Il figlio di Taiwan - Vita di Tsai Kunlin: prime impressioni per l'opera taiwanese di Bao
Molto di più di un semplice fumetto: la biografia di un uomo che diventa la storia di un popolo
di Arashi84
Scritto da Yu Peiyun e disegnato da Zhou Jinaxin, ripercorre la vita del noto attivista e pacifista Tsai Kunlin (1930 – 2023), ma grazie alla sua storia, possiamo conoscere anche quella di un intero paese, quello di Taiwan.
Riguardo quest’isola, a noi è giunto sempre poco, ma grazie a Il figlio di Taiwan possiamo scoprire le travagliate vicende del paese nel XX secolo: dal dominio giapponese (1895 – 1945) a quello cinese (Taiwan era già stato sotto il dominio cinese prima del 1895 e ritorna sotto il suo controllo nel 1945).
Il primo volume italiano, pubblicato da Bao Publishing, si apre con l’infanzia di Kunlin e i suoi anni scolastici per poi passare al suo arresto e alla sua detenzione come prigioniero politico, per concludersi con il suo rilascio.
La storia viene raccontata in modo semplice e lineare, in maniera così rispettosa e oggettiva da sconvolgere e toccare il lettore.
Anche lo stile è sobrio ed essenziale e con un uso del colore molto particolare.
Nelle tavole abbiamo una predominanza di bianchi, grigi e soprattutto neri, ma alcuni momenti della vita del protagonista sono accompagnati da un colore specifico.
L’infanzia di Kunlin, per esempio, porta con sé una bella tonalità di rosa che, però, sbiadisce via via che la storia si avvicina al suo arresto, avvenuto durante il periodo del Terrore Bianco.
Nei disegni della sua detenzione non c’è spazio per i colori, se non in pochissime eccezioni, ma viene utilizzata in maniera predominante una scala di grigi molto scura.
Il colore tornerà solamente al momento del rilascio con un bellissimo azzurro, come a voler sottolineare il ritorno alla vita.
Rosa e acquamarina sono colori che ritroviamo anche nella copertina del primo volume: colori pastello che quasi contrastano con l’immagine centrale di guerra in bianco e nero.
L’edizione italiana di Bao Publishing è davvero curata in ogni suo minimo particolare, a cominciare proprio dalla sovra-copertina che se tolta ci mostra un tondo nero in cui l’artista Zhou Jianxin ha potuto scketchare i volumi durante Lucca Comics & Games 2025.
Il volume contiene pagine spesse e si presenta come un brossurato di 15x21cm che permette una lettura comoda nonostante l’edizione italiana raggruppi due volumi in uno; ricordiamo che l’edizione taiwanese, uscita nel 2022, conta quattro volumi, mentre quella italiana terminerà con il secondo volume, fattore che ne giustifica anche il prezzo di 25.00€.
Per mantenere, inoltre, la diversità delle lingue parlate nell’originale la casa editrice ha optato per usare font diversi a seconda se i personaggi parlano in taiwanese, in giapponese o in cinese mandarino.
Numerose sono, inoltre, le diverse note esplicative aggiunte via via nelle pagine che aiutano il lettore ad entrare meglio nella storia e a capire tutti i passaggi.
E’ bello chiamarlo fumetto e non graphic novel, come finalmente si è ricominciato a fare, per rammentare a noi stessi che un’opera così alta e profonda può nascere tranquillamente dal media dell’arte sequenziale, senza che lettori e critica debbano cambiargli nome per riconoscergli la dignità a cui questo mezzo narrativo ha sempre avuto diritto. E questo fumetto è senza ombra di dubbio la dimostrazione che si può fare, e fare egregiamente, un lavoro di narrazione, informazione e divulgazione allo stesso tempo tramite un mezzo che, se ben utilizzato, riesce a esaltare la profondità e la gravità delle vicissitudini dei protagonisti anche più di quanto avrebbero potuto fare diversi tipi di narrazione.
Le spiegazioni storiche arrivano, certamente, ma sono ben distribuite e dosate nel corso del volume, pensate per essere introdotte solo in punti strategici e nei momenti necessari per orientarsi nell’economia del racconto. Questo significa che, per la maggior parte del tempo, il lettore vive gli eventi tramite gli occhi di Tsai Kunlin anche nel senso dell'innocenza e dello stupore che accompagnano il protagonista nell’assistere alle ingiustizie apparentemente inspiegabili in ciò che accade nel mondo e alle persone intorno a lui, oltre che a lui stesso. E quando queste spiegazioni arrivano, il senso di ingiustizia si riversa sul lettore ancora più forte, proprio perché ha avuto modo di vivere questi avvenimenti nella genuinità della loro prima impressione.
Molto interessante la scelta di tratto grafico, che cambia nettamente a seconda del tono e dei temi della narrazione, in particolare, per quanto riguarda questo primo volume, nel creare uno stacco netto tra la prima e la seconda parte. Proprio come accade a qualcuno che vive la propria vita nell’innocente spensieratezza che solo l’ignoranza delle dinamiche geopolitiche che governano il mondo riesce a dare, il lettore non si rende conto della leggerezza che lo ha accompagnato per tutta la prima parte dell’opera fino a quando questa leggerezza non gli viene strappata all’improvviso, passando ai segni pesanti e alle campiture scure e invadenti che caratterizzano la seconda parte del volume. Anche il leggero tratto rosato che veniva utilizzato nella prima parte per caratterizzare i volti dei personaggi e alcuni dettagli viene, nella seconda parte, completamente abbandonato. Soltanto in alcuni punti, quelli in cui si percepisce uno spiraglio di libertà, si nota la scelta di alcune note di colore blu pastello che risaltano inevitabilmente nella desolazione del nero e del grigio.
La scelta delle inquadrature è dinamica ed efficace, e la lettura non restituisce mai un senso di staticità come alcune volte rischia di accadere nel caso di una biografia a fumetti. Diversi primi piani e splash page sono inoltre poeticamente simbolici e contribuiscono a dare all’opera molteplici livelli di lettura.
Complessivamente, si tratta di una narrazione molto coinvolgente e in grado di far appassionare anche un profano delle vicende storiche trattate, il che risulta evidentemente un grosso vantaggio visto il carattere anche divulgativo dell’opera. Il lettore si appassiona alle vicende di Tsai Kunlin come si fa con un romanzo di narrativa, e mentre lo fa si ritrova in realtà a conoscere, stupirsi e scandalizzarsi per delle vicende che sono realmente e drammaticamente appartenenti alla nostra storia. L’intento dell’opera, in questo senso, risulta pienamente riuscito.
Il figlio di Taiwan: Vita di Tsai Kunlin 1
La figura di Tsai Kunlin è fondamentale, per capire la storia di Taiwan. L’isola, la cui indipendenza dalla Repubblica Popolare Cinese è messa in dubbio da decenni di rapporti diplomatici difficilissimi, ha una storia tormentata e poco conosciuta. Questa storia, originariamente pubblicata in quattro volumi, ma che BAO Publishing raccoglie in due volumi, racconta la vita di un uomo che ha pagato con la libertà personale il suo desiderio di studiare e rendersi utile, in un paese conteso tra fazioni militari contrapposte. Tsai Kunlin è morto nel 2023, a 93 anni, e la sua figura è stata, per tutta la sua vita, quella di un portavoce pacifista e illuminato di un cammino possibile verso la serenità di un territorio in costante pericolo esistenziale. Questo primo volume ripercorre la sua infanzia e gli anni di carcerazione sull’Isola Verde, il primo terzo della vita di Tsai Kunlin, che ne ha segnato per sempre la traiettoria e la missione. Una storia toccante e profonda, raccontata con maestria da due fumettisti rispettosi del tema e appassionati alla figura che tratteggiano, un autentico gigante morale del Ventesimo secolo.
Prezzo: 25,00 €
Totale voti: 3 0 0
Altri Voti
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Il figlio di Taiwan: Vita di Tsai Kunlin
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€ 25.00 | Bao Publishing |
alis89
Molto più di un semplice fumetto. Grazie alla vita di Tsai Kunlin ripercorriamo la storia di Taiwan. Sublime l'uso del colore che cambia a seconda della parte della vita che viene raccontata. Finale del primo volume dolce-amaro: colpisce molto e rimane.
12/11/2025