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Per l'anime
Art of Fighting
Serie OAV di genere Arti Marziali/Azione/Combattimento
Episodi Visti: 1 su 1 ---
Voto: 4 Un altro mondo il novantuno, quando
Street Fighter II irruppe nelle sale, si aveva la voglia di pestare duro nei locali puzzolenti, nei bar soleggiati al mare, ovunque. La prima a seguire la scia di Capcom fu la Shin Nihon Kikaku, SNK per gli amici, prima con
Fatal Fury, nel 1991, poi con
Art of Fighting, l'anno successivo.
Similmente al videogioco di Terry Bogard e co., è possibile selezionare solo i due protagonisti, Robert Garcia e Ryo Sakazaki, mentre i restanti sono i nemici da abbattere per seguire la storia e arrivare al bosso finale, Mr Karate.
Il picchiaduro, nonostante alcune innovazioni per il genere non indifferenti (lo "zoom" sui lottatori, la barra super ricaricabile, una potenza grafica massiccia tale da rendere AOF il primo gioco a occupare una cartuccia da ben 100 megabyte) non raggiungerà la grande fama di
Street Fighter né tanto meno di
Fatal Fury, ma genererà comunque due sequel formando così una trilogia, per poi essere messa da parte e fare spazio così alla celebre saga di
The King of Fighters con la quale SNK riuscirà a raggiungere qualitativamente, e persino superare in certi aspetti, la rivale Capcom.
Per questa trasposizione animata si è scelto di cambiare l'aspetto dei due protagonisti, Ryo in particolare è totalmente diverso, probabilmente ciò è dovuto alla sua somiglianza con il celebre Ken di 'Street Fighter' (biondo + divisa rossa), qui lo troviamo con capelli castani, senza un soldo e con la faccia da ebete.
Tutto l'opposto Robert, auto fiammante, giacca di lusso, fidanzata... liceale. Robert è infatti fidanzato con Yuri, sorella di Ryo, che viene qui rapita da un boss della malavita, un certo Mr Big, per via di una serie di sfortunati eventi che hanno coinvolto i due protagonisti.
Ora, pretendere una trama di spessore in un anime tratto da un picchiaduro (noti per avere storie cretine), per giunta dalla durata di appena 50 minuti, sarebbe come lamentarsi della colonna sonora in un hentai. Tuttavia
Art of Fighting non riesce a farsi perdonare per diversi motivi, uno fra tutti i personaggi stravolti rispetto alla loro caratterizzazione originale. Su Ryo versione Goku-imbecille ci siamo passati, riguardo al resto è chiaro che i creatori non hanno badato molto allo spirito del videogioco, eliminando il boss finale Mr Karate - Mr Big era solo il "mid boss" -, padre di Ryo e Yuri (mica poco a livello di trama), altri personaggi interessanti come Lee Pai Long e Todoh, cambiando poi aspetto e carattere di Yuri, e via discorrendo.
Si potrebbe anche passare sopra a questi compromessi - ma anche no! - se solo l'OAV fosse di pregevole fattura, ma ciò non avviene. I combattimenti non sanno di nulla, le animazioni sono fin troppo al risparmio per un anime di così breve durata e l'accompagnamento musicale neppure si nota. Insomma 'Art of Fighting' è il classico OAV di serie C in voga in quel periodo, e non sarà neppure l'ultimo. Salvo giusto l'ambientazione urbana, inerente allo stile squisitamente anni novanta della scuola SNK, ma tutto il resto è ampiamente evitabile.
Un peccato,
Art of Fighting, come del resto il suo fratellino
Fatal Fury, meritavano un maggior rispetto, oppure si potevano evitare del tutto operazioni di questo genere che purtroppo non ci abbandoneranno neppure negli anni successivi, ignari del fatto che il binomio picchiaduro-anime funziona pochissime volte, quindi se volete conoscere i giochi SNK che hanno fatto la storia di quel decennio rivolgetevi a un buon emulatore.
In fondo sono belli da giocare e pallosi da vedere, era così anche in sala giochi quando si faceva la fila, aspettando con ansia la sconfitta del bimbetto davanti, con la differenza che qui il momento di divertirsi non arriva mai.
