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AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Locandina AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno

Titolo Originale: Ano hi mita hana no namae o bokutachi wa mada shiranai.
Titolo Inglese: AnoHana
Formato: Serie TV
Anno: 2011
Episodi: 11
Disponibilità: Dynit (compralo su Amazon.it)
Valutazione: 8,237 (media 8,327, basata su 55 recensioni)
Opinioni episodi: 222 Episodi promossi 14 Episodi rimandati 6 Episodi bocciati
Genere: Slice of Life, Drammatico, Sentimentale
Siti Consigliati: Anidb
Nazionalità: Giappone
Lista Anime: Per utilizzare la lista anime devi registrati.
Nelle liste come: 65 in visione, 395 completato, 7 in pausa, 7 sospeso, 8 da rivedere, 144 da vedere.
Tags: noitaminA
Immagini: 24 (Gallery) (by Slanzard)

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La storia di un gruppo di amici d'infanzia che cercano di riavvicinarsi alle superiori dopo essersi persi di vista; uno di essi, Jintan, cercherà di esaudire il desiderio di Menma, l’unica ad essere rimasta la stessa nel corso degli anni, facendo incontrare di nuovo tra di loro i vecchi amici ormai distanti.

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NeoSephiroth92
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

AnoHana è la storia di cinque amici di infanzia che purtroppo si sono persi di vista dopo la morte di una loro amica, Menma, ed hanno quasi praticamente perso ogni contatto tra di loro. Tuttavia è proprio questa ragazza la scintilla che riaccenderà il buio rapporto del gruppo.

L'anime si muove ad una velocità crescente . Lo sviluppo del carettere dei personaggi va' via via a problemizzarsi col tempo fino a raggiungere l'apice negli ultimi episodi; le ost rendono davvero bene nel contesto della storia e della situazione dando quel senso di drammaticità al momento giusto.
Infatti Anohana è un anime volto soprattutto ad emozionare facendo riscoprire valori importanti come un' amicizia ritrovata. Anche l'ironia fa il suo gioco, non eccessiva e forzata ma simpatica ed adeguata. Una nota da prendere assolutamente in considerazione sono i disegni : i volti dei personaggi sono tutti diversi e non si somigliano ( da questo si denota la vera bravura artistica d'un anime ) , le scenografie sono veramente realistiche e riproducono fedelmente la struttura della tipica città giapponese. Paesaggi e colorazioni eccellenti.

Il finale anche se probabilmente un poco prevedibile di certo non mi ha deluso anzi mi ha coinvolto particolarmente facendomi sfuggire qualche lacrimuccia. Concludo la mia recensione con un paragone.

Come l'onda che lungi si vede, e lentamente e poi velocemente s'esaurisce in mille goccioline infrangendosi veemente sugli scogli, così Anohana emozionerà e travolgerà, all'inizio pian piano, poi più veloce ed infine esploderà cercando di trasmettervi le stesse emozioni che anch'io stesso ho provato. 9.



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Orphen90
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8

Alla costante ricerca di un sostituto di "Durarara!" mi sono imbattuto in quest'anime. Ero pronto a buttarmi di petto su un titolo che aveva tutte le carte in tavola per commuovermi e strapparmi qualche lacrima? Inizialmente la mia risposta è stata no. Ma per mia fortuna ho fatto il salto e mi sono buttato nella visione di questo stupendo anime che mi sono letteralmente divorato in due notti

"AnoHana" si presenta con una trama piuttosto semplice. Sei ragazzi, amici sin dall'infanzia, vengono sconvolti da una tragica fatalità che ha causato la loro separazione e irrimediabilmente rovinato i loro rapporti, fino al giorno in cui Jintan, in una calda giornata estiva, si ritrova in casa Menma, l'unica a non essere cambiata nonostante i lunghi anni passati dall'ultima volta in cui i due si erano visti.

Una trama come detto basilare, già vista in molte altre serie ma, come si dice, "Mai giudicare un libro dalla copertina"? Frase migliore non riuscirei a trovare.
E infatti nonostante un primo episodio (a mio avviso volutamente introduttivo) privo di emozioni, tutt'altro va detto per il resto della serie. Un susseguirsi di scene decisamente tenere e ricordi malinconici vi terranno attaccati allo schermo; una mano sul mouse e l'altra con un fazzoletto per le lacrime che potrebbero uscire dai vostri occhi quando meno ve lo aspettate.
Ricordi che inevitabilmente si mischieranno ai vostri, perché tutti in fondo da bambini avete avuto il vostro gruppo di amici, il vostro "rifugio segreto", i vostri sogni e i vostri desideri. Tutto una volta cresciuti è diventato più difficile e poco è lo spazio riservato a quei desideri un tempo tanto importanti. Le priorità cambiano così come le persone. Una realtà spesso più dura di come l'avevamo immaginata da bambini. Ed è proprio questo che "AnoHana" ci mostra ed è proprio per questo che non potrete non immedesimarvi in uno dei protagonisti e vivere in pieno la loro storia.

Graficamente "AnoHana" è molto appagante e dà sempre la sensazione di amalgamarsi perfettamente alla storia narrata. L'audio aumenterà notevolmente le vostre percentuali di probabilità di "uscita lacrime improvvise" e il chara design è ottimo.
In conclusione "AnoHana" è un ottimo anime che vi trascinerà fino all'undicesima puntata con una velocità disarmante tanto da arrivare a sperare che non finisca mai e che non arrivi l'epilogo. Sicuramente non rimarrà negli annali ma forse un angolino nel vostro cuore lo troverà.

Orphen




VerderameAlih
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 6

Le persone muoiono. Le persone si allontanano. Le persone cambiano. Le persone tornano a vivere.
L'unico elemento che però rimane invariato, oltre ai sentimenti veri - che siano amicizia o amore - è il tempo: perché esso è inflessibile, non smette mai di scorrere, neanche di fronte a una morte ingiusta come quella di Meiko Honma giunta in tenera età. Meiko muore, quando ha l'intera vita dinnanzi a sé, che appare come un immenso sogno da scoprire. La vita è un sogno, soprattutto se gli occhi che guardano il mondo sono quelli della piccola, dolce Menma.
Ma può anche rivelarsi un incubo, questa vita, soprattutto per coloro che sono costretti a restare e a cercare un modo per andare avanti: Jintan, Anaru, Poppo, Yukihatsu e Tsuruko sono queste persone, quelli che sono rimasti e che sono dilaniati da una sofferenza che non sanno neanche esternare.
In sintesi, questo è "Ano hi mita hana no namae o bokutachi wa mada shiranai" che, tradotto letteralmente, significa "Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno": è un anime composto da 11 episodi che include diversi generi al suo interno, come il drammatico, il sentimentale e lo slice of life.
Ci sono cose, a questo mondo, che sanno toccare l'animo di un essere umano fin nel profondo del suo cuore: la morte, la vita, il cambiamento, la crescita. Ci sono cose, in quest'anime, che vi toccheranno se sareste predisposti a lasciarvi sfiorare dalla voce vivace di Menma, dai segreti non ancora confessati di Yukihatsu, dalle battute di Poppo, dagli sguardi eloquenti di Tsuruko, dall'insicurezza di Anaru e, ovviamente, dalla non-vita che conduce Jintan, ovvero il protagonista di questa drammatica storia.

La vita può cambiare da un momento all'altro in bene o in male, come è successo a un gruppo qualsiasi di amici: Menma, una di loro, muore all'improvviso. Ma dopo diversi anni lei compare a Jintan, un tempo il "capo" del gruppo, chiedendogli di aiutarla a esaudire il suo desiderio - un desiderio che lei però non ricorda affatto.
Le cose ormai sono cambiate: tutti si sono divisi; hanno finito per prendere strade differenti, perché la morte si è mischiata troppo presto alle loro vite.
Qual è il vero desiderio di Menma? Gli altri ragazzi e ragazze del gruppo crederanno alle parole di Jintan? Il nostro protagonista riuscirà a riavvicinarsi ai suoi vecchi amici? E come ognuno di loro ha affrontato l'orribile perdita di Menma?
Sono andanti avanti? No, nessuno di loro è andato avanti. Il tempo si è fermato per tutti, e soltanto adesso ha ripreso a scorrere come un fiume inarrestabile, inondandoli di nuove emozioni che forse avevano perfino dimenticato di essere in grado di provare.

"Ano Hana" è quel tipo di anime creato con l'apposito intento di fare commuovere chi decide di visionarlo. Esso a mio parere è stato creato proprio per inondare gli occhi di chi lo sta guardando e che entra, in un modo o nell'altro, nelle vicende dei protagonisti che si intrecciano in una storia drammatica, realistica e molto toccante. È un racconto di formazione, di crescita e di analisi interiore: ogni personaggio, segnato in modo irrimediabile dalla prematura morte di Menma, subirà la sua evoluzione e ci verranno mostrati i lati più intimi del loro animo distrutto.
È proprio quest'impronta fin troppo palesemente drammatica, volta a fare commuovere per forza chi guarda, che disegna una grande macchia in quest'anime: "AnoHana" è carico di scene e di dialoghi confezionati per far piangere, esso cerca di spingerti sull'orlo delle lacrime nel corso di molte scene.
I personaggi possono essere amati o detestati a seconda di come vengono percepiti: sono realistici o in realtà sono semplicemente stereotipati e, introdotti in un contesto così drammatico, tentano di apparire veritieri? In tutta sincerità, anche se sono più propensa verso la seconda opzione, devo ammettere che secondo me non c'è una risposta: perché dopo avere riflettuto a lungo sono giunta alla conclusione che molto probabilmente possano essere entrambi contemporaneamente.

Sono memorabili le musiche che accompagnano le vicende dei Busters della Pace, specialmente quelle dolci e malinconiche.
I disegni sono meravigliosi: ho apprezzato in modo particolare gli sfondi estivi, colmi di calore e di vita.
"AnoHana" è per me un prodotto confezionato con il preciso obiettivo di commuovere le masse e, al suo interno, si muovono personaggi che versano moltissime lacrime. Questo accade perché sono rimasti aggrappati ai momenti felici e tristi del passato, come se si trattasse di una mera ancora di salvezza, senza riuscire mai a voltare pagina per continuare a scrivere le loro vite.
Il dolore non può restare sepolto per sempre nel cuore di chi vive.




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Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 7

"AnoHana" è un anime triste e malinconico sin dal primo episodio, un anime che racconta come la grande amicizia che c'è tra un gruppo di ragazzi possa venire sconvolta dalla morte di una di essi. E' un anime che ti lascia dentro qualcosa, che ti fa provare delle forti emozioni, capace di scalfire anche la scorza dei cuori dei meno sensibili. Una storia ben fatta insomma, che pone come protagonisti tutti i sei amici, senza tralasciare nulla, anche se forse risulta un poco pesante dal momento che il principale tema è la drammaticità e la falsa auto-attribuzione di colpe da parte di tutti i protagonisti.
Ho riscontrato dei disegni molto belli e curati, delle animazioni fluide e dei volti dei personaggi fortemente espressivi. Trovo le musiche carine, con opening ed ending degne di nota. Nel complesso do 7 e 1/2.




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Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8

Trama & commento: 7 - Quest'anime è abbastanza particolare e insolito. La storia racconta di Jintan, un ragazzo che ha abbandonato la scuola e vive da solo con il padre. Ma in realtà non è solo, infatti riesce a vedere il fantasma di una sua cara amica deceduta da piccola: Menma. Il problema è che solo lui riesce a vederla e non ne capisce il perché: allucinazione o fenomeno soprannaturale? Indagando su questo, spinto da Menma, Jintan ritroverà la sua vecchia compagnia di amici, separatasi da bambini prendendo strade diverse: sarà un'occasione per ricostruire i vecchi rapporti e per fare trapassare Menma, che ha un ultimo desiderio da realizzare.
La trama, dopo un primo colpo di scena già all'episodio 1, s'incentra sulla ricerca del desiderio che permetterà a Menma di raggiungere il nirvana; parallelamente l'altro elemento interessante è la ricostruzione di ciò che accadde in passato, il giorno in cui la ragazza morì. In realtà la trama non è particolarmente veloce, ma ci propone un ottimo finale e qualche colpo di scena qua e là.

Personaggi: 9 - Il vero punto di forza di quest'anime è il rapporto tra il passato e il presente, tra come i personaggi erano e come sono e soprattutto sui rapporti che loro avevano allora e che hanno adesso. Molto interessante è quindi vedere come tutti i ragazzi protagonisti hanno reagito e stanno reagendo tuttora alla scomparsa della loro amica. Possiamo immaginarci i personaggi come chiodi, collegati tra loro da fili: quando un chiodo (Menma) sparisce i fili (rapporti) si tendono, si rompono o si afflosciano.
Quindi ogni personaggio ha il suo dramma e il suo modo di reagire: Jintan si è chiuso in se stesso, Anaru tende a vivere nel passato e cerca di distrarsi seguendo le mode e circondandosi di persone superficiali, Yukiatsu cerca di nascondere i suoi sentimenti buttandosi sullo studio, Tsuruko ha perso la fiducia in se stessa e Poppo ha deciso di viaggiare il per il mondo. Ognuno ha cercato dunque di dimenticare ma l'occasione che gli permette di rivedersi riaccende i vecchi sentimenti e i vecchi asti.
Anche i personaggi secondari, come i genitori dei ragazzi e simili, sono ben caratterizzati.

Grafica: 9 - La grafica è curatissima e molto luminosa. Il design dei personaggi è molto buono, grandi occhi colorati e capelli appuntiti, rimanendo però credibili; hanno molti particolari, soprattutto sui vestiti che non rimangono sempre gli stessi ma cambiano di episodio in episodio così come anche l'aspetto dei personaggi che cambiano, ad esempio, taglio di capelli. Gli sfondi riescono ancora meglio a essere perfetti nella loro spettacolarità: bellissimi paesaggi ma anche i luoghi interni sono realizzati con molti particolari.

Musiche: 7,5 - Trovo opening ed ending carine, così come le musiche durante gli episodi. Tuttavia ne viene fatto un uso che spesso aiuta concretamente a creare l'atmosfera voluta, così da arrivare direttamente al cuore dello spettatore.

Animazione: 8,5 - L'animazione è di buon livello e si mantiene di qualità costante. La cura si vede nelle piccole cose come i capelli, ad esempio, ma anche nelle scene di corsa o inseguimento veramente ben realizzate.

Tot: 8
"AnoHana" è un anime veramente consigliato a tutti.




TWINKLE
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 7

Mi aspetto il drammone, e trovo dei primi episodi tutto sommato divertenti. Mi aspetto quindi una commedia stile Toradora (medesimo, apprezzato staff) con fantasma appresso, ma poi l'anime si ributta sui lacrimoni della peggior scuola Key Visual. Mi aspetto lo "slice of life" realistico nonostante il tocco paranormale, ma trovo situazioni difficilmente credibili. Mi aspetto a quel punto la porcata, e invece trovo un prodotto ben confezionato, privo inoltre delle lungaggini della parte centrale di Toradora, e con una caratterizzazione dei personaggi tutto sommato ammirevole, seppur con alcune sbavature.

Portato in Italia in tempi record da Dynit, insieme all'altro successone del 2011 "Maho Shojo Madoka Magica", "AnoHana", doverosa abbreviazione di "Ano hi mita hana no namae o bokutachi wa mada shiranai" ("Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno") narra la storia di cinque adolescenti, amici nella loro infanzia - formavano un gruppo nominato "Super Busters della pace" - ma che ormai, in seguito a un fatale incidente accaduto al sesto vivace membro del gruppo, Meiko Honma detta "Menma", non si frequentano più. Jinta Yadomi, il leader, è diventato un hikikomori che si rifiuta di andare a scuola, Naruko Anjo "Anaru" frequenta amiche superficiali e alla moda, Tetsudo Hisakawa "Poppo" gira per il mondo facendo lavoretti part-time mentre gli altri due, Atsumu Matsuyuki "Yukiatsu" e Chiriko Tsurumi "Tsuruko" sono invece rimasti in contatto tra loro diventando studenti modello con la testa sulle spalle.
Un bel giorno però Jinta riceve l'inaspettata visita di Menma in versione fantasma, che a quanto pare non riesce a raggiungere il Nirvana per un qualche motivo, un desiderio, che non riesce a ricordare. Solo Jinta può vederla e udire la sua voce, ma per aiutarla dovrà necessariamente riprendere i contatti con gli altri membri dei Super Busters della Pace.

Menma come veicolo per ricongiungersi con quel fatidico giorno, per fare i conti con il proprio passato, ordine nei propri sentimenti, e quindi crescere. Questo è in sintesi "AnoHana", ognuno dei cinque ragazzi porta un pesante senso di colpa nei confronti di Menma e c'è quindi chi non vede di buon occhio il suo improvviso ritorno. Se da un lato è plausibile un'esplosione di sentimenti repressi da dieci anni a questa parte con prevedibili e in parte stucchevoli fiumi di lacrime, dall'altra risulta meno credibile che, a distanza di tanti anni, i ragazzi provino ancora gli stessi sentimenti verso la loro amica defunta come se il tempo si fosse fermato. Con un hikikomori come Jintan è comprensibile, ma non per i restanti membri nel pieno della loro vita adolescenziale e scolastica.
Passando però sopra queste perplessità ci ritroviamo con una discreta serie tutta d'un pezzo di 11 episodi che possono regalare bellissimi momenti, un buon character design, personaggi interessanti da seguire nella loro maturazione, un piacevole accompagnamento sonoro - l'ending "Secret Base", è splendida - e un ottimo doppiaggio, tanto quello originale quanto quello italiano Dynit dopo le poco convincenti performance di Toradora.

"AnoHana" attinge alla tipologia di pubblico orfana di Clannad et similia, che non chiede, si commuove, si emoziona senza pretendere chissà quale risvolto realistico, chissà quale senso logico agli atteggiamenti dei personaggi, o degli attori, giacché "AnoHana", come del resto il precedente Toradora con i suoi esagerati melodrammi, si può considerare un anime teatrale, dove tutto è enfatizzato, dove tutto fa spettacolo, sta a voi decidere se accettare o meno questa loro natura. Coloro in cerca di realismo meglio si rivolgano altrove.




Kouga
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

Raramente ho avuto modo di visionare prodotti così belli, sotto ogni punto di vista, e, se devo pensare a cosa mi ha emozionato tanto, parlo inesorabilmente di classici, vecchi o nuovi che siano. AnoHana è recentissima sotto questo aspetto, poiché è una serie targata 2011, e conclusa solamente di recente in Giappone.
Composta da 11 episodi (il formato è poco meno di una midseason contro le 26 canoniche), è prodotta dallo stesso staff che ha lavorato al più famoso Toradora! attualmente in onda in Italia sugli schermi di Rai4; e appartiene al genere che prediligo: lo slice-of-life.

La storia ruota attorno a un gruppo di sei amici composto da Jinta, Yukiatsu, Poppo, Menma, Anaru e Tsuruko, rispettivamente tre ragazze e tre ragazzi. Una tragedia li ha divisi quand'erano piccoli e, perdendosi di vista, i ragazzi sono cresciuti diventando per certi versi ciò che non sarebbero voluti essere. Quando diversi anni dopo, una di loro, Menma, si presenta a casa di Jinta chiedendogli di realizzare il suo più grande desiderio, il gruppo, che lo voglia o meno, sarà costretto a riunirsi.

Questo è solo l'incipit della storia in sé, molte sono le tematiche narrate: problemi famigliari, disagio sociale, il complesso dell'otaku e dell'hikikomori, il dramma del lutto, fenomeni sovrannaturali, i rapporti personali e, chiave più importante, i sentimenti non confessati, le parole non dette e lasciati naufragare nel mare del tempo e dei ricordi. La crescita rappresenta per tutti un cambiamento radicale: ogni tot anni siamo messi di fronte a nuovi scenari, nuove sfide e a nuovi problemi che di tanto in tanto ci impongono di compiere scelte che instaurano in noi nuove consapevolezze e sentimenti, quali la nostalgia. AnoHana è un campione assoluto in questo senso; è impossibile non commuoversi e non immedesimarsi nei vari personaggi che si completano l'un l'altro con diverse sfumature, ognuno con il proprio passato, i propri fantasmi, i propri sensi di colpa e l'esasperato desiderio di andare avanti e non sentirsi più così inadeguati di fronte alla vita.

Se la storia è di per sé un piccolo gioiello, la realizzazione tecnica che va a confezionarla non è da meno, poiché, per tutta la durata della serie, ci troviamo di fronte a un prodotto di altissimo livello: un character design godibile e gradevole, animazioni fluide e colorate, paesaggi realistici e una cgi mai usata a sproposito, ma accennata quel che basta. Ottima la scelta anche della colonna sonora che tra score, opening ed ending esprime appieno i sentimenti e i messaggi che il prodotto vuole lanciare.

In conclusione, AnoHana è una serie splendida, probabilmente uno dei prodotti migliori nel suo genere e che non può mancare nella vostra collezione emotiva. I migliori riguardi sono dovuti a questa produzione che rasenta la perfezione e che ha il pregio di non dilungarsi troppo, emozionando e rapendo in crescendo, dall'inizio alla fine. Se cercate qualcosa che vi farà sorridere, emozionare e piangere, AnoHana è esattamente ciò che fa al caso vostro.




onizuka90
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 5

"Ano Hi Mita Hana no Namae o Bokutachi wa Mada Shiranai" abbreviato "AnoHana" è una serie del 2011 diretta da Tatsuyuki Nagai, noto anche per "Toradora!", e prodotta dallo studio A-1 Pictures.
I primi episodi di AnoHana erano riusciti a illudermi che questo titolo potesse avere grandi potenzialità, ma devo con rammarico constatare che il risultato finale è stato ben al di sotto delle mie aspettative. Forse mi aspettavo qualcosa di meno ovvio e svenevole e la conclusione, seppur con un retrogusto amaro, si caratterizza per uno stucchevole buonismo a me insopportabile. Gli autori sono riusciti infatti nell'intento di rendere un finale di per sé triste in un qualcosa che abbia lo stesso un contenuto positivo, a banalizzare quella che poteva essere una stupenda e tragica conclusione volendo a tutti i costi ostentare buoni propositi capaci solo di produrre compromessi confusi e di basso livello, sfociando quindi in uno scialbo eccesso di buoni sentimenti, suggestivo ma anodino.

Andiamo a vedere quali sono i difetti di "AnoHana", partendo da una breve descrizione della trama.
La storia tratta di un gruppo di sei amici d'infanzia che cercano di riprendere i contatti tra di loro dopo essersi persi di vista nel corso degli anni. Il motivo di tale separazione è stato in gran parte un fatale incidente che ha portato al decesso di una di loro: Menma.
Tempo dopo, alle superiori, presso la casa di uno dei ragazzi (Jintan) fa la sua comparsa quello che si potrebbe definire un fantasma dell'amica morta, il quale, non riuscendo ad “andare in paradiso” per un rimpianto, è rimasto in una sorta di temporanea forma contingente affinché possa esaudire il suo desiderio e così guadagnare la pace. Ad aiutarla ci penserà il ragazzo in questione assieme a tutto il gruppo di amici, che per questo motivo si riavvicinerà.

Fin dall'inizio si è portati a credere, in modo fallace, che il protagonista della storia sia Jintan Yadomi. Niente di più sbagliato, il perno centrale della vicenda è Menma, l'intera narrazione si svolge in sua funzione rendendola il sole che illumina il sistema di personaggi che le gravita attorno. Essi infatti hanno tutti un legame con lei, risalente al tempo in cui erano amici d'infanzia e questo fardello grava ancora, pesante, sulle loro spalle a distanza di anni.
Il gruppo di amici e le loro relazioni girano dunque tutti attorno a Menma. Ognuno sente di avere qualcosa da farsi perdonare, si rivelano con forza gelosie e segreti.
Tutti e cinque presentano delle ragioni particolari per fare andare Menma in paradiso, di certo non encomiabili in quanto di origine egoistica: sperano infatti, con la morte della ragazza, di raggiungere i loro obiettivi e insieme di pulire la loro coscienza. Queste motivazioni realistiche e in un certo qual modo convincenti verranno spazzate via da un buonismo senza pari, dovuto per lo più alla figura, al modello, della loro sventurata amica.

L'insieme di relazioni che si intrecciano viene perciò ad essere poco credibile e quantomai artificioso. Nonostante la caratterizzazione dei personaggi sia piuttosto ben fatta, si rovina il tutto con banali e scontati triangoli amorosi, i quali naturalmente vedono al centro Menma e l'invidia delle altre due ragazze (Tsurumi e Anaru) il cui ruolo non è altro che quello di essere gelose e infelici tutto il tempo.
Deplorevole il tentativo della regia di fare piangere “a ogni costo”, mediante l'utilizzo di scene strappalacrime, profluvi di piagnistei isterici e immotivati. Si assiste a una vera e propria presa per i fondelli. Lapalissiano è il tentativo di ostentare il più possibile la disperazione di questi ragazzi nel perdere di nuovo la loro amica, aggiungendo la drammaticità del tentativo di fare andare diversamente le cose rispetto al passato. La similitudine con il nascondino e l'insieme di reazioni esagerate dei personaggi mi sono sembrati artifici furbeschi per rendere il tutto stucchevolmente melodrammatico fin nel midollo. Il risultato finale è un qualcosa di troppo forzato e per nulla delicato, a differenza che in altri anime quali "Clannad" o "Air", dove l'esagerazione nella drammaticità è gestita alla perfezione senza sembrare eccessiva o pesante.

Accennavo prima al fatto che le caratterizzazioni dei personaggi fossero buone, perlomeno ben costruite.
In realtà le uniche figure interessanti sono due. Una è la madre di Menma, che non riuscendo a superare il doloroso passato si chiude in sé, nei suoi ricordi, fuggendo la realtà. Purtroppo però non viene approfondito come personaggio poiché secondario. L'altra figura degna di nota è Yukiatsu, che cela maldestramente una vera e propria ossessione per Menma, costringendosi a compiere gli atti più assurdi ed impensabili, nonostante la sua apparente posatezza. Per questo suo fardello soffre incredibilmente ed è forse l'unico che ha davvero motivo di farlo.
Jintan invece ha una caratterizzazione a dir poco scontata. Colui il quale dovrebbe presentare la migliore caratterizzazione e costituire il fattore portante della storia si rivela un personaggio dalla pochezza infinita, incapace di agire secondo coscienza: sembra essere il tipico personaggio buono e altruista, che però sente il peso delle colpe del passato, il quale lo rende così apatico e incapace di reagire agli stimoli esterni. Si salva poiché anche lui come gli altri alla fine mostra il suo lato egoista.

E poi c'è Poppo. Per il suo rammarico scappò dalla città dove avvenne l'incidente e usò come strumento di fuga da se stesso e dagli altri il viaggio. Nulla però viene spiegato di come possa badare alla sua sussistenza o se abbia dei genitori, una famiglia. Insomma un personaggio simpatico, ma inserito malissimo all'interno della storia. Dal punto di vista psicologico però è interessante, meglio degli altri, ma le sue vere motivazioni vengono a galla troppo tardi e sono tratteggiate superficialmente.
Per quanto riguarda Menma lei è un non-personaggio. Non ha una caratterizzazione credibile ma si erge più a simbolo, modello di sincerità ed innocenza. Menma è pura, incredibilmente pura ed è per questo che è il perno della vicenda. I cinque ragazzi confrontandosi con lei verranno messi di fronte alla loro pochezza e da qui avranno la propulsione che li porterà a migliorare.

Mi ha poi lasciato perplesso il pressapochismo con cui viene trattato il tema della morte e dell'aldilà. Di certo non mi aspettavo che ci si calasse in riflessioni escatologiche di grande spessore, ma rimane una lacuna gravosa poiché l'attenzione è tutta spostata sul contingente e non sull'effettivo destino della ragazza per il quale è scontato che nell'aldilà ci sia la salvezza. Forse per distanza culturale rispetto alle concezioni nipponiche, non ho poi compreso come potessero risultare credibili i riferimenti alla reincarnazione e quant'altro, il che mi ha reso abbastanza scettico in merito a codesti temi.

Dal punto di vista tecnico non posso che rimanere ammirato per l'incredibile realizzazione grafica, l'animazione è fluida e gli sfondi sono spettacolari.
Le musiche, le ho trovate ordinarie, l'opening e l'ending abbastanza d'effetto.
Concludendo ritengo che "AnoHana" avesse delle potenzialità enormi per quanto riguarda l'idea di base, ma che il lavoro svolto non sia riuscito a valorizzare certe tematiche puntando su una massiccia esagerazione delle scene drammatiche, tanto da risultare stucchevole e per nulla delicato se non in rare eccezioni, tutte legate al personaggio di Menma, il cui doppiaggio rende incredibilmente bene le sue dolcezza e ingenuità. Soprattutto nelle battute finali.
Il voto sarebbe quasi sufficiente se non fosse per alcuni difetti sui quali non posso assolutamente sorvolare, questo all'interno della mia personalissima considerazione della serie. "AnoHana" rimane comunque un'opera che si sa distinguere e nel suo genere è davvero da considerarsi buona, perciò guardatela, probabilmente non ne rimarrete delusi se siete in cerca di emozioni forti e drammaticità ad alti livelli.




Ironic74
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

La perdita di una persona cara è una delle fasi della vita tra le più sconvolgenti; fa prendere coscienza della ineluttabilità della vita umana e provoca un trauma il più delle volte davvero difficile da superare, a maggior ragione se si è in giovane età, quando si dovrebbe pensare a tutt'altro che a questo. E' questo il tema che non t'aspetti da un'anime, soprattutto se a narrarcelo è l'intero staff di una serie vincente come "Toradora". Cosa abbia spinto questo gruppo a scegliere una storia come AnoHana (riduzione della frase giapponese “ancora non sappiamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno”) non è dato sapersi, anche perché sarebbe stato per loro molto più facile dare vita a una molto più semplice e scanzonata commediola scolastica con un personaggio alla Taiga e il successo sarebbe arrivato garantito. Non è andata così e ne siamo tutti felici perché questo staff fa di nuovo centro, confermandosi una delle migliori realtà dell'animazione nipponica degli ultimi anni e salvando la stagione del programma NotaminA, tra i più celebri contenitori di anime televisivi made in Japan, che veniva da alcuni flop non preventivati.

La storia di per sé ha una trama molto semplice data anche la brevità della serie in questione - appena 11 puntate - e si concentra su un'estate molto particolare per un gruppo di ragazzi, praticamente indivisibili ai tempi delle elementari fino al momento del dramma dovuto alla perdita dell'amica più carismatica e amata. Dopo 10 anni questi ragazzi non hanno ancora superato questo shock affrontando, ognuno separatamente, a proprio modo il dolore in un continuo tentativo di fuga o di menzogna a se stessi e agli altri. Toccherà a Menma, l'amica scomparsa, fare in modo che le vite dei suoi cari amici tornino a incrociarsi per superare insieme il trauma comune, con tante difficoltà e rifiuti.
Tra fiumi di lacrime e momenti agro dolci AnoHana vive il trionfo della semplicità e il piacere di assistere a una bella storia di crescita personale che tocca nel vivo un po' ogni spettatore (chi non vorrebbe rivedere anche se solo per pochi minuti le persone tanto amate che non ci sono più?) sapientemente sceneggiata con un crescendo emozionale che ravviva ogni puntata senza le pesantezze che lo sviscerare tanta intimità personale poteva causare.

Tutto è al posto giusto in questa serie, dagli sfondi e dai disegni caldi che ci fanno sentire il profumo dell'estate alla computer grafica mai inopportuna, fino al chara design che ci riporta alla mente i personaggi amati in "Toradora". Menzione a parte per la colonna sonora, molto coinvolgente, e per le due canzoni assolutamente azzeccate su cui spicca la cover “Secret Base”, perché in fin dei conti anche noi abbiamo una base segreta dove fare ritorno per sentirci ancora bambini ed è l'animazione nipponica che riesce a sorprendermi ancora oggi a 37 anni con un gioiellino come "AnoHana".




Kappei
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

Dopo il meritato successo riscosso con "Toradora!", lo staff al completo ritorna con un nuovo anime: "Ano Hi Mita Hana no Namae o Bokutachi wa Mada Shiranai", o più semplicemente conosciuto come "AnoHana". Le aspettative, viste le premesse, erano decisamente alte. Dopo averci stupito con un classica commedia scolastico-sentimentale, disseminata di interessantissimi spunti originali, questa volta gli autori hanno deciso di cimentarsi in una storia dal sapore più malinconico, uno slife of life che punta diritto al cuore.
Preparate i fazzoletti.

Questo breve cammino, gli 11 episodi risultano una scelta azzeccata per una storia che non necessita di inutili fronzoli, ci racconta uno scorcio di vita, una parentesi che si apre sulla vita di questi ragazzi durante il loro passaggio più difficile. Un tragico incidente cambierà per sempre questo tragitto, come un passaggio di boa, li costringerà ad affrontare una morte prematura, quella di una loro compagna (Menma), e a farsi carico di tutte le difficili conseguenze che questo evento causerà. Dovranno fare i conti, ormai liceali, con i sensi di colpa e le insicurezze che il tempo non è riuscito a cancellare.
Jintan, da leader del gruppo, ora passa le sue giornate rinchiuso in casa, a un passo dal diventare un Hhikikomori; Anaru è ossessionata dal suo aspetto estetico; Yukiatsu ha approccio morboso verso il dolore e si traveste di nascosto con gli indumenti di Menma; Tsuruko non è capace di gestire i propri sentimenti e affronta le situazioni con fittizia freddezza; Poppo dopo aver abbandonato la scuola ha intrapreso una serie di lunghi viaggi per fuggire da un ricordo troppo opprimente. E quel legame, che un tempo li univa, si è perso con il passare degli anni.
Ma quando Menma appare, una mattina d'estate, accanto a Jintan...

Un ritmo che segue il tempo dall'inizio alla fine, che non cambia, asseconda lo spettatore con battiti lenti, che ogni tanto accelerano, per poi tornare a quel ritmo che ormai ci sembra familiare. L'anime avanza come una favola molto delicata, che ha paura di fare rumore, e allora con passi molto lenti e brevi si muove in ogni direzione senza che quasi ce ne accorgiamo. Ed è proprio in quei momenti che ti entra dentro, scava attraverso le emozioni più banali, scontate, ma che sanno riempirti il cuore con sincerità. Si avverte una verità di fondo, e tanto basta per lasciarsi andare. "AnoHana" non è un anime pretenzioso, è uno spaccato di vita, una storia qualunque che riguarda tutti. Racconta di un cambiamento drastico che ci mette davanti a scelte difficili, che ci obbliga a progredire, ad andare avanti, perché chi resta indietro viene sopraffatto. Sono quelle paure, quelle insicurezze, con cui ognuno di noi ha fatto i conti. In questo caso l'elemento scatenante è un "fantasma", che innesca un domino di eventi impossibili da fermare. Perché per quanto si provi a rimandare, per quanto si cerchi di nascondersi, alla fine c'è un inevitabile incontro con il quale bisognerà fare i conti. Ed è qui che i nostri protagonisti entrano in gioco, quando quell'"incontro" diventa un passaggio obbligato, se non vogliono rischiare d'impazzire.
Non mancano all'appello diversi momenti comici, che spezzano quel filo malinconico regalando alcuni siparietti decisamente esilaranti. Il tutto gestito con estrema naturalezza, senza che mai la storia risulti pesante, giocando su una tristezza mai fine a se stessa.

Ottima è la realizzazione grafica, decisamente curati e ispirati gli ambienti, con colori netti e intensi. Dove forse risultano leggermente meno "curati" (ma parliamo di un'inezia) alcuni personaggi. Il tutto è accompagnato da melodie d'atmosfera e mai invadenti.
"AnoHana" è una favola molto delicata, capace di suscitare lacrime sincere, qualche sorriso, e diversi momenti di riflessione. Uno scorcio di vita, mai invadente, che saprà regalare delle emozioni molto intense e mai banali.




Rieper
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 5

Ci sono anime che fanno commuovere, specie alla fine riescono a far piangere anche i più duri di cuore. 'AnoHana' non è che faccia commuovere, la realtà è che vuole a tutti costi fare scoppiare in lacrime lo spettatore che, come nel mio caso, al contrario rimane alquanto titubante.

La storia si svolge in una calda estate dove un gruppo di amici, un tempo molto uniti, oramai a malapena si salutano l'un l'altro. La motivazione è da ricercarsi nella perdita di uno dei membri di questa combriccola, una ragazzina di nome Menma morta tragicamente in un incidente. Questi ragazzi tramite una serie di circostanze molto particolari, ma a mio parere anche molto sconclusionate, tenteranno di riallacciare i rapporti... o almeno alcuni.

'AnoHana' ha una particolarità di fondo: la forzata vena drammatica. In questi 11 episodi si vedono i personaggi piangere, urlare, affrontarsi, mostrare lati oscuri e anche un po' odiosi di loro stessi, e le modalità con cui lo fanno hanno del ridicolo. Sembra una puntata di 'Uomini & Donne', dove tutti urlano si dimenano si lanciano bestemmie tra di loro, ma in fin dei conti a nessuno, men che meno allo spettatore, può fregar qualcosa. La narrazione oltretutto è a volte troppo rapida e a volte troppo lenta, inoltre in più di un occasione non si riuscirà a comprendere dove vogliano andare a parare i personaggi.

Tecnicamente l'opera risulta decisamente ben fatta specie per i colori che, anche se a volte molto accesi, risultano molto belli. I personaggi risulteranno fisicamente molto diversi gli uni dagli altri, con disegni ben lontani dal classico "stampino". Le animazioni sono abbastanza fluide e anche i giochi di luce rendono a perfezione. Il comparto audio è buono se consideriamo la sigla d'apertura e quella di chiusura, molto orecchiabili entrambe.

Insomma questo 'AnoHana' poteva essere l'anime migliore del 2011, io ci contavo, eppure è risultato essere niente più che uno slice of life appena abbozzato, imbottito di falsi sentimenti umani tirati all'assurdo e di vicende senza senso alcuno. Un vero peccato, ma d'altronde cercare di "costringere" una persona a piangere non è il modo esatto per creare un buon anime e il risultato è abbastanza evidente.




PiccolaCreamy88
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

Come oramai avranno capito in molti, AnoHana tratta un tema drammatico e delicato. Tratta la morte di una ragazzina (Meiko Honma, chiamata Menma) e delle relative conseguenze su chi la circondava e le voleva bene: il suo gruppo di amici d'infanzia, i suoi genitori. Comunque, per evitare di scivolare in fastidiosi spoilers, non mi dilungherò ulteriormente sulla storia.

In ogni modo, già dal primo episodio spiccano la professionalità e il "saperci fare" della regia. Ogni minuto scorre piacevolmente, qualsiasi "gesto" incuriosisce e invoglia a proseguire. Il tutto è anche favorito dai buoni disegni, dalle vive colorazioni e dallo spessore psicologico dei personaggi - particolarmente riuscita è la stessa Menma - anche se molti di loro sembrano stereotipati, incluso lo stesso co-protagonista, Jintan.
Le colonne sonore sono discrete, specialmente quelle malinconiche e, a mio parere, l'ending ("Secret Base" cantata dagli ZONE) merita tantissimo, specialmente quando accompagna i momenti "cruciali" al termine di ogni puntata.

Comunque, anche se alla fine la storia s'è sciolta senza "corse contro il tempo", credo che 11 episodi siano stati troppo pochi perché in pratica non ci sono "parentesi", non si vede e non si parla mai d'altro, non si approfondisce nessun contesto che non sia quello che riguarda gli altri in relazione a Menma. E anzi, la vicenda di Menma, i ricordi a lei correlati a tratti diventano anche ripetitivi.
L'ultimo, ma non per importanza, aspetto che non ho gradito è stato l'implicito ma evidente fanservice che ruota attorno ad Anaru: inadatto alla situazione.

Tutto sommato, AnoHana m'è piaciuto davvero molto anche se in realtà il mio voto può considerarsi un 8,5. Infatti, con quel mezzo punto in più, ho voluto premiare l'anime per le piccole emozioni che mi ha lasciato, non solo durante lo scioglimento della vicenda, ma per tutta la serie. Consigliato a tutti, specialmente agli appassionati del sentimentale-drammatico che non hanno troppe pretese: 9.




Tacchan
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10

'AnoHana' è una dolce e divertente storia di amicizia finita in modo drammatico, ma che il tempo può aiutare a recuperare, magari con un pizzico d'aiuto inaspettato. 'AnoHana' racconta le vicende di un gruppo di ragazzi che, pur avendo vissuto insieme e in modo affiatato l'infanzia, si trovano ora lontani e in certi casi pieni di rancore nei confronti dei vecchi amici. A causare questa separazione è stata una tragedia che ha visto la morte di una di loro, cambiando per sempre la loro vita e riempendola di sensi di colpa e rimpianti.
Con la giusta spinta il danno non è ancora irrecuperabile, anche se di certo la strada è ormai in salita, ma quando l'aiuto arriva direttamente dal cielo nulla è impossibile.

'AnoHana' si pone come obiettivo quello di fare emozionare e d'imbastisce una trama che potenzialmente sarebbe ricca di momenti di commozione. Potrebbe buttarla sul drammatico e di certo sarebbe riuscito facilmente, dato il soggetto, a fare sgorgare copiose lacrime dai suoi spettatori. Queste non mancheranno, ma avranno un retro gusto dolce e divertente, perché l'anime non prende scorciatoie e in primis propone una trama divertente e in grado di fare prima di tutto sorridere.
Tale caratteristica, l'ho davvero apprezzata, la serie risulta simpatica e strappa sorrisi in continuazione, nonostante l'argomento un po' spinoso e la situazione disagiata dei suoi protagonisti. La trama si sviluppa su due diversi livelli temporali: il presente e il passato, che viene riproposto in flashback man mano sempre più completi e rilevanti, che solo nelle ultime puntate fanno davvero luce su quello che avvenne il giorno della tragedia.

Perfetto è lo stile grafico, grazie soprattutto alla protagonista disegnata in modo accattivante, complice anche la sua tenera caratterizzazione psicologica, che la rende irresistibile. Il cast dei personaggi si dimostra perfettamente studiato: la ragazza sempre sorridente e solare, quella studiosa e fredda, quella più passionale e impulsiva, un ragazzo bonaccione e ricco di entusiasmo, quello figo e pieno di rancore e, infine, il protagonista, introverso e inizialmente incapace di vivere nel mondo reale.
Molto buono trovo anche l'accompagnamento musicale, perfetto il giocare con la sigla finale, che a volte copre le ultime sequenze dell'episodio offrendo alcune sequenze di grande effetto.

'AnoHana' è dolce, discreto nei toni, teneramente commovente.
Riesce a fare sorridere e a divertire parlando di distacco e separazione a seguito di una morte, lo trovo un pregio molto raro. Delicato e piacevole, non cade in facili vittimismi e preferisce essere ottimista e a modo suo solare. Forse non tutti apprezzeranno questa scelta, personalmente l'ho trovata perfetta e azzeccata.
Una bella serie animata. Consigliata.




キョン
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

In un giorno d'estate, davanti agli occhi di Jintan riappare inspiegabilmente Menma, una sua amica d'infanzia morta dieci anni prima per una tragica fatalità: questo è l'incipit misterioso di una storia che ci trascina subito in medias res, dentro una quotidianità turbata da un mistero. Un mistero grazioso ed etereo, perché Menma sembra davvero intessuta della stessa sostanza dei sogni, cresciuta nel corpo rispetto all'età della sua dipartita, ma immutata nello spirito; un mistero buffo, perché Meiko Honma è solo confusamente consapevole del motivo della sua riapparizione, identificato in un indefinito desiderio che la ragazza vorrebbe vedere esaudito.

Il ritorno di Menma dall'aldilà non riguarda solo Jinta Yadomi, ma investe l'intero gruppo dei "Super Busters della Pace", in realtà ormai sfilacciato e dilaniato da conflitti irrisolti. Gli amici d'infanzia di Menma sono un coacervo di passioni e idiosincrasie reciproche; emblematico è il declino del leader, Yadomi, ridottosi a condurre un'esistenza larvale, lontano dalla scuola e dalle amicizie. È in questa reclusione che irrompe la "visione" di Menma, che ha proprio i caratteri di un abbacinante sogno di mezz'estate, la stagione in cui la canicola distorce la realtà, proiettando allucinazioni. C'è un legame tra ciò che si sogna a occhi chiusi e ciò che si immagina a occhi aperti… Eppure, deve riconoscere Jintan, Menma è lì, e non può trattarsi di una semplice illusione. La sua presenza disincarnata sembra avere il peso dell'anima, quando Meiko si avvinghia al petto di Jinta, saltandogli alle spalle.

Pian piano, quel dolce peso s'impone sulle coscienze risvegliate di Anaru, di Poppo, di Tsuruko, e, ovviamente, su quella di Yukiatsu. "Siamo stati lasciati indietro", dirà quest'ultimo ad Anjou; indietro come il loro treno in sosta, fermatosi per lasciare passare un convoglio più veloce. E il ragazzo coglie nel segno. Menma è stata lasciata indietro dal destino, che le ha concesso solo un'esistenza effimera. Jintan è stato lasciato indietro dalla vita, che l'ha relegato "in panchina". Anaru è stata sorpassata dal proprio cuore, che ha battuto forte per tutto il tempo al pensiero di Jintan. Yukiatsu è rimasto fermo al momento in cui Menma è scappata via per rincorrere Yadomi, episodio all'origine della disperata consapevolezza di non essere il prediletto agli occhi di lei. Tsuruko è stata scavalcata dall'amore per Yukiatsu, provando a far finta di non partecipare alla "gara" attraverso un'ostentata freddezza, ritrovandosi tuttavia incapace, alla lunga, di reprimere sentimenti di segno decisamente opposto.

E così la storia si dipana, tra i due grandi esclusi, Yukiatsu e Anaru, che in qualche modo si trovano inevitabilmente ad avvicinarsi, e i due più in debito con il destino, Menma e Jintan, che cercano di sfuggire alla maledizione dell'incompiuto, scagliata da quel tragico giorno di dieci anni prima. Sembra quasi che il gruppo di amici sia rimasto vittima della "sindrome da sopravvissuti", come chiuso a chiave in un tempo sospeso. Può un desiderio esaudito restituire senso alle vite dei sei ragazzi, dileguando nei loro cuori il profondo senso di rimpianto per ciò che non sono riusciti a essere durante tutto quel tempo, inevitabilmente orfani di una presenza insostituibile? Può donare la pace a Menma e restituire ai malinconici Super Busters la speranza in ciò che la vita da domani potrebbe essere? Questo è l'auspicio che mi ha lasciato nell'animo "AnoHana". Ecco perché lo ripongo sullo scaffale degli anime indimenticabili. Forse, anche la brevità della serie ne costituisce un pregio, sebbene lo spettatore rimanga con la voglia di non separarsi più da Menma, allo stesso modo dei suoi vecchi amici.




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Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 5

-CONTIENE SPOILER-

"Ano hi mita hana no namae o bokutachi wa mada shiranai", ovvero "Non conosciamo ancora il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno", è il nome integrale della serie del regista Tatsuyuki Nagai ("Toradora!") che ha letteralmente spopolato nella stagione primaverile d'animazione nipponica del 2011.
Già dall'intitolazione, che è più generalmente riportata con l'abbreviazione in "AnoHana" (e ci credo...), si può presumere l'indole puramente romantica di una produzione di tal genere, che si colloca a metà tra una commedia sentimentale e una storia 'drammatica'. Essenzialmente, "AnoHana" è un normalissimo slice of life portato a sbilanciarsi verso due contesti, sentimentale e drammatico, appunto, che proprio non riescono a ben integrarsi nelle vicende, risultando addirittura insensati: passo più lungo della gamba.

Basta poco ad addentrarsi nella situazione narrata e notare che c'è qualcosa che non va, ma andiamo per ordine: il primo episodio è, quasi inaspettatamente, più chiarificatorio del previsto. Dei primi personaggi apparsi, viene subito rivelato un bel po', grazie anche all'esposizione di un breve flashback che farà da fondamento agli interi avvenimenti dell'anime: esso riguarda l'infanzia dei sei protagonisti, e in particolare il tragico episodio che segna la prematura morte di uno di loro. Si tratta di Meiko Honma, ragazzina che riappare improvvisamente nella vita di Jinta Yadomi, un tempo leader di quella cerchia di amici, che nel frattempo sono tutti cresciuti e frequentano le superiori. Neanche per Meiko, comunque, il tempo pare essersi fermato, dato che sembra anch'essa essere diventata grande.

La surreale convivenza tra lo spirito e il ragazzo non è certo l'elemento che più deve destare stupore in un'opera dall'aria sognante come "AnoHana", nondimeno è impossibile non constatare certe insensatezze ricorrenti che possono davvero recare fastidio allo spettatore più esigente. Innanzitutto, Menma (nomignolo di Meiko): la candida ragazzina è senza dubbio il personaggio più controverso (nel bene e nel male) della serie. E la chiamo 'ragazzina' anche se in realtà, come già accennato, dovrebbe avere la stessa età dei suoi 'ex-amichetti', ma il fatto è che non li dimostra affatto, né fisicamente, né tanto meno caratterialmente! Sa benissimo di essere morta tempo fa, e di riuscire a fare percepire concretamente la sua presenza soltanto a Jintan - il motivo di ciò verrà spiegato tardi e con un espediente fragile e banale - tuttavia s'ostina, imperterrita, ad agire come se tutti potessero vederla o udirla. Oltre ad adottare quest'atteggiamento a mio avviso dannatamente stupido, c'è da dire che non sarà da meno il ragazzo: pur avendo a che fare con il fantasma più rumoroso e 'corporeo' del mondo - sì, Menma può svolgere qualsiasi comune attività di un essere umano, inclusa quella di nutrirsi, giocare al gameboy (?), mettere in disordine... insomma, modificare fisicamente l'ambiente circostante - egli non si degnerà mai di dimostrare ai miscredenti amici la tangibilità della presenza della ragazza. Sarà essa stessa a dare prova della propria esistenza, sì, ma dopo ben otto episodi! La reazione dei coetanei? Beh, piuttosto inverosimile, ovviamente. Anzi, a proposito di inverosimiglianza di reazioni, vorrei introdurre quello che è un altro aspetto mal curato di "AnoHana" che contribuisce a minarne il buonsenso: la caratterizzazione dei sei giovani.

È chiaro che, come già accennato, alla base di tutta la storia raccontata vi sia un episodio shoccante, che avrebbe inevitabilmente percosso la vita di ognuno dei ragazzi, fin quasi a 'bloccarla' in quel frangente. Questi vivono infatti nell'ombra di quanto accaduto, non riescono ad accettarlo, non sono in grado di perdonare se stessi, finiscono quindi per dividersi, allontanarsi quanto possibile dal passato, non riuscendoci minimamente, quindi si ricongiungono ancora, non senza molte difficoltà. Il punto della questione è però un altro: per quasi tutta la durata della serie, l'interesse maggiore degli autori sembra essere riposto nei complessi psicologici di un branco di adolescenti che mai si renderanno conto di avere interpretato delle (alquanto improbabili) cotte bambinesche come vero amore! Viene progressivamente delineata una carrellata di triangoli amorosi adolescenziali perdurati da circa un decennio di distanza: questa è una cretinata bella e buona, considerando che i mocciosi avranno avuto più o meno sette-otto anni quando tutto cominciò, età in cui non ci si potrebbe mai seriamente 'innamorare' di qualcuno.

Invece no, gli ormai diplomandi s'impuntano sull'origine di quei sentimenti acerbi, prendendoli sul serio e annegando in mille preoccupazioni, agitandosi, infuriandosi, litigando tra di loro, come quelli che oggi definiremmo, in modo colorito, 'bimbiminkia'. Anche se lo sconvolgimento emotivo di quel momento fosse stato così forte da cristallizzarsi nel tempo - e in effetti pare proprio essere così - non è ipotizzabile che ci si comporti come dei bambocci cresciuti solo in fisico! È tutto copiosamente studiato apposta per innescare il solito meccanismo emozionale: sarebbero capaci di rendere appassionante anche la relazione tra un neonato e un cavallo, a questo punto.
E quando, nelle battute finali, ci si farà credere che abbiano finalmente raggiunto una maturazione, tutto ciò che ci verrà sbattuto in faccia sarà... una tempesta di lacrime. Lacrime, lacrime e ancora lacrime. Un'isterica estasi collettiva fomentata da un pianto sfrenato e liberatorio, una folta manciata di minuti della sostanza di liquidi oculari capaci di contagiare il pubblico medio alla pari di sbadigli: classico sistema, insomma. In tutto questo, sebbene a più riprese Menma si sia sforzata di fare capire ai suoi amici che non preferirebbe vederli piangere... ecco come la ripagano. Belle me**e! E se quegli esasperati ed esasperanti gemiti finali dovrebbero rappresentare 'lacrime di felicità', beh, direi che il risultato non sarebbe potuto essere peggiore di così. Ridicolo.

Ma dietro l'insoddisfacente approfondimento caratteriale e le attitudini dei sei tipetti c'è un'ulteriore constatazione da fare: se li analizziamo meglio uno per uno, intravediamo dei perfetti stereotipi dell'animazione nipponica. Menma è, oltre a quanto ne sia già stato detto, una plateale incarnazione del personaggio ingenuo all'ennesima potenza, e allo stesso tempo irrequieto al punto da causare quasi fastidio (una sorta di Yui Hirasawa); Jintan è un hikikomori, non uno di quelli allo stadio terminale, ma indolente e seccato al punto giusto. Ovviamente è orfano di madre - un altro classico: personaggio orfano di almeno uno dei due genitori. Anaru (un nomignolo che è tutto un programma) è la classica ragazza che cerca di mascherare il tormento interiore con un ingannevole mutamento caratteriale, ma è anche la risposta tangibile alla domanda che gli otaku, sempre annidati da qualche parte, si pongono principalmente alla visione di un anime, ovvero: "dove sono le tette?". Poppo è il tipico 'bonaccione' della compagnia, e forse anche il meno irritante proprio grazie al suo fare scherzoso e incoraggiante (almeno inizialmente); potevano poi mancare, in un gruppo così variegato, gli elementi snob? Abbiamo così Tsuruko, la classica studentessa altezzosa che ha sempre qualche frecciatina giudiziosa da elargire, e infine Yukiatsu, che gioca sia il ruolo di sprezzante fighetto sia quello di amico-rivale in amore di Jintan, quando a conti fatti è il più sfigato e nevrotico di tutti.
Tra i personaggi secondari gli unici da ricordare sono due madri, rispettivamente quella di Menma, che prova una sorta di repulsione verso gli amici della figlia - comportamento non tanto giustificabile da parte di una persona adulta e vaccinata - e quella di Jintan, che, pur rivelandosi fondamentale ai fini della trama, riesce a ritagliarsi pochissimo spazio nei flashback narrativi.

Meno male che gli sviluppatori della A-1 Pictures sono riusciti a non combinare la stessa mole di casini nella realizzazione tecnica, che non si distingue particolarmente ma si mantiene su ottimi livelli dall'inizio alla fine. Le sigle e il doppiaggio sono probabilmente le cose migliori di questo prodotto.
In sintesi, cos'è "AnoHana"? È il formato teenager di un'epopea del pianto, che si maschera da rappresentazione approfondita di temi come la morte, il superamento del lutto e la reincarnazione, il taglio con il passato e la crescita, il sentimento d'amicizia e quello amoroso, senza comunque riuscire mai a coniugarli in maniera credibile, e, peggio ancora, peccando di contraddizioni e illogicità a dir poco intolleranti.
Forse un giorno capirò quale sia stata la parte in cui avrei dovuto commuovermi, ma per adesso mi viene da piangere solo a pensare a quanti appellativi di 'capolavoro' gli siano stati affibbiati.




Ais Quin
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 5

"AnoHana" è un anime dal sapore stucchevole e appiccicoso tipico del miele mescolato alla cera. Ho scelto appositamente questo paragone in quanto è proprio da questo alimento che deriva l'aggettivo "sincero", di cui in origine soltanto il miele più puro - quello "sine cera", appunto - poteva fregiarsi; peccato che di genuino, nelle dinamiche attraverso cui quest'opera si articola, io abbia visto ben poco. Ciò mi ha particolarmente indispettita dal momento che all'A-1 Pictures, lo studio che ne ha curato la realizzazione, non mancano di certo né gli spunti né i mezzi per regalarci dei prodotti di qualità, obiettivo che in questo caso è stato centrato soltanto per quanto riguarda l'ottimo comparto tecnico.
Ordunque, cos'è andato storto? Poiché rispondere oggettivamente a questo interrogativo sarebbe impossibile, temo che vi dovrete accontentare delle mie personalissime impressioni. Faccio presente fin da ora che potrebbero esserci degli spoiler disseminati qua e là, ergo chi non ha ancora terminato la visione della serie in questione proceda nella lettura a suo rischio e pericolo.

La vita di ogni essere umano è un insieme di punti di non ritorno. Uno dei più importanti è sicuramente costituito dall'attimo in cui, da bambini, veniamo per la prima volta a conoscenza della morte: alcuni di noi vengono a patti con questa nuova realtà in modo relativamente indolore, mentre altri, purtroppo, non godono della stessa fortuna. L'anime parla, appunto, di quest'ultima categoria di bambini, e degli effetti che la morte di Menma, la compagna di giochi dei cinque protagonisti, continua ad avere su di loro anche a distanza di anni.
Jintan, un tempo il leader del gruppo, conduce ora un'esistenza da recluso, negandosi e vedendosi negare qualsiasi stimolo che gli possa servire per scrollarsi di dosso l'apatia che lo affligge. Anaru nasconde il suo costante senso di inadeguatezza nei confronti del mondo recitando con patetica convinzione il ruolo della ragazza popolare (anzi, Divina: gorgheggi e ammiccamenti a parte, lei e le sue amiche sembrano uscite da "Il mondo di Patty"). Poppo cerca conforto nei lunghi e frequenti viaggi che intraprende in solitaria, mentre Yukiatsu ha sviluppato una malsana fissazione per l'amichetta mai dimenticata che stride non poco con la sua aria compassata. Tsuruko, l'unica a conoscenza del suo segreto, assiste impotente alla sua lenta autodistruzione, mettendo i propri problemi in secondo piano. Quanto a Menma, un rimpianto le impedisce di ascendere in cielo: sarà compito di Jintan, l'unico che riesce a interagire con il suo spirito, riunire la "banda" per l'occasione e fare così avverare il suo desiderio.

A questo punto io avrei qualche domanda. La prima: com'è morta Menma? Nel corso dei vari episodi viene puntualmente riproposto il flashback relativo agli avvenimenti di quel giorno, ma il fatto in sé non viene mai mostrato o spiegato in qualche modo. D'accordo, è annegata, ma in quali circostanze?
La seconda: dov'è stato per tutto questo tempo lo spirito di Menma, e come si spiega la sua crescita? Inutile chiederlo alla diretta interessata - nessuno lo fa - perché probabilmente non lo sa neanche lei. O forse ha dimenticato la risposta, assieme alla natura del desiderio che non è riuscita a esaudire in vita. Inoltre la vicinanza all'acqua, che pure l'ha portata alla morte, non sembra avere alcun effetto su di lei. Se da un lato questa sorta di "amnesia ectoplasmatica" non è uno stratagemma letterario poi così inconsueto, dall'altro non posso che pensare a un comodo espediente narrativo adottato onde evitare di dovere fornire dubbie spiegazioni.
E ancora: a quali restrizioni va soggetta esattamente l'abilità di Menma di apportare dei cambiamenti fisici all'ambiente che la circonda? Come ha capito che poteva mettersi in contatto con Jintan? E perché quest'ultimo, così smanioso di essere creduto dagli altri, non fa mai nulla di concreto per dimostrare di non essere un pazzo o peggio, di provare piacere nel torturarli con il ricordo dell'amica in comune?
Altro interrogativo: i genitori dei ragazzi non hanno mai pensato di portarli da uno psicologo che li aiutasse a elaborare il lutto? Menma era una loro amica, non un canarino o un criceto. Nello stesso periodo, inoltre, Jintan doveva far fronte a un'altra situazione altrettanto stressante, ma da come si comportano lui e gli altri protagonisti è ragionevole dedurre che non abbiano mai ricevuto un adeguato supporto terapeutico. Come mai?
Naturalmente undici episodi sono troppo pochi affinché tutte le sotto-trame del caso vengano approfondite, ma mi sarei accontentata di un brevissimo accenno; lo stesso dicasi, ovviamente, per tutti i dubbi precedentemente sollevati, sebbene la prospettiva di una pioggia di "info-rigurgiti" esplicativi non mi avrebbe sorriso. Sempre meglio di niente, però. Così strutturata, invece, la serie costringe gli spettatori a riempire essi stessi dei buchi che non avrebbero dovuto neppure esserci. Non si sta concedendo loro il privilegio di trarre le proprie conclusioni in autonomia: al contrario, si sta loro chiedendo di svolgere un lavoro che toccava a qualcun altro.

Fino agli ultimi due o tre episodi il ritmo narrativo è incredibilmente lento, oserei dire all'insegna del "risparmio energetico"; dopodiché si assiste a un'escalation di piagnistei, litigi e colpi di scena assortiti che si conclude con uno stracciamento di vesti collettivo nella puntata numero 11, che a parer mio costituisce uno dei più fulgidi esempi di "Narm" - una scena che dovrebbe essere drammatica ma che, per qualche motivo, risulta divertente in modo quasi disturbante - dai tempi della leggendaria battuta "Prendo una patatina... e me la mangio!", pronunciata da Light Yagami in "Death Note". Del resto ogni singolo fotogramma della serie sembra gridare "Piangi! Piangi! Piangi!". Il risultato? Non solo non ho versato neppure una lacrima, ma mi sono innervosita a tal punto che ho più volte preso in considerazione l'idea di "disertare" e di lasciare i cinque protagonisti al loro alcalino destino.

Se la trama segue una traiettoria fin troppo lineare, concentrandosi soltanto sugli accadimenti principali senza degnarsi di contestualizzarli, lo stesso non si può dire delle dinamiche che intercorrono tra i personaggi principali, che ricordano la figura geometrica del cerchio. Menma, Jintan, Anaru, Tsuruko, Yukiatsu e ancora Menma: questo è lo schema che regola le loro interazioni. Poppo, "dimenticato" perfino dai suoi creatori per poi vedersi confezionare su misura il classico trauma dell'ultimo minuto, gravita attorno agli altri come una falena attratta dalla luce, fedele fino alla fine al suo ruolo di osservatore. Preso singolarmente, dal punto di vista psicologico ciascuno di loro promette molto bene, ma una volta messi in relazione l'uno con l'altro sembra quasi che facciano a gara per decidere chi tra di loro ha avuto, per così dire, la peggio dopo la morte di Menma.
A chi è toccato il fardello più pesante? A Jintan, che non ha mai avuto la possibilità di scusarsi con lei per quello che le aveva detto quel fatidico giorno? Ad Anaru, che dopo essersi illusa di potere prendere il posto dell'altra nel cuore dell'amato lo ha lasciato a se stesso? A Yukiatsu, che non riesce ad accettare che Menma sia morta e che solo Jintan, il suo eterno ma inconsapevole rivale in amore, possa interagire con il suo spirito? A Tsuruko, che per anni ha vissuto nel terrore che Yukiatsu, una volta guarito dalla sua ossessione, finisse con il preferirle Anaru? A Poppo, che è convinto che Menma lo detesti perché quel giorno non riuscì a salvarla? Ma soprattutto, ha davvero importanza sapere chi guida la classifica?
A dispetto di tutte le lodi all'indirizzo di Menma e dell'amore che Jintan e Yukiatsu sostengono di provare tuttora per lei, è chiaro che a spingere i ragazzi ad adoperarsi per esaudire il suo ultimo desiderio è soltanto il loro egoismo. Riusciranno a riscattarsi soltanto alla fine, ma in maniera assai frettolosa e sommaria. Viene spontaneo chiedersi chi sia davvero quella Menma di cui si riempiono tanto la bocca, se sia cioè colei che effettivamente era o, al contrario, una semplice proiezione mentale. Dove finisce il simbolo, e dove inizia l'essere umano? Per quanto mi riguarda il ritratto più bello e autentico di Menma è quello fornitoci dal suo fratellino, che pur ricordandola a malapena sembra averne colto in pieno la vera essenza: quella di una bambina incredibilmente dolce e buona, che cercava sempre di fare ciò che riteneva più giusto ma che non aveva interesse nell'essere riconosciuta come un modello da imitare.

I personaggi secondari sono pochi e scarsamente approfonditi, a parte la madre di Menma la cui caratterizzazione, pur essendo appena abbozzata, risulta appropriata e puntuale. L'altro adulto ricorrente, il padre di Jintan, è poco più di una fastidiosa macchietta secondo cui il mondo si divide tra ciò che è carino e ciò che non lo è: un vezzo stupido e inutile a cui viene dedicato fin troppo spazio, quando si sarebbe potuto mettere in luce altre sue qualità più importanti. Quanto ai genitori degli altri ragazzi, soltanto la madre di Anaru fa una piccola comparsa che non aggiunge né toglie alcunché alla caratterizzazione della figlia. Poppo, addirittura, non sembra neppure possedere una famiglia, circostanza che rende difficile credere che un ragazzo di sedici-diciassette anni senza alcun titolo di studio possa permettersi di girare il mondo contando soltanto sui pochi soldi guadagnati grazie a qualche lavoretto occasionale. Una vera carneficina, insomma, e dire che le emozioni dovrebbero essere il piatto forte di tutta la serie! Invece di buttare nel calderone qualsiasi cosa potesse fare piangere lo spettatore, sarebbe stato meglio concentrarsi sugli aspetti essenziali, magari dedicando qualche pensiero in più ai temi della morte e dell'aldilà che, in questo contesto, sono più che altro considerati come dei meri detonatori.

Passiamo ora a note decisamente meno dolenti, ossia il comparto tecnico che, come accennavo nelle prime righe di questo mio commento, è quanto di più avanzato e curato ci si possa aspettare da un anime del 2011. Il character design è sobrio ma accattivante, i fondali curatissimi, e la fotografia sempre perfetta; completano il quadro le animazioni fluide. Il doppiaggio, per quanto espressivo e calzante, risente suo malgrado dell'inconsistenza di una trama completamente volta a emozionare a tutti i costi: non si contano infatti i pigolii, gli urletti, i ruggiti e gli ululati nei quali il cast principale è costretto a cimentarsi con una frequenza capace di stralciare e vanificare anche il più piccolo scampolo di lirismo.
La colonna sonora non mi ha entusiasmata, ma riconosco che le sigle d'apertura e di chiusura sono azzeccatissime. L'unica critica che mi sento di muovere in tal senso riguarda le immagini che accompagnano l'ending, cariche fino all'inverosimile di innumerevoli esemplari del famoso fiore di cui i ragazzi, come recita il titolo originale dell'opera, non sanno ancora il nome. Nel caso che a qualcuno interessi, si tratta del "Myosotis sylvatica", volgarmente detto nontiscordardimé. Del resto non poteva essere altrimenti, anche se si sarebbero potuti utilizzare altri fiori dal nome forse meno evocativo ma dal significato affine, come ad esempio la pervinca, il bucaneve, il biancospino, l'acacia e la fresia.

Voto finale: 5 e un calcio nel sedere.




Locke Cole
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 5

"Anohana" è una serie interessante, che rivela di elevarsi dalla generale mediocrità, salvo poi tuffarcisi senza esitazione alcuna.
Un'opera di cui si parla molto e posso ben capire il perché, d'altronde non le possono negare delle notevoli qualità. Tuttavia queste sono grandemente ottenebrate dai difetti dell'anime, tanto che devo ammettere che l'ultimo episodio mi ha fatto davvero ridere e mi sembra evidente che questo sia un enorme problema visti gli intenti della serie.
Anzitutto, l'anime si identifica sin dalle sue prime sequenze come un'opera che farà perno sul suo fortissimo sentimento di pateticità, improntandosi in quel tipico genere di produzioni che si basano sul tendere l'atmosfera caricandola di malinconia repressa, esasperando la depressione dei caratteri principali e mantenendo al contempo i tempi dilatati ed estenuanti, cosa più che giusta se si vuole creare quella forte atmosfera di irreparabilità esistenzialistica che è l'intento della serie.

Per essere schietto, devo dire che il male di "Anohana" è intrinseco alla sua stessa genesi, ossia tratta un tema scontato, che spesso appaga i meno esigenti e trova il favore del grande pubblico.
Nonostante ciò la serie riesce a sviluppare il suo tema, di per se stesso già un limite alle sue potenzialità, in maniera decisamente notevole, sfruttando al minimo i cliché dovuti al genere e senza estenuarli troppo. Questo faceva sperare in un finale originale, cosa che viene prontamente smentita nella subitanea conclusione del tutto.
Con ciò non nego che il finale possa piacere, anzi, è molto più probabile che riscuota il consenso da parte dell'opinione comune, tuttavia in quanto a originalità riesce ad annichilire ogni premessa che sarebbe potuta essere posta in essere.

Detto questo, considererò la realizzazione psicologica e sociale dei personaggi: superficialmente essi sono resi discretamente, senza addentrarsi troppo nella loro intima psicologia, cosa che avrebbe alterato grandemente il genere della serie e il pubblico al quale dovrebbe essere rivolta.
I protagonisti, usando in senso ampio ampio questo termine, appaiono abbastanza umani e riescono a risultare piacevoli nonostante siano imbrigliati dai comuni stereotipi, perlomeno fino a quando non riveleranno la loro vera natura nella classica confessione disperata con annessi i dovuti piagnistei.
Il mio non è un commento cinico, ma la constatazione della decadenza della qualità lungo lo sviluppo della trama. Andando con ordine, all'inizio abbiamo delle trovate interessanti da parte della regia, anzitutto l'inizio in medias res, evitando così di dovere giustificare un imbarazzante e forzato primo incontro fra Jinta e Menma e lasciando al contempo lo spettatore piacevolmente interdetto su quanto avviene, stante la mancanza di una narrazione introduttiva.
Seguendo, vediamo come venga reso giustamente lo scetticismo degli altri ragazzi, che in base al loro carattere risultano più o meno restii a concedere la fiducia al compagno di un tempo e alla sua balzana teoria.
Seguendo, i personaggi vengono approfonditi mostrando come si serbino rancore e come possiedano molte feriti nell'animo che non sono stati in grado di sanare, dando loro così un tocco di umanità.

Tutto questo, unito a un clima di lieve pessimismo permeante l'atmosfera, poteva fare supporre uno
sviluppo sperimentale e innovativo, invece in breve iniziano a manifestarsi le diverse debolezza dell'opera, molte delle quali dovute ai luoghi comuni su cui si basa la serie, primo fra tutti l'immancabile e tuttora inspiegabile amore infantile e duraturo.
L'innamoramento, ossia l'instaurarsi di una forte relazione sentimentale affettiva, è un fenomeno complesso ed è fisiologicamente e ancor più concettualmente impossibile che due bambini lo possano provare, tanto meno intrecceranno tra loro un rapporto destinato a durare negli anni, tuttavia i registi che si sono cimentati in questo campo paiono non aver mai condiviso questa teoria. Questo cliché viene portato all'ennesima potenza, tanto che gli stessi triangoli amorosi, altro elemento estremamente banale e frustrante, si protraggono anch'essi durante la crescita dei personaggi.

Anche la risoluzione dei caratteri dei protagonisti porta altro demerito all'opera, sviandola dall'originalità: nel momento delle confessioni vengono a galla i triangoli amorosi, si scatenano i pianti isterici di gruppo, dimostrando così un uso forzato di una drammaticità estremamente rozza; viene risolto il caso di Poppo nel più banale dei metodi possibili, ossia si attribuisce il seguitare della sua euforia alla necessità di nascondere i suoi patimenti e altre ovvietà meno rilevanti. E infine, la storia stessa fa di tutto per impedirci di rimanere sorpresi: la confessione collettiva e l'ultima scena sono gli esempi più mirabili di ciò. Posso solo dire che proprio quest'ultima, il momento della sparizione di Menma, era più che intuibile già dai primissimi episodi.

Poi ci sono altre complicazioni relative a quest'opera, una qualitativa e l'altra culturale.
La prima risiede nel fatto che alla concezione della morte viene data la stessa importanza che viene destinata alle sgargianti e sempre diverse camicie di Poppo, ossia non viene considerata se non superficialmente, ma d'altronde la serie non vuole essere profonda né intellettuale e quindi si può perdonare questa sua mancanza di finezza.
Il secondo non è un difetto intrinseco, ma un ostacolo alla visione per il pubblico occidentale: noi manchiamo infatti di quella concezione maggiormente spiritualistica che contraddistingue il pensiero orientale riguardo alla morte e ai defunti, quindi non è pienamente intuibile l'empatia che si svilupperebbe probabilmente presso i giapponesi che guardano questa stessa opera.

Infine una nota sulla drammaticità, che risulta all'inizio ben contenuta, successivamente si sviluppa con alcuni eccessi ma mantenendo ancora la serie su un livello decente, e infine esplode con nessuna finezza né dolcezza, attraverso crisi d'isteria collettive e torrenti di pianti contornati da confessioni liberatorie.
Quest'uso forzoso delle lacrime rappresenta per me una risoluzione semplicistica, frutto di un intento drammatico esasperato. A questo riguardo, una delle scene più ridicole delle serie ma al contempo più esemplificative è quella del primo episodio nella quale il padre di Jinta corre in camera del figlio urlandogli che la sua amica è morta, il tipico comportamento moderato che andrebbe tenuto da un adulto verso un bambino nel trattare un argomento tanto delicato. Cercare la tragicità più platealmente e inverosimilmente sarebbe stato veramente arduo, un applauso al regista. Sarà un dettaglio, più che naturale, ma è massimamente rappresentativo dell'estenuazione patetica portata avanti dall'opera nel suo tendere all'ennesima pantomima isterica.

Per concludere "Anohana" è una serie che non riesce ad andare oltre al già piccolo e ovvio tema che si proponeva di sviluppare, scadendo nella banalità pure nella realizzazione e nella risoluzione dei personaggi, serrando da se stessa le porte verso l'originalità. Nonostante ciò è un'opera che piacerà a chi si lascia trasportare dall'emozione e ha la lacrima facile. Detto questo, non aspettatevi nulla di originale, ma la solita commedia patetica dalla conclusione già scritta.




xEdward
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

Attenzione! Contiene possibili spoiler!

"AnoHana", abbreviazione per "Ano hi mita hana no namae o bokutachi wa mada shiranai" ("Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno"), è un anime originale prodotto da Aniplex e animato dalla A-1 Pictures; e deve in particolare sceneggiatura e character design alle stesse stimate persone del ben conosciuto "Toradora!".
Ben presto vi accorgerete che quest'anime non è un semplice e già visto slice of life come ormai vengono ripresentati stagione dopo stagione e anno dopo anno. AnoHana è qualcosa di più, una lezione di vita. Ma partiamo dall'inizio.
Cinque amici d'infanzia vivono separati dopo la scomparsa della loro migliore amica, Meiko Honma. Jinta Yadomi, leader del gruppo di quando tutti erano amici, i "Super Peace Busters", è adesso un recluso che ha lasciato la scuola e vive con il solo padre. Durante l'estate di dieci anni dopo la separazione del gruppo, Yadomi inaspettatamente inizia a vedere il fantasma di Meiko, che può però solo interagire con lui e non può esser vista da nessun altro. L'amica gli chiede di realizzare il suo desiderio per potere andare in paradiso, e questo porterà alla graduale riunione degli amici che ormai hanno preso strade diverse.

Ammetto di avere iniziato la visione solo dopo avere letto così tanti commenti più che positivi sui primi episodi, anche perché pensavo che una trama del genere, originale di suo, non potesse portare oltre quello che vediamo o abbiamo già visto in diversi anime. E ho preso la migliore decisione. Quest'anime non solo mi ha conquistato sin dal primo episodio, ma è riuscito anche a emozionarmi senza pause per tutta la sua durata. Il tutto punta su emozioni e sentimenti, e sarei pronto a scommettere che i creatori abbiano utilizzato un qualche pulsante 'aggiungi emozione' che ha funzionato perfettamente. Il primo episodio ne è un esempio: personalmente pochi anime sono riusciti a farmi immergere in modo tanto completo e così velocemente, e durante la visione di ogni puntata mi è sembrato di rimanere in un mondo a parte anche se per un breve (o meglio veloce, dal modo in cui ti prende) momento.
Partiamo dal fatto che una 'conclusione felice' che in molti vorrebbero vedere è impossibile, a meno di stupide scelte degli autori - molti anime recenti insegnano -, dal momento che la protagonista è morta, e questo aggiunge un velo di tristezza di fondo davvero toccante. Aggiungiamo quella spensieratezza che la protagonista porta nonostante tutto, e con questa allegria e vivacità. E non dimentichiamoci ovviamente della durezza della realtà di tutti i giorni, con la quale i personaggi si scontreranno. Insomma, c'è un mix perfetto di emozioni anche sovrapposte che non lascia mai solo lo spettatore.

I personaggi completano poi quel che manca a un mini-capolavoro del genere. Tutti i protagonisti sono così dannatamente reali che potrebbero saltarti in faccia e incominciare a parlarti come dei conoscenti. E cosa li rende così... umani (sì, è la parola migliore per definirli al meglio)? I sentimenti che davvero ognuno di noi prova durante la vita. Le sensazioni più e meno profonde, che sono sintetizzate perfettamente in ognuno di essi. Il passaggio reale dal mondo dei bambini a quello degli adulti, in cui purtroppo molti cambiano, compresi i nostri protagonisti - la sola Meiko è in effetti l'unica rimasta la stessa, nonostante sia cresciuta fisicamente anche lei, un'ottima metafora anche questa direi.
La gelosia, la timidezza, l'odio e l'amore: è inutile anticiparvi le caratteristiche di ogni personaggio, seppur mi fremerebbe di raccontarvi tutto di ognuno di loro, fidatevi e basta.
Ah, e l'ignoranza in cui la gente si intrappola è un altro piccolo, colossale esempio di quanto siano veri i personaggi. "Perché diavolo non avete parlato, non vi siete chiariti e non avete detto prima la verità... Perché non avete fatto questo e quello prima... forzatura". No, assolutamente, non ci sono forzature. Tutto è stato montato alla perfezione. Ogni singola parola è stata ben gestita per fare conoscere bene ogni personaggio sin dal principio, e per portare l'anime alla conclusione solo dopo che ciò è avvenuto. Nel migliore dei modi, ripeto.
Buona la scelta di tenere in poche le altre comparse o i personaggi meno importanti, come il padre di Jintan, le amiche di Anaru e la famiglia di Meiko; che servono a una migliore comprensione della "trasformazione" dei personaggi. E vi farà anche appassionare non poco l'intreccio delle relazioni fra ognuno di loro, il modo in cui si confideranno e cresceranno ancora.

Il reparto tecnico è di altissima qualità. Graficamente non è il top rispetto ad altri prodotti, ma ho apprezzato molto gli sfondi e il character design.
L'OST è fatta a pennello, e sicuramente non potrete fare a meno di risentire più volte l'opening, "Aoi Shiori" di Galileo Galilei, e l'ending, "Secret Base - Kimi Gakure ta Mono (10 years after Ver.)" di Ai Kayano, Haruka Tomatsu e Saori Hayami. E' esatto, è la versione dopo dieci anni del celebre successo delle ZONE che qualcuno magari già conosce - notare anche che gli anni sono gli stessi nella trama e ciò fa calzare la sigla ancora meglio, basta che vi leggiate il testo. Sono entrambe davvero belle.

Ho tirato un sospiro di sollievo quando ho visto che ci sarebbero stati "solo" 11 episodi, anche un solo episodio in più avrebbe rovinato l'atmosfera. Sono stati tutti molto intensi, senza dialoghi o scene inutili. Anche il finale penso sia stato il migliore possibile, rispetto a molte altre soluzioni che mi erano venute in mente.
Andare sempre avanti, è questa, magari, in una sintesi estrema, la lezione di vita a cui accennavo all'inizio.
Concludendo, penso che AnoHana sia uno degli anime più belli di questo genere che abbia visto da tempo. Consigliatissimo a tutti, nella speranza che possa regalarvi lacrime e sorrisi, oltre che tante emozioni, come è successo a me. Per me sfiora le perfezione, e scusate se sono così ripetitivo. Ma anime così non capitano molto spesso.




Shiro-san
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 5

Eccomi qua a recensire l'anime campione di incassi della stagione 2011. Mi sono avvicinato a questo titolo aspettandomi (anche dopo avere letto moltissimi pareri positivi) la perfezione: una storia piena, coinvolgente ed emozionante allo stesso tempo.
Sinceramente, sono rimasto molto perplesso, se non addirittura stizzito.
Ma andiamo con ordine. 'Anohana' è un'anime di per certo "diverso" dall'insieme di titoli presentati durante quest'anno: ci presenta un dramma che coinvolge ragazzi impossibilitati a lasciarsi il passato alle spalle a causa dei loro sentimenti auto-distruttivi e di colpevolezza. Tutti e cinque i personaggi si sentono responsabili nella morte della loro amica d'infanzia, Menma, e pertanto vivono una sorta di "non vita" rimanendo indissolubilmente legati ai momenti più drammatici e tristi della loro breve esistenza.
Menma. Un nome che significa tante cose all'interno di questo prodotto. È sì un personaggio, ma non solo: è il simbolo dell'amicizia, della purezza e del passo definitivo per lasciarsi il passato alle spalle e diventare finalmente adulti. Il fatto che sia un' "icona" nella vita dei cinque protagonisti entra prepotentemente in gioco con l'apparire del suo spirito a Jintan, il leader del gruppo di ragazzi nella loro fanciullezza.

E fin qua posso tranquillamente dire che le basi ci sono tutte per creare un'eccellente storia. Ma a mio parere la leva competitiva che hanno usato i produttori ha vita breve se si guarda all'"insieme" di 'Anohana'. Partiamo da una domanda semplice: noi cosa ci aspettiamo da un anime?
Le risposte sono le più varie a seconda della nostra personalità e del prodotto che ci troviamo di fronte. Posso dire che da un anime io richiedo e vi ricerco emozioni: passione, amore, delusione, tristezza, dramma, coinvolgimento…
E su questo punto che la A-1 Pictures ha basato tutta la realizzazione di 'Anohana': la trasmissione allo spettatore di emozioni. Il concetto è perfetto, niente da dire, ma se si guarda al "come", l'anime crolla. È l'esagerazione il fulcro di 'Anohana', l'esasperazione di ogni singola scena. L'anime diventa un susseguirsi di momenti sempre al limite della sensatezza: vengono portate all'ennesima potenza le situazioni drammatiche e i sentimenti dei personaggi. E tutto ciò ha uno scopo ben definito: portare alle lacrime lo spettatore.

A mio parere il fine di 'Anohana' è lampante: il panorama di anime in circolazione non ci porta a provare delle vere e proprie emozioni e pertanto poniamo un prodotto che ci dona "qualcosa" subito al livello di capolavoro. Io qua mi azzardo a portare i futuri spettatori a una più attenta analisi: tempo al tempo.
Gli spunti di 'Anohana' non si trasformano in farsa non perché sono mal realizzati, ma perché si cerca in ogni modo (anche a discapito di uno sviluppo lineare e corretto della trama) di buttare dentro più elementi drammatici, sentimentali il più facilmente toccanti possibile. Ecco a voi spiegato il motivo della mia stizza: A-1 Pictures vuole sfruttare i sentimenti.
In definitiva sia chiara una cosa: 'Anohana' è un anime toccante, particolare e molto veloce, ma, se ci si riguarda alle spalle e se si pensa all'essenza della visione, ci lascia ben poco. Le emozioni, esagerate e troppo compresse negli 11 episodi, portano inevitabilmente a esasperare il risultato finale.




Gingerholly
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 5 su 11 --- Voto: 10

Bello, emozionante, triste, fantastico, e chi più ne ha più ne metta. No, davvero, ci troviamo di fronte a un'anime davvero promettente, e che secondo me è uno dei più riusciti di quest'anno, se non il migliore.
La trama la sapete già, e già dalla prima puntata non mancheranno i fiumi di lacrime. Mi sono davvero emozionata per alcune puntate e ho colto quella sottile malinconia e qualla magia che traspaiono anche da alcuni episodi di Toradora, che è degli stessi produttori.
I personaggi sono davvero ben fatti e reali, non ci sono certo bellocce e soliti idioti stereotipati; la grafica è eccellente e davvero gradevole; le musiche per me sono fantastiche e azzeccate, l'ending vi entrerà subito in testa come anche l'anime e i personaggi.
Per il momento resto del parere che ci troviamo di fronte ad un vero capolavoro.




Pein93
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 1 su 11 --- Voto: 10

Prima di vedere il primo episodio di quest'anime primaverile, già sapevo cosa mi sarei trovato di fronte, anche dal fatto che i creatori sono gli stessi di un certo Toradora. Ma non immaginavo che già dalla prima puntata fosse così emozionante. Comunque lo sconsiglio a chi cerca un anime che sprizzi felicità da tutti i pori, perchè ci troviamo di fronte a un fatto molto drammatico e triste.
Dato che in questa primavera sto seguendo quasi tutte le serie uscite di recente, penso che sia l'anime migliore di questa stagione primaverile 2011. Lo consiglio vivamente.




Kyoraku
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

'AnoHana' non è un anime come tutti gli altri, per me è un capolavoro. Difficilmente un anime riesce a commuovermi ma questo, nonostante abbia solo 11 puntate, ci è riuscito. Lo trovo un anime bello sotto tutti i punti di vista, la storia è ben fatta, i disegni sono moderni e i personaggi nonostante le sole 11 puntate sono molto chiari e definiti.

Ora passiamo un po' più nel dettaglio spiegando la trama.
La storia è incentrata su un gruppo di ragazzi che durante l'infanzia hanno dovuto assistere alla prematura scomparsa di una loro cara amica. La defunta (Menma) si presenta svariati anni dopo a casa di Jintan, uno del gruppo, chiedendo che gli venisse realizzato un desiderio. Ormai il gruppo non esiste più ma grazie a questa manifestazione 'divina' tutti saranno costretti per un motivo o per un altro a riunirsi.

Vi posso assicurare che quest'anime è molto profondo, parla di temi molto importanti e anche diffusi al giorno d'oggi come ad esempio il disagio sociale, fenomeni che entrano nel soprannaturale, e anche casi di 'hikikomori' (un termine giapponese che si riferisce a coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale). Di anime commuoventi, ne ho visti davvero tanti, ma a differenza degli altri quest'anime non è incentrato su una malinconia tragica e cattiva (stile 'Elfen Lied') bensì è incentrato su una tristezza piena di buoni sentimenti, altruismo, amore che alla fine prevalgono su di tutto, lasciandoti felice di aver visto questo che ritengo un capolavoro.
In conclusione, ve lo consiglio con tutto il cuore, perché a mio avviso merita tanto, fatemi sapere.




Pan Daemonium
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 6

"AnoHana" è uno di quegli anime che, fra la plebe otaku, ha un successo immenso. Il che è facilmente spiegabile: sentimenti a buon mercato smerciabili facilmente, personaggi semplici e scontati, moe e kawaii a ogni angolo, lacrime a fiumi per le anime più soft.

La storia è semplice e si divide in due periodi, di cui il primo è presentato sotto forma di, praticamente, 2 o 3 flashback che si ripetono almeno una volta a puntata in modo quasi fastidioso. Sempre le stesse scene ripetute.
Infanzia: un gruppo di ragazzini forma un proprio gruppetto con irrealistici - per l'età apparente di tutti, circa 5-6 anni - amori profondi, laceranti e squarcia-cuori. Una ragazzina muore, tutti si sentono in colpa.
Adolescenza: costei si ripresenta a uno di loro, che cerca di riunire il gruppo. Etc.

La storia di per sé non è male e ha avuto degli spunti piuttosto interessanti.
Di per sé, il personaggio di Jintan, l'ho abbastanza gradito. E' un ragazzo indeciso, che da leader durante l'infanzia diviene una sorta di hikikomori, che rinsavisce leggermente con l'arrivo improvviso di Menma, producendo anche qualche scena simpatica. Anche Yukiatsu, un ragazzo del gruppo, con le sue fisse e le sue manie (quasi) segrete può essere considerato un personaggio dai risvolti sorprendenti... ma tutto qui.
Menma è considerabile come il prototipo perfetto del "personaggio kawaii che farà vendere molto". Le altre due ragazze del gruppo sono inconsistenti e, Poppo, l'ho trovato stupido.

Ci sono così tante cose che biasimerei, che mi tocca fare una lista.
1) Triangoli amorosi inutili. Irrealistici (vd. sopra) quando ambientati in epoca fanciullesca, ancora più irrealistici quando ambientati 10-12 anni dopo - secondo le mie stime d'età. Praticamente i ragazzi provano le stesse cose dopo che anni e anni son passati. Gelosie impossibili riaffiorano all'improvviso, litigi e sob sob inconsistenti in ogni puntata da quasi la metà dell'anime in poi.
2) Piagnucolii fastidiosissimi - secondo il mio orecchio - verso la fine della serie. Posso comprendere quelli di Menma, che rappresenta ancora una bambina, e che ho trovato, tra l'altro, molto carini, pur non apprezzando la semplicità del personaggio, come detto (Menma, difatti, è uno di quei personaggi talmente adorabili da rimanere impressi anche nella mente di gente fredda come me), ma quelli degli altri personaggi erano semplicemente da evitare. Da sottolineare, tra l'altro, una scena, di uno degli ultimi episodi, in cui tutti e 5 i personaggi piangono ininterrottamente assieme davanti a un Tempio, facendo reboare i propri singhiozzi e le proprie urla verso i miei timpani: uno starnazzare da 4a elementare che ha decretato il RIP definitivo su quest'anime.
3) Vi sono poche puntate (per fortuna), personaggi principali poco studiati e approfonditi perché gran parte del tempo viene speso assecondando Menma, Jintan e le varie storielle amorose da tredicenni di cui la storia è cosparsa. I personaggi non principali sono totalmente ignorati, praticamente comparse - la famiglia di Menma e la famiglia di Jintan, ad esempio.
4) Drammaticità a basso costo. Non è questo ciò che intendo per "drammatico". Non è decisamente questo. 'Personaggiucoli' che si fanno i dispetti, per poi piangere assieme disperatamente non è una cosa "drammatica". A me faceva ridere, pensando che qualcuno sicuramente ne piange.
5) Finale desolante. A mio parere la 10° puntata avrebbe rappresentato un finale degno, perché sarebbe stata una fine brusca, decisa e netta, una fine che avrebbe lasciato l'amaro in bocca a tutti i personaggi, ma un sapore abbastanza dolce nel pubblico. Invece no, il "finale strappa-lacrime in cui tutti sono felici e piangono urlando idiozie verso colei che sta per passare a miglior vita" non poteva di certo mancare.

Il tema della dipartita dal mondo terreno non è di certo nuovo. Gli autori avrebbero dovuto imparare da un anime come 'Haibane Renmei', ad esempio, in cui vi sono praticamente i medesimi temi e un finale analogo, ma che trasmette un reale senso di drammaticità, che colpisce al cuore in silenzio, senza urla, piagnistei et similia.

Conclusione: guardatelo, sicuramente a voi piacerà. In me, oltre a qualche lacrima trattenuta nelle prime puntate, scoprendo la triste storia di Menma e del gruppo di amici - ma finisce qui, perché per tutto il resto della serie la storia va avanti ad amoreggiamenti, liti e pianti di gruppo - e nella 10° puntata, 'Ano Hana' non ha prodotto grandi emozioni.




Asumi
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

La trama dell'anime si concentra su un gruppo di amici delle elementari che, in seguito a un evento drammatico, si dividono e perdono chi più chi meno i contatti l'uno con l'altro. Accade che un giorno d'estate il protagonista, Yadomi, scopre a casa sua Menma, appunto una sua "amica" appartenente al già citato gruppo, che lo invita indirettamente a riprendere in mano la sua vita e a ritrovare gli amici di un tempo. La faccenda per Yadomi è però complicata in quanto la comparsa di Menma, per motivi intrinsecamente spoiler, non gli suona tanto plausibile, e inoltre non nutre più fiducia per i suoi vecchi amici, né è più avvezzo alla "quotidianità", essendo nel frattempo diventato una sorta di rinchiuso-in-casa aka nullafacente.

Queste le premesse di AnoHana, premesse che culmineranno nei vari episodi (tutti caratterizzati da una buonissima componente tecnica) in più temi fondamentali: primi tra tutti il rimpianto, il senso di colpa, la nostalgia, l'egoismo, ovviamente l'amicizia e anche un po' di romanticismo sparso qui e li. Nonostante a prima vista questo possa sembrare preludere a un tipo di prodotto "serioso" o comunque pesante, Anohana mantiene una fondamentale vena di tranquillità e sorrisi per tutta la durata della serie, cosicché anche dopo le scene più tristi vi è sempre una sdrammatizzazione genuina e risolutrice dello stato d'animo dei personaggi, che li porta a crescere e a ripensare a se stessi episodio dopo episodio. (L'episodio finale riassume bene la formula).
Sebbene ci siano alcuni alti e bassi di sceneggiatura, che comunque rendono merito all'idea originale, alla trama e ai personaggi senza saltare lo squalo, il finale rivaluta in positivo qualsiasi difetto e anzi chiude in bellezza, e non senza qualche lacrimuccia, un percorso audiovisivo che si conferma eccellente e ben pensato.

Per finire, trovo magnifiche opening ed ending, incredibilmente contestualizzate all'interno dell'anime, e buono l'impianto sonoro generale, valorizzato anche dal doppiaggio eccellente - non una voce fuori posto, persino per i jappi non è semplice.
Insomma ci troviamo sicuramente tra uno dei migliori anime della stagione, un'opera che si è saputa gestire all'interno di 11 episodi molto intensi, quasi priva di dialoghi sprecati e di minutaggio inutile. Secondo me, è visione obbligata.



ReiRan->--@
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8

La psicologa Elisabeth Kübler Ross negli anni '70 ha collaudato un modello in cinque fasi dell'elaborazione del lutto: negazione/rifiuto, rabbia, contrattazione, depressione e infine accettazione: ebbene i protagonisti di "AnoHana" ("Ano Hi Mita Hana no Namae o Boku-tachi wa Mada Shiranai" - "Ancora non conosciamo il nome del fiore che vedemmo quel giorno") sono intrappolati in una o più delle prime quattro fasi e non riescono ad arrivare alla quinta, l'accettazione e con essa alla serenità.

Questo gruppo di adolescenti ha perso in un tragico incidente un membro del loro unito circolo, Menma, il collante, e da allora ognuno, perso nel suo dolore, si è allontanato dall'altro. Ma la gioiosa Menma non può accettare che i suoi amici non si parlino più, così torna e appare a Gintan, l'ex leader della banda di ragazzini, e gli chiede di aiutarla a esaudire il proprio desiderio. Per fare ciò il ragazzo dovrà cercare di coinvolgere tutto il gruppo, solo che c'è un piccolo problema: nessuno la vede a parte il ragazzo, e la fonte non è affidabile, il ragazzo è diventato un hikikomori (recluso in casa e asociale), non frequenta più nemmeno la scuola, chi potrebbe credere a un lunatico del genere? Ma il punto non è solo questo, altri personaggi si chiedono, ammesso che sia vero, "Perché proprio Jintan e non io?". Lo invidiano. Altri si domandano perché anche il suo fantasma continua perseguitarmi e farmi sentire inferiore? Perché non passa oltre e mi lascia il campo libero?

Dicevo, i personaggi sono impantanati in una o più delle fasi psicologiche della rielaborazione del lutto: c'è chi non accetta la morte di Menma ed è in tale negazione da riprodurne vestiti e capelli tramite parrucche; chi è tanto arrabbiato da odiare il fatto che i suoi amici abbiano una vita e come è naturale siano cresciuti; ancora c'è chi vive nella convinzione che l'incidente sia stato colpa sua e per questo prova rabbia perché si sente responsabile; c'è chi contratterebbe qualsiasi cosa con forze superiori per averla indietro; c'è chi si sente in colpa, perché invece di sentirsi triste, si è sentito sollevato quando si è tolta di mezzo. E quali sono le difese contro questi e altri turbamenti psicologici? Buttarsi nello studio, rinchiudersi in casa, buttarsi in un gruppo di amiche frivole e nello shopping, lasciare il Giappone e viaggiare per il mondo. Ognuno ha una reazione che all'apparenza sembra diversa ma che in fin dei conti è uguale, si tratta pur sempre di una fuga, ma nessuno riesce a fuggire davvero, restano tutti inesorabilmente intrappolati nel passato. Il ritorno di Menma svolgerà un ruolo chiave nell'aiutarli a superare i loro problemi.

Un luogo fondamentale ai fini della narrazione è la base segreta del gruppo, è il luogo di partenza e di ritorno, essa dà anche il titolo all'ending della serie: "Secret Base - Kimi Gakure ta Mono (10 years after Ver.)" di Ai Kayano, Haruka Tomatsu, Saori Hayami, se non l'avete ancora mia sentita, fatelo, è davvero una bella canzone, e calza a pennello sulla serie. Resta molto orecchiabile anche l'opening, che invece è superiore per la animazioni, molto suggestive.

Oh, i fuochi d'artificio fiorivano nel cielo notturno, ma io ero un po' triste,
oh, il vento e il tempo soffiano e scorrono insieme, ero felice e tutto era divertente,
abbiamo affrontato molteplici avventure nella nostra base segreta.
La nostra estate è finita, non dimenticherò i tuoi grandi sogni e speranze per il futuro,
credo fermamente che ci rincontreremo in un agosto tra dieci anni.
So che tu urlavi "grazie!" con tutto il tuo cuore fino alla fine,
è stato così doloroso trattenere le mie lacrime dirti addio con un sorriso.
Grazie per i ricordi!

Il lato tecnico è pregevole, la caratterizzazione psicologica viene ben rispecchiata nelle molteplici e variabili espressioni facciali dei personaggi, che sono ben caratterizzati anche nello stile dell'abbigliamento: lo sfigato, il fighetto, il barbone, la secchiona, la "ragazza facile". Anche gli stereotipi sono una maschera, una fuga. Resteranno indelebilmente fissate nella memoria le mille espressioni di Menma insieme alla sua vocetta, eh sì, perché anche il doppiaggio è davvero di buona qualità, per non dimenticare i suggestivi fondali, ispirati alla realmente esistente Chichibu, una città a nordovest di Tokyo, che già è meta di pellegrinaggi otaku, e per ben accoglierli produce un saké targato "AnoHana".
Sì perché "AnoHana" ormai vuol dire business, il noitaminA store si è affrettato a riprodurre la base segreta, il DVD e i Blue-Ray vendono alla grande, e qui da noi su AnimeClick.it il titolo è diventato un hit, che di settimana in settimana è sempre più recensito, soprattutto grazie alla messa in onda italiana di Rai4.

Nella sua drammaticità quest'anime sa comunque strapparci un sorriso, i creatori di "Toradora!", il regista Tatsuyuki Nagai e la sceneggiatrice Mari Okada, qui dosano diversamente risate e lacrime e spostano l'asticella della bilancia più sul drammatico, tuttavia non mancano di strapparci un sorriso; paradossalmente il personaggio che porta più allegria e cerca di sollevare tutti è il fantasma di Menma, ma cosa vorrà? Guardate l'anime e scopritelo! Mi raccomando, munitevi di fazzoletti, se siete di lacrima facile.




ALUCARD80
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10

L’importante non è raggiungere la meta, ma la strada che percorri per raggiungerla.
Ciò che conta è il viaggio. Goditi il viaggio, e stai bene assieme alla gente che ti circonda, poiché saranno momenti che non ritorneranno mai più.
Una morale semplice quanto saggia e antichissima, ma che spesso ignoriamo, presi dalle piccole cose di tutti i giorni, attirati dai particolari della vita che distolgono dall’importanza globale del suo stesso significato.

Raramente un anime riesce ad avvicinarsi a temi come l’amicizia, l’amore adolescenziale e addirittura l’irrimediabile tragedia della morte in maniera talmente delicata, curata, realistica, dettagliata, senza cadere minimamente, assolutamente in volgarità o scene fuori contesto, senza bisogno di sorprendere tramite cliché come fanservice o stereotipi vari.
Ano Hana è la storia di sei ragazzi fra presente e passato, un continuo mix di ricordi sia vividi sia sbiaditi, una delicata magia che attraversa una situazione complessa e malinconica, profondamente drammatica, sviluppatasi lentamente nel corso di undici episodi fino a raggiungere un finale unico, eccezionale, capace di pungere l’anima e il cuore di chiunque con il sottile e lunghissimo ago dell’Amore in ogni sua sfaccettatura: nei confronti degli amici, dei parenti, dei genitori, e anche con quel tipo d’amore “che si prova verso una persona che si vuole sposare, non verso un amico”, tanto per citare una delle frasi più incisive di tutto l’anime. E dalla somma di tutte queste emozioni ne scaturisce un vero e proprio capolavoro.

Jinta “Jintan” Yadomi è un ragazzo che odia uscire di casa e non sopporta la compagnia di qualsiasi altro essere umano che non sia suo padre. Passa la giornata giocando a videogame, leggendo manga e mangiando pigramente, più vicino a un vegetale che una persona, attendendo che la giornata finisca e il sole tramonti.
E così il giorno dopo, ed il giorno dopo ancora, e quello dopo ancora.
Sarà però il ritorno (o sarebbe più corretto dire l’apparizione) di una sua vecchia conoscenza a scuotere l’anima del giovane e affranto ragazzo, sprofondato nella più totale apatia causata implicitamente da ossessionanti e strazianti sensi di colpa che sembravano sopiti da più di sei anni, ma che sono rimasti acquattati dietro l’angolo di quella orrenda mattina estiva e non se ne sono mai andati. Quella mattina in cui il tempo si è fermato.
E in un’anonima giornata d’inizio estate, questa “apparizione” di nome Meiko “Menma” Honma, si rivelerà la vera protagonista della piccola serie animata, il fulcro di tutta la trama, la chiave nonché il tarlo, la fissazione, la croce e il punto di svolta di Jinta stesso e dei suoi amici, una compagnia variopinta e apparentemente eterogenea. Essa è costituita da Tsuruko, timida, riflessiva e intelligente; Yakiatsu, un ragazzo da sempre invidioso del carisma di Jinta ma allo stesso tempo fedele e leale compagno; Poppo, simpatico e bonaccione, pronto a fare qualsiasi cosa per i compagni; e Anaru, che potrebbe essere scambiata per la tsundere di turno ma si dimostra ben lungi dall’esserlo, ragazza insicura, dolce e generosissima, forse il personaggio più realistico e commovente di tutti. Ognuno ha i propri problemi adolescenziali, impegni e obbiettivi per il futuro, ma allo stesso tempo tutti sono legati, ingabbiati e divorati da sensi di colpa che riescono a tormentarli come fantasmi avvinghiati a un passato indelebile.

Ammirando questa rara e inimitabile gemma d’animazione nipponica ci si domanda - con tutta spontaneità - quanto effettivamente doloroso possa essere perdere un amico d’infanzia in modo improvviso e ingiusto, e quanto questo possa incidere nel futuro e nell’adolescenza delle persone colpite da tale lutto. La più naturale risposta è molto semplice: nessuno può comprendere appieno un dolore del genere a meno che non lo viva in prima persona. Amore materno, amicizia, invidia, paura e addirittura una spolverata di spiritico-sovrannaturale riescono ad aggiungersi inserendosi con i tempi giusti man mano che la serie procede, accompagnata da una colonna sonora sublime, (abbastanza anonima l’opening, indimenticabile e contestualizzata l'ending, capace di aprire il cuore e fare da sfondo musicale al termine di ogni episodio).
Ogni particolare fisico di questa struggente vicenda diviene un punto di riferimento visivo e spirituale, a cominciare dai luoghi che fanno da sfondo come la “base segreta” che il gruppo di ragazzi era solito frequentare da piccoli, o le strade del piccolo paese dove abitano, inondate di sole estivo o rallegrate dalle cicale nelle calde ore notturne, o ancora le rotaie dove ogni tanto passa rapido il treno. Ogni luogo ha “visto” sentimenti ed emozioni appartenute ai protagonisti, assaggiato prima i loro sorrisi e assorbito lentamente il loro dolore.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, il tutto si presenta all’occhio ben amalgamato e scorrevole; le animazioni più che sufficienti, i colori brillanti, scintillanti, perfetti per un’estate indimenticabile e malinconica. Il chara design non è poi così accattivante come ci si possa immaginare, tuttavia gli autori svolgono egregiamente il loro lavoro donando un aspetto consono che collide perfettamente con l’anima dei protagonisti. Eccellenti invece i fondali, capaci d’immergere perfettamente lo spettatore nella vicenda.

"AnoHana" suscita emozioni travolgenti, fortissime, schiaccianti, sempre seguendo un ritmo blando e leggero, senza nessuna necessità di stravolgimenti o assurdità improvvise, emozionando dal primissimo episodio.
Sapere lasciarsi alle spalle ciò che di caro abbiamo perso non è affatto facile, e l’affrontare il futuro, sconosciuto e spaventoso, lo è ancora meno. Vi è una profonda e ricercata introspezione in ognuno dei personaggi principali, atta a fare trasparire emozioni forse poco nobili, ma del tutto plausibili, umane, comprensibili: chi di noi vorrebbe dire addio alla persona che ama? Chi di noi potrebbe definitivamente accettarlo? O, chi di noi inghiotte un rifiuto amoroso dalla persona che adora senza soffrire profondamente? Eppure la vita continua, e se non sei pronto a prendere il prossimo treno, rimarrai a terra.
Questo, a mio avviso, non è solo il miglior anime nel suo genere, ma uno dei migliori in assoluto, come da tanto tempo non se ne vedevano. Se amate il genere sentimentale o drammatico e vi emozionate facilmente, preparate un gran numero di fazzoletti.
La commovente verità è che "AnoHana" insegna a saper dire addio. Qualcosa in cui nessuno nasce preparato.




{sakura.
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 5 su 11 --- Voto: 9

Già dal primo episodio Ano Hana mi è piaciuto tantissimo. La trama è originale, i personaggi sono tutti ben caratterizzati, e trovo i disegni e l'animazione fantastici. Anche l'opening e l'ending secondo me sono belle - ma che altro potevamo aspettarci dagli stessi creatori di Toradora?
La storia ha toni molto nostalgici e malinconici, ma non mancano momenti in cui riesce a strappare qualche risata.
Vorrei mettere come voto 10, ma prima voglio vedere come va a finire (ho sentito che sono solo 11 episodi, che peccato!). Intanto un bel 9 non glielo toglie nessuno.




Sonoko
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10

Finalmente ieri ho potuto vedere il finale di quest'anime e non posso non unirmi agli altri commenti entusiastici: "AnoHana" è davvero un piccolo gioiello.
Forse il tema trattato non è di per sé originale, dato che in molti altri anime/manga è stata narrata la storia di un fantasma che torna a interagire con i viventi perché non riesce a raggiungere il nirvana per qualche "affare lasciato in sospeso", ma ciò non rende l'opera banale e meno meritevole, dato che cambia il modo in cui la storia è trattata.In qualche capitolo di "Urusei Yatsura" abbiamo avuto modo di affrontare tale tema in chiave comica, con un fantasma che per lo più procura guai a coloro con cui interagisce; in "Kirara" il fantasma in questione incontra la se stessa vivente di 10 anni prima per tentare di cambiare il proprio triste destino. In "Anohana" viene affrontato un aspetto ancora diverso: stavolta il fantasma è quello di una bambina, Menma, e il suo "ritorno" è dovuto alla non accettazione della sua scomparsa, anche a distanza di anni, da parte di tutti.

Innanzitutto i suoi più cari amici, i "super busters della pace" (così si chiamava il loro gruppo), ma anche, aspetto non trascurabile della storia, la sua famiglia: tutti, per un motivo o per l'altro, sono rimasti psicologicamente bloccati al giorno della sua morte. Nonostante nella storia vi siano gli immancabili problemi sentimentali del genere - i primi amori corrisposti o no, la difficoltà a dichiararsi, eccetera -, l'aspetto più importante è stavolta il modo in cui, grazie al ritorno di Menma, i suoi cari si ritrovano finalmente a elaborare, ciascuno in modo diverso, questo lutto che li ha tanto segnati. "Anohana" è un anime molto psicologico, e, anche se è vero che talvolta le lacrime si sprecano un po' troppo, io trovo che le varie situazioni siano affrontate molto bene, con sensibilità e delicatezza. E se certi rallentamenti nella comunque breve storia possono far un po' storcere il naso a qualcuno, c'è da dire che tale andamento mi pare coerente con quanto sia difficile, e spesso caratterizzato da alti e bassi e/o da fasi di apatia, l'affrontare tali situazioni per coloro che restano, che devono andare avanti con la loro vita dovendo comunque fare i conti con il passato. Come pure è coerente il finale, magari non totalmente esplicito sui destini di tutti (anche se a me lo è sembrato abbastanza) come sarebbe invece stato quello di una storia realizzata da altri - v. Koi Ikeno, che in "Tokimeki tonight" arriva a soffermarsi persino sulle generazioni successive di tutti i protagonisti -, ma che è comunque quello che a mio avviso è più giusto e realistico.

A contribuire alla buona riuscita dell'opera sono sicuramente anche il character design, l'animazione fluida e la buona espressività dei personaggi, il buon doppiaggio. Ho ritenuto anche azzeccata la scelta di dare a Menma una voce particolarmente infantile, perché anche se meno gradevole la ritengo coerente con il fatto che è con questa voce che gli amici potranno sempre sentirla, qualsiasi altra voce più "cresciuta" sarebbe stata una forzatura.
Ma ovviamente un elemento fondamentale che valorizza l'opera è la bellissima colonna sonora, sia l'opening sia l'ending, soprattutto quest'ultima per il suo testo, che ben si affiancano con le immagini.
Insomma, il mio voto finale è 10.




Ari.chan
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10

"AnoHana" è un anime composto di 11 episodi, il quale, nonostante la sua brevità, sa imprimere nel telespettatore una moltitudine di sensazioni ed emozioni che nemmeno io stessa avrei immaginato.
La storia parla di cinque amici, Jintan, Yukiatsu, Anaru, Tsuruko e Poppo, che, dopo un tragico evento, la morte della loro amica Menma, pian piano, con il passare del tempo, si lasciano e si perdono di vista. Tutto cambia quando un'estate Jintan inizia a vedere il fantasma di Menma. Da lì le cose inizieranno a cambiare e tutti e sei i "Super Busters della Pace" (il nome del loro gruppo quand'erano bambini) si riavvicineranno.

Partendo dal presupposto che non sono un'esperta di animazione, e che quindi non posso soffermarmi troppo sulla qualità nello specifico, l'unica cosa che mi ha spinta a continuare a vedere quest'anime è stata la storia. Bellissima. Non riesco a trovare altre parole per descriverla. E commuovente. Altro aggettivo indispensabile. Sì, perché questo è stato credo l'unico anime che è riuscito a commuovermi ogni singolo episodio (e io sono una che non si commuove spesso). Quale più, quale meno, ho pianto in ciascuno di essi. L'ultimo, poi, è stato un singhiozzo continuo e ininterrotto. Ma è stato un commuoversi bello, non deprimente, perché tutto è avvolto dalla dolcezza e i vari momenti toccanti spuntano senza che nessuno li convochi, non li trovo forzati.
I vari sentimenti che si vengono a scoprire pian piano non sono i soliti che uno si potrebbe aspettare, sono molto più profondi e sofferti di quanto si pensi. Tutti i personaggi hanno, si scopre, un loro ruolo. Anche uno in particolare (che, per non fare spoiler, non cito) che è stato nominato solo poche volte, si rivelerà fondamentale.

Le musiche sono perfette. Opening ed ending in particolare. A questo proposito, voglio valorizzare un po' di più l'opening, che io ho adorato, perché ha quel non so che di nostalgico che conferisce un'atmosfera magica. E l'ending, così dolce, si sposa perfettamente con i minuti finali dell'ultimo episodio.
L'animazione, per quanto non me ne intenda, riconosco anch'io essere di altissima qualità. Prodotta dagli stessi autori di "Toradora!", era semplicemente divina. I colori, le azioni, tutto meraviglioso.
Non ci sono pecche o note negative, anche il doppiaggio italiano mi ha (stranamente) pienamente soddisfatta; ecco, forse l'unica cosa è stata la scelta della voce di Menma, leggermente troppo bambina rispetto alle altre. Comunque mi sono piaciute tantissimo le voci di Jintan e Yukiatsu. Davvero.
Insomma, riassumendo, "AnoHana" assomiglia a un piccolo diamante: minuto, come gli 11 episodi di cui è composto, ma al contempo semplicemente perfetto. Anzi, se dovessimo rifarci al titolo, a un fiorellino, semplice ma meraviglioso.
Il mio voto è 10. Cos'altro altrimenti?




Deazzo
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10

"Anohana" è uno degli anime migliori che abbia visionato negli ultimi mesi, anzi, tra i migliori che abbia visionato fino ad oggi. Ovviamente questa è un'opinione personale quindi andrò ad analizzare in maniera oggettiva cosa rende quest'opera davvero bella.
La trama è molto semplice al principio e man mano che la storia prosegue vengono scoperti nuovi punti e dettagli. Questi serviranno allo spettatore per comporre nuovi schemi della trama che la renderanno con il tempo più interessante, dando così l'occasione di non annoiarsi e di trovare sempre interesse per ogni puntata.
In breve la storia tratta di un gruppo di ragazzi delle superiori, con personaggio principale Jintan. Alcuni anni prima erano tutti amici e formavano un gruppo di sei bambini. Purtroppo, dopo un terribile incidente, una delle bambine, Menma, muore e da quel giorno cominciò la crescita dura e difficile di ognuno di loro, i quali si separeranno e non si frequenteranno più. Solamente quando Jintan, un giorno d'estate, comincia a vedere la sua amica morta che gli gironzola intorno, egli si rincontrerà con tutti gli altri.

Quello che esce fuori da una trama così fantasiosa è del tutto diverso da quello che ci si aspetta. Non si tratta di una storia di fantasmi, ma di una storia di vita dei protagonisti, delle loro difficoltà a superare quell'incidente di alcuni anni prima che in un modo o nell'altro ha segnato tutti. Angosce, paure, sofferenza e rimpianti sono i sentimenti principali che si sentono fino all'ultimo episodio. Ovviamente ci saranno anche momenti divertenti che serviranno ad alleviare l'elevata angoscia dei personaggi. Si potranno conoscere l'angoscia e i problemi di ognuno di loro e il modo in cui lo hanno affrontano negli ultimi anni. Ci si renderà conto delle difficoltà che la vita ci può parare davanti e i modi peggiori per affrontarle e infine, con la crescita e la coscienza dei propri errori, il modo giusto di vedere l'accaduto e come affrontarlo nella maniera più giusta e serena.

I disegni sono molto belli e considero questo genere e tipo di grafica animata una delle migliori che siano mai state create negli anni. I movimenti sono molto fluidi e naturali e non danno mai la sensazione di appartenere a dei cartoni. Permettono così a chi li guarda di immedesimarsi più a fondo con i personaggi e di creare un legame più profondo con la serie. Le ambientazioni sono ben curate. Le espressioni sono perfette per ogni pensiero o emozione che sta provando il personaggio in quel momento, permettendoci di non faticare a comprendere il loro stato d'animo o il loro pensiero. I dettagli ben definiti e riconoscibili in ogni scena. Insomma non si trova nessuna fatica a seguire la serie a livello grafico.

Le musiche sono state scelte in base al genere dell'anime, quindi sono tutte molto dolci e lente. Gli abbinamenti tra le varie scene e la musica scelta sono piuttosto azzeccati, se non in alcuni casi addirittura perfetti. La sigla d'apertura è molto bella e più serena di quella di chiusura, la quale è una delle più belle mai sentite negli anime in questi tempi. La stessa sigla di chiusura, la troviamo più volte nell'anime, specialmente alla fine, dove si sposerà perfettamente con la scena finale, trasmettendo una malinconia e una tristezza che porteranno, sicuramente nella maggior parte dei casi, a emozionare chi la guarda, facendo sfuggire almeno una lacrima.

Personaggi, musiche e disegni si completano tra di loro, ma una parola va assolutamente spesa anche per il doppiaggio, che ha una parte rilevante nella serie. Il loro lavoro permette di comprendere in maniera esauriente le emozioni dei vari personaggi (e lasciatemi dire che negli ultimi episodi questo si nota molto), così da potere sentire noi stessi la loro sofferenza. Un lavoro molto ben riuscito e questo va senz'altro lodato.

Il mio voto è senza dubbio 10. Anche se forse avrei dato un mezzo voto in meno a causa del numero degli episodi, piuttosto basso. Ma come si dovrebbe essere capito ogni singolo episodio non viene sprecato e riesce a comunicare alla perfezione lo stato psicologico ed emotivo di ogni personaggio, quindi forse un numero maggiore di episodi avrebbe finito per annoiare il telespettatore. Confermo la mia votazione: 10.




Eren
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

Dopo la meraviglia di "Toradora", Tatsuyuki Nagai, stavolta con la A1 Picture, torna sulla scena con un capolavoro dell'animazione giapponese. Trovo "AnoHana" profondo, emozionante, commovente. I disegni e le animazioni sono di ottima qualità dall'inizio alla fine, la storia è ben progettata e realizzata, la colonna sonora è splendida e perfettamente inserita. Le emozioni che comunica sono forti e sincere; talvolta cerca forse di strappare allo spettatore qualche lacrima in più, ma per me lo fa sempre con classe, cosa che a molti anime che puntano alla commozione a tutti i costi manca. E nessuna delle sue 11 puntate delude le aspettative.

Trama
Jinta è un adolescente che vive solo con il padre: non va a scuola, passa tutte le sue giornate a casa giocando ai videogame e facendo poco altro, delineandosi come il classico hikikomori (persone di ogni età che passano la propria vita in casa, separandosi completamente dalla società, spesso a causa di disagi psicologici). Ma la motivazione del suo isolamento non è tanto semplice. Il trauma che ha causato la sua fuga dalla realtà è la base della storia, legato indissolubilmente alla sparizione - non definitiva - di un'amichetta dei tempi dell'infanzia. Tale trauma riporterà Jin e la sua banda di amici di 10 anni prima insieme, ognuno con il suo bagaglio di emozioni ed esperienze differenti accumulate nel tempo, per affrontare le divergenze nate tra loro proprio in seguito a quell'evento. Lo scetticismo e i rancori iniziali si ammorbidiranno grazie alla grinta di alcuni di loro, tra crisi psicologiche e barbecue sotto le stelle, e in nome dell'amicizia anche gli ostacoli più grandi potranno essere abbattuti, fino a vedere l'impossibile.

Personaggi
La cura e l'approfondimento psicologico dei personaggi di questo anime è ragguardevole. Ognuno di essi ha un carattere complesso, sfaccettato che viene alla luce piano piano, con il susseguirsi delle puntate. Ciascuno dei protagonisti ha i suoi tratti distintivi: l'infantile vivacità di Menma, la nostalgica rassegnazione di Jinta, l'incessante frustrazione Anaru, la rancorosa perseveranza di Yukiatsu, la sofferente rassegnazione di Tsuruko, l'infinita grinta di Poppo si intrecciano, amalgamano ed esplodono in una meraviglia di fuochi artificiali che colpiscono dritti nel cuore.
Nessuno è tralasciato, nemmeno i personaggi secondari. Ognuno ha i suoi spazi, i suoi segreti e le sue speranze. E lo spettatore assiste all'evoluzione del gruppo di amici come se fosse uno di loro, facendo proprie le loro emozioni e osservando la storia con i loro occhi.

Grafica
Gli occhi, le espressioni dei personaggi, i loro gesti sono rappresentati con un'efficienza rara. I movimenti sono fluidi, le animazioni scorrevoli e curate fin nei minimi dettagli. I livello rimane altissimo fino all'ultima puntata, accompagnando magistralmente la storia e lo sviluppo degli eventi.

Musica
Sia l'opening sia l'ending dell'anime sono notevoli: bella la musica, belle le parole (non parlo riferendomi solo alle traduzioni dei fan, studio giapponese), ottima l'interazione con le immagini. La sigla iniziale soprattutto è colma di poesia, anticipando le emozionanti rivelazioni del primo episodio, ma mantenendo il mistero quanto basta.
Il resto della colonna sonora è ugualmente ben realizzato, intenso e comunicativo, altamente apprezzabile anche ascoltato fuori dal contesto dell'anime.

Conclusioni: "AnoHana" è senza dubbio uno dei progetti migliori che si siano visti negli ultimi anni. Nonostante l'apparente ristrettezza della categoria "scolastico sentimentale" nel quale può essere inserito, è una serie consigliabile anche a coloro che usualmente non amano il genere. Drammatico e spensierato allo stesso tempo, arriva dritto al cuore e alla mente, proiettando chi lo vede nell'intricato mondo dei sentimenti umani e dei ricordi.




Selpher
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

'Anohana' narra la storia di un gruppo di amici d'infanzia che, a distanza di anni dall'evento drammatico che li aveva fatti allontanare, si ritrovano a dovere affrontare i problemi lasciati in sospeso. La narrazione inizia quando Menma, morta accidentalmente in tenera età, riappare come fantasma a Jintan che, superata la convinzione di essere impazzito, capisce che dovrà aiutare la sua amica ad ascendere esaudendo il suo ultimo desiderio rimasto irrealizzato.
Per farlo però dovrà chiedere aiuto ai vecchi amici di infanzia persi di vista, con le ovvie complicazioni del caso.

Nasce così un'opera che fa della sua forza il lato drammatico e sentimentale e che, anche se con qualche forzatura, riesce a essere molto coinvolgente e scorrevole.
I personaggi grazie a Menma riusciranno a ritrovarsi, a superare il trauma che si portano dentro, e ad avviarsi verso l'età adulta.
In 'AnoHana' l'aspetto emozionale viene sempre privilegiato, a volte anche a scapito della coerenza e della razionalità. Questo aspetto che può essere criticato o meno (vedi altre recensioni) per lo spettatore target di quest'opera non disturba particolarmente, ma anzi contribuisce a enfatizzare il messaggio che l'opera vuole lasciare al suo pubblico.

In definitiva ritengo 'AnoHana' un'opera decisamente sopra la media degli ultimi anni, che conferma l'originalità e la bravura dello staff da cui è nato anche 'Toradora'.
Consigliato a tutti senza eccezione, ma in particolare agli amanti del genere sentimentale/drammatico che sicuramente lo sapranno meglio apprezzare senza soffermarsi sulle piccolezze - secondo me volontariamente sottovalutate dagli autori.
Una nota a parte va fatta per le sigle, veramente molto belle e abbinate, e per l'aspetto grafico di buona fattura e soprattutto di qualità costante durante tutto l'anime.
Buona visione.




denzi
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 7

Quando si legge il nome di un anime in ogni angolo del web viene istintivamente voglia di vederlo, almeno per me. Non credo che 'AnoHana' sia un capolavoro, ma nemmeno che sia mediocre: è un miscuglio di buone idee, situazioni esagerate, colori luminosi, scene rievocate incessantemente, colonna sonora azzeccata e sentimenti esasperati.
Il fulcro della storia è la morte di una ragazza in un gruppo di amici, all'età, presumo, di 10 anni circa (non ho trovato da nessuna parte indicazioni sull'età, è detto solo "as a child". Gli anime tra l'altro giocano sempre male con la relazione comportamento-fisionomia-età). Tale morte condiziona poi la vita dei personaggi a distanza di anni. Le cose iniziano a sbloccarsi quando lei riappare a Jintan, il leader del gruppo.
Menma, la ragazza "fantasma", ha tutte le caratteristiche per ispirare amore e tenerezza: gentile, tenera, un po' infantile ma tenace e sicura. Grazie a lei Jintan e gli altri del gruppo, che intanto non si frequentavano più, si riavvicinano, si riscoprono sempre gli stessi, ma anche antichi rancori tornano a galla. Jintan è innamorato di Menma, Yukiatsu è innamorato di Menma, Anaru è innamorata di Jintan e invidiosa di Menma, Tsuruko è innamorata di Yukiatsu e invidiosa di Anaru. Poppo, non se lo fila nessuno, così alla fine gli autori decidono di dargli il peso più gravoso da confidare agli altri.

Quello che voglio dire è che prima che morisse e dopo la morte, tutto ruota intorno a Memna. Le ragazze del gruppo arrivano a dire "Ho capito che non sarei mai stata alla sua altezza". L'"altezza" di Memna consiste probabilmente in quel suo andare d'accordo con tutti senza provare sentimenti negativi, ma è abbastanza per arrivare ad amarla così tanto come fanno Jintan e Yukiatsu?
Leggendo altre recensioni vedevo quanto il tema dell'amore che si prova da bambini e che crescendo rimane lo steso abbia fatto storcere i nasi. Secondo me provare lo stesso affetto è possibile, ma qui siamo di fronte a qualcosa di diverso. Mi pare sia il padre di Menma a dirlo, che per la madre il tempo si è fermato in quel giorno. E così per gli altri. Un amico che muore durante un gioco in estate quando si è bambini credo non sia una cosa che si dimentica, ma, anzi, che è sempre prepotentemente in primo piano.
Per Yukiatsu l'amore di Menma è quello di quel giorno, magari se lei fosse cresciuta sarebbe riuscito a fidanzarsi con lei oppure ci avrebbe semplicemente rinunciato. Per Jintan è lo stesso. Il rimorso di non averle chiesto scusa e di non avere potuto essere sincero perché "non c'è mai stato un domani" è durato all'infinito. Se Menma non fosse morta tutto sarebbe andato avanti naturalmente, ma in questo modo il rimorso dell'ultimo giorno (che ci perseguita in flashback in ogni episodio) è rimasto vivo, e l'unico modo per procedere è proprio la venuta di Menma e il saluto con un giusto addio. Nel finale si intravede la vita che finalmente va avanti, che ha superato l'ostacolo senza dimenticare e che ora può tranquillamente evolversi - lasciando aperte le speranze anche sulla futura vita sentimentale dei protagonisti, Poppo escluso poveretto.

Per cui credo che la trama sia fondata, il neo sono certe trovate assurde dei personaggi (Yukiatsu in particolare, con quella parrucca) e il volere creare scene appositamente commoventi quando da piangere e da riflettere se ne trova già abbastanza anche solo nelle inquadrature mirate.
Le ultime due puntate non mi hanno convinta, nell'ultima in particolare succede in 20 minuti più di quanto poteva succedere prima in 3 puntate. E nemmeno mi spiego perché tutti dovessero amare Memna, non biasimo le due ragazze che piangono per gli amati incantati da lei. La "confessione" di tutto quello che si portavano dentro era inevitabile ma, strutturata così e coronata da un piagnisteo terribile di Anaru e da una risata collettiva, ha fatto la figura del siparietto comico, messo verso la fine per non bruciarsi tutte le lacrime dello spettatore durante la storia. L'ultima puntata è un boom di pateticità che fa sì piangere ma anche dubitare del valore di quello che si stava guardando, e che porta alla disperazione i troppo sentimentali e al suicidio gli animi più delicati. Ha i suoi buoni spunti anche lei ma è troppo tirata.
Insomma, consiglio guardare 'AnoHana', di piangere, di riflettere ma di non farsi portare alle lacrime troppo facili che spesso convincono le persone a dire "questo è un capolavoro".




AlessandroXV
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10

Premessa: la seguente recensione non contiene spoiler.
Opera d'arte: queste sono le parole che per me si avvicinano alla definizione di questa corta serie animata. Gli episodi di cui è composta sono solamente 11, ma già a partire dal primo si viene letteralmente bombardati di forti sentimenti e di empatia nei confronti dei primi personaggi visionati. E' bene dire che la commozione può verificarsi a ogni episodio in più momenti, tutti diversi. Dunque si tratta di una storia profonda, talmente tanto da piazzarsi forse tra i primi posti di una classifica fondata sullo spessore della vicenda e dei personaggi. Quello che è magico è proprio l'intensità di questi episodi: non se ne viene solamente catturati, ma se ne viene letteralmente travolti e inglobati. E' difficile trovare qualcosa di altrettanto grandioso e fantastico.

Trovo tutto infatti perfetto: lo svolgimento di ogni singolo episodio, l'incipit e l'excipit sono a una distanza abissale tra loro, e inoltre lo scorrere della storia è veramente unico, fondato su parallelismi e incidenti tra presente e passato.
Si tratta di una storia triste, certamente, ma la bellezza e il "come" sia composta la rendono affascinante e immensamente piacevole. Nonostante la valanga di tristezza e malinconia, si prova felicità e gioia nel vedere questa serie.
Come detto prima, ritengo che tutto sia perfetto, compresi i disegni: stupendi. Per quanto riguarda le musiche, non si può dire niente di negativo: sono obiettivamente belle, specialmente l'opening e l'ending. Queste infatti, nella loro laboriosità, sono anche in un certo senso semplici e orecchiabili, ma cariche di progressione e di carica coinvolgente, che incrementa il grado di commozione.

Riassumendo il tutto in una tabella, si ha:
Musiche: 10.
Disegni: 10.
Storia: 11!
Profondità dei personaggi: 11!
Questi voti, apparentemente esagerati, verranno, a parer mio, confermati da una visione convinta e attenta. Dunque si consiglia di vedere tale anime: lo ritengo un capolavoro.




Onpu-chan
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 7

"AnoHana" è una serie che mi ha creato grandi aspettative. Grandi già prima che iniziassi a vederla, per via delle positivissime recensioni e per le alte vendite dei DVD/Bluray. Grandissime, addirittura, quando ho visto il primo episodio: sono rimasta estasiata dall'altissima qualità tecnica (su cui tornerò dopo) e da una storia che, sebbene per nulla originale, si prometteva emozionante.

Proprio per via della comunissima trama - che non starò qui a ripetere -, ero veramente ansiosa di scoprire come gli autori l'avrebbero sviluppata per rendere questo anime unico; volevo vedere come avrebbero affrontato i temi intramontabili del rimorso, del senso di colpa, dell'amicizia e della crescita. E, purtroppo, in parte sono stata delusa.
Essendo gli episodi solo undici è impossibile evitare anticipazioni quindi invito chi non abbia visto la serie a saltare il prossimo paragrafo a causa di possibili SPOILER.

Pensavo che quello di Menma fosse solo un pretesto iniziale per permettere agli amici di ritrovarsi, di confrontarsi per riuscire così a liberarsi del loro fardello e potere creare insieme qualcosa di nuovo, pur se con l'aiuto del 'fantasma' della loro amica. Ero convinta infatti che il desiderio finale di Menma fosse proprio questo: far sì che i ragazzi riscoprissero la loro amicizia e imparassero ad andare avanti senza di lei, accettando la sua morte. Scontato, certo, ma molto più plausibile; a rendere l'anime emozionante, come ho detto, ci avrebbe pensato il modo in cui questa storia veniva raccontata.
Tuttavia è stata sviluppato in modo alquanto strano. Innanzitutto, appare inspiegabile come, nonostante sia chiaro fin dal primo episodio che la presenza di Menma ha effetti concreti sul mondo reale (anche se lei è visibile solo a Jintan), ci vogliano 8 episodi - su 11 - perché lei si manifesti agli altri. In questi 8 episodi, i ragazzi continuano a litigare fra loro sul credere o non credere a Jintan, quando poi già nel primo episodio Menma abbraccia Anaru e lei riesce a sentirla!

Un'altra cosa che non mi è piaciuta è il fatto che i personaggi avrebbero dovuto subire un'evoluzione, ma quest'ultima non si mostra mai se non nell'epilogo. Yukiatsu non cambia di una virgola la sua ossessione per Menma, Jintan continua a essere innamorato di lei, Anaru continua a essere invidiosa e Tsuruko non muove un muscolo per dimostrare a Yukiatsu cosa prova. Poppo, poi, rimane piatto fino all'ultimo episodio, dove finalmente si scoprirà qualcosina anche sui suoi sentimenti, ma non verranno approfonditi.
Insomma, i ragazzi non imparano affatto ad andare avanti, non riescono a instaurare un legame tra loro che sia indipendente da Menma, anzi al contrario nel rincontrarsi scoprono che tutto in passato girava attorno a lei e continua a girare intorno a lei nel presente fino alla fine. I ragazzi ancora innamorati di lei, le ragazze ancora invidiose di lei.
E Menma? Incarna perfettamente la purezza di una bambina, così come dovrebbe essere. Ma ho trovato irritante come passi facilmente dal riso al pianto; quest'ultimo in particolare avviene così spesso che finisce per non fare più commuovere lo spettatore.
Tuttavia, una nota positiva è la sincerità dei personaggi che alla fine ammettono i loro egoistici propositi, evitando di scadere nel solito mielosissimo "La cosa più importante è che Menma abbia ciò che desiderava".
FINE SPOILER

Le perplessità a livello narrativo non permettono nemmeno a me, amante delle storie drammatiche e della lacrima facile, di assaporare appieno le emozioni che questo anime tenta di dare.
Certo, le succitate tematiche di amicizia, rimorso e senso di colpa sono trattate ampiamente e anche molto bene, ma in un modo che ricorda un vicolo cieco: i ragazzi imparano ad ammettere il proprio rancore, non a superarlo. Imparano a sopportare i ricordi, ma non a crearne di nuovi, perché continuano a pensare solo a Menma, Menma, Menma.

Tecnicamente, come accennavo prima, l'anime è su ottimi livelli: il character design è curato e quasi sempre costante qualitativamente, i fondali sono belli e realistici, le animazioni molto fluide, anche nei più piccoli gesti. Certo, non erano presenti particolari difficoltà poiché l'anime è ambientato nella vita di tutti i giorni, ma si nota comunque quanta cura sia stata messa nei dettagli. Discreto il sonoro, buono come sempre il doppiaggio. Anche le sigle sono accattivanti.

Insomma, "AnoHana" è un bell'anime, sicuramente da vedere; il primo episodio è gestito magistralmente, mi ha emozionata tantissimo, al punto che preso singolarmente sarebbe da 10. Ma poi prende una piega per niente all'altezza: più ci ripenso più mi rendo conto che la visione non mi lascia alcun messaggio profondo, è questa è una grande delusione.




Nevola
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10

Ho appena finito quest'anime, e ho anche appena finito di piangere. Non ho mai pianto così tanto per una storia raccontata attraverso lo schermo. Non so nemmeno se riuscirò subito a riordinare le idee per parlare dell'aspetto tecnico e narrativo di questo che ritengo un capolavoro.
Che dire, la prima cosa che attira è il 'sunto' della trama; personalmente ritengo che il migliore sia quello di Animeclick, che non accenna a un piccolo particolare che si scopre fin dal primo episodio, ma per me è stato piacevolissimo scoprirlo durante la visione.

L'altra cosa sono senza dubbio i disegni. Ne ho visti altri molto più curati, ma questo chara è perfetto, gradevolissimo alla vista e azzeccato con il tema delicato che racconta; colori chiari, intensi, vivi. E la cura dei volti, dei vestiti, delle inquadrature e il livello della regia sono notevole, speciale nel sapere raccogliere quei piccoli momenti della vita quotidiana di tutti noi.
I personaggi sono tutti ben caratterizzati, approfonditi, intrecciati l'un con l'altro, ognuno di loro fondamentale, anche le comparse - cosa da non sottovalutare, di questi tempi.
L'anime non è mai noioso, e mano a mano che passa il tempo diventa sempre più coinvolgente, più carico di emozioni che lo spettatore non può ignorare. La cosa incredibile è che finalmente si parla di ragazzi che hanno problemi con la scuola, di ragazzi che rispondono male ai propri genitori, di ragazzi con dei propri problemi che fanno fatica a esprimere o che fanno fatica a capire.
Io mi sono ritrovata tantissimo in Jintan, che all'inizio della storia ha lo stesso problema che avevo io anni fa. Un problema che non mi sarei mai aspettata di vedere raccontare in un anime.

Quest'anime è profondo, toccante, ogni cosa è messa al posto giusto, non c'è nulla che stona. Credevo che avrei dovuto aspettare almeno un paio d'anni prima di rivedere un buon anime, ma stanotte mi sono ricreduta, e temo che nessun altro come questo riuscirà a coinvolgermi così tanto.
Credo sia la peggior recensione che abbia mai fatto. Sono ancora troppo scossa, chiedo venia. Ma se non le scrivo subito, le recensioni, poi risulterebbero meno attente e meno sentite.
Guardatelo, "AnoHana", ve lo consiglio caldamente.



Brilly
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 7

"AnoHana" è uno slice of life piuttosto drammatico: il tema è la morte, e come può essere vissuta dalla parte di chi, purtroppo, non c'è più, e di chi invece è rimasto. La storia tratta di un gruppo di amici d'infanzia che si sono allontanati dopo la morte della piccola Menma, avvenuta qualche anno prima; sarà proprio lei, in forma di spirito, a riavvicinarli e a farli riappacificare. I personaggi primari, che inizialmente sembrano essere freddi tra loro, piano piano decideranno di riunirsi con l'obiettivo di esaudire il desiderio di Menma, pur non sapendo quale sia, per permetterle di lasciare questo mondo. Anche se i presupposti possono essere interessanti, quest'opera non è priva di difetti.

[ATTENZIONE, SPOILER!!]
Jintan, il protagonista, è l'unico che riesce a vedere e parlare con Menma e inizialmente ci viene descritto come una specie di hikikomori, che rimane isolato con la classica scusa del "parla da solo, è pazzo". Su questa condizione, però, non ci viene detto nulla di più: Jintan rimane da solo semplicemente perché viene definito strambo (vede i fantasmi), e la cosa rimane lì, senza venire approfondita.
Menma è una ragazza molto dolce, forse troppo, ma il suo animo sincero e infantile potrebbe essere dato dal fatto che lei in realtà non è cresciuta, essendo morta quando era ancora piccola, quindi mantiene il carattere di quando era bambina. Anaru, che all'inizio è ostile e snob nei confronti di Jintan, nel giro di poco tempo si accorgerà di essere ancora innamorata di lui, con un cambiamento forse troppo repentino. Anche Yukiatsu si finge scostante e freddo, ma in realtà la sua sofferenza è talmente grande da portarlo a travestirsi da Menma, facendola così "rivivere". Poppo è il classico simpaticone, e la ragione del suo dolore ci verrà mostrata solo nell'ultimo episodio; Tsuruko soffre per la morte di Menma, ma è la più 'stabile' del gruppo, pur maturando non subisce grandi cambiamenti, non passa da un estremo a un altro.

La caratterizzazione dei personaggi è buona; tutti sono addolorati per Menma, ma allo stesso tempo si accorgono che il loro desiderio di farle lasciare questo mondo non è dovuto a puro e semplice altruismo, dovendo così confrontarsi con i loro intenti egoistici e con i relativi sensi di colpa. La storia non ha grandi colpi di scena, e a volte può arrivare persino a essere un po' banale: il gruppo è formato da tre ragazzi, di cui due innamorati di Menma, e da tre ragazze (inclusa Menma), di cui due innamorate di Jintan. Inoltre i protagonisti non hanno la minima idea di quale sia il desiderio da realizzare, però si auto-convincono che questo riguardi i fuochi d'artificio, e si stupiscono quando, dopo avere finito, vedono Menma ancora lì, senza mai pensare "Ma, in fondo, come possiamo essere certi che il suo desiderio sia proprio questo? Non è che stiamo sbagliando?".

Insomma, in definitiva a questa serie do 7 (sarebbe un 7 e mezzo), per vari motivi non me la sento di dargli 8: risulta difficile pensare che, dopo tanti anni, i protagonisti siano ancora così legati a qualcuno che è morto. E' consigliato a chi vuole vedersi una serie un po' malinconica senza particolari colpi di scena.




Lunashinigami
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 3 su 11 --- Voto: 10

Ho trovato AnoHano davvero molto bello, all'inizio decisi di iniziare quest'anime per semplice curiosità, soprattutto perché è stato creato dagli stessi creatori di Toradora, ma poi dopo il primo episodio ho subito messo da parte questo pensiero, perché Ano Hana (titolo completo: "Ano hi mita hana no namae" o "bokutachi wa mada shiranai", Ancora non sappiamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno) è un anime secondo me incredibile. Presenta una storia parecchio malinconica, con dei protagonisti che si ritrovano a dovere fronteggiare il rimorso per la perdita di un'amica e il fatto che negli anni, a causa della crescita, i loro rapporti si sono incrinati. Paradossalmente a provare a riunirli ci penserà proprio la loro amica scomparsa e un suo desiderio che ancora la tiene ancorata a questo mondo.
Per me è un anime sorprendente e, pur essendo ancora al terzo episodio, sono fiduciosa nel dire che questo è il miglior anime di questa primavera. Consigliatissimo.




npepataecozz
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8

E' risaputo (o quanto meno è un luogo comune) che l'infanzia gioca un ruolo tanto importante quanto oscuro nella determinazione del carattere di una persona: il verificarsi di eventi dolorosi o comunque traumatici può avere effetti permanenti sulla psiche dell'individuo, generando dei disturbi della personalità che solo un buono psichiatra è in grado di alleviare.
"AnoHana" è un anime che prende spunto proprio da questo particolare aspetto dell'animo umano, proponendo, in chiave fantastica, le vicende di un gruppo di ragazzi delle superiori che condividono lo stesso trauma infantile: la morte di Menma, una compagna di giochi. Negli anni successivi al triste evento ognuno di essi ha cercato di esorcizzare il ricordo dell'evento luttuoso in maniera diversa: c'è chi decide di relegarsi in casa come un provetto hikikomori e chi decide di abbandonare tutto e mettersi in viaggio; chi si lancia a capofitto nello studio e chi invece si preoccupa in modo ossessivo del proprio abbigliamento. Qualunque sia stata la scelta di ognuno, il gruppo finisce inesorabilmente per sciogliersi e i relativi membri si perderanno di vista per diverso tempo. Almeno finché Menma non decide di ripresentarsi sotto le spoglie di un fantasma: esaudire il desiderio dello "spirito smemorato" diverrà allora un imperativo per tutti.

Nell'ultimo anno si è molto discusso sulla bontà di quest'anime: chi lo definisce un capolavoro assoluto, chi un subdolo tentativo di abbindolare gli animi più sensibili con la classica storia strappalacrime senza nessun costrutto. Personalmente mi trovo abbastanza in disaccordo con entrambi i fronti, in quanto "AnoHana" è senz'altro un ottimo titolo ma che non riesce a raggiungere l'eccellenza per almeno due motivi.
Il primo è che è difficile ritenere plausibile un simile "congelamento temporale" in base al quale i sentimenti provati dai vari personaggi nella loro versione infantile si conservano pressoché immutati fino all'adolescenza. Rivalità, infatuazioni, rancori, gelosie non sembrano essere stati minimamente smorzati dal tempo; il che, a mio avviso, è abbastanza irrealistico.
Quanto al secondo difetto esso è, paradossalmente, diretta conseguenza del suo pregio maggiore. L'idea che un gruppo di bambini non costituisca un insieme sociale in cui possano convivere le stesse tensioni e le stesse controversie di un gruppo più maturo è un'invenzione abbastanza utopistica posta in essere da alcuni autori o sceneggiatori. Ma niente è più lontano della verità: i bambini sanno essere, al contrario, davvero cattivi fra loro. "AnoHana" percepisce perfettamente questa verità: ognuno dei personaggi, per un motivo o per l'altro, si sente il vero responsabile della morte di Menma che appare vittima, oltre che dell'incidente che le toglierà la vita, anche dei controversi sentimenti che agitano la vita del gruppo. Questi sentimenti perdureranno anche nell'adolescenza: tutti sono spinti, almeno inizialmente, a esaudire il desiderio della bambina non per bontà ma per un proprio tornaconto.

Ma se questa parte mi ha sinceramente convinto non si possono ignorare le conseguenze che da essa derivano: se proprio ci deve essere redenzione per Jintan e compagni, essa non può compiersi, come invece accade, di punto in bianco. Non c'è un vero travaglio interiore che porta i vari personaggi al rammarico per le proprie azioni ma questi, probabilmente a causa della scarsa pellicola ancora disponibile, vengono letteralmente folgorati dalla verità e dal pentimento. E questo, per dirla tutta, proprio non mi è andato giù.
Queste critiche, però, hanno il solo fine di spiegare perché, pur essendo "AnoHana" un anime che rientra perfettamente nelle mie corde, ho scelto di dargli un voto alto ma non altissimo. Tengo a precisare, infatti, che lo considero un ottimo titolo, ben concepito e ben disegnato, che mi ha tenuto incollato allo schermo fino alla fine donandomi qua e là momenti di grande emozione. Ma che "stecca" proprio sul finale.




Chuls97
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10

"AnoHana" è quel genere di anime che ti rimane impresso, che tu lo voglia o no. Più di 10 non potevo dare, ma caspita se avessi potuto, un pensierino, ce lo avrei fatto. Premetto che adoro il genere slice of life e quindi sono anche di parte, ma questo era troppo, troppo bello. Ho guardato l'intera serie in pochissimo tempo, e la ritengo un anime stupendo, magnifico.
La storia è molto profonda e a mio avviso in sé molto bella. Le vicende narrate sono davvero strappalacrime, ho guardato l'intera serie con gli occhi lucidi e sono scoppiata negli ultimi due episodi. E' stato bellissimo, mi ha fatto provare emozioni stupende.

La grafica, beh, che dire della grafica? Per me è magnifica, ancora migliore di quella del precedente lavoro dello studio: "Toradora". Ho trovato che i personaggi avessero un'intensità palpabile e una profondità inaudita, ben costruiti, strutturati, personaggi che sono cambiati durante la storia, sono cresciuti in meglio. Sono diventati quello che sono ora: persone adulte. Ciò dimostra che i traumi del passato vanno sempre affrontati a testa alta. Ogni personaggio aveva il proprio carattere, ben definito, come nella vita reale. Ci si potrebbe fare un film su quest'anime.

La musica era azzeccatissima. L'opening e l'ending erano veramente orecchiabili e la soundtrack piacevole e impostata nei momenti giusti. Accompagnava fedelmente ogni passo dell'anime e lo valorizzava nel miglior modo possibile.
Vi ho convinti? Tu che stai leggendo sei convinto ora? Corri subito a guardarlo. Non te ne pentirai, vedrai. Te lo consiglio vivamente.




Zenzero
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10

Leggere le recensioni degli altri utenti aiuta eccome. Appunto spulciando tra le recensioni di non ricordo bene chi, ne ho trovata una davvero bella su quest'anime, così sono passato alla scheda a leggere anche le altre, quasi tutte positive, ed è così che ho deciso che anche io lo dovevo vedere.
In due giorni ho completato le undici puntate, e, pur non essendo un gran sentimentale, né un romantico, eccetto la prima, le altre, le ho viste tutte con gli occhi lucidi. Per via di tutte le emozioni che si provano vedendo il proseguire della breve e intensa storia, si potrebbe persino sorvolare su disegni e musiche, se solo fossero brutte, ma il fatto è che i disegni sono più che dignitosi, cioè belli ma non bellissimi. Lo stesso discorso non vale per le musiche, perché sia l'opening sia l'ending sono stupende.
Non so che altro dire, sono rimasto davvero sorpreso in maniera positiva, posso solo consigliare a tutti questo bellissimo anime, di sicuro non rimarrete delusi. Attenzione, non sto parlando di originalità o di capolavoro, ma solo di un anime, che, per quanto mi riguarda, ha trasmesso bellissime emozioni, trascinandomi fino alla fine, che trovo molto bella.

P.S.
Il mio anime preferito rimane Slam Dunk, ma questo gli va talmente vicino che non ho potuto non dargli ugualmente 10,




hgaxf
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 7

'AnoHana' fa parte di quelle serie che acquisiscono una popolarità elevata in poco tempo grazie a un elevatissimo tamtam in internet. Senza dubbio Animeclick stessa ha contribuito a questo successo, e io per primo ho pubblicizzato ampiamente l'opera. Difatti i primi episodi sono molto gradevoli, ed è indubbio che la popolarità iniziale sia meritata. Ma la storia perde verso il finale. Avrò fatto questo discorso 'ventordici' volte, e comprendo io per primo quanto sia difficile riuscire nel finale di un'opera simile per un autore. Non intendo quindi penalizzare troppo l'opera su questo punto, soprattutto perché il problema non sta nel finale vero e proprio, che al contrario è molto bello, ma appunto negli ultimi due o tre episodi che si dirigono verso di esso. Questi sono un noioso e dannoso insieme di rimpianto, tentativi e stress per i protagonisti, evitabilissimi e soprattutto non necessari.

Forse lo scopo era arrivare proprio a quegli undici episodi necessari, per un'opera che sarebbe potuta stare in un film di due ore e mezza, a costo di diventare pesante. Per il resto, compiango il pensiero che l'opera sia "seria", anzi. Si vuole proprio alleggerire gli eventi, andando a formare una sorta di drammaticità spensierata. A nessuno interessa un'analisi approfondita sulle modifiche apportate alla psiche dalla morte precoce di un'amica, non in questa sede perlomeno. Interessano invece dei personaggi caratterizzati a puntino, che in generale sono abbastanza ben riusciti. Proprio questo è un punto interessante, e magari se si aveva del tempo da mettere da qualche parte lo si poteva usare per mostrare al meglio la vita di tutti i giorni della combriccola, che invece è solo accennata. O magari mostrare un po' di più della vita da hikikomori del protagonista prima dell'inizio di tutto.

Beh, quel che è fatto è fatto, quindi meglio passare oltre a fare un elogio all'opening, che è molto ma molto piacevole e ancora più apprezzabile nel contesto dell'anime. Come da mio solito non lodo l'ending, che anche in questo caso non è nulla di che. Penso sia davvero raro trovare un'opera con un'ending al livello dell'opening. Sul piano dello stile grafico, il discorso è più complesso. Nelle parti normali lo stile è classicissimo, gli si potrebbe quasi criticare la scarsa originalità. Ma, in alcune parti particolari in cui i protagonisti ricordano l'infanzia, si usa un effetto per cui la luminosità aumenta senza però diventare accecante, un tocco di classe da non sottovalutare. Questo è tutto, il voto sarebbe forse appena più alto ma non mi sbilancio.




OMEGA_BAHAMUT
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8

Anime di grande successo della stagione 2011, 'AnoHana' (contrazione del ben più lungo "Ano Hi Mita Hana no Namae o Bokutachi wa Mada Shiranai") racconta le vicende di un gruppo di ragazzi - i cui soprannomi sono rispettivamente Jinta, Menma, Anaru, Yukiatsu, Tsuruko e Poppo - che hanno a loro modo visto finire la spensieratezza della propria gioventù in modo traumatico con la morte di una delle loro amiche. La storia inizia a tal proposito quando a Jinta comincia ad apparire il fantasma in versione adulta di Menma, la quale sembrerebbe non riuscire ad ascendere in cielo e a reincarnarsi come vorrebbe a causa della sua volontà di vedere esaudito un misterioso desiderio della propria gioventù.
Inizia così l'avventura dei cinque ragazzi, che dovranno rincrociare dopo tanto tempo le loro strade straziate dal trauma e affrontare una volta per tutte il loro passato per aiutare la sfortunata amica.

'AnoHana' secondo me è anime molto bello, anche se in alcuni punti devo dire abbastanza triste da seguire soprattutto a causa della persistenza sulla scena del tema della morte. Tutti i personaggi infatti, in un modo e nell'altro, portano con sé (anche inconsapevolmente a volte) gli strascichi del nefasto evento, un elemento latente questo che tende spesso a incupire persino le scene più allegre della serie. Purtroppo c'è poco da dire sulla trama senza spoilerare, quindi preferisco sospendere il giudizio sull'articolazione della trama e dei significati in essa contenuta.
Passando al versante personaggi, è senz'altro importante sottolineare la somiglianza dello stile di delineazione con quello di 'Toradora'; anche qui infatti i creatori hanno puntato, più che sul creare personaggi già indimenticabili - con caratteristiche speciali o altro insomma -, sul costruirli passo passo nella storia attraverso i rapporti intessuti, nel presente e nel passato, scelta a mio parere azzeccatissima in una storia come questa. Troppo spesso infatti si cade nell'errore di proporre personaggi poco umani nella voglia di stupire purtroppo.

Tecnicamente con 'AnoHana' si può dire che stiamo esattamente allo stesso livello di 'Toradora', poiché la grafica proposta si avvicina in modo spaventoso a quella di tale opera, soprattutto per quanto riguarda a volte l'effetto "affilatura" dei profili. Le musiche invece sono di un certo rilievo, perfettamente in linea con l'anima abbastanza triste del lavoro, in particolare per quanto riguarda l'ending, proposta nella sua versione integrale durante lo splendido finale.

Voto: 8 - Lo ritengo uno dei lavori migliori dell'annata, il cui voto può anche essere ulteriormente alzato a seconda dei gusti se si gradisce particolarmente il genere in questione. Da non lasciarsi sfuggire, vista soprattutto la recente acquisizione in Italia.




Mak15
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

Vi confesso una cosa: mi trovo in difficoltà a parlare di quest'anime. Ne sono rimasto folgorato sin dalla prima puntata, ma allo stesso tempo credo di non essere stato in grado di apprezzarlo del tutto. E' fantastico, non fraintendetemi, ma… c'è un "ma", appunto.
Questa è la triste storia di una bambina, Menma, morta in un maledetto giorno di sole: un incidente che sconvolge la vita dei suoi amici, con i quali lei condivideva gioie e sogni dell'infanzia. Le menti di questi cinque ragazzi rimangono ancorate a quel giorno, ma gli anni passano inesorabili e il dolore continua a consumarli. Fino al liceo, fino a quando il fantasma della ragazza ricompare a uno di loro, Jintan. Grazie a lei i membri del gruppo iniziano a riavvicinarsi con l'obbiettivo di esaudire il desiderio dimenticato di Menma e permetterle così di ascendere in paradiso.

Comincio con il dire che le musiche, i disegni e i colori sono impeccabili. 'AnoHana' è un prodotto di alta qualità dal punto di vista tecnico. Lo stesso si può dire per quanto riguarda la storia: ogni personaggio ha delle caratteristiche uniche che rendono il suo ruolo speciale e insostituibile all'interno della trama. Ogni scena, ogni dialogo è indispensabile per il resto della storia. Non c'è nulla di più e nulla di meno del necessario. In ogni puntata si può scorgere il grande lavoro che c'è dietro.
L'opening è una delle più belle che mi sia capitato di sentire; orecchiabile, emozionante e calzante con il senso della storia (e non sempre è così).

Se è tutto così bello, allora dov'è questo "ma" di cui parlavo all'inizio? Come detto, non sono riuscito ad apprezzar l'anime fino in fondo, come avrei voluto. C'era una sorta di muro che me lo ha impedito, che mi ha impedito d'immedesimarmi completamente nella storia e nel dolore di ogni personaggio. E' difficile da spiegare senza raccontare dettagli importanti della storia, ma ho trovato estremamente irrealistico e innaturale l'atteggiamento dei ragazzi al manifestarsi di Menma. Inoltre, il fatto che lei possa comunicare con tutti fin dall'inizio, eppure non lo fa restando in disparte, è una cosa difficile da giustificare. Questa incongruenza è stata per me come una zanzara che mi ha infastidito per tutto il corso della visione. Lo dico a malincuore, ma credo sia una storia che per necessità o per scelta non è stata in grado di raggiungere l'apice del suo potenziale.

Ciononostante, rimane uno degli anime più coinvolgenti a livello emotivo che io abbia mai visto. La ritengo una storia bellissima, con un finale che più azzeccato non si può. Il cerchio si chiude, poco o niente viene lasciato in sospeso: undici puntate da godersi tutte d'un fiato, perché, se è vero che è una storia triste, è anche vero che alla fine ha la capacità di farti sentire un po' più leggero e, perché no, più sereno.




Dartes
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

"Ano Hi Mita Hana no Namae o Bokutachi wa Mada Shiranai", abbreviato per comodità in "AnoHana", è un anime del 2011 prodotto dallo studio A-1 Pictures, diretto dal regista Tatsuyuki Nagai. E' stato mandato in onda sulle reti Giapponesi Fuji Tv, Kansai TV, Tokai TV, BS Fuji.
La storia narra in particolare di Jinta Yadomi, e in parte secondaria del suo gruppo di amici. Un tempo questo era il leader del suddetto gruppo di amici, perché era il più carismatico e ammirato da tutti. I ragazzi del gruppo, che per loro scelta aveva preso il nome di "Super Peace Busters", si occupavano di "ammazzare la noia" in compagnia dei propri amici del cuore. Un giorno, a causa di un grave incidente, la giovane ragazza di nome Meiko Honma, soprannominata durante tutto il corso dell'anime "Menma", morì fatalmente.
Il tutto, però, riemerge dai ricordi dei compagni molti anni dopo, ai tempi del liceo, periodo nel quale è ambientata la storia. Tutti gli ex compagni si sono ormai separati, non tenendosi più in contatto. Infatti, Jinta, ormai cresciuto come tutti gli altri, non va a scuola perché "ossessionato" dal ricordo di Menma, che vede costantemente come un'allucinazione nella vita quotidiana, come se fosse una persona via. Il team dei "Super Peace Busters", durante l'anime, si riunirà con il passare del tempo in onore di questa ragazza dando vita ad una grande avventura.

La trama è in sé abbastanza originale, e riesce a colpire lo spettatore e a rimanere nel cuore di quest'ultimo, soprattutto, ahimè, per le sue tristezza e drammaticità; che però non sono le uniche cose a regnare sovrane, visto che si alternano anche momenti di gioia, felicità e amore.
E' molto bello vedere la vita diversa di ogni ragazzo dell'ex team ormai sciolto, perché è in sé particolare, ma sempre con un filo di ricordo legato alla piccola ragazza scomparsa. E' chiaro che il "succo" della storia va a toccare principalmente i ragazzi, nonostante il fattore al quale tutto gira intorno sia Menma.
La serie riesce sempre a strappare qualche lacrima in ogni episodio, basti vedere lo splendido legame passato che era vivo e pulsante tra i personaggi, e che pian piano riprende vita lievemente sbocciando di nuovo nel corso del tempo. E quello che ritorna non è solo il legame di amicizia, ma anche quello amoroso che vi era in passato. I segreti dei giovani si faranno avanti insieme al susseguirsi dei fatti narrati creando una splendida atmosfera, che però non può che essere triste, ma, a volte, anche gioiosa al contempo.

Il lato tecnico spicca sotto ogni aspetto, a partire dalla regia assolutamente fantastica di Tatsuyuki, che ci offre scorci di panorama e giochi di luci che solo un professionista è in grado di creare. I disegni sono, a mio parere, meravigliosi e ben realizzati, molto adatti al contesto; anche le ambientazioni risultano sempre gradevoli e ben studiate in modo da rendere al meglio. Il character design è uno dei migliori che abbia mai visto, davvero ben realizzato e particolare per ogni personaggio che vi compare, anche visto che lo staff è lo stesso che ha lavorato al ben più noto "Toradora!", bene o male conosciuto da tutti.
Il doppiaggio è nella norma, nel complesso buono. Le opening e le ending, le ho apprezzate particolarmente, visto il modo sublime nel quale si adattano alla storia e ai disegni che vi appaiono, con una melodia fantastica e che riesce a piacere (ovviamente la cosa è soggettiva) al punto da riguardarla ogni volta.
Nel complesso "AnoHana" è un anime molto particolare che merita assolutamente di essere visto e gustato, per una storia fantastica che vi lascerà qualcosa dentro.




Mashiro Moritaka
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10

Come descrivere quest'anime con una parola: a mio parere è un capolavoro. Già dalla prima puntata, mi è scesa la lacrimuccia, e diversamente che con altri anime che ho guardato, non sono andato a cercare spoiler sui i vari siti che si trovano facilmente su Google.
Quest'anime dimostra come una trama abbastanza semplice e profonda possa generare un bellissimo prodotto.

Voto grafica 9: l'accuratezza dei dettagli sui personaggi, su ogni disegno, trasmette meglio le emozioni dei personaggi, per non parlare delle animazioni che sono ottime.

Voto trama 10+: la trama riesce a farti piangere già dal primo episodio, e anche i non amanti degli anime di questo genere non ne rimarranno delusi. Pochissimi anime riescono a farti commuovere già dal primo episodio e "AnoHana" è fra questi. Mi pare inutile spiegare la trama perché è già qua sopra.

Opening ed ending 9: le opening e le ending di quest'anime sono ben azzeccate e bellissime, mi sono innamorato sopratutto dell'ending che in ogni episodio ascoltavo sempre, senza mai andare avanti.

Voto totale 10: trovo "AnoHana" uno dei migliori anime usciti ultimamente, non il solito ecchi che ormai tutti noi fan siamo abituati a vedere uscire in questo periodo, ma un anime molto leggero, veramente bello, che riesce in ogni episodio a farti commuovere.




Tohru22
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

"Anohana", titolo completo "Ano hi mita hana no namae o bokutachi wa mada shiranai", ovvero "non sappiamo ancora il nome del fiore che vedemmo quel giorno", è un anime degno di almeno un po' del vostro tempo. La serie è diretta da Tatsuyuki Nagai e prodotta dallo studio A-1 pictures in collaborazione con lo studio Aniplex. Premetto che mi aspettavo grandi cose dai creatori di "Toradora" e posso dire che "Anohana" mi ha abbastanza soddisfatto.

La trama è incentrata su un gruppo di ragazzi amici d'infanzia che si sono persi di vista dopo la morte di Meiko, bambina del gruppo, detta Menma. Durante l'estate, Jintan, diciamo il "leader" del gruppo di amici, si ritrova di fronte la ormai cresciuta Menma, che non essendo riuscita a entrare in paradiso, probabilmente per la sua vita lasciata "in sospeso", è una sorta di fantasma, che solo lui ha la capacità di vedere. La vicenda seguirà il riavvicinamento dei sei amici, rimasti in cinque; proprio grazie a Meiko, infatti i ragazzi dovranno realizzare il suo desiderio per "concludere" la sua vita lasciata in sospeso e farle finalmente raggiungere il paradiso.

I personaggi sono ben caratterizzati, ognuno con un ruolo importante nella storia, forse a parte Jintan, che essendo forse uno dei protagonisti principali dovrebbe avere un carattere più definito. Ci sono vari intrecci amorosi (ad eccezione del simpatico Poppo) tra i ragazzi, per questo arrivano tutti alla fine a sentirsi colpevoli della morte della bambina e a scoprire di essere stati egoisti nei confronti di Menma. Grazie anche a questi sensi di colpa e a questa malinconia, "Anohana" ti tiene incollato allo schermo fino alla fine, che seppur scontatissima mi ha fatto piangere come una fontana.

La grafica è semplicemente spettacolare, le musiche molto orecchiabili. L'opening e l'ending infatti si adattano perfettamente alla trama, specialmente la sigla finale che si aggiungeva ai momenti di tensione della fine di ogni puntata rendendo tutto più commovente. In breve, "Anohana" è un anime che consiglio a coloro cui piace commuoversi, ma anche a chi non ha troppo aspettative, perché ci si poteva comunque aspettare di meglio dalla trama, inoltre ha solo undici puntate. Diciamo che a mio parere questo anime si merita un bel 9.




Eretria90
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10

Con soli 11 Episodi, 'Ano Hi Mita Hana no Namae o Bokutachi wa Mada Shiranai' - Ancora non conosciamo il nome dei fiori che vedemmo quel giorno - abbreviato in AnoHana è una storia capace di toccare le profonde corde del cuore.
Consiglio quest'anime a chi, più che una trama, cerca emozioni. Emozioni capaci di stringerti il nodo alla gola, di scuotere i tuoi sentimenti e di farti provare tanta malinconia.

La narrazione è molto delicata, inizia in maniera spensierata presentandoci i personaggi e la loro storia in superficie. Con il tempo, tutti i componenti dei Super Peace Busters si rincontrano in onore di un evento che scuoterà le loro vite, la venuta di un "demone estivo", Menma. Ma questo demone non si fermerà per una sola stagione, rimarrà fin quando non verrà esaudito il suo desiderio. Il problema è che la sua ricomparsa ha portato con sé dolorosi ricordi ai suoi cinque amici, tra i quali l'unico a vederla è Jinta Yadomi, il protagonista.

Ma non voglio anticiparvi null'altro, è una storia tutta da scoprire, e attraverso dei flashback porterà una maggiore visuale degli stati d'animo e dei rapporti che c'erano fra questi ragazzi.
Di "AnoHana", più che per la caratterizzazione particolare dei personaggi, più che per i ricordi allegri dell'adolescenza, ci si innamora per l'impatto e per l'empatia che riesce a provocare. Lo spettatore viene sottoposto a scene e a scoperte cariche di significato. Sin dall'inizio ci si sente inermi, in una storia che porta con sé tanti ricordi, che si tingono di una nota triste in quanto non si può cambiare il passato. Sappiamo da subito che non c'è un finale alternativo, se non quello che ci aspettiamo fin dai primi episodi, nonostante tardi ad arrivare. Non per questo il finale è scontato, anzi, porta con sé novità ancora più commuoventi.

Bisogna spendere più di una parola sulla componente tecnica di quest'anime. Ebbene, iniziando ad argomentare sul tratto stilistico, esso risulta simile a quello di un'altra fortunata serie, "ToraDora". Le figure sono curvilinee e presentano dei lineamenti molto originali e diversi per ognuno dei personaggi. Il punto forte sono senz'altro i colori e le luci. Queste ultime danno un senso di liquidità alla rappresentazione degli occhi, delle lacrime, del fiume. Inoltre, c'è un ottimo uso dei colori per il rilievo delle immagini, più precisamente degli sfondi: questi ci appaiono estremamente accurati e realistici.
Ad accompagnare le scene più salienti della serie, ci sono delle musiche che rendono meglio il senso d'attesa e di pathos, fanno trattenere il respiro e intensificano il magone di chi segue appassionatamente Menma e i suoi amici.

Concludo, consigliando certamente "AnoHana" a chi vuole sciogliere le proprie emozioni, che si fanno necessariamente avanti, e sono accompagnate da un'eccezionale elemento grafico, e dal sonoro molto orecchiabile.




cistifornaio
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

Allora parto con il dire che questo "Anohana" è bello, anche se non mi è facilissimo capire il perché e più di una cosa non mi è piaciuta. I disegni sono fatti molto bene, anche se a quanto pare negli ultimi anime usciti è una caratteristica molto frequente, quindi questo non lo rende migliore degli altri. Sopra la media ha probabilmente i personaggi, ben disegnati, ben doppiati e anche ben caratterizzati, né troppi né troppi pochi, non sto qui a parlarne perché mi dilungherei e vi toglierei il gusto della sorpresa, ma fidatevi che sono ottimi.

La storia non è invece molto originale, sullo stile di "Ghost", che poteva sembrare qualcosa di nuovo ai miei genitori, ma ormai è abbastanza già visto. Ha comunque il merito di essere commovente e, strano a dirsi per il genere, straordinariamente coinvolgente. Tralasciando ora la fisica dello spirito, che oltre a non essermi molto chiara mi è sembrata anche piuttosto forzata in più di un punto, tanto che a metà serie pensavo si sarebbe rivelato un'allucinazione del protagonista (nessuno nota coperte rigonfie quando lei è a letto, quando salta addosso agli amici sembra pesare qualche etto e nulla più, la gente non si stupisce di vedere penne volteggiare nell'aria ma si fa grandi problemi se queste non scrivono su fogli normali, ecc.), vorrei lasciare spazio a un piccolo sfogo personale rivolto a chi la serie se l'è già vista.

Penso siamo tutti d'accordo nel dire che la storia è incentrata molto più sulle vite di quelli ancora in vita piuttosto che sul destino del fantasma, che tra l'altro era piuttosto scontato e si sapeva benissimo che sarebbe andato a finire così. A questo punto, caro sceneggiatore, dato che hai lo spazio di 11 miseri episodi, per favore ci fai sapere qualcosa di più su come si evolve la situazione tra i personaggi e lasci un po' in secondo piano l'ascesa al cielo dello spirito? Non ci posso fare niente, sono una persona curiosa e voglio sapere dopo cosa succede, dato che per quello che ho visto il giorno dopo potrebbe tornare tutto come prima. Non chiedo molto, fatemi vedere la mora che mentre aspetta il treno si siede vicino a quello antipatico invece di lasciare i posti vuoti in mezzo, e la castana ex occhialuta che quando arrivano le sue amiche odiose risponde loro male e corre ad abbracciare il protagonista. Non chiedo molta ma chiudete un finale una volta tanto!

Mi è sembrato di capire che gli autori siano gli stessi di "Toradora!", ho provato anche qua a cercare dopo i titoli di coda ma non c'è un bel niente, avevate fatto un così bel lavoro, perché non ripetersi qui? Chiudo la recensione perché sennò mi viene voglia di abbassare il voto, bella serie ma bastava così poco a farla un bel po' migliore... pazienza vale lo stesso la pena guardarla.



Melany
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8

Quante lacrime nell'ultimo episodio: ho trovato il finale perfetto.
Dallo stesso staff di "Toradora! ", anime che ho apprezzato moltissimo, esce nel 2011 "Ano hi mita hana no namae" o "bokutachi wa mada shiranai", una storia malinconica e nostalgica che vi rimarrà nel cuore.

Durante un'estate con gli amici, Meiko, ribattezzata Menma, perde la vita in un tragico incidente. Sono passati dieci anni da quel fatidico giorno, i cinque componenti dei "Super Peace Busters" sono cresciuti, hanno look differenti, vivono vite molto diverse e, cosa più amara, non si tengono più in contatto.
Jitan, ex leader del gruppo, ha abbandonato la scuola per un intero semestre e inizia a vivere come un hikkimori. In questo lasso di tempo vede il fantasma di Menma, e pensa che questo sia causato dallo stess nonché frutto di un'allucinazione, dato che solo lui può vederla, sentirla e toccarla. Menma gli appare in sembianze da adolescente, ma dalla mentalità e dai comportamenti di quando era bambina. È qui perché vuole vedere il suo desiderio avverarsi, ma lei stessa non ricorda in che cosa consista. Unico indizio: per realizzarlo è necessario che il gruppetto di amici si riunisca. Cosa è accaduto realmente alla protagonista? Perché è apparsa proprio dinanzi a Jitan? Qual è il misterioso desiderio? Sono enigmi che tengono incollati gli spettatori.

L'anime presenta un cast interessante, tutti con una caratterizzazione ben definita e accomunati da un dolore lacerante. È proprio a causa della perdita, dei rimpianti, dei sensi di colpa, del dolore che i Super Peace Busters fanno fatica a ricongiungersi.
Ogni episodio fornisce qualche indizio su come la combriccola torni piano piano di nuovo unita. Tutto quello che hanno fatto in passato si collega con qualcosa del presente.
La trama è interessante in quanto la componente mistery è ben congegnata, non ci sono particolari colpi di scena, però è curioso scoprire, puntata dopo puntata, cosa è accaduto realmente alla protagonista. Forse in alcuni momenti la storia può risultare troppo drammatica, un po' forzata, ma mai banale. Mi spiace solo che diversi aspetti dell'anime non vengano spiegati per bene, tra cui il passaggio dal Jinta leader al Jinta recluso.
Belli i riferimenti ai Pokè mon che hanno richiamato una parte della mia infanzia. E la base segreta? Tutti ne abbiamo avuta una.
Da notare i vari soprannomi dei personaggi, che vengono usati più dei loro veri nomi.

Tecnicamente "AnoHana" è ben fatto, con un chara design piacevole da guardare, una regia magistrale e delle animazioni nitide e costanti. L'opening è meravigliosa, incarna perfettamente l'atmosfera malinconica che caratterizza questa serie: dolce, evocativa, sublime. Bella anche l'ending.

"Ano Hana" significa letteralmente "quel fiore", un titolo che trovo azzeccatissimo dopo avere concluso questa bellissima serie di undici episodi. Visionandola, mi ha trasmesso un sacco di emozioni indimenticabili, riuscendo a farmi a riaffiorare i ricordi più lontani del passato: la prima cotta, le prime amicizie, i primi sentimenti contrastanti quali l'invidia e l'amore, la prima lite tra gli amici: quando da bambini passavamo spensieratamente le nostre estati giocando e ridendo, quando credevamo che niente sarebbe cambiato, che i giorni sarebbero rimasti gli stessi, quando credevamo nell'eternità . Quando sognavamo sempre.
È un anime con una storia significativa, drammatica ma non patetica, con dei personaggi adorabili, delle OST stupende e con un finale che difficilmente scorderò: uno degli slice of life più belli degli ultimi anni. Non perdetevi questa chicca.




Ryu88
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

Devo dire che non mi sono mai commosso così tanto vedendo un anime se non con "Strawberry Panic" e con "Angel Beats!".
"AnoHana" è una serie unica nel suo genere che tratta i temi della morte, dell'amore e dell'amicizia attraverso la storia (e le storie) di cinque ragazzi, amici d'infanzia che si sono allontanati dopo che, cinque anni prima, una di loro morì incidentalmente.
La trama è molto ben fatta, mai noiosa e con una forte drammaticità, soprattutto nella seconda metà della serie.
Il carattere psicologico dei personaggi è sorprendente. I cinque ragazzi subiscono un vero e proprio cambiamento durante il corso della serie ritrovando l'amicizia che avevano perso anni prima.

Anche i disegni sono ben realizzati, soprattutto le espressioni dei personaggi curate dal mitico Masayoshi Tanaka, character designer di serie come "Toradora!" o "Highschool of the Dead", il quale ha dato il suo contributo anche ad anime importanti come "Soul Eater" o "Gurren Lagann" - si nota soprattutto guardando Menma.
Le musiche sono molto belle e messe al posto giusto nel momento giusto catturano lo spettatore nel vortice di eventi e di emozioni che caratterizza "AnoHana".
Trovo il doppiaggio perfetto, con i doppiatori che riescono a fare provare al pubblico le stesse emozioni che provano i ragazzi (devo dire che alcune volte mi sono venuti i brividi per la commozione).
In conclusione, posso affermare che questo è un anime che tutti dovrebbero vedere e lo consiglio vivamente.




Crashis
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

"AnoHana" è un anime nato dalle idee degli stessi produttori di "ToraDora!". Non aspettiamoci però qualcosa come una commedia scolastica, sarà sicuramente qualcosa di più profondo del solito stereotipo "ragazzo strano x ragazzina bassa e tsundere" come ci ha abituati già il buon "ToraDora!", aspettiamoci qualcosa che già dall'inizio è malinconico ma dolce al contempo.

Trama
La trama tratta di sei ragazzi ormai cresciuti e in età adolescenziale. Conosceremo tutti i personaggi nelle loro diverse sfumature. Iniziando da Jinta, un ragazzo Hikikomori che vede una ragazza, di nome Menma, apparentemente già conosciuta in passato. Gli altri protagonisti saranno tutti amici di infanzia di Jinta, giusto per fare qualche nome conosceremo personaggi attivi come Poppo o misteriosi e criptici come Tsuruko. Tutti i personaggi, comunque, saranno osservati a fondo, ed è questa la caratteristica che mi è piaciuta di AnoHana, questo strano anime uscito quasi dal nulla. Anche se gli episodi sono davvero pochi, come già ci hanno insegnato i produttori di "ToraDora!", in 22 minuti può succedere proprio di tutto, e non lo si dice solo perché sembra un lasso di tempo infinito se si conta il tempo passato davanti allo schermo a vedere l'anime, ma lo si dice perché questi geniacci sono riusciti a inserire in 22 minuti tutto quello che fa di "AnoHana" un anime quasi perfetto, sotto tutti i punti di vista. E' semplice, simpatico, il carisma dei personaggi sprizza da tutti i pori, se ne osservano le debolezze e le forze, e soprattutto, finalmente abbiamo una ottima dose di quel collante che lega gli amici; non l'amicizia, ma il vero amore fraterno, quello che lega i bambini, un amore puro e semplice che, anche se sembra stupido, è profondo, ben più profondo dell'amicizia in sé e per sé. Ordunque, cos'è che mi ha convinto di "AnoHana"? La sua semplicità, un conglomerato di emozioni che si nasconde nell'obbiettivo di esaudire un desiderio, che apparentemente sembra futile, ma che nasconde la realtà, cioè, l'unità degli amici veri.

Lato tecnico
Tecnicamente il titolo è molto buono. Parlando dello stile grafico, molte scene ricordano tantissimo "ToraDora!", soprattutto i momenti in cui i personaggi piangono: le lacrime e gli effetti degli occhi ricordano i "momenti" di Taiga (niente spoiler, stiamo parlando di "AnoHana"). Molti filtri grafici sono stati quasi riciclati dal 2008 e portati di peso nell'anime, ma questo non è di certo un male, perché i filtri grafici sono comunque pochi ma buoni. L'unica nota di demerito sta nel fatto che in alcuni disegni i personaggi paiono leggermente sproporzionati, ma si può sorvolare, se si tiene conto della maestosità di un'opera così corta.
Dal punto di vista musicale nulla da dire: le BGM sono poche ma buone, e opening ed ending hanno ritmi irresistibili, tanto che fin dal primo episodio me ne sono innamorato.

Voto Finale: 9.




Uccello Gira-Viti
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9

Non sono un tipo molto sentimentale. Anzi, probabilmente lo sono, ma non ho la lacrima facile, per niente. Eppure, durante tutto quest'anime, la malinconia mi prendeva, e nell'ultimo episodio a fatica, solo ricordandomi più volte che quello che stavo guardando era un anime, sono riuscito a non farmi venire gli occhi umidi.
Fin dalla prima puntata ho provato una forte tristezza, che mi ha poi accompagnato, con alti e bassi, per i restanti dieci episodi. Sarà che i creatori di quest'opera hanno fatto un ottimo lavoro, sarà che essendomi trasferito spesso un po' ho trovato a me molto vicino il tema del rincontrarsi con vecchie amicizie, con l'inevitabile e conseguente accertamento di come gli anni siano passati, alla faccia di tutti i migliori rapporti che invece si potevano avere da piccoli. O probabilmente è un insieme dei due, dove credo la prima cosa sia molto più "forte". Fatto sta che fin dalla prima puntata mi sono appassionato ai personaggi, alla storia e alle atmosfere di quest'anime.

La storia racconta del lento e duro processo di riavvicinamento di cinque amici d'infanzia voluto dalla sesta componente del gruppo di ragazzi, che però, in giovane età, ha perso la vita. Grazie a lei, infatti, il protagonista (che è l'unico che riesce a vederla) riesce a riunirsi pian piano con i suoi vecchi amici, tutti avvicinati dal ricordo dell'amica e, quando i dubbi sulla reale esistenza del fantasma vengono dissipati, dalla volontà di esaudire l'ultimo desiderio della ragazza, riuscendo così a mandarla in paradiso.
Tutta la, ahimè troppo corta, storia ruota intorno a questo desiderio e a come gli amici cerchino in tutti i modi di riuscire ad esaudirlo.

La trama, alla fin fine, procede bene, in modo scorrevole e senza pause stagnanti o inutili accelerazioni, e forse è stato meglio avere un bell'anime di 11 episodi piuttosto che un noioso e ripetitivo pappone di, che ne so, 24 episodi o giù di lì.
Questo è un anime drammatico: drammatico è l'argomento, drammatico è il finale e molti sono i momenti non troppo allegri. Associati a ciò si trovano bmg "ben piazzate" che non stonano con l'opera e sopratutto opening ed ending che si sposano alla perfezione con i vari momenti che qualche volta si trovano ad accompagnare.
Tempo fa credo gli avrei messo dieci, ma ora visto che sto cercando di "regolarmi" gli do un comunque meritato, a mio avviso nove, aspettando di trovare la voglia di riguardarlo per poi recensirlo di nuovo, a freddo e con una seconda visione alle spalle. Se siete amanti del genere, o anche se non lo siete ma comunque vi incuriosisce, guardatevi quest'anime.
Buona visione.




scarlet nabi
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8

Aspettandomi una serie dal tema quotidiano, "AnoHana" (Quel Fiore) è stata una piacevole sorpresa. È la storia delicata di un gruppo di amici che si ritrova per esaudire il desiderio di Menma, una di loro. Lei non è cresciuta, è un fantasma, un'allucinazione che compare in una giornata d'estate davanti a Jintan e lo sostiene nel suo difficile percorso di crescita emotiva. Il ragazzo, infatti, aveva smesso di andare a scuola e aveva tagliato i ponti con il resto del mondo, chiudendosi in uno spazio di tristezza e di colpevolizzazione per la morte accidentale dell'amica. Anche gli altri sono stati segnati dal trauma, ognuno a suo modo, ognuno creando una personale corazza protettiva, ma nessuno è davvero cambiato: la comparsa di Menma fa riemergere l'entusiasmo e la forza dell'amicizia e fa sbocciare gli amori che all'inizio erano semplici cotte tra bambini. Tutti insieme sono traghettati verso l'età adulta, confrontandosi con il passato e con modelli diversi di maturità (il padre di Jinta - sereno e rilassato - contrapposto alla madre di Meiko - depressa e frustrata, che solo alla fine avrà un po' di pace). Ogni personaggio rivela a poco a poco un microcosmo di sfaccettature psicologiche, in un mosaico realistico molto ben delineato e mai scontato.

Non manca quel pizzico di mistero soprannaturale che contribuisce a creare un'atmosfera che è allo stesso tempo comune e fantastica: lo spettatore viene coinvolto nella storia suo malgrado e si cala completamente nella magia del patto narrativo.
Il disegno forse si potrebbe classificare come "shôjo", ma in questo caso linee morbide e occhioni tondi sono espedienti per ricordare la tenerezza dell'infanzia e la cura infinitesimale per i dettagli è perfetta per l'ambientazione in una cittadina periferica, ancora vicina alla natura e ai suoi segreti.




grandebonzo
Per l'anime AnoHana - Ancora non conosciamo il nome del fiore che abbiamo visto quel giorno
Serie TV di genere Slice of Life/Drammatico/Sentimentale
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 7

Sinceramente, mi aspettavo qualcosa di più.
Non che sia "Anohana" un brutto anime, intendiamoci. Ma dopo i primi due meravigliosi episodi, intrigante premessa di quello che sarebbe potuto essere un capolavoro, la narrazione perde progressivamente mordente, con l'inevitabile conseguenza - almeno da parte mia - di un brusco calo di interesse per questa serie animata.

La storia, bene o male, la conosciamo tutti: Jintan, hikikomori adolescente segnato dai lutti dell'infanzia, ha la facoltà di vedere il fantasma di Menma, compagna di giochi tragicamente morta quando entrambi erano bambini.
Causa della permanenza terrena di Menma è il desiderio di riunire nuovamente i "Super Peace Busters", il gruppo di amici di cui faceva parte insieme a Jintan, i cui membri si sono progressivamente separati e allontanati proprio a causa della scomparsa della ragazza.
Afflitti dai sensi di colpa, egoisticamente protesi verso la ricerca di un affrancamento dal loro passato doloroso, i componenti del suddetto gruppo riallacceranno progressivamente i rapporti, vincendo, grazie alla mediazione dell'eterea Menma, quei rimorsi che, come macigni, pesano sulle loro vite, fino alla scontata - ma, in un'opera del genere, necessaria - palingenesi finale.
Trovo che la trama sia originale, resa interessante da un'analisi (in parte) ben fatta dell'evoluzione psicologica dei personaggi dall'infanzia all'adolescenza, i cui traumi, essenziali nel plasmare la loro personalità e il loro comportamento, vengono accuratamente descritti, non senza una discreta dose di pathos; mi sono piaciuti, in particolare, i brevi flashback sulla malattia della madre di Jintan.
A livello grafico, disegni e animazioni sono di buona fattura, nonostante nelle puntate immediatamente precedenti a quella conclusiva si osservi un leggero calo qualitativo.
Bellissime, e orecchiabili, entrambe le sigle.

Purtroppo, accanto ai lati positivi elencati, ce ne sono perlomeno altrettanti negativi, che non posso trascurare e che, dal mio punto di vista, svalutano parzialmente l'opera in questione.
Primo fra tutti, il modo in cui viene inserito nella narrazione l'elemento paranormale. Se all'inizio della storia Menma appare una via di mezzo tra un'allucinazione della mente di Jintan e una presenza spirituale - scelta a mio parere azzeccata -, con il prosieguo della vicenda il fantasma della ragazza acquista sempre più una dimensione "fisica": muove oggetti, scrive, interagisce con le persone, e - cosa alquanto ridicola - mangia (il che mi fa supporre che uno spirito debba assolvere a tutte le funzioni fisiologiche tipiche di un essere umano).
Capisco che non si volesse sceneggiare un dramma psicologico, quanto piuttosto un'opera melodrammatica, ma, in base a quanto detto poc'anzi, certe soluzioni narrative sono davvero incomprensibili: perché, ad esempio, solo Jintan può vedere lo spirito di Menma? Perché, se Menma può fisicamente modificare l'ambiente, le sue parole invece non possono essere percepite?

Evitando di dare spiegazioni metafisiche si finisce per rendere il tutto un polpettone stile "Ghost", dove è lecito avvalersi di ogni espediente possibile per strappare quella benedetta lacrimuccia allo spettatore più incline al sentimentalismo (e, badate, certe volte lo sono anch'io!).
Analogamente, molte altre scene che vorrebbero essere struggenti, soprattutto quelle di pianto collettivo, appaiono forzate, quasi fastidiose, alimentando il sospetto che la parte più drammatica dell'anime nasconda, ahimé, l'assenza di sentimenti genuini.
Non parliamo infine dei cambiamenti repentini, e ingiustificati, che certi personaggi hanno a un certo punto della storia: Yukiatsu, ad esempio, che da sempre alterna disprezzo e invidia nei confronti di Jintan, tutto a un tratto sembra diventare il suo migliore amico, dimenticando d'embleé tutte le incomprensioni e tutti i contrasti avuti.
Sarò io a non comprendere la magia e il candore dell'amicizia pura? Può darsi.
Allo stesso modo non capisco certe dinamiche amorose dell'anime, a mio parere un po' artificiose.

Nonostante i difetti riscontrati, "Anohana" si dimostra comunque una piacevole visione, sorretta da una realizzazione tecnica all'altezza; se affrontata con il giusto spirito, ovvero sedendosi in poltrona senza badare troppo alle falle della sceneggiatura, può rivelarsi decisamente gradevole, soprattutto agli amanti delle storie dichiaratamente strappalacrime.



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Elenco degli episodi
Ep 01:
Super busters della pace
24"
35 Episodio promosso 0 Episodio rimandato 0 Episodio bocciato
Ep 02:
La valorosa Menma
24"
22 Episodio promosso 1 Episodio rimandato 0 Episodio bocciato
Ep 03:
Circolo "Cerchiamo Menma"
24"
17 Episodio promosso 1 Episodio rimandato 0 Episodio bocciato
Ep 04:
Il vestito bianco con un fiocco
24"
18 Episodio promosso 1 Episodio rimandato 0 Episodio bocciato
Ep 05:
Tunnel
24"
20 Episodio promosso 0 Episodio rimandato 1 Episodio bocciato
Ep 06:
Dimenticami, ma non dimenticarmi
24"
16 Episodio promosso 1 Episodio rimandato 0 Episodio bocciato
Ep 07:
Il vero desiderio
24"
17 Episodio promosso 1 Episodio rimandato 0 Episodio bocciato
Ep 08:
I Wonder
24"
12 Episodio promosso 3 Episodio rimandato 1 Episodio bocciato
Ep 09:
Tutti e Menma
24"
16 Episodio promosso 1 Episodio rimandato 0 Episodio bocciato
Ep 10:
Fuochi d'artificio
24"
17 Episodio promosso 1 Episodio rimandato 0 Episodio bocciato
Ep 11:
Il fiore sbocciato quell'estate
24"
32 Episodio promosso 4 Episodio rimandato 4 Episodio bocciato

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