Rooster Fighter: cosa succede quando il salvatore dell'umanità è un gallo da combattimento?

Puo' un battle anime con protagonisti un gallo, una gallina e una pulcina essere una delle sorprese del 2026? Assolutamente si!

di Ironic74

"Non mi importa cosa pensi dei polli. Finché vivo una vita con orgoglio, questo è tutto ciò che conta. Camminerò per la strada che scelgo. Questo è tutto quello che posso fare."



Quando Rooster Fighter, adattamento animato del manga di Shu Sakuratani, è stato annunciato in pochi gli hanno dato credito. L'idea di un anime con protagonista un gallo da combattimento che affronta demoni giganteschi sembrava più uno scherzo di internet che una proposta seria, e le prime immagini non hanno fatto molto per cambiare le cose: le animazioni dello studio Sanzigen, sono oggettivamente il punto debole della produzione, con una CGI abbondante che non raggiunge certo vette di eccellenza. Detto questo, chi ha storto il naso per la qualità tecnica dell'animazione farebbe bene a guardarsi intorno prima di scagliare la prima pietra: in questa stagione non sono mancati titoli ben più blasonati che hanno offerto un comparto visivo altrettanto discutibile, e ci si riferisce a certi guerrieri post-apocalittici che è meglio non nominare esplicitamente.

 

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Perché i combattimenti, CGI legnosa e tutto, riescono comunque a divertire. Il merito è dei protagonisti e di un arsenale di mosse al limite dell'assurdo che non può non strappare un sorriso: Keiji che libera un canto devastante capace di fare esplodere i nemici, colpi carichi di energia che rimandano senza pudore al vocabolario visivo di Dragon Ball, Elizabeth che combatte alla velocità di un fulmine con un'eleganza tecnica davvero eccezionale. Ogni scontro è una celebrazione sopra le righe degli shonen d'azione classici, e il fatto che ad eseguire queste mosse epocali sia del pollame non fa altro che moltiplicare l'effetto comico senza mai smontare del tutto il senso di spettacolo.

Perché Rooster Fighter funziona, eccome se funziona, e lo fa per ragioni che vanno molto al di là di quanto ci si aspetterebbe da una premessa tanto assurda. Siamo di fronte a una parodia geniale degli shonen muscolari degli anni Ottanta e Novanta, quelli in cui l'eroe solitario e tormentato vaga di città in città lasciando una scia di demoni sconfitti e cuori spezzati, con la differenza fondamentale che qui tutto questo accade in versione pollame. Il trash è parte integrante del gioco: le allusioni sessuali da commedia sexy anni Ottanta sono continue, sfacciate, e hanno contribuito non poco a trasformare la serie in un fenomeno meme sul web. Eppure non è mai volgarità fine a se stessa, perché la serie ha l'intelligenza di trattare il suo stesso assurdo con la serietà di un epico classico, e proprio da questo contrasto nasce la sua forza comica.

 

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Keiji, il protagonista, è il classico eroe senza macchia e senza paura con cui una certa generazione è cresciuta a pane e VHS: il codice d'onore inflessibile, il passato doloroso da vendicare, la tendenza a non legarsi mai a nessuno pur finendo inevitabilmente per farlo. Il fatto che sia un gallo non smonta minimamente l'archetipo, anzi lo amplifica fino al paradosso, e il character design costruito intorno alla sua cresta come simbolo di dignità e forza è una trovata semplice ma efficacissima. Elizabeth non è da meno: il suo arco narrativo segue la parabola della guerriera che da rivale diventa alleata, con una backstory credibile e un set di abilità ben distinto da quello del protagonista, a ricordare che anche nei migliori shonen parodici ci vuole un minimo di coerenza nel power system. Ma l'intuizione più geniale di tutta la serie è senza dubbio Piyoko, il pulcino anzi LA pulcina. Un personaggio che sulla carta rischiava di essere soltanto una mascotte decorativa e che invece si rivela il cuore emotivo della storia, simpatico in modo disarmante, capace di strappare risate e qualche inaspettata tenerezza in egual misura.



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Dal punto di vista narrativo, Rooster Fighter parte con una struttura episodica classica e la mantiene per qualche puntata, ma pian piano la trama si fa più articolata e la minaccia del Demone Bianco, il besti-oni responsabile della morte della sorella di Keiji, acquista spessore e urgenza. I dodici episodi della stagione riescono a bilanciare bene i momenti di pura follia e quelli di costruzione narrativa, anche se la formula dell'episodio che culmina invariabilmente in un duello caotico può risultare un po' ripetitiva per chi sceglie di fare binge watching: la serie si gusta meglio seguendola settimana per settimana.

Una menzione speciale merita il doppiaggio italiano, diretto da Paolo De Santis, che senza esagerare si candida tra i migliori di questa stagione. La vocina assegnata a Piyoko è una di quelle scelte di casting che si ricordano, capace di rendere il personaggio ancora più irresistibile di quanto non sia già sulla carta. E Francesco Rizzi, voce italiana di Keiji, ha centrato in pieno quel mood da eroe che vive la sua vita a cresta alta, quell'aria di chi non si piega a niente e a nessuno, che è poi l'essenza stessa del personaggio.

 

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Rooster Fighter sembrava destinato a essere ignorato, eppure si rivela una delle sorprese più genuine della stagione. La CGI non è il suo punto di forza, ma la serie compensa con una parodia intelligente e irriverente degli shonen muscolari anni Ottanta e Novanta, personaggi costruiti con cura e un umorismo trash che non stanca mai. Keiji, Elizabeth e soprattutto la piccola Piyoko formano un trio memorabile, e il doppiaggio italiano diretto da Paolo De Santis fa la sua parte. Un anime che va visto almeno per un episodio: difficile fermarsi lì.

Le 12 puntate della prima stagione di Rooster Fighter sono disponibili in Italia su Disney+, mentre il manga originale di Shū Sakuratani viene pubblicato da Panini Comics sotto l'etichetta Planet Manga. Se cercate qualcosa di genuinamente originale, irriverente e capace di far ridere senza rinunciare a un minimo di sostanza narrativa, questo gallo merita assolutamente una chance. Almeno un episodio provatelo: è difficile fermarsi lì.


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