Resident Evil: L'isola Della Morte - Recensione dell'adattamento manga
Un manga unico, senza picchi, ma godibile per i fan
di DannyK

La storia è quella nota ai fan della saga: un nuovo caso di bioterrorismo porta l'indagine ad Alcatraz, dove Claire Redfield, Jill Valentine, Chris Redfield e Leon S. Kennedy si ritrovano inevitabilmente nello stesso scenario. Traiettorie separate che convergono, reunion di volti storici, confronto finale. Il tutto segue la struttura classica del franchise: innesco, escalation, rivelazione del colpevole, scontro risolutivo. Nessuna sorpresa, nessuna ambiguità.
Il villain rimane l'anello più debole dell'intera operazione. Motivazioni superficiali, sviluppo quasi assente, presenza che non incide. Il manga non risolve il problema, però lo attenua. Taglia dove il film si dilungava, comprime dove rallentava inutilmente. Il risultato è che il difetto pesa di meno, ma non scompare: chi cercava un antagonista memorabile resterà deluso anche qui.
Dove funziona: il ritmo
Il merito più concreto dell'adattamento è proprio il ritmo. La narrazione scorre più fluida rispetto alla controparte animata, eliminando quei momenti di stasi che rendevano il film più macchinoso. Le informazioni essenziali ci sono tutte, veicolate senza appesantire la lettura, il che rappresenta un aspetto non scontato quando si adatta materiale audiovisivo su carta.
Sul fronte visivo, il tratto di Zino Kodakujii è funzionale: inquadrature dinamiche, sequenze d'azione rapide e leggibilissime, tavole costruite per mantenere il movimento, un po' di fanservice sparso qui e lì. Non cerca soluzioni particolarmente originali, ma è coerente con il tipo di prodotto che rappresenta, con un tratto pulito, dettagliato e scorrevole.

I personaggi: reunion simbolica, non narrativa
Come spesso accade in questi prodotti legati a franchise consolidati, i personaggi non evolvono. Leon è il solitario competente, Chris il soldato affidabile, Jill la veterana, Claire la figura più empatica ma comunque risoluta. Il loro ritrovarsi ad Alcatraz ha più valore di fanservice che di effettivo sviluppo: è un'operazione pensata per far contento il pubblico affezionato, non un punto di svolta per i personaggi stessi. L'ambientazione sfrutta la prigione nel modo prevedibile ma efficace (spazi chiusi, corridoi, isolamento), senza reinventare nulla, ma senza neanche tradire la formula RE, che in quei contesti funziona da sempre.
Resident Evil: L'Isola della Morte è una versione più sintetica e leggibile della stessa storia, non una reinterpretazione. Migliora alcuni problemi pratici del film, ma lascia intatti quelli strutturali: la scrittura dell'antagonista, la prevedibilità della trama, l'assenza di qualsiasi elemento che sorprenda davvero. Può funzionare per chi vuole rivedere questi personaggi interagire senza passare dall'anime, o per chi cerca una lettura veloce e senza pretese. Se invece cercate qualcosa che espanda davvero la lore di Resident Evil, o che osi uscire dagli schemi della saga, qui non troverete molto. Un esercizio di sintesi riuscito, ma solo quello. Essendo un fumetto stand alone può valere la lettura, ma solo ai fan del brand.
Resident Evil: L'isola della morte
A San Francisco, Claire Redfield e Jill Valentine indagano su due casi che ruotano attorno all’isola di Alcatraz. Insieme a Chris Redfield, decidono di recarsi sul posto, ma non sanno che Leon Scott Kennedy, una loro vecchia conoscenza, si è infiltrato nell’ex carcere per trovare uno scienziato criminale. I tre dovranno affrontare un nemico che minaccia di distruggere il mondo intero!
Data pubblicazione: 19/02/2026
Prezzo: 5,90 €
Prezzo: 5,90 €
Totale voti: 1 0 0
| Titolo | Prezzo | Casa editrice |
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Resident Evil: L'isola della morte
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€ 5.90 | Panini Comics |
DannyK
Un manga stand alone che può valere la pena se si è fan della saga, ma che non aggiunge nulla alla lore di Resident Evil. Buon tratto e azione registicamente leggibile, compensano una trama scontata ed un villain debole.
17/03/2026