Resident Evil: il successo della saga sostiene i progetti di nuove IP

Un produttore di Capcom spiega come remake e capitoli inediti permettano di investire in titoli come Pragmata

di DannyK

Capcom ha trovato un equilibrio che molti grandi publisher faticano a raggiungere: alternare produzioni sicure e di successo con progetti più sperimentali. Secondo Masachika Kawata, produttore della serie Resident Evil, l’obiettivo di pubblicare un nuovo titolo del franchise ogni anno aiuta lo studio non solo a mantenere costante l’interesse del pubblico, ma anche a sostenere giochi originali e meno prevedibili come Pragmata.



In un’intervista concessa a Game Informer, Kawata ha spiegato che i remake rivestono un ruolo centrale nella strategia della società. Riproporre i capitoli storici con tecnologie moderne permette infatti a Capcom di gestire con maggiore continuità le uscite della serie, senza dover dipendere esclusivamente dai lunghi cicli di sviluppo dei nuovi episodi principali.

«Poter tornare sui giochi più vecchi e realizzarne dei remake aiuta Capcom a raggiungere l’obiettivo di pubblicare un titolo di Resident Evil ogni anno. Allo stesso tempo, consente ai team di continuare a mettersi alla prova e affinare le proprie capacità.»

Kawata ha precisato che i remake non vengono considerati prodotti secondari rispetto ai capitoli inediti. Al contrario, per Capcom avrebbero lo stesso peso strategico, permettendo alla saga di restare presente sul mercato con una frequenza che altri franchise tripla A raramente riescono a sostenere.

Remake e inediti per mantenere viva la serie

Dopo il rilancio avviato con Resident Evil 7 nel 2017, Capcom ha alternato nuove storie e rifacimenti di vecchi capitoli. Da una parte ci sono stati titoli come Resident Evil Village, dall’altra remake come quelli di Resident Evil 2, Resident Evil 3 e Resident Evil 4. Questa cadenza ha consentito alla compagnia di mantenere il brand costantemente sotto i riflettori, evitando attese troppo lunghe tra un’uscita importante e l’altra. Il precedente grande appuntamento è stato Resident Evil Requiem, mentre per il prossimo anno è atteso anche il remake di Resident Evil Code: Veronica.

La formula, tuttavia, non significa che Capcom voglia tornare alla proliferazione di spin-off che aveva caratterizzato alcuni periodi della storia della serie. Kawata ha chiarito che le risorse non sono infinite e che la pianificazione resta mirata, con l’obiettivo di non saturare il pubblico.

Pragmata e il valore dei rischi

La stabilità garantita da Resident Evil permetterebbe a Capcom di finanziare idee diverse, tra cui Pragmata, nuova IP action sci-fi. Il gioco rappresenta uno dei progetti più atipici della line-up recente della società, distante dalle sue serie più consolidate e costruito attorno a una combinazione di scontri action, esplorazione e meccaniche legate all’hacking.
 
Capcom e la sua strategia per sostenersi

Questo modello ha già permesso a Capcom di pubblicare giochi meno convenzionali accanto ai suoi grandi successi. Negli ultimi anni la società ha continuato a investire in serie affermate come Monster Hunter e Street Fighter, ma ha anche dato spazio a titoli come Kunitsu-Gami: Path of the Goddess e Dragon’s Dogma 2.

In altre parole, le produzioni più sicure garantiscono entrate e continuità, mentre i progetti originali permettono allo studio di sperimentare, formare nuovi talenti e preservare la capacità di proporre idee non legate esclusivamente ai franchise più redditizi.

Una strategia da seguire?

Il caso Capcom mostra come un publisher possa usare i remake non soltanto come operazioni nostalgia, ma come parte di una programmazione produttiva più ampia ed a giudicare dalle vendite di Assassin's Creed Black Flag Resynced, anche Ubisoft potrebbe cominciare a seguire questa strada. Un flusso regolare di titoli affidabili aiuta a contenere i rischi, evitando che il futuro dell’azienda dipenda da un singolo lancio enorme dopo anni di sviluppo.

Resta da vedere se questa impostazione continuerà a funzionare anche nei prossimi anni, ma il messaggio di Kawata è chiaro: Resident Evil non sostiene soltanto se stesso. Il successo della saga può diventare il terreno su cui far crescere le nuove idee di Capcom, compresi progetti ambiziosi e dall'accoglienza meno scontata.

Fonte consultata

 
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