Tales of Berseria Remastered - Recensione dell'inspiegabile operazione commerciale

La crociata di vendetta di Velvet rimane incredibile ancora oggi, ma ce n'era davvero bisogno?

di Klarth Curtiss

Poco più di quattro mesi fa, Bandai Namco aveva rilasciato una versione rimasterizzata di Tales of Xillia (di cui potete trovare qui la nostra recensione), uno dei capitoli più apprezzati del brand tristemente bloccato su Playstation 3, rendendolo finalmente accessibile a tutti. Considerata la volontà di rendere disponibili per più persone possibili i capitoli datati, era lecito aspettarsi un'altra remastered di questo calibro, invece la compagnia ha inspiegabilmente optato per Tales of Berseria, penultimo titolo mainline della serie rilasciato durante l'epoca Playstation 4 e dunque facilmente accessibile in retrocompatibilità e anche in versione PC.
Nonostante il dubbio giudizio della software house, abbiamo comunque approcciato quest'operazione con una mentalità aperta e oggi, nella nostra recensione, vi raccontiamo se valga la pena recuperarla.
 

Una storia scritta con il sangue

La storia di Tales of Berseria rimane ancora oggi una delle meglio scritte del franchise: Velvet Crowe è una semplice ragazza di campagna, che conduce una vita pacifica con suo cognato Artorius e il minore Laphicet. La sua vita viene però stravolta durante un evento chiamato dai locali Notte Scarlatta, nel quale Arthur sacrifica inspiegabilmente il fratellino della ragazza per ottenere, a suo dire, un potere in grado di salvare il mondo dalla piaga demoniaca che lo attanaglia.
Incapace di reagire a una simile tragedia, Velvet subisce una maledizione e viene trasformata in un mezzo demone, venendo imprigionata per anni su un'isola a causa della sua condizione, covando un rancore verso l'aggressore del fratello. Dopo una serie di eventi, la ragazza riuscirà a liberarsi e avrà solo un obiettivo in testa: vendicarsi di Artorius e ottenere risposte sulle motivazioni dietro al suo estremo gesto. Nel corso della storia si unirà a lei un cast di protagonisti unito da un file rouge collettivo.
Berseria fa infatti della sua forza principale il fatto di metterci nei panni di un cast totale di antieroi in cerca di vendetta: Velvet contro il cognato, la sgangherata maga Magilou Mayvin contro il suo maestro che ha ormai perso la retta via, l'ex soldato Eleanor Hume contro l'esercito che per anni le ha inculcato ideologie errate e così via, portando in scena quella che ancora oggi è una delle trame meglio studiate del brand. Ogni personaggio si troverà a fare i conti con il proprio passato, per decidere se valga la pena perdonare o proseguire i propri ideali vendicativi fino alla fine per trovare forse pace.
 
La storia non lesina momenti di cruda violenza fin da subito

Meno pianificazione, più azione

Ogni capitolo della serie Tales ha sempre cercato di mischiare le carte in tavola per quanto riguarda il combat system e Berseria non fa eccezione: anziché contare sulla classica barra delle Arti, il titolo sfrutta un sistema di punti e combo. A ognuno dei quattro tasti sarà infatti assegnata una tecnica che potremo collegare con la successiva come meglio crediamo, questo fintanto che avremo a disposizione dei punti dedicati chiamati Soul, che potremo recuperare stordendo i nemici, infliggendogli status alterati o semplicemente sconfiggendoli.
Ogni personaggio avrà inoltre a disposizione una Break Soul, ossia una tecnica propria in grado di estendere la combo e permetterci di infliggere più danni, cosa che, se combinata con il sistema di scambio tra i vari membri del party, incentiva un playstyle estremamente aggressivo per creare combo il più a lungo possibile. A onor del vero potremo continuare ad attaccare anche con il contatore delle Soul vuoto, ma ciò ci renderà più suscettibili allo stordimento.

Torna inoltre il classico sistema dei Titoli per ottenere nuove tecniche, affiancato stavolta dalla maestria delle armi, che ci consentirà di imparare nuove tecniche passive e attive quanto più le useremo, fattore che incentiva l'uso di ogni singolo strumento di morte prima di passare al successivo.
 
Il lavoro fatto sui modelli fortunatamente si nota

Una remastered un po' superflua

Arriva purtroppo il momento di parlare del punto focale del gioco, il fattore "Remastered", che non ci ha convinto molto. Se quantomeno c'é stato un minimo di miglioramento per quanto riguarda i modelli dei personaggi e delle ambientazioni (ma talmente minimo da non essere un giustificativo all'operazione), per il resto si parla bene o male degli stessi Quality of Life aggiunti nella remastered di Xillia, tra cui l'accesso al Grade Shop sin dalla prima partita (per utilizzare bonus come tripla esperienza acquisita o costi degli oggetti dimezzati), aggiunta di indicatori per le missioni, possibilità di saltare i filmati, tutti i costumi rilasciati in precedenza come DLC e tanto altro.
La cosa che ci ha lasciati più perplessi è stato il fatto che, laddove Xillia aveva introdotto una modalità di movimento x2 attivabile e disattivabile a piacimento con un singolo tasto, Berseria ha invece optato per un aumento della velocità di movimento del 20%, che tuttavia risulta praticamente impercettibile, non capiamo davvero perché fare un passo indietro rispetto a qualcosa uscito pochi mesi prima.

Sul resto della produzione originale non abbiamo fortunatamente lamentele, in quanto la durata rimane alle stelle (circa 60 ore per la storia e 90/100 se si vogliono completare tutti i contenuti) e la colonna sonora fa ancora oggi la sua incredibile figura, sia con le tracce musicali come l'iconico tema di Velvet, sia per la canzone di apertura "Burn" cantata dalla conosciuta band giapponese FLOW, che non solo ha realizzato opening iconiche come quelle di Code Geass, Naruto e The Seven Deadly Sins, ma si è anche occupato della prima opening dell'anime di Tales of Zestiria (prequel direttamente collegato a Berseria).

 
Consigliare Tales of Berseria Remastered è veramente difficile: per quanto si tratti ancora oggi di uno dei migliori capitoli del brand che vale la pena recuperare senza "se" e senza "ma", le aggiunte sono davvero poche per giustificare l'acquisto, anche si tratta al momento dell'unico modo per recuperare il titolo a un prezzo onesto (in quanto la compagnia ha "casualmente" alzato a 50€ il prezzo della versione originale poco prima del rilascio, rendendo la remastered a 40 l'opzione più appetibile). A chi lo ha già giocato al tempo viene difficile dire di recuperarlo, ma per gli utenti Nintendo Switch che non ne hanno mai avuto l'occasione, questo è sicuramente il momento di acquistare uno dei migliori jrpg degli ultimi dieci anni.

Ora però non sappiamo più come dirlo: Bamco, dacci questa caspita di remastered di Tales of the Abyss!


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