Lucca Comics and Games 2025: incontro con Ben Bocquelet (Lo straordinario mondo di Gumball)
L'autore commenta la nuova stagione e quanto sia facile fare satira al giorno d'oggi.
di Artax
Durante il Lucca Comics & Games 2025 abbiamo avuto occasione di incontrare Ben Bocquelet, autore franco-britannico de Lo straordinario mondo di Gumball, ospite della kermesse lucchese per presentare la nuova stagione della sua amatissima serie andata in pausa per ben sette anni: Lo strano e meraviglioso mondo di Gumball, presentato al cinema durante l'evento.
Ecco cosa l’animatore e sceneggiatore ci ha raccontato.
«La nuova stagione è una continuazione di quello che era lo show. Ho cambiato il titolo solo per far capire che si tratta di nuovi episodi: se il nome resta identico, su Netflix la gente non se ne accorge!» racconta Bocquelet. Dopo sette anni di pausa, Gumball torna in un mondo cambiato — e anche lo show si è adattato per abbracciare il pubblico che è cresciuto con la serie e aprirsi ai nuovi, piccoli spettatori: «In questi anni è successo di tutto. Oggi ironizziamo sui miliardari, sull’intelligenza artificiale e sul mondo in cui viviamo. Cerco sempre di far ridere prima di tutto me stesso, ma anche di bilanciare l’umorismo per adulti e bambini. Il mondo là fuori è orribile, è facile fare satira.»
L'autore si lascia anche andare a riflessioni sulle nuove generazioni, parte integrante del suo pubblico. Non pensa che attualmente la gente abbia meno immaginazione, anzi: «Penso che i giovani d'oggi stiano facendo molto meglio della vecchia generazione.» Per lui TikTok e i social non sono un problema, sono un male solo per i vecchi. Ma anni fa, commenta, la gente odiava la televisione, i giochi di ruolo, il rock, persino la lettura: «Sa leggere, è una strega!», o il telefono. La demonizzazione della tecnologia e del progresso a cui stiamo assistendo è, per lui, solo un inevitabile pensiero collaterale dell'evoluzione.
Concentrandosi sulla sua opera, Bocquelet racconta che l’idea per Gumball è nata quasi per caso, alla fine di una carriera pubblicitaria fallimentare: «Sono bravo a fare quello che voglio io, non ad accontentare gli altri», poi prosegue, «Quando mi hanno chiesto un’idea per una serie, ho semplicemente raccolto e offerto loro tutti i personaggi che avevo creato per le pubblicità: era come una sandbox di creature strane, e da lì abbiamo attinto per le nostre storie.»

Il fantastico mondo di Gumball pullula di citazioni e Bocquelet ammette di essersi ispirato praticamente a tutto: «Io e il mio amico Paul, l’ispirazione per Darwin, siamo letteralmente cresciuti in un video store. Guardavamo qualsiasi cosa, soprattutto nutrivamo un morboso amore per i film brutti, che alla fine sono i più divertenti.»
È stato sempre Paul a introdurlo al mondo degli anime, una passione molto rara in un periodo in cui Internet non dava l’occasione di vedere le opere nipponiche oltreoceano. «Dovevi essere abbastanza fortunato da conoscere qualcuno fatalmente nerd da avere gli anime collezionati in VHS giapponesi senza sottotitoli.»
L’autore ha quindi assorbito un sacco di stili grafici diversi, che ha foraggiato l’eclettismo che lo contraddistingue. Un’ulteriore ispirazione palese sono I Simpson: «È un cartone che fa ridere sia bambini che adulti. Volevamo ottenere quel risultato.»
In effetti il processo creativo è simile: «Siamo noi che partiamo da qualcosa che ci fa ridere e poi prendiamo il concetto e lo spingiamo al limite, anche nella sua esplorazione cognitiva, ma vogliamo comunque arginarlo in una semplice storia che sia lineare e divertente.»
La famiglia protagonista, i Watterson, infatti, nasce dalla sua esperienza personale: «I personaggi sono ispirati a persone vere e vivono situazioni che potrebbero accadere nella vita reale. Noi le rendiamo solo più assurde e cerchiamo di farci i soldi», scherza.
Il suo approccio, racconta, è simile a quello di Matt Groening, creatore de I Simpson, che ha avuto modo di incontrare a San Diego: «È stato come incontrare me stesso, ma più vecchio e molto più ricco.»
Tra le serie più recenti che ha amato cita Common Side Effects e Scavengers Reign: «Guardo ancora tanti cartoni, mi piace seguirne l’evoluzione. Ultimamente ho visto anche K-Pop Demon Hunters con i miei figli e mi ritrovo a cantare le canzoni in macchina, in francese, da solo.»
Parlando della prossima stagione, Bocquelet confessa di avere «parecchio hype» per alcuni episodi che colmeranno i vuoti lasciati in passato:
«La stagione precedente finiva con un cliffhanger. Dovevo fare un film, ma per le guerre dello streaming, guerre in cui nessuno vince e tutti soffrono, il progetto si è fermato, lasciando in sospeso la storia di Robert, un personaggio importante. Ora lo riprenderemo con un episodio dalle vibes da Ritorno al futuro!»

Il suo rapporto con gli episodi, però, resta complicato: «Li odio appena li finisco, poi, col tempo, mi rendo conto che non sono così male.»
Parlando di autori che vorrebbe coinvolgere, utopicamente, nella direzione di un episodio di Gumball, Bocquelet cita Tarantino e la salma di Hitchcock, però ammette che più che i registi, gli interessano animatori e illustratori: «Già ora lavoriamo con artisti ospiti underground per alcuni episodi.»
La serie, famosa per la sua tecnica mista (2D, 3D, CGI, stop-motion e live action), richiede tempi di lavorazione lunghissimi: «Un episodio impiega circa un anno e mezzo, ma ne produciamo diversi in parallelo. È un processo complesso, perché ci sono tante fasi prioritarie da incastrare. Collaboro strettamente con la writers’ room e supervisiono l’animazione, ma col tempo abbiamo sviluppato un rapporto di fiducia reciproca.»
Per questo, lui si limita a svolgere il suo ruolo di showrunner, un supervisore generale della produzione e dell’estetica, molto diverso dal ruolo di “regista” che intendiamo in Europa.
Ben Bocquelet ci ha quindi raccontato come Lo straordinario mondo di Gumball si rinnovi nella sua capacità di leggere il contemporaneo, mantenendo intatto lo spirito ironico che l’ha reso un cult dell’animazione occidentale. Dunque termina qui il nostro incontro con la figura eccentrica e divertente di Ben Bocquelet, con tanta curiosità per la nuova serie.