TikTok e voci clonate dall'IA? Il doppiatore Kenjirō Tsuda apre un caso storico in Giappone

Il doppiatore di Kento Nanami in Jujutsu Kaisen chiede la rimozione di 188 video che avrebbero utilizzato la sua voce clonata dalla IA

di Ironic74

La voce umana sta diventando uno dei terreni più delicati e contesi nell'era dell'intelligenza artificiale. Se fino a qualche anno fa il problema del copyright riguardava principalmente immagini, testi e musica, oggi la capacità dei modelli generativi di replicare con precisione inquietante il timbro, il tono e le sfumature di una voce reale ha aperto un fronte completamente nuovo, che coinvolge attori, doppiatori, cantanti e chiunque abbia costruito la propria identità professionale attorno a una voce riconoscibile. E proprio dal Giappone, paese in cui il mondo del doppiaggio è un'industria culturale di primaria importanza con fan devotissimi e voice actor trattati come vere e proprie star, arriva quello che potrebbe essere il primo caso giudiziario al mondo riguardante l'uso non autorizzato di una voce replicata dall'intelligenza artificiale generativa.

Il doppiatore Kenjirō Tsuda, 54 anni, noto al grande pubblico per aver prestato la voce a personaggi iconici come Kento Nanami in Jujutsu Kaisen, Seto Kaiba in Yu-Gi-Oh! e Hyakunosuke Ogata in Golden Kamuy, ha depositato a novembre 2025 presso il Tribunale distrettuale di Tokyo una causa contro TikTok, chiedendo la rimozione di video che avrebbero utilizzato una voce generata dall'intelligenza artificiale per imitare la sua, senza alcuna autorizzazione. La notizia è stata riportata dal quotidiano giapponese Yomiuri Shimbun, uno dei più diffusi e autorevoli del paese. Secondo quanto emerge dalla denuncia, un account TikTok di proprietà di un individuo non identificato aveva pubblicato tra il luglio 2024 e la data del ricorso almeno 188 video contenenti narrazioni di leggende urbane e curiosità, con una voce che la squadra legale di Tsuda descrive come una riproduzione artificiale del suo timbro caratteristico, definito "basso e levigato" e "profondo e roco". I ricavi stimati di quell'account, secondo informazioni pubblicate dallo stesso utente su un altro sito, si aggiravano tra i 500.000 e i 750.000 yen al mese, equivalenti a circa 3.000 e 4.500 euro.


 

Kenjirō Tsuda doppiatore di Kento Nanami di  Jujutsu Kaisen




La difesa di Tsuda sostiene che i video inducevano i telespettatori a credere di ascoltare la voce autentica del doppiatore, attraendoli con un'identità sonora non autorizzata, e chiede la rimozione dei contenuti basandosi sulla Legge sulla prevenzione della concorrenza sleale e sul diritto di pubblicità, ovvero il diritto delle personalità pubbliche di controllare l'uso commerciale della propria immagine e identità. TikTok ha respinto le accuse, sostenendo che la voce utilizzata nei video è una "voce maschile universale" generata addestrando un modello di intelligenza artificiale sulla voce di un amico del creatore, e che questa informazione era chiaramente indicata sul sito esterno del poster, escludendo quindi qualsiasi possibilità di confusione da parte degli spettatori. La piattaforma nega anche la violazione del diritto di pubblicità, argomentando che la maggior parte dei commenti ai video riguardava il contenuto delle narrazioni e non la voce stessa, il che dimostrerebbe che gli utenti non erano attratti dall'identità vocale del narratore. L'avvocato di Tsuda, Kei Hirano, ha dichiarato allo Yomiuri Shimbun che "se la produzione non autorizzata viene lasciata senza controllo, potrebbe ostacolare lo sviluppo dell'industria del doppiaggio", aggiungendo che sperano di chiarire i limiti dell'illegalità e incoraggiare i doppiatori a far valere i propri diritti attraverso una vittoria in tribunale.

Tsuda ha presentato la denuncia presso il Tribunale distrettuale di Tokyo nel novembre dello scorso anno e finora si sono tenute tre udienze preliminari a porte chiuse. Le udienze preliminari hanno lo scopo di discutere e chiarire i punti controversi e le basi giuridiche delle pretese delle parti. La prima vcera discussione in aula  del caso è attesa per questa estate, e la sentenza, qualunque essa sia, potrebbe stabilire un precedente fondamentale non solo per il Giappone ma per l'intera industria creativa mondiale, in un momento in cui la distinzione tra una voce reale e una generata dall'intelligenza artificiale sta diventando sempre più difficile da percepire e sempre più urgente da regolamentare.

Fonte: Anime News Network



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