Il Giappone studia nuove tutele contro l'uso non autorizzato delle voci da parte dell’AI
Tra iniziative governative e progetti individuali, il Giappone accelera sulla protezione dei diritti vocali nell’era dell’intelligenza artificiale
di Franjicleo
Il viceministro della Giustizia Hidehiro Mitani ha messo subito in evidenza la complessità del tema con queste dichiarazioni: "Sebbene i danni legati all’utilizzo non autorizzato di una voce siano significativi, non è sostenibile lasciare ai doppiatori – o ad altri professionisti coinvolti – l’onere di dover stabilire in tribunale l’estensione delle tutele. Inoltre, le protezioni attuali rischiano di non riuscire a tenere il passo con la rapidissima evoluzione delle tecnologie AI".

Durante il primo incontro non sono state prese decisioni concrete riguardo alla tutela delle voci; tuttavia, il gruppo di esperti ha stabilito che i cosiddetti “diritti sulla voce” rientrano nella stessa categoria dei diritti all’immagine e dei diritti di pubblicità previsti dalla legislazione giapponese. Sulla base di queste prime conclusioni, la commissione tornerà a riunirsi nei prossimi mesi per definire in che modo le leggi attualmente in vigore in Giappone dovranno affrontare i casi di violazione legati al loro utilizzo illecito. Parallelamente alle istituzioni, anche i doppiatori stessi hanno deciso di organizzarsi per difendere le proprie voci. Alla fine di ottobre 2024, diversi addetti al doppiaggio hanno infatti annunciato la fondazione del gruppo No More Mudan Seisei AI (“No More Unauthorized Generative AI”), creato proprio per tutelare i professionisti contro l’utilizzo non autorizzato del proprio lavoro da parte dell’intelligenza artificiale generativa.
Alcuni professionisti del settore hanno poi scelto di intervenire anche a livello individuale, sviluppando soluzioni autonome. Tra questi c’è Yūki Kaji (voce di Eren Jaeger, Kenma Kozume, Shōto Todoroki tra gli altri), che nel giugno 2024 ha realizzato un programma di sintesi vocale, Soyogi Fractal, per proteggere la sua voce dall’uso improprio dei sistemi di sintesi vocale basati sull’AI. Già prima del lancio, Kaji aveva espresso una forte preoccupazione per le questioni di copyright legate alle voci, motivo che lo ha spinto a creare direttamente una tecnologia dedicata, lasciando l’agenzia VIMS e fondando una società propria per portare avanti il suo progetto.

La questione dunque, non sembra più riguardare solo aspetti strettamente legali, ma tocca direttamente il futuro del doppiaggio e dell’industria dell’intrattenimento. Tra iniziative collettive, progetti individuali e un quadro normativo ancora in evoluzione, il rapporto tra AI e voce umana appare destinato a rimanere uno dei temi più caldi per il settore nei prossimi anni.
Fonte consultata:
Anime News Network