Napoli Comicon 2018: Intervista e reportage completo incontri con Okayado

Il mangaka di Monster Musume è stato ospite per J-POP per la fiera napoletana

di Alex Ziro

Durante il Napoli Comicon abbiamo avuto il grande piacere di intervistare Okayado, celebre autore di Monster Musume, edito in Italia da J-POP. Oltre l’intervista il mangaka ha presenziato a due altri eventi, di cui abbiamo il piacere di parlarvi.
 
 
SHOWCASE

In questo primo incontro con i fan e non solo il mangaka, con un po’ di timidezza ma con grandissima simpatia, si è aperto al pubblico italiano. La prima domanda di rito è stata sulla sua esperienza napoletana, alla quale ha risposto parlando del suo amore per la mozzarella… così buona da farlo quasi scoppiare a piangere! Ovviamente ciò che l’ha colpito è stato anche l’affetto dei fan, i quali sono stati una sorpresa decisamente gradita, difatti temeva di non essere particolarmente seguito in Italia.

Successivamente ha confidato che la nascita di Monster Musume è legata strettamente al suo grande amore per i videogames (Final Fantasy in particolare), i quali gli han fatto crescere un grande amore per i mostri e soprattutto quelli con fattezze femminili, portandolo a pensare che per quanto fossero belle avrebbe tanto voluto parlare con loro ed andarci d’accordo. Quindi arriviamo ai suoi esordi, quando ben prima di essere un mangaka di successo faceva, com’è di consuetudine nell’ambiente, l’assistente di altri mangaka; il ricordo di questo periodo è sicuramente particolare, del resto si parla di una fase della sua vita decisamente difficile: finire alle 21-22 per poi portare i manoscritti alla casa editrice, tornare a casa l’ultimo treno della notte e ricominciare tutto da capo la mattina successiva.

È passato a parlare del lato più tecnico del suo lavoro, dichiarando che il suo lavoro inizia con la scrittura di un progetto, per poi scrivere al PC il soggetto (massimo 36 pagine) per poi aspettare la conferma o le eventuali modifiche dell’editor, quando tutto è pronto per continuare allora lavora in digitale, inserisce i retini, le ombre ed infine si va in stampa; utilizza la G-Pen per i personaggi, la Maru Pen per i dettagli, Photoshop per le ombre e Paint Tool SAI per la colorazione.



Parlando delle amate ragazze la più difficile è Rachnera per via di tutte le zampe e le sue dimensioni, mentre essenzialmente la più facile è Suu dato che farla in una sua forma base è letteralmente questione di un secondo.

Conferma che non vi è stata alcuna influenza diretta per la sua opera ma che il suo grande amore è sempre stato Dragon Ball Z, difatti iniziò a disegnare imitando lo stile di Akira Toriyama, quindi la sua influenza è certamente innegabile. Ama anche Frank Miller, ritiene che l’uso che fai dei neri sia davvero qualcosa d’incredibile, ha provato anche ad imitarlo ma si è reso conto velocemente che non sia possibile.

Come fosse facile aspettarsi ha dichiarato di aver creato questo manga pensando solo al pubblico giapponese ma quando è andato a Los Angeles nel 2016 ha compreso per la prima volta che la sua opera fosse davvero apprezzata anche all’estero, comunque certi elementi non lo influenzano nella stesura della storia, al massimo sul futuro dei suoi personaggi.

Infine conclude dicendo che anche lui ed il regista (Tatsuya Yoshihara) sperano con impazienza la possibilità di poter lavorare alla seconda stagione dell’anime.

Di seguito anche le domande e risposte in generale ed il video


Benvenuti allo showcase di Okayado-sensei. Grazie Okayado sensei di essere qui oggi

Grazie (in italiano)

È la prima volta che visita l’Italia? Come le è sembrata l’accoglienza del Napoli Comicon? Ma soprattutto, ha già avuto modo di assaggiare la pizza?

È la prima volta che vengo in Italia, mi piace moltissimo! Ho mangiato una mozzarella ed era così buona che mi veniva da piangere. In Giappone non è così buona. Sono felice dell’accoglienza, non pensavo di avere così tanti fan anche qui, temevo che non si presentasse nessuno, invece sono stato accolto con un grande calore. Sono felicissimo e grato a tutti voi per essere qui.

Ci racconta i suoi esordi? Conserva qualche aneddoto delle sue prime esperienze lavorative?

Prima di lavorare a Monster Musume facevo l’assistente di altri mangaka, è stato un periodo molto difficile, nel mio ultimo lavoro dovevo anche portare i manoscritti alla casa editrice. Non dormivo la notte perché finivo molto tardi, arrivavo a casa con l’ultimo treno della notte e dovevo già prepararmi per la mattina successiva. Non vorrei mai tornare a quel periodo.

Come e quando è nato Monster Musume?

Mi sono sempre piaciuti i videogiochi, in particolare Final Fantasy. Vedendo i mostri dalle fattezze femminili pensavo che avessero un certo erotismo, quindi mi son detto che sarebbe stato bello poter interagire con quelle ragazze. Da li è nata l’idea di Monster Musume.

Può illustrarci il processo lavorativo di Monster Musume?

Per prima cosa scrivo il soggetto, divido gli avvenimenti nelle 36 pagine che ho a disposizione. Se ne avanzano aggiungo qualcosa, se le supero, taglio. Poi faccio il name e lo sottopongo al mio editor che mi dice cosa cambiare. Infine procedo con il manoscritto, fino all’inchiostrazione lavoro a mano, da quel momento in poi in digitale (retini, ombre, pagine a colori).
 
Usa tecniche o strumenti particolari per disegnare?

Niente di speciale, uso la G Pen per i personaggi, Maru Pen per i dettagli e Photoshop.

Le protagoniste di Monster Musume sono antropomorfe, quando disegna c’è qualche personaggio che la impegna particolarmente?

La più difficile è Rachnera perché essendo un ragno il suo corpo è molto grande, con tante zampe…  è difficile quindi cerco di non disegnarla sempre per intero.

La più semplice invece?

Suu (un piccolo blob)

Ci sono state opere o autori che l’hanno influenzata nella realizzazione di Monster Musume?

Non è proprio ispirazione diretta ma mi è sempre piaciuto molto Dragon Ball Z. Ho iniziato a disegnare manga copiando lo stile di Toriyama sensei quindi, anche se non ci sono ragazze mostro, ha sempre avuto una grande influenza su di me.

Monster Musume ha avuto un successo mostruoso in Giappone ma anche negli Stati Uniti e qui in Italia. È rimasto sorpreso da questo successo che ha varcato i confini del Giappone?

Ho iniziato a lavorare pensando solo al pubblico giapponese, ero contento al solo pensiero di avere dei lettori nel mio paese. Poi però l’opera è cresciuta molto anche al di fuori del paese e la cosa mi ha stupito molto! Pensavo che fuori dal Giappone ci fossero pochi fan, e invece… è stato incredibile!

La popolarità crescente ha in qualche modo influenzato lo sviluppo della storia di Monster Musume?

Non mi lascio influenzare sulla storia ma più sui personaggi. Due anni fa sono stato a Los Angeles e ho visto che c’erano due personaggi molto amati  e dato che erano così importanti per i fan americani, ho deciso di dargli più spazio

I personaggi sono creature mitologiche dell’immaginario occidentale, per rappresentarle ha fatto degli studi o si è lasciato guidare dall’immaginazione?

Mi sono documentato su Wikipedia!

Monster girl preferita?

Centorea

Ha detto che il gradimento dei fan ha un po’ influenzato la caratterizzazione dei personaggi, è successo con qualche personaggio in particolare?

Sì, come ho detto, mi influenza molto il gradimento del pubblico, un esempio è la ragazza cane, doveva apparire una sola volta ma i fan mi scrivevano per dirmi che era molto carina e l’avrebbero voluta vedere ancora, e quindi la ragazza cane ora è sempre in mezzo ai piedi

Ha già pensato al finale di Monster Musume?

No, per niente, sto disegnando pensando di non voler fare altro per il resto della mia vita, quindi non ho pensato ancora a nulla.

Vorrebbe fare, magari parallelamente a Monster Musume, un’opera di tipo diverso?

Ogni tanto penso di voler fare altro, ad esempio sono un fan di Fallout e mi piacerebbe fare un manga post apocalittico. Magari con delle ragazze mostro!

C’è qualche autore occidentale con cui è entrato in contatto e da cui è rimasto particolarmente affascinato?

Frank Miller. Mi piace molto il suo uso del nero, ho anche provato a imitarlo ma è irraggiungibile.

Abbiamo visto i parenti della maggior parte del cast di Monster Musume, succederà pure per Rachnera?

È una domanda che mi fanno spesso. Non ci ho ancora pensato ma visto che me lo chiedono così spesso mi sa che mi tocca iniziare a pensarci!

La sua opera è eccezionale ma anche l’anime è molto bello. C’è possibilità di avere una seconda stagione dell’anime? C’è qualche novità che può rivelarci?

Anche io aspetto tantissimo una seconda stagione dell’anime, così come il regista. La casa di produzione però non ha ancora dato l’ok quindi non ci resta che aspettare tutti insieme.

Grazie a Okayado sensei per essere stato con noi
Grazie!

 
 
INTERVISTA
 
Abbiamo inoltre avuto la meravigliosa possibilità, grazie a J-POP, di poter intervistare il sensei

Nel suo manga sono presenti diverse “Monster Girls”; e vi è effettivamente un’ampia varietà. Con quali criteri ha scelto gli animali o le creature mitologiche cui si ispirano?

Il criterio tramite cui ho deciso se utilizzare un determinato mostro per un personaggio principale o secondario è stato semplicemente la popolarità. La lamia in Giappone per esempio è abbastanza famosa, e quindi l'ho scelta come protagonista del manga. E poi pian piano ho scelto in base alla popolarità dei mostri. Un altro motivo per cui la protagonista è Mia, è che il suo essere un serpente potrà essere molto più interessante e portare varie sfaccettature e molti sviluppi della trama; ci si possono costruire molte cose interessanti.

Ha ammesso candidamente più volte di amare le oppai. Visto che siamo in argomento, io invece nutro un grande amore per i capelli corti... infatti adoro il personaggio Manako. Qual è invece la monster girl che lei sposerebbe, e per quale motivo?

Tra i personaggi principali, Centorea oppure Mio, perché hanno le tette grandi.

In molti apprezzano le Monster Girls. Secondo lei a cosa è dovuto questo apprezzamento?

Nel pubblico ci sono molti masochisti, perché essendo le ragazze delle ragazze mostro ti possono abbracciare fino a spezzarti le ossa. Penso sia questo il motivo per cui le ragazze mostro sono tanto amate.

Lei ha esordito grazie ad internet, pubblicando prima su 2chan e poi Pixiv. Secondo lei che ruolo può avere oggi internet nel mondo del fumetto?

Internet è molto utile per titoli come Monster Musume. Classicamente il manga viene pubblicato sulla rivista (la rivista ha chiuso proprio pochi giorni fa ed ora è pubblicato esclusivamente su internet, ndr), ma per molte opere questo è difficile, in quanto sono troppo particolari per passare su una rivista. Anche un'opera come Monster Musume, molto particolare e molto spinta, può avere difficoltà ad andare bene su rivista, e quindi internet diventa fondamentale nella diffusione di queste opere.

È stato in qualche modo coinvolto nella realizzazione dell’anime di Monster Musume? Crede sia stato rispettato lo spirito originale della sua opera? Ha per caso qualche aneddoto curioso da raccontarci?

Ho partecipato ad ogni riunione del team d'animazione, cosa che molti mangaka di solito non fanno. Lui invece è stato molto coinvolto ed è stato coinvolto anche nel character design. Un aneddoto che vorrei raccontare è che quando hanno presentato i primi bozzetti, Centorea aveva le tette troppo piccole. Per cui ogni volta che si parlava di Centorea insistev che dovevano fare le tette più grandi!
 
 
 
ECCHI & EROS

Infine martedì 1 maggio si è tenuto l'incontro Ecchi & Eros: umorismo ed erotismo tra Italia e Giappone, in alcuni fumettisti hanno affrontato il tema del sesso nel fumetto, del suo rapporto con l'umorismo e i cambi nella società. Accanto a Okayado, che ha portato la sua esperienza giapponese, c'erano Tanino Liberatore, soprannominato il Michelangelo del fumetto e Laura Scarpa, che hanno parlato dell'evoluzione della sessualità nel fumetto e nella cultura italiana negli anni '70 e e '80.
 
Di seguito riportiamo domande e risposte rivolte a Okayado.
 
Nel suo fumetto, umorismo, ironia e sesso sono perfettamente integrati. Volevo chiederle riguardo ad un aspetto completamente avulso alla cultura occidentale, ovvero l'integrazione tra figure umane e creature mostruose che si accoppiano. Questo nel mondo occidentale è sempre stato percepito in maniera strana, mentre in Giappone c'è una lunga tradizione al riguardo. Lei come s'inserisce in questa traduzione, quali sono i suoi modelli di riferimento?
 
Più che dai fumetti io sono sempre stato influenzato dai videogiochi, che in Giappone sono una base da cui spesso molti artisti partono. Giocando a giochi come Final Fantasy o altri RPG, sono sempre stato molto affascinanto da questi personaggi femminili con le sembianze di mostro; li ho sempre trovati molti erotici nonostante fossero nemici da sconfiggere.

In realtà anche in Giappone è considerato abbastanza strano questo fetish per le ragazze mostro, infatti quando ho iniziato pensavo di rivolgermi a una nicchia, nonostante poi abbia avuto molto successo. Ho voluto dare pieno sfogo alla mia fantasia, mettendo in fumetto questo ragazze mostro prese dai videogiochi. Ho cercato di renderle il più sexy possibile, proprio perché io le trovo molto erotiche.

 
Quando ha realizzato il suo fumetto, a che tipo di pubblico voleva arrivare? E, invece, ha che pubblicato è arrivato in realtà? E lo stesso che immaginava?
 
Io ho iniziato a pubblicare il mio fumetto su internet, su delle message board chiamate vchannel. Il target di un fumetto così particolare, su internet, sono quindi i lettori di super-nicchia, appassionati di questo tipo di opere. Invece il fumetto ha avuto un enorme successo, anche da persone che normalmente non sono appassionato di questo tipo di cose, e questo mi ha stupito tantissimo. Ho anche ricevuto messaggi del tipo “Ho letto questo manga, le ragazze sono così carine, sono tutte diverse tra loro. È molto fresco, molto divertente.” Quello che pensavo fosse un fumetto di nicchia è diventato un titolo un po' per tutti, giovani, donne, uomini...
 
Tonino Liberatore: I seni disegnati in questo manga sono incredibili! Abbiamo in comune che ci piacciono i seni grossi, enormi. Poi ho notato questa caratteristica giapponese, perché l'ho vista anche in alcuni loro porno, di premere i seni fino a farli scoppiare, e qui sono disegnati benissimo.
 
Okayado imbarazzato nasconde la testa tra i vestiti.
 
Quando ha disegnato Monster Musume, pensava che quel tratto grafico era adatto a disegnare quel tipo di storia? Come l'ha scelto?
 
La prima persona a cui deve piacere il manga sono io stesso, per cui ho scelto uno stile di disegno che sodisfasse per prima cosa me stesso.
 
Il fumetto può svolgere una funzione educativa per quei ragazzi che si trovano nella delicata fase della scoperta della propria sessualità?
 
Più che sull'educazione sessuale, il messaggio che vorrei trasmettere con Monster Musume è quello che è importante accettare tutto degli altri, per questo le ragazze sono metà mostro. Tutte le ragazze del manga sono piene di difetti, eppure il protagonista le tratta come normalissime ragazze, le accetta per quello che sono, in tutte le sfaccettature del loro carattere e nella loro diversità. Questo è il messaggio che vorrei dare, siamo tutti diversi tra noi, siamo tutti dei metà mostri, e l'importante è accettarsi. Non vorrei invece trasmettere il messaggio che è ok fare sesso con un cavallo o un serpente.
 
In chiusura d'incontro Laura Scarpa ammette che negli ultimi decenni in Italia, in Europa, il fumetto erotico non è andato molto avanti, mentre invece i manga stanno trattando l'argomento molto meglio. Chiude citando una frase di Grazia Nidasio, una fumettista italiana ormai ultra-ottantenne, autrice di Valentina Mele Verde: “I manga sono molto avanti perché parlano di sessualità per tutte le età, c'è una sessualità per adulti e una per bambini.“
 


Versione originale della notizia