Daikengo, il guardiano dello spazio
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demone dell'oscurità
Per l'anime Daikengo, il guardiano dello spazio
Serie TV di genere Fantascienza/Mecha
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 7 Questa è una serie mecha che si diverte molto a giocare con nomi dall'importantissima valenza storica, e in cui alcuni dei personaggi presenti sono un valido richiamo, seppur ambientato nel futuro, di quei nomi, il più delle volte altisonanti, ma su cui il paragone ricade quasi perfettamente, per l'indole e il modo in cui tali personaggi si pongono all'interno della trama.
Ciò che colpisce è che nel doppiaggio italiano, tra i protagonisti di quest'anime, troviamo un Gastone Moschin in grande spolvero, grande attore protagonista di film degli anni '70 di grande successo, proveniente da una grande scuola di attori e noto al grande pubblico per essere uno dei componenti della "banda delle zingarate" della trilogia dei film "Amici Miei". A parte questo particolare che ho doverosamente sentito di ricordare, passo a parlarvi dell'opera.
Quest'anime non ha uno sviluppo narrativo notevole, né tanto meno una storia mecha di quelle convincenti su cui si possono formare i pilastri dell'animazione giapponese anni '70, ma ha una caratteristica che sarà fondamentale, ovvero sfruttare l'energia derivante dalla scienza e dall'astronomia, che saranno i motori che muoveranno questo automa da cui l'opera prende il nome. Ci sono inoltre dei forti richiami alle potenze demoniache, al controllo mentale da parte delle medesime, laddove il filo tra il bene e il male è molto sottile, in bilico tra uno dei protagonisti che può essere soggiogato o meno dalle forze oscure. Questi sono canovacci che ritroveremo anche negli anni più avanti a quest'opera, ma meglio applicati su altri anime.
La povertà di idee presente in quest'opera viene in parte sanata, come dicevo, dai riferimenti storici e anche dai poemi cavallereschi medievali, laddove facilmente ritroviamo due figli che si contendono il trono e il destino del mondo, e dove ci sono divisioni di famiglie e di stirpi che sono disposti a seguire vie oscure per potere prendere il potere assoluto. Tra tutto questo emerge la difficoltà di maneggiare un robot come Daikengo.
E di qui nasce la morale dell'autore. Ovvero che l'intelletto umano realizza scopi filantropici solamente se la capacità di donarsi per gli altri, che è un principio filantropico per antonomasia, è superiore anche a costo della propria vita; ma qui il sacrificio serve per dare altre vite, per dare speranza ad altre vite in futuro, costantemente minacciate da un male che vuole il controllo assoluto dei territori e delle genti che vi abitano. Ma non per desiderio di conquista, ma per il solo scopo di dimostrare di avere mezzi militari più forti.
E da qui nasce l'altra morale dell'autore, a mio parere. In una guerra nessuno è vinto e nessuno è vincitore, chi crede di essere il più forte e ben preparato in guerra, ha già perso in partenza, perché non considera il valore, che nasce dal cuore e dalla speranza, come dicevo prima, di dar vita, ciò che nessun arma può fare, visto che ne rappresenta la più completa delle antitesi.
E anche un robot, come quello presente in quest'opera, per ciò che ho detto prima, può rappresentare una minaccia, anziché una salvezza. Per cui il mondo si può salvare solamente se apprende degli intenti che si allontanano dalle bellicosità mostrate, altrimenti se l'intelletto umano produce automi per distruggere, ciò è il primo passo per un punto di non ritorno, laddove le vittorie annunciate dei protagonisti non sono altro che eterne sconfitte.

jix 73
Per l'anime Daikengo, il guardiano dello spazio
Serie TV di genere Fantascienza/Mecha
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 6 Un mio amico lo ricorda perche' come spade usavano il 'fioretto', io perche' il robot aveva una dentatura con canini molto affilati.
Poco importava se all'epoca c'era poco di originale (stiamo parlando del boom-robotico), nelle serie cio' che contava veramente era distinguersi l'una dall'altra e Daikengo non passava certo inosservato. Molti difetti, vero, ma anche qualche pregio.
Vederlo adesso puo' non dire niente, ma all'epoca il suo piccolo momento di gloria se lo e' guadagnato.
A me piaceva molto. Certo se adesso dovessi pensare alle truppe di Magellano capitanate da Roboleon (Napoleon) che come nessi storici sembrano non c'entrare per niente storcerei un po' il naso, pero' non e' poi cosi' malvagio come potrebbe sembrare.
Anche la sigla non e' male.
simona
Per l'anime Daikengo, il guardiano dello spazio
Serie TV di genere Fantascienza/Mecha
Episodi Visti: 15 su 26 --- Voto: 8 Daikengo era uno dei miei robot preferiti! Mi piaceva soprattutto per l'originalità del mecha design. Ricordo ancora che mi affascinavano le astronavi a forma di pesce! I personaggi erano ben caratterizzati e ben curati. Devo dire che è forse una delle serie robotiche con più contrasti: ovvero scene drammatiche alternate a grandi momenti di idiozia e situazioni imbarazzanti! Certo ci sono anche degli spunti negativi: alcuni momenti della storia sono un pò smorti e alcune cose poco azzeccate, ma diciamo che ha saputo distinguersi parecchio tra tutte le serie robotiche e portare anche qualche piccola innovazione, inoltre era una di quelle serie che si basava più su una storia che su una lotta vera e propria.
Seb
Per l'anime Daikengo, il guardiano dello spazio
Serie TV di genere Fantascienza/Mecha
Episodi Visti: 29 su 26 --- Voto: 6 In sé per sé, non si discosta granché dagli stereotipi tipici dell'epoca (in Italia mi pare comparve nel 1982), trama piatta e ripetitiva, animazione rudimentale, disegni grossolani e via discorrendo... Un Impero ultrapotente, guidato dal misterioso Magellano, le cui armate sono comandate dalla bellissima Lady BaraKross e guidate dal generalissimo Roboleon (!!!), si espande ai danni dei sistemi della galassia. Solo il Genio-robot Daikengo potrà fermarli, entrando in simbiosi con il protagonista, il principe Rigel, il cui fratello è stato ucciso dai Magellani, aiutato a sua volta dalla amica d'infanzia, Cleo. Siamo sul già visto, ovviamente, anche per quei tempi... tuttavia possiedo dei bei ricordi di questa serie, a cominciare dalla orecchiabilissima e ritmata sigla, passando poi per la conturbante (perennemente seminuda) cattivona Lady Baracross (una Bond-Girl in piena regola! Agli antipodi dell'amica del protagonista, delicatina, biondina, educatina ma dalla mira micidiale) e per finire, il personaggio di Roboleon, probabilmente il più riuscito della serie, caricatura robotica di Napoleone ma dotato di sentimenti ed emozioni molto umani... per non dire carnali, verso Lady BaraKross.
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Utenti On-line: 432 Record: 2257 Utenti (18/11/2010)
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