Kotaro
Per l'anime
Sailor Moon e il mistero dei sogni
Serie TV di genere Demoni/Magia/Soprannaturale/Sentimentale/Scolastico
Episodi Visti: 39 su 39 ---
Voto: 8 Dato lo stratosferico successo della terza serie animata, nel 1995, il pubblico giapponese poté godersi Sailor Moon SuperS, la quarta, giunta da noi l'anno successivo col titolo di Sailor Moon e il mistero dei sogni.
L'avversario di questa volta si chiama Dead Moon Circus ed è una scalcinata tribù di artisti circensi dal pessimo gusto estetico governata da una regina bellissima quanto perfida, Nehellenia, imprigionata eternamente aldilà di uno specchio e costretta a trasmettere il suo volere attraverso un avatar dalla forma di una vecchiaccia rugosa di nome Zirconia.
Missione del Dead Moon Circus è la cattura di Pegasus, una mistica entità dalla forma di un unicorno alato posta a guardia dei sogni degli esseri umani, il cui bellissimo corno dorato darebbe alla regina il potere di sciogliere il maleficio che la imprigiona.
Un toccante incontro onirico tra Pegasus e la piccola Chibiusa darà il via ad una nuova avventura...
Lontana dalla trama avvincente e articolata e dai molteplici riferimenti colti che avevano fatto la fortuna della serie S, questa quarta stagione presenta invece, al pari dell'altrettanto bistrattata serie R, una vicenda più che lineare e quasi completamente priva di colpi di scena, dato che il più grande mistero attorno al quale ruota la storia è tale unicamente per i personaggi, ma non per lo spettatore, che lo intuisce sin dal primo episodio.
L'attenzione si sposta su Chibiusa, ormai un personaggio fondamentale del cast, che in questa serie si può dire assurga al ruolo di protagonista, quasi da poter dare all'anime l'ideale nome di Sailor "Chibi" Moon SuperS.
La bimba piagnucolona e capricciosa della serie R aveva già avuto una maturazione nel corso della serie S, perdendo quell'aria viziata e antipatica che ce l'aveva fatta odiare, ed era cresciuta parecchio tramite il rapporto con Hotaru/Sailor Saturn.
E' giunto per lei il momento di fare un ulteriore passo in avanti, e noi spettatori possiamo vederla diventare una bambina vivace e di buon cuore, che comincia a farsi silenziosa osservatrice del mondo degli adulti e a porsi domande sul significato dell'amore e del diventare grandi, serbando dentro di sè parecchi sogni riguardanti il suo futuro, com'è giusto che sia per una bimba della sua età.
Il rapporto con Pegasus, con il quale la bambina si confiderà sui problemi che affliggono lei e le persone che la circondano di puntata in puntata, l'aiuterà a crescere e a concentrarsi su temi molto umani e quotidiani, rendendo la serie una sorta di "vademecum" per gli spettatori dell'età di Chibiusa, nella quale possono ancora una volta identificarsi.
Il tema della crescita, dei sogni e della fantasia che si hanno da bambini e che si teme di dover perdere o di veder modificarsi una volta cresciuti diventa quello centrale della storia, che vede tutti i personaggi, buoni o cattivi che siano, interrogarsi su questa questione, rendendo la storia molto suggestiva.
Nonostante il bel tema di fondo, però, Sailor Moon SuperS diventa ben presto stanca e ripetitiva: la storia è lineare, scarna e rimane in stallo per parecchi episodi e fioccano gli episodi riempitivi che seguono l'ormai collaudata struttura da telefilm supereroistico. La serie ormai è proiettata verso la comicità, incarnata perfettamente dai nuovi nemici, siano essi i moltissimi ed esilaranti demoni minori, il kitschissimo Amazon Trio o le ragazzine tutto pepe dell'Amazoness Quartet. I nuovi avversari, Nehellenia a parte, non ci incuteranno affatto paura, ma anzi li sentiremo anche piuttosto vicini, dato che gli autori ne approfitteranno per scandagliare i loro sentimenti e i loro modi di vivere e per renderceli anche una fonte inesauribile di gags. Sono antagonisti a cui manca completamente la sobrietà dei generali del Dark Kingdom della prima stagione, ma che si fanno ugualmente amare, e non mancheremo di farci due risate alle spalle di quel playboy di Tiger's Eye, di quell'amante delle signore mature di Hawk's Eye, dell'ambiguo Fish Eye (un omosessuale che ama travestirsi da donna e correr dietro agli uomini affascinanti, a cui nella versione italiana è stata data un'identità completamente femminile) o delle capricciose, fantasiose e infantili, ma proprio per questo assolutamente credibili, JunJun, VesVes, ParaPara e CereCere. Questi avversari così stravaganti, ma anche così divertenti, ci entreranno nel cuore e non potremo fare a meno di affezionarci a loro e di dispiacerci di doverli vedere, prima o poi, sconfitti.
Essendo una serie dall'impronta meno "action", con meno misteri da svelare e con molti episodi riempitivi, Sailor Moon SuperS dedica molto spazio ad approfondire i suoi personaggi, siano essi la vittima di turno (che, spesso e volentieri, può coincidere con qualcuno dei personaggi secondari che gravitano intorno alle protagoniste e che abbiamo ormai imparato a conoscere, siano essi Naru, Yuichiro, Motoki, Unazuki, Shingo, Umino, Reika, la mamma di Usagi, il nonno di Rei...) o addirittura uno dei protagonisti. Avremo modo infatti di conoscere più nel dettaglio i sogni, le aspirazioni, i problemi e i pensieri di Usagi e compagne, con un grande spazio dedicato alle quattro compagne Ami, Rei, Makoto e Minako, le quali, nel corso della serie, non solo ci mostrano inediti lati del proprio carattere, ma compiranno anche una grande evoluzione come guerriere. Da questo punto di vista è stato fatto davvero un ottimo lavoro per non abbandonare a sé stessa nessuna delle protagoniste, e si è compensata abbondantemente la poca solidità della trama principale con un approfondimento di quanto già avevamo, aggiungendo poco o niente ai tasselli del grande puzzle che ci narra la favola di Endymion e Serenity e che compone la sovrastruttura della serie di Sailor Moon.
Punto a favore di questa quarta parte dell'opera è indubbiamente la superba realizzazione tecnica, dovuta agli ingenti fondi che gli studios si erano trovati a guadagnare grazie ai successi della terza serie.
I colori sono accesi e vividi, le ottime animazioni sono fluidissime, spettacolari, e fanno davvero esaltare gli spettatori, soprattutto in occasione delle superbe scene di combattimento, in cui si mostrano le nuove trasformazioni e i nuovi poteri delle protagoniste. Il character design, ad opera di Ikuko Itoh, poi, fa ottima mostra di sè, rendendo i personaggi bellissimi da vedere e molto più particolareggiati rispetto al passato, e facendo di Sailor Moon SuperS una vera e propria gioia per gli occhi.
Notevole cura, come sempre, è stata spesa anche per la colonna sonora. Oltre ai brani orchestrati che ormai ci portiamo dietro sin dalla prima serie, ne sono stati composti di nuovi, talvolta inquietanti, talvolta spensierati e perfetti a descrivere l'atmosfera circense e farsesca che ammanta la serie. L'apertura della serie è affidata, come tradizione quadriennale, all'ormai leggendaria "Moonlight Densetsu", utilizzata come opening per l'ultima volta, mentre abbiamo ben due sigle di chiusura, la romantica e onirica "Watashitachi ni naritakute", riutilizzata in versione strumentale per accompagnare i momenti più evocativi degli episodi e presente anche in versione cantata ed estesa in una delle scene clou, e la frizzante e spensierata "Rashiku Ikimashou".
Non mancano poi, brani cantati utilizzati come colonna sonora delle scene salienti. E' il caso, ad esempio, di "Sailor Team Theme", un brano trascinante, accattivante e moderno il cui testo è stato scritto dalla stessa autrice originale, che accompagna una delle scene più esaltanti degli ultimi episodi.
Ottime, poi, come sempre, le prove dei doppiatori giapponesi. Oltre a coinvolgere mostri sacri del doppiaggio nipponico come Ryotaro Okiayu, Yuri Amano o Akira Ishida per interpretare i nuovi personaggi, abbiamo anche un ottimo lavoro svolto dagli interpreti dei personaggi principali, prima fra tutti Kae Araki, che ci regala una Chibiusa davvero eccezionale.
I fans si dividono, a proposito di Sailor Moon SuperS.
C'è chi lo trova noioso, per via dei molti riempitivi, perchè non aggiunge quasi nulla alla macrostoria delle vicende, perchè la storia di Chibiusa e Pegasus toglie spazio persino alla stessa protagonista.
C'è chi lo boccia perchè indispettito dalla strada completamente diversa che prende dalla vicenda cartacea di riferimento, o perchè abbandona personaggi interessanti come Uranus e Neptune, che ci si aspettava di trovare anche in questa serie.
C'è chi, invece, si trovò a seguirlo con grande passione, da bambino, perchè, da bambini si è tutti un pò sognatori e pieni di fantasia, e una storia che fosse vicina al suo modo di pensare lo ha esaltato e continua ad esaltarlo anche una volta cresciuto.
Anzi, magari riguardare Sailor Moon SuperS una volta usciti dall'infanzia gli ha ricordato che i sogni e le fantasie che da bambino riteneva importanti, beh, hanno ancora la stessa importanza, sono custodite nel proprio cuore come il più prezioso dei tesori e un pò lo hanno aiutato a diventare quel che è adesso.
Personalmente, sono ben conscio e fiero di appartenere a quest'ultima categoria. Malgrado non nasconda la mia assoluta preferenza per la serie S, sono legato alla serie SuperS da un sentimento del tutto particolare, e, anche a distanza di anni, mi sono ritrovato a farmi affascinare dai bellissimi disegni, dai colori vividi, dalla fluidità delle animazioni, dalle musiche sapienti, dalla spettacolarità e visionarietà di tutto ciò che concerne questa serie, ma, soprattutto, da quello che Sailor Moon SuperS incarna e simboleggia, e, in virtù di tutto questo, riesco a passare sopra all'apparente semplicità della trama e ai molti episodi riempitivi.
Sailor Moon SuperS è come i sogni di cui ci racconta, è delicata, è visionaria, è un ricordo di tanti anni fa ancora vivido nella mia mente, un ricordo di quando un bimbo di dieci anni all'ultimo anno della scuola elementare si appassionava a queste vicende che venivano quotidianamente trasmesse in un programma condotto da un bonario e simpatico capitano della marina che viveva in un sottomarino giallo. Vicende che si intersecavano con la sua quotidianità, con i suoi giochi, con i fumetti che disegnava, con le partite a Super Mario Bros, Contra, Tetris e Ice Climber sul Super Nintendo, con ciò che desiderava diventare nel futuro, con la bambina che gli faceva battere il cuore e l'amichetto con cui commentava i cartoni animati visti in televisione. Con l'infanzia. Con la fantasia. Con i sogni. Appunto.
