dal punto di vista femminile. Che significa meno sgradevole? Oè ma lo sforzo di guardarvi l'anime lo fate o devo dirvi tutto io?
Ma torniamo al pomeriggio del ventisette giugno. Alle mie timide proteste è seguito il dialogo che descriverò di seguito:
Staff: “Npepata ci serve un punto di vista maschile
Io: “Ma perché voi che siete? Dei celenterati?
Staff: “Dai che la recensione l'hai già scritta. Basta che la modifichi per un 90% circa
Io: “Ah, vabbè allora... proprio una roba da niente. Ma scusate non è meglio se la scrive il capo? In fondo c'è una certa affinità col protagonista
Staff: “Scusa che affinità ci sarebbe?
Io: “Ma ogni tanto i personaggi li avete visti anche in faccia o vi siete limitati a...
Staff: “Non colgo l'allusione. E comunque non sei stato tu ad aver proposto la recensione doppia? E adesso che vuoi?
Io: “Urgh
Staff: "Npepata? Un'ultima cosa"
Io (rassegnato): "Dimmi..."
Staff: "Cos'è un celenterato?"
 

E così, mentre la temperatura ha raggiunto ormai valori sempre più inaccettabili, rieccomi qui a scrivere la recensione del ”monaco”. Per la seconda volta. Manco fosse “Rocco contro tutte”.
In realtà più che parlare dell'anime in sé ho preferito raccontare, sulla base degli eventi dell'ultima ora, in modo spiritoso ed ovviamente ingigantito (no, loro non sono davvero così... forse) come mai mi trovo a riscrivere questa recensione. Ho preferito approcciarmi così alla cosa per due motivi.
Il primo è che la recensione di Hachi (più sotto) era già perfetta così com'è, per cui non saprei cosa altro aggiungere; e credetemi se vi dico che non la modificherei nemmeno di una virgola. Il secondo è che la ragione principale per cui questo hentai ha avuto un seguito così rilevante sta proprio nella condivisione con gli altri. Guardarlo in solitudine e non commentarlo con nessuno non ha molto senso, perché credetemi (almeno dal punto di vista maschile che io rappresento) non è per niente eccitante ma è solo divertente da vedere e poi da commentare. Quindi almeno un minimo dell'ilarità che questo “monaco” pervertito e dalla lingua lunghissima (ottima per la pulizia delle orecchie comunque) ha saputo suscitare in redazione ho pensato fosse giusto trasferirvela; e credo ciò rispecchi pienamente lo spirito con cui l'autore lo ha creato.
 

E questo non perché un hentai per ragazze non possa essere gradevole anche nel modo... tradizionale (in fondo certe esagerazioni negli anime per maschietti non piacciono nemmeno a me) ma perché i personaggi sono troppo ridicoli, sparano frasi destinate a rimanere scolpite nella pietra, e si imbarcano in situazioni di coppia veramente paradossali. In più ogni episodio dura solo tre minuti quindi non c'è poi molta... trippa per gatti.
Passo quindi la parola ad Hachi, che entrerà più nel dettaglio e vi spiegherà meglio cos'è, anzi, chi è il “monaco”.
 
Autore: Npepataecozz


Perché dare 6 a quest'opera? Perché è l'esatta media fra un 8 (voto dato di pancia, per le ottime risate che mi ha fatto fare con i commenti della community di AnimeClick e del gruppo di visione interno alla redazione) e un 4 (voto dato di testa, perché razionalmente parlando, in questa serie non c'è praticamente niente).
 


Ma andiamo con ordine. Inizio stagione primaverile: fra le molte proposte mi balza agli occhi questa serie tratta da un manga in cui un bel monaco pare faccia strage di cuori. L'opera originale è di tal Leon Maomi ed è edita dalla Seiunsha. Dopo essere rimasta orfana di Hajime, la guardia di Nanbaka, fa quindi la sua comparsa un altro bel pelato. Poco prima dell'inizio arriva la scoperta che lo studio di animazione Seven ha optato per 12 episodi brevi, pochi minuti, quattro, forse cinque. Vale la pena iniziare, in così poco tempo sarà difficile annoiarsi, penso ingenuamente.
Arriva così il primo episodio: l'incipit ci presenta una bella ragazza, assai procace, che durante una riunione di ex compagni di scuola scopre che il suo primo amore è pelato come una biglia perché nel frattempo è diventato monaco. Vuoi per lo shock, vuoi per la compagnia, la poverina si ubriaca tanto da non stare in piedi e chi arriva prontamente in suo soccorso? Ovviamente il bel monaco! Che non solo la accompagna a casa, non solo la mette a letto, ma ... decide di spogliarla e iniziare espliciti preliminari a cui la sventurata tenta una misera quanto inutile resistenza. E quando dico espliciti, intendo proprio espliciti, tanto espliciti da meritarsi diverse scene pixelate. Insomma, inutile girarci intorno: siamo di fronte ad un hentai, sicuramente soft, poco trasgressivo, ma decisamente hentai.
 

La trama prosegue senza troppi scossoni: lui la porta immediatamente a vivere al tempio, la presenta ai suoi genitori (e scopriamo che la madre del monaco sembra sua sorella minore... vabbè) e ogni occasione è buona per attentare in ogni modo alla virtù di lei. Beh, in ogni modo.... l'approccio di lui per convincerla a cedergli le sue grazie è sempre lo stesso, ma non si può avere tutto dalla vita! Lei si fa ottomilasettecentodue paranoie perché lui è un monaco, perché lei lo ama ma lui sembra solo volere il suo corpo, ecc ecc.
Nel momento in cui lui, probabilmente infoiato come pochi nonostante l'espressione monolitica che gli campeggia perenne sul volto, si decide a pronunciare le parole magiche "Anch'io sono innamorato di te. Ti amo", ogni remora e ogni pudore viene meno, il Bar Mario si apre e il monaco può finalmente iniziare a benedire con il suo bastone.
 

Ben poco altro succede nella storia e quel poco ve lo lascio scoprire, se avrete l'intenzione di vederlo tutto. I personaggi sono scolpiti con l'accetta, sia a livello psicologico che grafico: l'introspezione caratteriale è pressoché inesistente e le animazioni sono molto molto basiche. Colonna sonora non ce n'è, a parte la ending e qualche trascurabile base che fa da sottofondo ad alcune scene. Tutto si regge sulle larghe spalle del protagonista: l'episodio più brutto è infatti il penultimo, dove il nostro eroe non compare perché sta partecipando ad un ritiro spirituale dopo averne combinata una delle sue. Senza di lui la protagonista femminile Fukatani è ancora più inutile ed insulsa e gli altri comprimari... beh praticamente non ci sono.
 

Per non parlare del doppiaggio: passi ancora la voce della protagonista femminile (Hara Maika rende bene l'assenza di spina dorsale di Mio) ma il bel monaco ... Yoo Suzuki recita qualsiasi frase come se stesse leggendo l'elenco telefonico, rovinando in un batter d'occhio ogni minimo tentativo di creare una qualsivoglia atmosfera passional-romantica. Magari, vista l'espressività praticamente inesistente di Kujou-kun, gli è stato espressamente richiesto dalla produzione: in quel caso avrebbe diritto ad un premio perché è stato superlativo!
 

Ma allora perché vederlo? Per farvi quattro risate con un gruppo selezionato di amici! Vedere "il monaco" (così ribattezzato perché quel titolo lunghissimo è assolutamente impronunciabile se non si è studiato giapponese per almeno qualche anno) è un'esperienza che, se condivisa con spirito ironico e cialtrone, saprà farvi tornare il buonumore. Certe frasi del protagonista (quasi tutte usate per i titoli degli episodi) sarebbero da incorniciare: "Prima di essere un monaco sono pur sempre un uomo" resterà negli annali dell'animazione nipponica (anche no, ma era così per dire XD).
Quindi guardatevi attorno: se conoscete almeno 4 persone di cui vi fidate, proponetelo e non ve ne pentirete. Altrimenti potete saltarlo senza farvi troppi scrupoli, anche se siete amanti del genere hentai: non sono un'esperta ma credo ci sia di meglio e soprattutto di più vario nel panorama erotico degli anime. Ultima avvertenza: se vivete ancora a casa con i genitori, state attenti a non farvi beccare: sarebbe difficile spiegare che state facendo degli studi sociologici....
 

Breve postilla: la mia recensione si basa sulla visione della versione VM18, quindi non censurata. La maggior età l'ho passata da un bel pezzo, quindi volevo vedere tutto ma proprio tutto, ma esistono altre due versioni di questo anime. Una è per tutti (totalmente censurata) e una è una via di mezzo (parzialmente censurata).
Girando per il web, ho avuto l'occasione di vedere la versione totalmente censurata del secondo episodio ed è praticamente un altro anime! Hanno proprio disegnato scene completamente diverse (anche perché in alcuni momenti pixel e pecette non sarebbero serviti a niente, per non far capire cosa stessero facendo si sarebbe dovuto oscurare tutto!); in quella che ho visto io, era mostrato una sorta di album fotografico di Kujou-kun da piccolo ad esempio. Quindi chi lo sa, magari la versione non censurata è un capolavoro e me lo sono persa! Non credo però che possa essere altrettanto divertente....
 
Autore: Hachi194


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