Il governo giapponese mette in discussione i salari dell'industria degli anime

Il problema dei bassi salari esiste e deve essere affrontato

di Demi98

Quello dei bassi salari per chi lavora nell'industria degli anime è un problema ormai ben noto a tutti e riconosciuto persino a livello internazionale. Tuttavia, l'argomento è stato finalmente affrontato in occasione di una seduta di gabinetto in Giappone dal membro dell'assemblea Hiroyuki Moriyama, che ha sottolineato il fatto che in Cina la retribuzione sia maggiore nello stesso settore.

In risposta a quest'ultimo, è stato presentato un rapporto del 2019 della Japan Animation Creators Associations (JAniCA), secondo il quale il reddito medio annuo nel settore sia in aumento. Malgrado questo, viene purtroppo sottolineato dallo stesso documento che i giovani sui 20 anni vengono sottopagati in quanto gruppo ed è proprio per far fronte a questo problema che l'Agenzia per gli Affari Generali sta investendo in programmi sperimentali di formazione per giovani talenti. Pur riconoscendo l'aumento rispetto agli anni precedenti, Moriyama afferma che il salario di base per questi ultimi si aggira intorno ai 1,1 milioni di yen (poco più di 8 mila euro) e invita Cool Japan ad affrontare seriamente questo problema.
 
Yasuhiro Irie, regista di Fullmetal Alchemist: Brotherhood e rappresentante della JAniCA commenta dicendo che "le riforme sono appena iniziate e c'è ancora molto lavoro da fare".

Il progetto di formazione di giovani animatori" è nato nel 2010 con l'obbiettivo di promuovere la crescita degli studi d'animazione nazionali e impedire che quest'ultima venisse esternalizzata all'estero. Grazie a quest'ultimo, sono stati sfornati sia cortometraggi che titoli del calibro di Little Witch Academia e Death Billiards, da cui poi è derivato Death Parade.
Il progetto era precedentemente conosciuto con il nome di "Anime Mirai".


Fonte Consultata:
Anime News Network

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