Echoes of Aincrad la recensione: l'incubo di Aincrad diventa una lunga corsa
Tra corridoi infiniti e buone intenzioni, la fortezza di Aincrad non decolla
di Mistral
Il grande successo di Sword Art Online ha fatto si che questa saga abbia ricevuto nel tempo molte trasposizioni, tra manga, anime e videogiochi. Nel mondo videoludico, però, solo un altro titolo del 2018, Fatal Bullet, aveva permesso ai giocatori di vestire i panni di un personaggio originale invece che di Kirito. Echoes of Aincrad raccoglie quell'eredità e la applica per la prima volta al ciclo narrativo originale della prima parte della saga, quella più amata.
Dopo aver partecipato alla beta (che funge da tutorial), vi ritroverete intrappolati nella versione ufficiale gioco. Alcuni compagni saranno con voi dall'inizio, come Iori, un giocatore gentile e determinato, alcuni amici della vita reale e Cal, un single player dalle abilità incredibili. Altri invece di uniranno in seguito e le loro abilità vi saranno molto utili in campo di battaglia. Nella narrazione del gioco, questi partner alternano le loro gesta eroiche alle preoccupazioni della vita reale. Proprio come in un gioco online, infatti, passerete del tempo a conoscervi e a scambiare con loro tanti aneddoti. Questo aspetto è efficace e permette di affezionarsi in fretta a questo cast nuovo di zecca. I pericoli sono sempre in agguato, tra mostri e giocatori PK (“player killer”) e unirvi ai vostri compagni sarà la chiave della vittoria.
La storia riesce ad incuriosire i giocatori: non stiamo seguendo le gesta già viste di Kirito, bensì vivendo una storia parallela, in cui volti noti fanno capolino senza mai sbilanciare gli eventi unici di Echoes. Il protagonista, infatti, verrà incaricato di una missione segreta per salvare il mondo di gioco, creando così una narrazione parallela a quella principale che i fan già conoscono. Per la gioia dei fan, alcuni personaggi della visual novel faranno capolino durante l’avventura, senza però rubare troppo la scena al nuovo cast. Purtroppo, però, il ritmo della storia è assolutamente sbilanciato. Tra una cutscene e l'altra possono passare anche 40 minuti di esplorazione forzata, facendo perdere in fretta il filo della trama. La premessa iniziale della storia di Echoes of Aincrad è buona ed offre potenziale, incuriosendo sulle vicende di questo nuovo gruppo di eroi. Tuttavia, proseguendo nella storia, emergono tutte le mancanze figlie di una mancata integrazione tra storia e gameplay, che genera un ritmo della narrazione troppo frammentato.

Uno dei più grossi difetti del gioco è, infatti, la distanza da percorrere per completare le missioni, quasi tutte fetch quest. Ad esempio, nelle prime ore di gioco sarete forzati a correre per la mappa dal punto A al punto B, senza cavalcature o facilitazioni di alcun tipo. Una sorta di “simulatore di corsa”, insomma. Le distanze sono anche appesantite dalla mancanza di punti di interesse nella mappa: i nemici vi attaccheranno continuamente (scappare è quasi impossibile) e, nonostante i forzieri da raccogliere e le piccole descrizioni della lore del gioco, l'esplorazione non è incentivata. Il gioco non presenta danni da caduta, ma questo si tramuta anche nell'impossibilità di accorciare anche brevemente l'esplorazione. Provando a scendere da un'altura per tagliare il percorso, il personaggio si teletrasporterà nuovamente nel punto precedente, forzandovi a percorrere ancora una volta tutta la strada. Nella nostra prova siamo inoltre incappati in un bug che ci ha costretti a ricominciare il tutorial, già frustrante di suo, dall'inizio.
Il mondo di gioco è solo parzialmente percorribile: non ci troviamo davanti ad un open world, ma a vaste zone (gli sviluppatori hanno parlato di 10 chilometri quadrati per piano) formate perlopiù da grandi corridoi. Per sbloccare la mappa delle varie aree, dovrete trovare tutti i punti teletrasporto e nonostante tutto, perdersi è facile. Il vostro primo obiettivo sarà dunque quello di accumulare abilità o armi che vi permettono di correre più veloci, per ridurre questo tedio. I teletrasporti esistono principalmente per il backtracking dei forzieri o per rifare le missioni, in caso vogliate rivedervi i video della storia.
Fin dalle prime ore, il gioco presenta un gameplay con una struttura circolare: partendo dalla città, potrete migliorare armi, armature e sull del vostro eroe per avanzare nella storia, compiendo le missioni principali e secondarie. Raggiunto il vostro obiettivo (quasi sempre un punto di teletrasporto), tornerete nella città per sbloccare nuovi punti abilità e fondere armi e skill, per poi ripartire in missione. Questo loop appare molto rigido per un gioco del 2026: il tutto si riduce a sconfiggere mostri e completare compiti poco interessanti, utili solo a fare esperienza. A differenza di Monster Hunter, serie che presenta un gameplay simile, manca completamente l'emozione della scoperta o la soddisfazione per aver completato una missione. Molto più spesso, purtroppo, alla fine delle missioni prevalgono stanchezza e noia e non si è veramente invogliati a ripartire per una nuova avventura.

Il protagonista è personalizzabile, ma solo una volta finita la beta. Potrete scegliere vari aspetti femminili o maschili e nel corso dell’avventura potrete modificarne le armature, scegliendo tipo e colori. Ma attenzione: non potrete più cambiare l'aspetto del vostro avatar. Se il vostro personaggio non vi piace, dovrete ricominciare il gioco. Si tratta certamente di un aspetto da prendere in considerazione per coloro che desiderassero un’immersione completa nel gioco.
Sempre per una questione stilistica, il protagonista resta muto la maggior parte del tempo. Le sue interazioni si limitano ad annuire o a scuotere la testa a seconda delle scelte di dialogo selezionate. Molti elementi del titolo rafforzano questa idea di mondo virtuale dal quale non si può fuggire: ad esempio, per garantire immersività e coerenza con la narrazione, durante le missioni non sarà possibile mettere in pausa il gioco e anche aprendo il menù, i mostri potranno attaccarvi. Grazie al salvataggio automatico non è necessario salvare la partita e rientrando nel gioco troverete il vostro personaggio che si risveglia nella locanda, come se il vostro tempo offline fosse in realtà il suo sonno: una trovata decisamente carina.
Graficamente, Echoes of Aincrad riesce a far risaltare i paesaggi fantasy delle varie aree grazie all'Unreal Engine, mentre fa più fatica a rendere credibile la vita all'interno del gioco. Alcune viste, con i vasti panorami e il soffitto del piano superiore sempre visibile in lontananza sono veramente incantevoli. Purtroppo, però, i volti degli NPC sono un disastro e le strade delle città sono riempite di figure fantasma che vagano senza parlare o interagire con voi. Alcuni NPC avranno un ruolo importante, come il fabbro e i vari venditori, mentre altri potranno proporvi delle missioni secondaria, ma il loro design rimarrà piuttosto anonimo. Il cast principale, invece, ha un design più interessante. Gli sviluppatori sono riusciti a mantenere una certa fedeltà con lo stile della serie. La scelta delle espressioni, invece, è stata molto particolare: quando i personaggi discutono tra di loro, si muovono con piccoli scatti, dando un impressione abbozzata di animazione come in un anime. Molto spesso i personaggi secondari vi parleranno durante le lunghe traversate delle aree, come se vi trovaste di veramente in un gioco online, discutendo con altri giocatori in tempo reale.

Il fattore più riuscito legato al loop di gameplay è il sistema di crafting. Mostri e boss dropperanno delle armi con alcune abilità casuali e tornano dal fabbro, potrete aggiungere queste abilità alla migliore delle vostre armi, creando così una build personalizzata adatta ad ogni tipo di scontro. Nonostante la lunghezza delle missioni, questo drop casuale invoglia a ripartire per nuove avventure, per cercare un nuovo loot ancora migliore.
Dopo aver equipaggiato le vostre migliori armi e armature, dovrete scegliere un compagno. I partner in Echoes sono gli alleati che potrete portare con voi in battaglia. Nel mondo di Sword Art Online, infatti, è chiaro fin da subito che i giocatori senza un gruppo rischiano la vita. Potrete scegliere due modalità di controllo dei partner: quella libera, con la quale sarà la loro AI a scegliere come attaccare i nemici, o a quella in coop, dove si adatteranno alle vostre azioni. Questi alleati sono molto utili per curare e per fare attacchi combinati, ma soprattutto rendono meno vuota la vostra avventura. Potrete anche scegliere di personalizzare il loro equipaggiamento, per avere renderli ancora più forti.

Echoes of Aincrad è un action RPG che non riesce a innovare il genere, presentando modalità già viste. I combattimenti sono interessanti, inizialmente: potrete scegliere fra armi diverse e utilizzare elementi tipici di un soulslike, come parata e schivata a ripetizione. Purtroppo però molte battaglie sono prive di equilibrio e il divertimento finisce in fretta, rimpiazzato dalla monotonia. Ad esempio, in alcune battaglie i boss spawnano continuamente unità minori, creando frustrazione per la mancanza di azioni che possono interrompere i loro attacchi, mentre la maggior parte dei mob (come le centinaia di varietà di cinghiali) costituisce poco più che una mera distrazione.
Nelle battaglie potrete alternare attacchi leggeri e pesanti, creando combo e ottenendo effetti speciali molto soddisfacenti letteralmente tagliando pezzi di nemici (in stile Monster Hunter). Le schivate sono quasi una roulette : il gioco non telegrafa sufficientemente bene gli attacchi dei nemici ed il tempo per reagire è quasi inesistente. Per questo motivo vi ritroverete a schivare sperando di evitare gli attacchi, ma senza averne la certezza. Salendo di livello, otterrete dei punti crescita che potrete gestire dal vostro forziere. Sarà possibile aumentare le varie statistiche per ottenere vari bonus, come una maggiore velocità in corsa o più punti vita: un approccio classico per il genere. Il livello dei mostri nel mondo di gioco scalerà con i vostro livello, per evitare di dover affrontare dei nemici troppo deboli.

Le musiche rendono bene le atmosfere, con quel misto di fantasy medievale e toni più incalzanti, ma i brani tendono a rimarrà piuttosto anonimo. Il doppiaggio, disponibile in inglese e in giapponese, fa il suo dovere e, nonostante la distanza che separa le cutscene, rende i personaggi più interessanti. Il gioco ha una durata di circa 35 ore: dopo aver completato la missione principale, potrete accedere alla modalità endgame, dove aspettano combattimenti difficili. Occorrerà quindi preparare il miglior equipaggiamento e scegliere i giusto alleato per poter sopravvivere.
Per finire, una delle particolarità anticipate sin da subito dagli sviluppatori è la modalità Death Game. Per immedesimarvi veramente con i protagonisti della serie, in questa versione di gioco la morte è definitiva ed in caso di sconfitta il giocatore sarà costretto a ricominciare la partita dall'inizio. Purtroppo Death Game è disponibile da subito solo nella versione deluxe del gioco, mentre i possessori della standard dovranno prima completare tutta la storia principale una volta per poterla sbloccare.

Versione testata su PlayStation 5.
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