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Ghost in the Shell - Stand Alone Complex

(Ghost in the Shell - Stand Alone Complex; Ghost in the Shell - Stand Alone Complex)

Voto: 7,941 - Leggi le recensioni - anime distribuito in Italia da Panini Video

(Azione, Mistero, Fantascienza, Poliziesco)

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Ghost in the Shell


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Tipo:
Serie TV

Anno:
2002

Episodi:
26

Immagini:
15

Recensioni:
30

Valutazione:
7,941

Media Voti:
8,067




Ecco 5 recensioni delle 30 disponibili.




Screenshot 1 di Ghost in the Shell - Stand Alone Complex
Ghost in the Shell - Stand Alone Complex
Ammetto che inizialmente non mi aspettavo granché da questa serie, infatti avevo paura che si trattasse di una mera operazione di sfruttamento commerciale interessante un titolo di culto. Allo stesso tempo il fatto che si trattasse di una produzione ad alto profilo economico, mi faceva indubbiamente ben sperare.
Ma ora posso candidamente ammettere che, al termine della visione dell'ultimo episodio, mi è venuto spontaneo alzarmi dalla poltrona per andare a schioccare un grosso bacio al televisore: quest'anime mi è piaciuto un saccaccio!

Il confronto con lo storico film è inevitabile, e posso dire che sostanzialmente non ne snatura l'essenza, ed in molti punti lo migliora addirittura.
Ho innanzitutto gradito molto il restyling dei personaggi che, pur restando grosso modo fedele all'originale, apporta svariati miglioramenti. Il Maggiore Motoko Kusanagi è diventato molto più "appetibile" ma allo stesso tempo, a mio avviso, ha perso qualcosina della sua identità storica: è vero che ora presenta molte graditissime sfumatore caratteriali che nel film non venivano (a ragione) enfatizzate più di tanto (il sarcasmo e l'ironia sopra tutti), ma allo stesso tempo ciò la rende più umana e meno "bambola" e ciò forse non è propriamente un bene... ma proprio questo fattore mi ha fatto affezionare in maniera inverosimile a questo personaggio, cosa che prima non era successa.
Tutti gli altri protagonisti risultano generalmente molto umani, credibili ed espressivi. Togusa ad esempio è uno di quelli che mi è piaciuto di più: determinato, malinconico, ingenuo, calcolatore, caparbio ed idealista... in parole povere credibilissimo. Stesso dicasi per il caro Batou che sa dimostrarsi come al solito cocciuto, iracondo, sarcastico e più propenso all'azione rispetto alla media, ma sempre estremamente professionale.

Il comparto grafico è eccellente (eccettuati magari rarissimi e trascurabili cali) e si fa un ottimo utilizzo delle animazioni in cel-shading, per i mezzi soprattutto, che ben si fondono col resto dei disegni. Anche la tavolozza è molto vivace, contrariamente a quella più naturale del film. Gli amanti della pura azione, inoltre, avranno di che gioire, visto che di scene frenetiche ce ne sono di davvero ben fatte e coinvolgenti, anche se non sono tantissime, e comunque magnificamente e dettagliatamente animate... alcune le ho riviste avidamente più volte (soprattutto negli ultimi episodi), tanto mi son piaciute... non dimenticherò mai la testa del maggiore pressata tra l'asfalto e la "zampa" dell'esoscheletro della marina!

Riguardo l'audio, le musiche sono incantevoli, specialmente il tema musicale dell'opening, molto evocativo ed emozionante... mi son sorpreso a canticchiarlo più di una volta.
Il doppiaggio poi è miracoloso; fedele all'originale (stessi doppiatori) e in alcuni frangenti ci son stati anche ampi margini di miglioramento, soprattutto la doppiatrice del maggiore che mi è piaciuta tantissimo: femminile ed intrigante, la voce da sola contribuisce significativamente alla magnifica resa caratteriale del personaggio.

La trama è in perfetto stile poliziesco/investigativo, e la componente tecnologica piacevolmente futuristica fornisce delle interessanti ed inedite innovazioni in questo ambito. In molti frangenti bisogna prestare molta attenzione, visto che i dialoghi son lunghi ed abbastanza articolati.
Un aspetto che mi ha piacevolmente meravigliato è costituito dai Tachikoma, simpaticissimi ma letali ed efficienti macchine da combattimento, legatissime al "signor Batou", che in più occasioni manifestano delle connotazioni caratteriali profondissime: son rimasto letteralmente a bocca aperta durante la visione di un episodio interamente dedicato a loro, quando li si vede discutere e filosofeggiare ingenuamente (ma neanche tanto) riguardo la loro natura, il loro ruolo nella squadra e la morte in genere. Molto commuovete poi una scena finale che li vede protagonisti.

Non manca anche un po' di fanservice, legato essenzialmente all'abbigliamento ed ad alcune inquadrature maliziose riguardanti il maggiore. L'unica cosa che mi son spesso chiesto è come mai nessuno si meravigliasse di vedere una bella figliola come il maggiore andare in giro con abiti così succinti... e sopratutto come facesse lei a sentirsi a suo agio in tali vesti. In alcuni casi quasi ero confortato nel vederle indossare i pantaloni o la "muta" da battaglia!

Ho gradito tantissimo le frequenti citazioni al capostipite della saga, molte scene infatti riprendono in maniera più o meno esplicita alcuni celeberrimi passaggi del film... geniali! Concludendo questa è una serie ottima, certo non è perfetta visto che qualcosina qua e la poteva esser migliorata, ma raramente ho visto di meglio, in definitiva si tratta di un prodotto da visionare assolutamente: fatevi questo gran favore.

Voto 10
by Oberon
Opinione di oberon. Voto: 10
  

  



Screenshot 2 di Ghost in the Shell - Stand Alone Complex
Ghost in the Shell - Stand Alone Complex
Ho visto tutta la prima stagione e l'inizio della seconda. Sebbene possa sembrare un po' lenta e a tratti noiosa, questa magnifica serie ricalca i temi e le problematiche del manga di Masamune Shirow, differenziandole un poco dalla storia originale ma anche espandendole in direzioni non ancora esplorate (grazie al magnifico lavoro degli sceneggiatori). Perciò, oltre a belle ed emozionanti scene d'azione, ci si troverà ad ascoltare discorsi sulla società, sui mass-media e il cyber-terrorismo (del futuro), tutti visti da un occhio analitico ed "esterno" alle regole della società (la squadra speciale "sezione 9").

Non è certamente una serie per tutti, in quanto manca quasi totalmente la dimensione d'ironia che spesso da un anime ci si aspetta (e che era presente nel fumetto originale). Nonostante questo mi sento di poterla definire una delle più belle e affascinanti serie animate degli ultimi anni, originata da una delle menti creative più brillanti del Giappone, forse seconda soltanto a Katsushiro Otomo, per successo e popolarità (anche all'estero) dei suoi lavori.
Opinione di grobbio. Voto: 9
  

  


Screenshot 3 di Ghost in the Shell - Stand Alone Complex
Ghost in the Shell - Stand Alone Complex
Ghost in the shell è un anime ambientato in un futuro nemmeno tanto lontano da noi.
Esso enumera nello svolgersi delle 26 puntate un argomento quanto mai d'attualità che diventa sempre più pericolosamente vicino alla nostra quotidianità: l'alienazione uomo-macchina. Senza dilungarmi troppo sull'argomento trattato e ritrattato anche in passato voglio evidenziare anche la trama che ha il grande pregio di riuscire a mescolare ambientazioni in stile poliziesco-futuristico con argomentazioni a dir poco scottanti.
Fondamentalmente l'anime ha insita in se una sorta di denuncia, cerca di avvertire il pericolo che la meccanizzazione sempre più forte nella vita umana tenderà a non far più distinzione fra macchina ed uomo fin quando non sarà proprio la creatura(la macchina) a dominare il creatore(l'uomo).
Tornando all'enucleazione delle caratteristiche tecniche di GITS, si può notare un ottima realizzazione tecnica delle immagini a volte accompagnate con spruzzi di computer grafica. L'audio non è sempre all'altezza se non nelle sigle molto caratteristiche e particolare(anche in esse ci sarebbero significati e tematiche da approfondire).
Il coinvolgimento a volte può venir meno ma le molteplici situazioni stealth e azioni ad alto coefficiente adrenalinico tendono a far infervorare lo spettatore che se avrà la "pazienza" di sorvolare alcuni momenti di stasi della trama sarà ampiamente ricompensato da una delle migliori serie anime mai create.
Opinione di SuperFra. Voto: 9
  

  


Screenshot 4 di Ghost in the Shell - Stand Alone Complex
Ghost in the Shell - Stand Alone Complex
Liberamente ispirato al film di Mamoru Oshii, a sua volta tratto dall’omonimo manga di Masamune Shirow, Ghost in the Shell – Stand Alone Complex è uno dei pochi anime a disporre di un altissimo budget finanziario, grazie ad appositi finanziamenti americani, indiscussa prova del grande successo di quest’opera anche negli Stai Uniti. E’ per questo motivo che SAC, pur essendo una serie di ventisei episodi, mantiene per tutta la sua durata una qualità nelle animazioni, e nella realizzazione tecnica in generale, a un livello pari, se non addirittura superiore, a quella di un lungometraggio cinematografico.

Paradossalmente tutto ciò, unito alla pesante eredità del film di Oshii, quasi universalmente considerato come uno dei capolavori assoluti dell’animazione giapponese, e non solo, di sempre, poteva indurre timore sulla qualità dell’opera in questione: prodotto commerciale, tutto ‘shell’ e niente ‘ghost’, al solo scopo di sfruttare la notorietà dell’opera originale? Oppure opera destinata a essere ricordata nel tempo?

Non posso negare di essere stato abbastanza scettico prima della visione dell’opera, temendo un abbandono della narrazione filosofica che permeava il film a favore della mera azione poliziesca. Ed effettivamente, almeno all’inizio, non troviamo traccia delle vette ideologico-filosofiche incarnate dal Signore dei Pupazzi del film di Oshii. Il primo episodio mostra una semplice operazione anti-crimine della Sezione 9. E già qui possiamo notare alcune cose. I personaggi sono gli stessi del film: è presente anche Togusa, cosa che colloca la serie, all’interno di un ipotetico continuum temporale, dopo il film, o almeno dopo l’inizio del film/manga, essendo Togusa entrato nella sezione 9 proprio in quell’occasione. Tuttavia si capisce subito anche che gli eventi del film è come se non fossero mai accaduti, il maggiore Mokoto Kusanaghi è ancora se stessa, non ha mai incontrato il Signore dei Pupazzi. In pratica, la decisione è di mostrarci la Sezione 9 che avevamo conosciuto, anche se per breve tempo, durante il film, slegandosi però dalla continuity di quest’ultimo. Alla luce di ciò mi preparai a visionare una serie più leggera del film.

Ebbene mi sbagliavo!
Possiamo suddividere gli episodi della serie in due filoni: gli ‘stand alone’ e i ‘complex’; i primi sono delle puntate autoconclusive, che mostrano casi di ‘ordinaria amministrazione’, mentre i complex sono quelli che fanno avanzare e proseguire la Trama con la T maiuscola. Anche questa volta l’origine di tutto è una figura misteriosa, un hacker che definire geniale è riduttivo, a cui è stato dato il nome di ‘Uomo che Ride’ a causa del logo che ha utilizzato per ingannare le telecamere e gli occhi dei testimoni, ovvero proprio un volto che ride.

Si potrebbe pensare ora che gli episodi SA possano risultare inutili o ripetitivi, ma non è così: ogni episodio non è mai banale, e soprattutto, ci permette piano piano di conoscere i membri della Sezione 9, che nel film, a parte il maggiore, venivano decisamente tralasciati per mancanza di tempo. Inoltre ogni qualvolta mi pareva di avvertire un calo nella narrazione o nell’interesse, dopo poco l’anime era in grado di stupirmi positivamente. Per citare solo un esempio, uno degli episodi che mi ha impressionato di più è stato uno stand alone: quando vidi questo ex-guerrigliero americano che squartava le sue vittime togliendo loro la pelle come se fosse una maglietta, per di più mentre erano ancora in vita, e collegando i loro nervi ottici ai suoi in modo che potessero assistere in posizione privilegiata all’opera, non potei trattenere un brivido in tutto il corpo.

Tuttavia, se gli SA sono episodi di alto livello, non c’è storia con i complex. Siamo a un livello superiore: in questi episodi sembra di rivivere in alcune parti le atmosfere del film, forse in alcuni parti persino superiori. E anche come coinvolgimento emotivo niente da dire. Se l’episodio di prima mi aveva colpito, al vedere l’apatia dei ragazzi del centro d'assistenza alla fine dell’episodio non sono potuto rimanere impassibile, provando anzi un’inquietudine decisamente ‘Lainiana’.

Un aspetto sicuramente convincente della serie sono i Tachikoma, a mio avviso protagonisti morali dell’intera serie, coloro che riusciranno più di tutti a generare emozioni nello spettatore. Sicuramente un colpo di genio! All’inizio risulterà addirittura inquietante sentire questi carri armati aracnoformi con la voce di Nina di FMA (se avete visto FMA probabilmente capirete il motivo dell’inquietudine), ma col proseguo degli episodi ci si affezionerà a loro, e non ci si potrà non stupire di quanto bene siano caratterizzati nella loro evoluzione.

Un’unica nota negativa sono gli eccessivi combattimenti... è sì vero che mediamente per tutta la serie sono decisamente pochi, tuttavia negli episodi complex conclusivi ce n’è a mio avviso troppa di azione… e infatti ero sul punto di rimanerne deluso, quando invece con gli ultimi due episodi gli sceneggiatori sono riusciti a ottenere la mia assoluta approvazione. A fine serie sentivo dentro di me quell’impagabile sensazione di soddisfazione che si prova durante e a conclusione della visione di un’opera degna di questo nome, che ti fa dire spontaneamente “Che bella serie che ho visto!”.

E con quelle opere in grado di farmi provare questa sensazione sono decisamente generoso nel giudizio:
come voto la ragione mi dice 9/9.5, ci sono effettivamente alcuni dettagli che avrei preferito fossero stati strutturati in modo diverso, essendo questa anche una serie da giudicare severamente visti genere e ambizione, ma il cuore, il ghost anzi per restare in tema, dice 10.
E che 10 sia!

Sarebbero numerosi e vari gli spunti di riflessioni su cui discutere in tutta questa serie, ma essendo questa una recensione non-spoiler e per non farla divenire eccessivamente lunga ho deciso di ometterli.

Consiglio assolutamente la visione della serie, sarebbe meglio dopo la lettura del primo manga e la visione del primo film, anche se mi rendo sempre più conto di come il cyberpunk sia un genere per pochi, per cui se il cyberpunk non vi piace, pensateci un po’ su… non è cyberpunk estremo alla Lain, anzi in alcuni punti lo è anche, ma comunque pesantino rimane.

Ora sono davvero ansioso di visionare la seconda serie SAC – 2nd G.I.G., spero presto in un box edition by Panini.

Dimenticavo: a mio avviso SAC sovrasta su tutti gli aspetti Innocence, il sequel del film sempre di Mamoru Oshii.

P.S. una nota sull’edizione italiana: se comprate il box economico, controllate che la colla non si sia sciolta e sia colata sui DVD, rendendoli inutilizzabili; è già successo più volte, con grande gioia dei compratori. è_é
Opinione di slanzard. Voto: 10
  

  


Screenshot 5 di Ghost in the Shell - Stand Alone Complex
Ghost in the Shell - Stand Alone Complex
Concordo con chi non esprime un giudizio positivo su questa produzione. Adoro Masamune Shirow per l'inventiva assolutamente originale che riesce a regalare in ogni tavola dei suoi Manga, per la scanzonata profondità con cui caratterizza meravigliosamente i suoi personaggi e li rende vivi. Per quanto riguarda il mecha poi risulta insuperabile: il realismo meccanico con cui studia apertura di sportelli (di auto come di corpi artificiali), connessioni organico-elettroniche potrebbero farne un designer di successo ( spesso nei veicoli si trova il gusto retrò di citare carrozzieri italiani: Bertone con la Stratos, x19, vecchie Lancia beta). Il tutto crea un universo realmente parallelo e affascinante.
In Giappone ho comprato diversi volumetti solo per studiare il design dei suoi oggetti. Nella serie video mi sembra che tutto sia divenuto "opaco", senza guizzi ed invenzioni, un prodotto dignitoso ma scialbo. La splendida Motoko sembra una body builder in pantajazz... totalmente priva di sensualità. Mi rendo conto che i Mangaka siano geni solitari e che una produzione anime li costringa ad annacquare il loro genio in un rivolo di collaboratori che devono fare da tramite a una struttura di stampo industriale, ma comunque vi sono casi in cui rimane evidente l'impronta del creatore; Miyazaki insegna e senz'altro i due lungometraggi da questo punto di vista risultano più conservativi. Aspetto ancora uno Shirow animato all'altezza.
Opinione di yukio. Voto: 4
  

  

Screenshot 6 di Ghost in the Shell - Stand Alone Complex

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Screenshot 8 di Ghost in the Shell - Stand Alone Complex


Screenshot 9 di Ghost in the Shell - Stand Alone Complex

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