OreImo: l'anime della discordia e delle sorelline carine compie 10 anni

È tempo di riaffrontare per l'ennesima volta una delle romcom più controverse degli ultimi anni

di tenshi5100

3 ottobre 2010. Forse a molti questa data non dice nulla, ma per noi weeaboo questo è il giorno dopo il quale l'animazione giapponese non fu più la stessa. Atrocità, terremoti, tragedie, l'ira degli dei e laghi di sangue seguirono infatti l'avvento di uno degli anime più controversi dello scorso decennio, che ha scatenato nel mondo fiumi e fiumi di interminabili discussioni, waifu war e inchieste da parte di numerosi enti legati ai servizi sociali. Per altri, invece, questa serie romcom ha rappresentato un monumento (fatto di materiali riciclati) dedicato a quella nuova ondata di cultura otaku che è stata culla di tanti degenerati desiderosi di "affetti familiari" che oggi infestano quel meraviglioso fandom del quale tutti noi facciamo parte, volenti o no. E queste sono solo una parte delle conseguenze scatenate fondamentalmente da un'adorabile sorella rompiscatole di 14 anni chiamata Kirino Kosaka. Perché sì, a dieci anni esatti dall'uscita del primo episodio delle serie animata, abbiamo deciso di ragionare a mente fredda su tutto ciò che abbiamo visto in Ore no Imouto ga Konna ni Kawaii Wake ga Nai, titolo che tradotto letteralmente in italiano significa: "La mia sorellina non può essere così carina". Preparatevi. è in arrivo una tempesta di... non vi diciamo cosa per non rovinare il divertimento. Enjoy or perish!

Come speriamo tutti voi sappiate, OreImo nasce nel 2008 come una serie di light novel scritte da quel pazzo uomo chiamato Tsukasa Fushimi e disegnate da Hiro Kanzaki e due anni dopo diventa anche un anime prodotto dallo studio AIC Build.
 
Ore no Imouto ga Konna ni Kawaii Wake ga Nai

La storia principale, che si affaccia al genere delle commedie romantiche, ruota attorno a Kyosuke Kosaka, un normale studente delle superiori senza particolari interessi, e alla sua sorella minore Kirino, una ragazza delle medie carina, atletica, diligente e assai popolare fra i suoi coetanei. I due hanno però un rapporto quasi inesistente, lei non sopporta lui perché essendo la più piccola si sente obbligata a trattarlo come un essere insignificante, mentre lui se ne frega altamente dell'opinione di lei. Tutto questo è però destinato a cambiare nel momento in cui Kyosuke scoprirà un lato inedito di sua sorella: Kirino è infatti una otaku, ma di quelli proprio incalliti. Di giorno si comporta come una qualunque ragazza normie della sua età, di notte si trasforma all'interno della sua cameretta in un'assidua appassionata di anime, manga, doujinshi videogiochi e soprattutto eroge (tradotto: giochi zozzi), che normalmente sarebbero vietati a un minore, figuriamoci quindi a una giovane ragazzina apparentemente innocente. È inoltre una siscon, ovvero una otaku con il complesso per la sorella minore (sarà un caso?). Kyosuke, inizialmente inorridito da questa sua spaventosa scoperta, cercherà però d'ora in avanti di comprendere e accettare la vera natura di sua sorella, la quale è in fin dei conti solo una ragazzina che vorrebbe condividere le sue passione insieme agli altri, ma che non può farlo perché significherebbe rovinare per sempre la sua immagine di studentessa modello e deludere le aspettative dei propri genitori.

I due inizieranno perciò a frequentare il quartiere di Akihabara, famoso per essere "La Mecca degli otaku", così da conoscere nuova gente con cui Kirino possa fare amicizia e comprare interi pacchi di fumetti, action figure e DVD. Kyosuke e la sorella incontreranno quelle che ben presto diventeranno le loro due amiche più intime: Saori Vageena (no, non è il suo vero nome), un'otaku sfegatata, piena di energie e sempre pronta ad aiutare il prossimo, e Kuroneko, una darkettona con la sindrome della seconda media appassionata di anime dalle tematiche profonde e mature (secondo la sua opinione). Le loro scorribande ad Akiba dovranno però rimanere oscure agli occhi dei loro conoscenti più stretti, a partire dai severissimi genitori dei due e ai quali si agiungono Ayase Aragaki, la migliore amica di Kirino e super normalona di professione, e Manami Tamura, amica d'infanzia di Kyosuke che nulla fa per uscire dal suo stereotipo.

La prima stagione ci fa vedere una commedia incentrata sulla cultura otaku generale e tutte le sue sfumature. Ci sono tanti riferimenti più o meno velati agli anime e ai manga di quel periodo, inside joke a valanga e siparietti fra i vari personaggi della serie, ognuno unico nel suo tipo. Il tema siscon viene riproposto più e più volte nel corso degli episodi e in diverse salse, ma fondamentalmente è un elemento sulla quale l'anime ci scherza sopra (per ora), così come fa per tutte le altre caratteristiche della vita otaku. OreImo come serie leggera destinata alla sua fascia di pubblico svolge un compito decisamente accettabile. Non mancano nemmeno i momenti più "seri", dove assistiamo ai percorsi di crescita dei singoli protagonisti e allo sviluppo delle loro relazioni. Fin qui non c'è male, poi l'andamento della serie inizia a prendere una piega diversa... e per certi versi anche ottima. Gli OVA che seguono la fine della prima stagione si concentrano sempre di più sul lato umano dei personaggi, in particolare Kuroneko, o meglio, Ruri Gokou, che è il suo vero nome e la sua vera persona. In questi tre episodi speciali si inizia a respirare un'aria diversa, ci sono meno battutte sugli otaku e più riflessioni sugli otaku. I protagonisti iniziano a calare giù le loro maschere e a mostrarsi per quello che sono veramente. È a questo punto che OreImo incomincia ad assumere le sembianze di una romcom vera e propria e lo fa nel migliore dei modi. Probabilmente questi OVA rappresentano l'apice dell'intera opera, anche perché, purtroppo, la strada che ci ritroviamo davanti sarà tutta in discesa...
 
Ore no Imouto ga Konna ni Kawaii Wake ga Nai

Nei prossimi paragrafi ci saranno pesanti SPOILER sul finale di OreImo. Se non volete rovinarvi la visione, siete spettatori impressionabili oppure ci tenete a mantenere quel briciolo di sanità mentale che vi è rimasta, fermatevi qua. Fate ancora in tempo a salvarvi.

Sono passati poco meno di tre anni ed OreImo è ormai diventato un fenomeno di massa fra gli otaku. Le light novel vendono come il pane, il merchandising pure e le imouto vanno di moda più che mai, tant'è che iniziano a uscire tante nuove opere che girano attorno alle stesse tematiche o che oppure hanno una sorellina nel cast principale. I fan della serie aumentano dunque, così come le waifu war fra i vari schieramenti. Team Kuroneko vs. Team Kirino è ormai diventato un derby accesso all'interno del fandom e da lì a poco verrà riconosciuta come una delle rivalità più degne di nota nella sfera degli anime sentimentali degli ultimi anni. Esce in questo periodo la seconda stagione, affidata questa volta allo studio A-1 Pictures, ai tempi reduce del clamoroso successo di Sword Art Online, la quale riprende lo sviluppo delle tematiche romcom intraviste precedentemente. Vediamo subito molti episodi sdolcinati all'inizio, poi scatta una scintilla. Kyosuke e Kuroneko si mettono insieme. Sembra fatta per i membri del Team Kuroneko: i due piccioncini che avevano già approfondito la loro relazione negli OVA si mettono insieme. Segue quindi un altro paio di episodi sdolcinati, poi qualcosa va storto. I due si separono e la storia inizia a svoltare verso acque insidiose e temute da molti.

Avete presente il tema siscon che durante la prima stagione non si faceva prendere troppo sul serio? Non se ne è mai andato, è sempre rimasto là, nell'ombra, ad aspettare in silenzio il suo momento di rivalsa. La relazione fra Kuroneko e Kyosuke va in frantumi soprattutto perché vengono tirati in ballo i sentimenti di Kirino, ormai divenuta sempre più legata a suo fratello (e lui a lei). Parte quindi un dramma molto forzato che coinvolge i tre e che rovina per motivi apparentemente futili quel poco di buono che si era costruito in precedenza. Qui già si sente puzza di bruciato, ma il catastrofico incendio deve ancora arrivare. La seconda stagione finisce con Ayase che si fa friendzonare da Kyosuke, ma per il resto tutto è tornato quasi alla normalità. Tutti quanti di nuovo amici, tutti felici... E poi arrivarono i tre OVA conclusivi di OreImo, dove finalmente il tanto temuto segreto di Pulcinella viene fuori.
 

Al di là dell'incestuosa relazione fra Kyosuke e Kirino, che è orrenda e su questo non ci sono dubbi, il problema vero e proprio di questo finale è che manda a quel paese l'intero percorso intrapreso dall'anime. Vengono fatte scelte ridicole e forzatissime e la coerenza va a farsi un salto al circo. Tutto a un tratto sembra tutto così surreale: quello che vediamo su schermo è letteralmente una presa in giro allo spettatore. Durante lo "scontro finale" con Manami, l'unica che si oppone seriamente alla relazione dei due fratelli, è lo stesso Kyosuke a dire che tutto quello che sta facendo è sbagliato, ma che a lui non importa niente perché ama troppo la sua sorellina. Questo passaggio è emblematico perché rappresenta il messaggio finale che OreImo ci vuole regalare: "F*****o il buon senso! F*****o il buon costume! F*****o la trama! Io sono un anime trash e voi lo sapevate, perché ad un certo punto avete iniziato a prendermi sul serio?"
 
Ore no Imouto ga Konna ni Kawaii Wake ga Nai

Finisce così il viaggio di OreImo. Iniziato benino, proseguito egregiamente contro ogni pronostico e in seguito andatosi a schiantare contro un treno ad altà velocità e prendere fuoco, per poi propagarsi nell'aria come un fumo nocivo che vaga per il mondo in cerca di qualche povera anima da intossicare. L'opera ha ricevuto numerose critiche negli anni per i motivi citati sopra ed è stato bollato da molti come un pessimo esempio di anime sentimentale. Recentemente l'autore originale ha iniziato a pubblicare dei nuovi romanzi incentrati su OreImo, nei quali però il finale cambia a seconda di quale ragazza finisce per mettersi insieme a Kyosuke. Noi non sappiamo se effettivamente queste route alternative siano riuscite ad aggiustare il tiro, però di loro poco ci interessa dato che ci stiamo soffermando unicamente sull'anime. Non vogliamo consigliare a nessuno di recuperare quest'opera, poiché in giro ci sono altri titoli nettamente più meritevoli che andrebbero guardati. Ma...

A dirla tutta, OreImo è stato un anime molto divertente, nel bene o nel male. Cerchiamo di osservare le cose da un altro punto di vista. Non bisogna prendere sul serio OreImo, è solo una commedia, una parodia, portata piano piano all'estremo, dell'universo otaku e dei suoi feticci, siscon in primis. È facile dire: "Il finale è stata una ca***a pazzesca" per poi ricevere 92 minuti di applausi, come fanno in molti. Sì, il finale è terribile, ma allo stesso tempo è talmente ridicolo che quasi sembra fatto apposta o semplicemente l'autore ha un complesso per le sorelline grande quanto il Colosseo e ha voluto vedere il mondo bruciare a costo di realizzare la sua fantasia più recondita. Questo forse non lo sapremo mai, però rimane il fatto che ciò che ne è venuto fuori è un capolavoro trash degno di nota. L'autore di questo articolo non si vergogna a dire che a lui OreImo è piaciuto. Perché sì, è stata una visione interessante e che non ha mai annoiato. A volte viene ingiustamente criticato più del dovuto, stiamo comunque parlando di una serie che in Giappone e all'estero ha venduto assai e ha conquistato milioni di fan. La sua produzione si è sempe mantenuti su buoni livelli, è uno dei pochi anime che può vantare una ending diversa per ogni suo singolo episodio, senza poi contare il fatto che ha avuto un cast stellare di doppiatori, costituito da alcuni pezzi da novanta come . In qualche modo, è comunque riuscito a diventare un anime ricordato ancora dopo sette anni dalla sua conclusione.

Non è un anime che si fa prendere troppo sul serio sin dalle sue prime battute, però qualche messaggio "profondo" ce lo ha voluto comunicare. Per quanto siano imbarazzanti, ridicoli, esagerati e privi di buon senso, i personaggi hanno però sempre dimostrato di essere loro stessi il più delle volte. Sono fieri di essere weeaboo con strani e agghiaccianti fetish e non hanno paura di nasconderlo. Kyosuke ammette di essere un siscon, Kirino ammette una degenerata, Kuroneko accetta di essere una hipster che crede di avere preferenze superiori a quelle degli altri, e così via... Sotto questo punto di vista, noi fan degli anime abbiamo molto da imparare da OreImo. Non vergognatevi quindi dei vostri guilty pleasure, non date eccessivamente retta a quello che pensano gli altri. Abbiate il coraggio di fare gli avvocati del diavolo ogni tanto, scoprirete che si possono comprendere molte più cose girando il proprio punto di osservazione. Ricordiamoci sempre che gli anime sono tutta spazzatura e che anche noi lo siamo (cit.). E di questo dovremmo essere orgogliosi, perché questa è pur sempre la nostra passione.
 
Parole sante
 
tl;dr OreImo fa schifo, ma mi è piaciuto lo stesso e ho dovuto fare un articolo intero per giustificare i miei gusti discutibili. Ci vediamo nel 2027 per il decimo anniversario di Eromanga Sensei. Pace.

 

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